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'Tuono', il cane abituato a salire sul podio

Il Breton di 3 anni del sessantaduenne Luigi Natale Bonizzi è campionato italiano di ‘lavoro’. Molti i trofei in bacheca: «Ho appeso il fucile al chiodo e la mia ‘arma’ adesso è il fischietto»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

15 Marzo 2017 - 08:25

'Tuono', il cane abituato a salire sul podio

Luigi Natale Bonizzi con il suo cane 'Tuono'

AGNADELLO - Amabile ed affettuoso nella vita di tutti i giorni, determinato e dallo stile impeccabile sui campi da gara. È agnadellese il cane campione italiano di caccia alle starne. Si chiama 'Tuono', ha tre anni ed il suo è già un palmarès da fuoriclasse. Eccellente fra gli eccellenti, per usare un aggettivo tipico di questo settore, la caccia alla selvaggina senza sparo. E fuoriclasse come lui lo è il suo padrone, Luigi Natale Bonizzi, 62 anni, pensionato agnadellese, membro della Federcaccia locale, centinaia di trofei in bacheca, vinti sia in Italia che all’estero, una passione sconfinata per uno sport che lo porta a cimentarsi con l’élite nazionale ed internazionale di questa specialità. «La mia arma non è più il fucile – racconta Luigi - ma il fischietto (lo strumento utilizzato nelle gare). Da anni la mia passione sono i cani da ferma. Ho quasi sempre posseduto dei setter, fra cui uno che si chiamava Tissot dei Crocedomini che mi è stato rubato nel 2000 e che mi è rimasto nel cuore. Poi, ad un certo punto, dei miei amici che hanno dei continentali (cani di origine non inglese) ne hanno regalato uno anche a me, un Epagneul Breton di tre mesi. Scherzando dissi loro che se avessi portato a casa un cane del genere avrei finito con il far mangiare loro la polvere in gara». È andata più o meno così. Tuono è cresciuto sano e forte e grazie all’addestramento ricevuto da Danilo Rebaschio, addestratore professionista del Pavese amico fraterno di Luigi, è diventato un campione.

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