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CREMA

Ndoja al Caffè Letterario

L'ex giocatore della Vanoli presenta lunedì 26 settembre il libro 'La morte è certa, la vita no' che racconta la sua incredibile storia: dalla guerra civile in Albania all’incontro con papa Francesco

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

25 Settembre 2016 - 17:54

Ndoja al Caffè Letterario

Klaudio Ndoja in maglia Vanoli e la copertina del libro

CREMA - Dalla guerra civile in Albania all’incontro con papa Francesco in piazza San Pietro come rappresentante del Centro Sportivo Italiano. E’ la parabola di vita del ‘Gladiatore’ Klaudio Ndoja, ala di 201 centimetri, arrivato in Italia da clandestino con la sua famiglia su un barcone partito dall’Albania e — grazie alla propria forza d’animo, perseveranza e fede — capace non solo di integrarsi ma di riuscire a vestire la maglia di squadre e della Serie A di basket. Quest’anno gioca nella Virtus Pallacanestro Bologna, tre anni fa fu uno dei pilastri della Vanoli. La sua storia umana e sportiva è finita in un bel libro scritto da Michele Pettene dal significativo titolo ‘La morte è certa, la vita no’. Kaludio racconterà la sua storia, colloquiando con Pettene, al Caffè Letterario di Crema, lunedì 26 settembre, in sala Bottesini del teatro San Domenico, con inizio alle 20,45 e ingresso libero (come di consueto, ai presenti verranno offerti caffè e pasticcini). L’accompagnamento musicale è, ancor una volta, curato dagli allievi della classe Imparerock del civico istituto musicale Folcioni. Anche questo incontro è reso possibile grazie al contributo delle aziende che sostengono il sodalizio culturale cremasco: Formazienda, Fondo paritetico nazionale interprofessionale per la formazione continua, quotidiano La Provincia, Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca, Icas, Fapes, Comitato soci Coop di Crema, e libreria Il viaggiatore curioso. E, naturalmente, la Fondazione San Domenico, che ospita la serata. Gianmarco Pozzecco, autore della prefazione, uno che uomini e di sportivi se ne intende, scrive: «Vi do un consiglio, leggete questo libro scritto da Miky, entrateci dentro, fatevi assorbire dalla sua storia: ne vale la pena».

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