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GAZZUOLO/BELFORTE

Anatre, la missione salvataggio ha funzionato

Allevamento non in regola: erano a rischio 160 animali che saranno presto trasferiti in una cascina di Gazzuolo

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

17 Agosto 2016 - 11:49

Anatre, la missione salvataggio ha funzionato

Anatre in una foto d'archivio

GAZZUOLO (Belforte) — Allevamento abusivo di anatre, salvi i circa 160 capi. È stata trovata nella mattinata di martedì 16 agosto la nuova collocazione per gli animali di proprietà di J.Z., cittadino cinese di 43anni che nell’area cortilizia della sua abitazione di Belforte aveva creato un allevamento di anatre senza i necessari permessi igienico-sanitari degli organi competenti. «Gli animali verranno portati in una cascina di Gazzuolo», spiega l’assessore Patrizia Zangrossi. «Inizialmente era stata trovata una prima collocazione poi le parti in causa non avevano trovato l’accordo. In seguito è stata trovata una seconda cascina dove verranno portati gli animali, che prima verranno visitati dal personale veterinario dell’Ats Valpadana». Mercoledì 10 agosto l’amministrazione comunale, a firma del vicesindaco Enzo Benedetti, aveva emesso un’ordinanza di sgombero: l’area dove vivevano le anatre, infatti, non aveva i requisiti per diventare un allevamento. Inoltre il regolamento di igiene comunale fissa in 10 il numero massimo di capi ad uso domestico. Il cittadino cinese, residente a Belforte da pochi mesi, in un primo momento non aveva trovato nessun posto dove trasferire le anatre e aveva quindi deciso di abbattere i capi in eccesso, il gesto però aveva sollevato la protesta degli animalisti. Dal Cremasco, in provincia di Cremona, letta la notizia su ‘La Provincia’, avevano lanciato una sorta di ‘mail-bombing’ (iniziativa della onlus cremasca Le Grandi Orecchie, presieduta da Ivan Tavazzi) con destinatario il Comune affinché gli animali non fossero soppressi.

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