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Corlazzoli, lettera di scuse a Rossoni: si chiude la vicenda giudiziaria

Al centro della querelle alcune frasi scritte durante la campagna elettorale del 2010

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

18 Novembre 2014 - 20:01

Gianni Rossoni e Alex Corlazzoli protagonisti del duello in tribunale

OFFANENGO - Si è conclusa con una lettera di scuse a firma di Alex Corlazzoli, la vicenda giudiziaria tra l’ex consigliere comunale e Gianni Rossoni, attuale sindaco di Offanengo ma ai tempi consigliere regionale. All’origine una denuncia per diffamazione presentata dallo stesso Rossoni per via del contenuto di alcune affermazioni scritte durante la campagna elettorale (siamo nel 2010) per le regionali e considerate offensive.

 

Ecco la lettera: "Le scrivo per una breve considerazione in merito ad un volantino diffuso dallo scrivente in occasione della campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2010, nelle quali il Signor Giovanni Rossoni era candidato come consigliere regionale nella lista “Popolo delle libertà”, nel Collegio di Cremona. In quell’occasione, i toni della critica politica erano stati particolarmente aspri. In particolar modo la frase “Togliamo la coppola al suo passaggio. E baciamo le mani”, scritta in un contesto che voleva stimolare la cittadinanza a non fermarsi al riconoscimento del ruolo di una persona, ma ad esercitare senso critico. Una frase che non voleva assolutamente attribuire al Rossoni alcun comportamento mafioso.Tuttavia, anche a distanza di anni, se le mie parole hanno offeso Gianni Rossoni, voglio scusarmi pubblicamente. Sappiamo che il confine tra la critica legittima e l’offesa è sempre di difficile individuazione, ma per me è assai facile ricordare il mio sentimento in quel momento: non certo quello di offendere l’allora candidato al Consiglio regionale con attribuzioni “mafiose” che proprio non merita, come ben sanno non solo i cittadini offanenghesi, che riconoscono da anni il suo impegno politico, ma anche chi - come il sottoscritto - si è sempre trovato dall’altra parte politica. Talvolta la diversità di vedute e l’aspro confronto politico possono rendere insensibili al significato che altri possono dare alle frasi, di questo mi scuso".

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

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