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FONDAZIONE BENEFATTORI CREMASCHI

Scontro col comitato parenti: "Le critiche? Ingiustificato astio"

Dura replica del presidente Bertoluzzi: «Sono concentrati su problemi personali. Visione frutto di pregiudizi»

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

04 Ottobre 2018 - 17:09

Scontro col comitato parenti: "Le critiche? Ingiustificato astio"

La sede di via Kennedy della Fondazione Benefattori Cremaschi

CREMA - Dura la reazione del presidente della Fondazione benefattori cremaschi, Paolo Giovanni Bertoluzzi, alle critiche mosse dal Comitato dei parenti delle persone ospiti nella struttura socio-sanitaria. Reazione della Fbc che di fatto segna lo scontro con le cinque persone che compongono il Comitato, rinato (dopo un anno di assenza) lo scorso gennaio. «Le critiche — ed è solo l’inizio — non provate da elementi oggettivi risultano essenzialmente mosse da ingiustificato astio, colpiscono l’istituzione, i suoi operatori, rasentando l’offesa e la diffamazione». Presa di posizione che arriva all’indomani dell’incontro tra cda e medici della Fbc con i rappresentanti degli opiti.

Il presidente ricorda che la rsa ‘Camillo Lucchi’ «è l’unica struttura socio sanitaria della provincia di Cremona certificata per il Sistema Qualità e pertanto soggetta a controllo e autocontrollo continuo», per poi affondare il coltello. «Le pesanti critiche mosse dal Comitato — argomenta — stridono fortemente con gli esiti delle verifiche ed ispezioni subite negli ultimi mesi da parte di ATS Val Padana che ha operato, come di consueto, controlli costanti sulla funzionalità e qualità dei servizi erogati senza rilevare e contestare alcunché di negativo».

Erano state pesanti le critiche sollevate, nei giorni scorsi, dal rinnovato comitato dei parenti. Se ne era fatto portavoce il presidente Agostino Cattaneo, mettendo sotto la lente quanto a loro avviso accade nella ‘Camillo Lucchi’. La sintesi è che mancherebbero i controlli, non ci sarebbe cioè qualcuno che si prenda la briga di verificare se tutto va per il meglio. E allora ecco i problemi legati alla pulizia (che non sarebbe ottimale), all’assistenza (assente soprattutto di notte, con un solo infermiere che deve occuparsi di 30 persone), alla cucina (la qualità di quanto viene servito) e per finire anche all’animazione, che scarseggia.

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