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SONCINO

Furto sacrilego a San Pietro, ritrovata la refurtiva

Brillante operazione dei carabinieri, denunciata coppia di commercianti ambulanti

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

14 Gennaio 2015 - 11:34

Furto sacrilego a San Pietro, ritrovata la refurtiva

Pissidi e calice rinvenuti

SONCINO - Nella mattinata del 5 gennaio, don Mario Marinoni, parroco di Soncino, aveva denunciato ai carabinieri che ignoti malfattori, previa effrazione di una porta laterale della chiesa di San Pietro Apostolo, avevano portato via dall’adiacente sacrestia 4 calici e due pissidi in rame argentato.

Fortunatamente gli oggetti sacri erano stati fotografati e catalogati con le apposite schede predisposte dal Comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma, unico organo nazionale che gestisce un catalogo delle opere d’arte trafugate. Questo ha permesso di avviare subito le indagini atte ad identificare i responsabili e recuperare la refurtiva, interessando altresì anche il Nucleo TPC di Monza.

I militari hanno svolto intense indagini soprattutto in ambito locale, poiché l’evento appariva consumato da parte di persone del posto che conoscevano bene il fatto circa la presenza di quegli oggetti sacri dentro la citata chiesa. Sono state interrogate diverse persone residenti in loco, raccogliendo, nel corso dei giorni successivi, gravi indizi nei confronti di una coppia di commercianti ambulanti del posto, dediti alla vendita di oggetti di antiquariato nei mercatini della Lombardia.

Le investigazioni hanno permesso di accertare che i due avevano compiuto il furto degli oggetti sacri e messi alle strette. La coppia ha confessato le proprie responsabilità, restituendo però solo parte della refurtiva, costituita da due pissidi ed un calice, poiché la parte mancante era già stata, a loro dire, venduta a dei ricettatori stranieri. Il valore di quanto rinvenuto si aggira sui 15.000 euro.

I due malfattori sono stati denunciati per furto aggravato in concorso, mentre proseguono le ricerche della refurtiva mancante. Nella giornata di martedì 13 quanto rinvenuto è stato restituito a don Mario che visibilmente commosso ha ringraziato sentitamente gli investigatori per il brillante esito dell’indagine fin qui svolta.

Il brillante risultato ottenuto è frutto sicuramente anche della presenza delle schede cataloganti gli oggetti asportati, che contengono le foto e la descrizione degli stessi. Si invitano, pertanto, tutte le persone che posseggono opere d’arte a rivolgersi presso le locali stazioni carabinieri per ottenere le schede da compilare e conservare, indispensabili per poter ricercare gli oggetti, qualora eventualmente trafugati.

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