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Storia e proprietà del Sommacco

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09 Giugno 2017 - 17:02

Storia e proprietà del Sommacco

Nome botanico: Rhus coriaria - Famiglia: Anacardiaceae

Caratteristiche della pianta. E’ un arbusto sempreverde che può raggiungere i 3 metri di altezza, ha foglie  lunghe 10-20 cm, con un bordo seghettato che da verdi diventano rosse  in autunno. I fiori a pannocchia, sono verde-gialli e fioriscono d’estate. I frutti sono drupe bruno rosso scuro che se consumati freschi possono essere velenosi. Vengono raccolti prima della completa maturazione vengono fatti seccare.

Origine. Alcune specie sono native del Mediterraneo e di queste solo la Rhus coriaria cresce selvatica in Sicilia, in Asia occidentale  e centrale, in alcune parti dell’Arabia.

Paesi produttori: Medio Oriente, Stati Uniti.

Paesi utilizzatori. Molto usato in Medio Oriente, molto poco negli altri paesi.

Parti utilizzate. I frutti essiccati.

Stagionalità: estate.

E’ un piccolo arbusto della famiglia delle anacardiacee originario dell’Europa meridionale, ancora oggi coltivato in Sicilia e in Medioriente, già noto agli egizi e ai greci che lo impiegavano come mordente della tintura dei tessuti. Il suo nome scientifico "rhus coriaria", denuncia l’utilizzo che veniva fatto, ancora in tempi d’anteguerra, della sua corteccia e delle foglie come sostanza tannica nella concia al vegetale, tecnica nella quale raggiunse i migliori risultati nella produzione dei rinomati cuoi marocchini e cordovani, cui conferiva una gamma di belle tonalità dal verde all’azzurro.

Già Dioscoride ne riconosceva gli effetti astringenti e antinfiammatori e ne raccomandava la resina come analgesico per uso locale nella carie e la tintura per rendere i capelli neri. Mesue ne consiglia l’impiego alimentare col francolino bollito e, meglio ancora, nelle fritture con le quali ancor più esplicherebbe la sua azione costrittiva sull’intestino.

In cucina fin da epoca romana venivano impiegate infatti le drupe mature (verdi sono tossiche), seccate e grattugiate sui cibi oppure infuse nell’acqua, che conferivano alle preparazioni un gradevole gusto acidulo, più blando e delicato del limone, ma la diffusione e la fortuna del sommacco in gastronomia si debbono alla cucina araba medievale che ne faceva largo impiego.

Anche il nome deriva dall’arabo summāq che a sua volta è all’origine della summāqia, un piatto assai complesso che dalla haute cuisine islamica, al pari di altre preparazioni come la lemonia – a base di limone - e la rumania – col succo di melagrana - passa alla gastronomia “internazionale” dell’epoca conservando l’appellativo arabo. Ancora oggi Libanesi e Siriani usano il sommacco per insaporire il pesce; Iracheni e Turchi lo aggiungono alle insalate; Iraniani e Georgiani condiscono il kebab: è ideale con lenticchie, ripieni per il pollo, cipolle e salse di yogurt.

Il sommacco è legato al Nawruz- una ricorrenza millenaria dei paesi del Medio Oriente ma anche di molti altri delle aree confinanti- che ha origini persiane e deriva da nava (nuovo) e rəzaŋh (giorno), e significa perciò "nuovo giorno". Pare che risalga a 15.000 anni fa e si festeggia solitamente il 21 marzo. Soprattutto in Iran si  festeggia con l’Haft Sin (sette S), la preparazione di una tavola dove devono essere presenti sette elementi che iniziano con la S:

    sabzeh: chicchi di lenticchie, orzo o frumento, germogliati (sabzeh) a simboleggiare la rinascita

    samanu: un impasto di orzo germogliato e tostato, a simboleggiare l'abbondanza

    senjed: frutti secchi di oleastro, è legante, a simboleggiare l'amore

    sîr:  aglio, a simboleggiare la salute

    sîb: mele, scrupolosamente rosse, a simboleggiare la bellezza

    somaq: frutti di sommacco, a simboleggiare l'asprezza della vita

    serkeh: aceto, a simboleggiare la pazienza e la saggezza.

L'Haft Sin (la tavola) rimane imbandita per tredici giorni e porta agli abitanti della casa fortuna, salute, prosperità, purezza spirituale e lunga vita. Il tredici di Farvardin, primo mese dell'anno persiano, la tavola viene sparecchiata.

Un tempo si coltivava estensivamente, anche se spontanea, in Sicilia in aree dette “sommaccheti”. Corteccia e foglie della pianta venivano raccolte e inviate alle concerie, che estraevano i tannini impiegati in tintoria e nel processo di concia delle pelli. Oggi le colture sono abbandonate e in piccole aree si raccolgono i frutti per ricavarne la spezia.

Col timo e il sesamo forma la miscela detta zahtar impiegata nel Nordafrica, in Turchia e in Giordania come condimento delle carni. Nella stessa area una tisana di sommacco è considerata ancora efficace rimedio contro i disturbi gastrointestinali.

Sommacco nel "De semplici medicina" .Testo ripreso dal volume detto anche “Circa instans” (1130-1160)

*Contro il sangue dal naso immergere il midollo di sambuco nel succo di sanguinaria o di borsa di pastore, cospargere di sommacco e introdurre nelle narici. A chi sputa sangue per la malattia del petto si somministrano pillole preparate con polvere di sommacco e gomma arabica mischiata con acqua di rose. Contro i flussi sanguinolenti del ventre, se la causa è nell’intestino superiore, somministrare al malato un decotto di sommacco con acqua piovana, se è causa dell’intestino inferiore, somministrare questa polvere sotto forma di clistere con acqua d’orzo.*

*Contro i mestrui eccessivi della donna, introdurre un suppositorio composto di polvere di bolo armeno, sommacco, resina e succo di piantaggine. Contro le emorragie esterne bruciare del sommacco in un vaso nuovo e applicare la polvere ottenuta. Quando le gengive si corrodono, s’incavano o si guastano, cuocere del sommacco in acqua di rose e aceto, sciacquare la bocca con questo decotto e in seguito applicare della polvere sulle gengive. Contro i pruriti e le corrosioni degli occhi provocati dagli umori caldi lavare con un decotto di sommacco.*

Zuppa al sommacco - Muhammad Al-Baghdadi.  Testo ripreso dal volume Kitab al-Tabik (1226).

*Taglia carne grassa in pezzi di media grandezza e mettili nel tegame aggiungendo un poco di sale aromatizzato. Fai bollire finchè è quasi cotta rimuovendo bene la schiuma. Gettaci bietola tagliata della lunghezza di un dito e carote. Prendi cipolle e porri nabatei, pelali, lavali in sale e acqua e aggiungi sopra. Se è stagione di melanzane aggiungi anche queste, eliminando la pelle nera e sbollentando in un altro recipiente. Prendi il sommacco, mettilo in un altro tegame con poco sale e la mollica di una pagnotta, fai bollire bene e passa al setaccio. Se lo desideri pulisci e lava un pollo, taglialo in quarti e aggiungilo nel tegame. Trita finemente carne rossa con i condimenti e fanne polpettine di media grandezza e aggiungile al tegame insieme a un condimento di coriandolo secco, cumino, pepe, zenzero, cannella e resina di lentisco pestati finemente e poche foglie di menta fresca. Ora prendi il sommacco e mettilo nel tegame. Pesta le noci, ammollale in acqua e aggiungile. Sbriciola sopra il tegame poche foglie di menta secca e gettaci pochi pezzi di noci intere. Pesta un poco di aglio, bagna con un niente di brodo e aggiungilo. Alcuni guarniscono con uova all’occhio di bue. Lascia sul fuoco basso a riposare, poi togli.*

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Impieghi. Molto usato nella cucina mediorientale dove si usa per insaporire riso, pane legumi e verdure. E’ usato come acidificante così come in altri paesi usano il limone, il tamarindo o l’aceto. Spesso è mischiato con le cipolle. In Turchia, in Libano e in Iraq si usa per le insalate,  in particolare nel fattouch, a base di pane libanese, pomodori, cetrioli e prezzemolo. In Iran, insapora le carni di pollo e in Siria il pesce. Entra nella miscela zathar  (sommacco, timo e sesamo, sale e origano).

La spezia macinata può essere aggiunta quasi a fine cottura (altrimenti perde l’aroma) oppure macerata in acqua che viene filtrata prima dell’utilizzo e può talvolta sostituire il limone. Al contrario, se non avete il sommacco, potete usare limone e sale.

Proprietà benefiche.  Ha un forte potere antiossidante, proprietà diuretiche e in Medio Oriente viene usato in una bevanda per ridurre la febbre.

Avvertenze. In Europa il sommacco è il frutto della  Rhus coriaria mentre negli Stati Uniti  è il frutto di due  specie indigene: Rh. glabra and Rh. aromatica che hanno solo uso ornamentale.

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Queste sono le proprietà del sommacco: proprietà diuretiche, favorisce l’espulsione delle tossine dall’organismo; proprietà antiossidanti, aiuta a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi; proprietà antipiretiche, aiuta ad abbassare la febbre; proprietà antibatteriche, contrasta l’attacco dei batteri; proprietà antifungine, contrasta il proliferarsi delle micosi; proprietà antinfiammatorie, combatte gli episodi flogistici; proprietà anti ischemiche, protegge il sistema cardiovascolare; proprietà ipoglicemizzanti, aiuta a tenere bassi i livelli di glicemia nel sangue; proprietà antifibrogeniche, inibisce la formazione delle fibrosi; proprietà antimalariche; proprietà antitrombina e proprietà antiaterosclerotiche; proprietà antitumorale, ovvero previene la formazione di cellule tumorali, ma non cura il cancro (non è sostitutivo delle cure chemioterapiche); proprietà analgesiche, aiuta a curare gli spasmi e le affezioni dell’apparato digerente; aiuta a regolarizzare l’intestino; protegge il sistema nervoso e cerebrale dall’insorgere dell’Alzheimer; proprietà antiemorragiche; proprietà antidiarroiche, ottimo rimedio per contrastare la dissenteria; proprietà toniche; molto utile anche contro le emorroidi.

Che il Sommacco sia un rimedio naturale non implica che non possa avere controindicazioni.

C’è chi sostiene che i frutti freschi del sommacco non siano velenosi una volta maturi, che lo siano solo quando sono ancora verdi. Nel dubbio considerateli velenosi e consumate solo quelli della specie Rhus coriaria una volta che sono maturi ed essiccati. Il sommacco in alte dosi può provocare: intossicazione, deliri, vertigini, danni al sistema renale e gastrointestinale.

Ricetta del decotto di sommacco

15 grammi di pianta secca (da acquistare rigorosamente in erboristeria) in un litro d’acqua. Bollire per cinque minuti, lasciar freddare e filtrare. Bere due tazze al giorno al massimo.

In commercio si può trovare anche la tintura madre e la corteccia essiccata. Per i dosaggi e la posologia è bene consultare il medico.

 

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