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Festa del Pd, infuria la polemica politica

Silenziatore alle orchestre, plateatico e impatto sull'economia locale. Scontro tra gli assessori Vanazzi e Bosa e l'ex delegato al Bilancio Cirilli

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

30 Luglio 2019 - 07:52

Festa del Pd, infuria la polemica politica

PANDINO (30 luglio 2019) - Le polemiche politiche sulla festa del Pd nell’arena esterna del castello sono come il Ferragosto: una certezza di ogni estate, anche ora che i democratici non governano più il Comune, dopo 24 anni di presenza. Con l’incombere della manifestazione, al via il 6 agosto e sino al 18, l’area parcheggio da domani sarà riservata al montaggio di strutture, stand e attrezzature. Vietati dunque la sosta e anche il passaggio a piedi. I temi caldi sono ancora il plateatico pagato dal Pd al Comune, il caso dei lavori di sistemazione del fondo in ghiaia dell’arena, per eliminare le buche, risalenti a quattro anni fa, e il presunto indotto che la kermesse porta al paese. Ad accendere la miccia l’assessore all’Urbanistica Francesco Vanazzi, con un post pubblicato su Facebook, a commento della notizia uscita nei giorni scorsi sul quotidiano La Provincia: quest’anno il sindaco leghista Piergiacomo Bonaventi ha imposto al Pd di abbassare il volume delle orchestre. Partendo dal fatto che il regolamento comunale prevede per il centro storico un massimo 45 decibel, ha concesso una deroga sino a 70, invece dei 95 chiesti dai promotori,. «Perché chi stabiliva le regole poi autorizzava anche le deroghe?» si chiede Vanazzi in merito al mancato silenziatore negli anni scorsi. Poi, aggiunge: «Dal 2015 aspettiamo che l’ex assessore e segretario del Pd Massimo Bonanomi ci mostri le fatture con cui il partito pagava i lavori nell’arena del castello prima della festa. Tanto l’hanno capito tutti che a pagare erano i pandinesi». L’ex assessore al Bilancio Marco Cirilli contrattacca. Sottolinea l’impatto economico positivo della kermesse sul paese, poi la stilettata nei confronti dell’evento hip hop e trap in notturna, promosso lo scorso 5 luglio dal Comune nella corte interna del castello: una serata che il Gruppo civico aveva già condannato, sostenendo fosse sfuggita di mano, tra risse e alcool venduto ai minorenni. Dalla maggioranza, la pronta smentita.

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