L'ANALISI
18 Ottobre 2014 - 19:30
CREMA - E’ cambiato poco o niente, e non certo per demerito di chi si era preso a cuore il ‘problema poste’. Ovvero i continui ritardi nella consegna della corrispondenza, ormai cronici. E le lamentele, con alcuni casi limite, non si contano.
Situazione che tra l’altro potrebbe ulteriormente peggiorare. La notizia arriva dal parlamentare Franco Bordo, colui che tra l’alto si era speso anche con un incontro con i vertici di Poste italiane e dalle quali aveva ricevuto garanzie: «Ho saputo — ci dice — che Poste Italiane presenterà un Piano industriale attraverso il quale viene prevista una riduzione del numero dei portalettere su tutto il territorio nazionale. Cremasco compreso ovviamente». Disagi, quindi, destinati a aumentare.
Già si era detto dei quotidiani recapitati con minimo un paio di giorni di ritardo, di raccomandate andate addirittura perse e della normale corrispondenza che o non arriva o viene recapitata una tantum, intasando la ‘cassetta’.
A questi vanno aggiunti altri ‘casi’, come quello di Maria Tersa L., residente in città. Dall’Inps aspettava una comunicazione importante riguardante la sua posizione pensionistica. Ha dovuto aspettare, con un poco di apprensione, un mese e mezzo per conoscere il suo destino. La comunicazione scritta però non è mai arrivata. Solo rivolgendosi agli sportelli dell’ente previdenziale è riuscita ad avere informazioni (positive tra l’altro), ma perché tutto diventi ufficiale serve che la notifica arrivi alla diretta interessata. Per lettera. O ancora quella di un cinquantenne che sta ancora aspettando di sapere perché deve pagare la mora su un ritardato pagamento di una bolletta che non gli è mai stata recapitata.
In compenso c’è da dire che almeno una delle promesse fatte a Bordo è stata mantenuta. Quest’estate l’ufficio postale di Crema centro è rimasto aperto, garantendo il servizio.
Nei paesi però, se mai fosse possibile, le cose vanno ancora peggio.
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