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CREMA

'Informatica, qui il polo internazionale'

Scarabottolo: si può fare per evitare la crisi

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

20 Novembre 2016 - 08:56

'Informatica, qui il polo internazionale'

Nello Scarabottolo

CREMA - La premessa è doverosa: «La convenzione che lega l’Università degli Studi di Milano a Crema è valida fino al 2020, le iscrizioni continuano ad andare bene e non ci sono segnali di volontà di abbandono di Crema da parte dei vertici dell’ateneo. Insomma, quello che sto per dire ha intento provocatorio su ciò che potrà accadere nel medio termine, senza che, peraltro, lo ribadisco, al momento se ne ravvisino i sintomi. Però ci sono situazioni da mettere in preventivo».

Mette le mani avanti e stoppa sul nascere eventuali accuse di fomentare allarmismo, Nello Scarabottolo, 60enne, professore ordinario di Architettura degli elaboratori, vice direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi menenghina — che è intitolato a Gianni Degli Antoni — e coordinatore della sede di Crema. Apre, anzi: riapre, un capitolo che dovrebbe essere destinato a entrare di prepotenza nei programmi della prossima amministrazione, di qualunque segno essa sarà. Un capitolo che molti imprenditori locali, soprattutto della cosmesi, vedrebbero con piacere tornare d’attualità per rafforzare la leadership del Cremasco. Il futuro può essere progettato partendo dal presente. Come ricorda Scarabottolo, «i numeri che vantiamo giustificano la nostra esistenza. Crema ha corsi di laurea triennali e magistrali di Informatica, e di Sicurezza informatica — nella quale si può dire che è leader, anche a livello internazionale —, il cui triennale è anche online da 11 anni, cosa che non accade nella sede di Milano».

«Partiamo da qui e allarghiamo gli orizzonti per darci una nuova identità» è la sua proposta: «Abbiamo competenze e numeri importanti che possono essere fatti valere: Crema può diventare un punto di riferimento internazionale. La sicurezza informatica è necessaria in tutti i campi. Grazie all’università, Crema e il Cremasco possono diventare polo di riferimento internazionale non solo per la produzione ma anche per l’alta formazione».

Gli spazi ci sono: Scarabottolo indica la sede storica del Dipartimento: «Attualmente è inagibile, ma può essere fatta tornare a vivere con un investimento di mezzo milione di euro, cifra certo importante, ma non impossibile da trovare se si crede nel progetto». Potrebbe nascere, questo il sogno, «una struttura che sappia attrarre altre università, le quali potrebbero portare specializzazioni ed esperienze sinergiche con le nostre. Nessun campanilismo d’ateneo». A patto che la politica e il mondo economico di Crema e del Cremasco si accorgano che tutto ciò non è solo possibile, ma addirittura conveniente.

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