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#DIRITTODICRITICA: concerto della Mahler Chamber Orchestra, le recensioni degli studenti

La nuova stagione del Ponchielli è stata inaugurata dalla bacchetta del Maestro Daniele Gatti

La Provincia Redazione

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18 Gennaio 2022 - 10:46

#DIRITTODICRITICA: concerto della Mahler Chamber Orchestra, le recensioni degli studenti

La Mahler Chamber Orchestra

CREMONA - Dopo un anno di stop dovuto alla pandemia, torna Diritto di critica, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Gli aspiranti critici hanno iniziato il loro lavoro con il concerto della Mahler Chamber Orchestra, diretta da Daniele Gatti. Il loro punto di vista vi stupirà, la loro passione per la musica classica pure. Leggete e votate la recensione che preferite.

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LUDOVICO EMANUELE RUSSO - 3° LICEO MUSICALE “A. STRADIVARI”

14 gennaio, la nuova stagione del Teatro Ponchielli è stata inaugurata dalla magica bacchetta del M. Daniele Gatti, da tempo ai vertici delle più prestigiose istituzioni musicali internazionali. Con il suo gesto scrive e con il suo lieve canto racconta storie, perché dirigere un’orchestra non è solo cercare purezza e colore del suono, ma dare all’ascoltatore la possibilità di mettere nel brano il proprio vissuto, far scorrere le immagini e i ricordi. Quello che è accaduto al pubblico di un teatro non gremito, ma particolarmente coinvolto e rapito dal viaggio offerto dalla Mahler Chamber Orchestra, ensemble fondato da Claudio Abbado. Un concerto importante che ha previsto l’esecuzione di due sinfonie in un’unica serata: Sinfonia n. 1 in si b mag “La Primavera” e Sinfonia n. 3 in mi b mag “Renana”, che vede Schumann proseguire, sulle orme di Beethoven, il suo sviluppo di musica romantica. Idea ispiratrice un'ode del poeta A. Böttiger ed è intorno a quel rinnovarsi della vita che il compositore costruisce una melodia fresca e spontanea che sorprende l’ascoltatore. L'orchestra, in un'atmosfera di solennità, fa eco a una festosa fanfara di trombe e di corni. Il tema è un ritmo brioso, quasi una danza, viene ripreso dai violini e dai flauti. Una nuova melodia viene introdotta e sviluppata dall’oboe, prima che la ripresa della frase iniziale porti a spegnere il primo tempo. Il Larghetto, delicato e lieve, presentato dai violini e poi riproposto in modo deciso dal corno e dall'oboe soli, riporta alla tipicità della musica di Schumann. I corposi tromboni introducono il passaggio al terzo tempo, un vigoroso e incisivo Scherzo, variante della lenta melodia del movimento precedente. L'ultimo tempo è un brillantissimo contrappunto di temi a ritmo di danza, un affascinante gioco strumentale che lascia nell’ascoltatore proprio l’attesa del ripetersi e del rinnovarsi del miracolo della primavera. Un invito alla speranza che unisce musicisti e spettatori in un periodo di grande sofferenza e incertezza come quello che stiamo vivendo. Si prosegue con la “Renana”. La spontaneità del tema si lega a un sottile e accurato gioco ritmico. Notevole il quarto movimento, maestoso, che, nell’esecuzione della Mahler Chamber Orchestra, conserva un carattere apertamente festoso, un giubilo, uno spirito di inno alla gioia, alla vita.

ADRIANO GULINO

Emozioni uniche sono state provate al sensazionale concerto sinfonico del 14 gennaio tenuto dalla Mahler Chamber Orchestra con direzione del maestro Daniele Gatti al Ponchielli di Cremona. Una serata alternativa dedicata ad uno Schumann intenso, dolce, folle, capace, nelle sue creazioni, di collegare egregiamente il suo temperamento melancolico al genio e all’intellettuale. Eseguite la prima e la terza delle quattro rinomate sinfonie per orchestra, la “Primavera” in si bemolle maggiore dall'Op. 38, concertata per la prima volta al Gewandhaus di Lipsia il 31 Marzo del 1841 per l’imperatore Federico Augusto II di Sassonia, e la “Renana” in mi bemolle maggiore dall’Op. 97, per la prima volta eseguita al Neues Theater di Düsseldorf il 6 Febbraio del 1851. Due sinfonie davvero toccanti, lampanti esempi di uno Schumann maturo, abile, che, come un pittore, dipinge sonorità angeliche, pastorali, idealizzando paesaggi campestri immersi in atmosfere idilliache. Inevitabile il confronto con Beethoven, modello allora percepito come di ineguagliabile perfezione, dal quale si evince come Schumann nei imiti la logica sinfonica nello sviluppo tematico e se ne discosti apertamente con la sua spasmodica necessità di coniugare il nobile passato ad una nuova sensibilità romantica. Il maestro milanese, grazie ad una notevole introspezione analitica, ha sottolineato, nelle due sinfonie, l’unitarietà motivico-tematica e il sottile, ma frequente, gioco di rimandi interni. Gatti ha puntato, nella “Primavera”, nella ricerca di un suono fiorente e luminoso da parte dell’orchestra, che, dal primo movimento, da intendere come un vero e proprio “richiamo al risveglio”, ci porta all’ultimo, l’Allegro, da un andamento decisamente più scorrevole e ansimante; nella “Renana”, invece, si ricordano soprattutto gli ultimi due movimenti, che, caratterizzati da una velocità quasi triplicata rispetto ai primi, pervadono violentemente gli animi increduli degli spettatori. Possiamo dunque dire che, Gatti ha puntato su una lettura solare e vitale che fa figurare uno Schumann diverso dalla immagine contraddittoria che la storia ci propone, e il pubblico, questo, l’ha notato, acclamando al termine del concerto con un calorosissimo e lungo plauso.

FEDERICA RIOSA

Non credo servano troppe parole per descrivere la bellezza del concerto inaugurale della stagione 2022 che il teatro Amilcare Ponchielli ha regalato a Cremona. Protagonista è stata la Mahler Chamber Orchestra, ossia un collettivo nomade di musicisti che si riuniscono in occasione di specifiche tournée in Europa e nel resto del mondo. Fondata nel 1997, il progetto si basa sulla creazione di un ensemble dal profilo indipendente ed internazionale. Il concerto eseguito fa parte di una tournée dedicata a Schumann diretto dal maestro Daniele Gatti, Direttore Musicale del Teatro dell'Opera di Roma e Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Il programma, dedicato a Schumann, prevedeva l’esecuzione della Sinfonia n.1 “Primavera” e la Sinfonia n.3 “Renana”. La sinfonia n.1 s’ispira da un'ode sulla primavera del poeta Adolf Böttiger. L’autore dichiarava che quest’opera deve la sua esistenza «all'impulso della primavera, che solleva l'uomo anche nell'età più avanzata e ogni anno lo coglie con rinnovata sorpresa». Il lavoro fu infatti scritto in uno stato di beatitudine psicologica, subito dopo il tanto sospirato e contrastato matrimonio con Clara Wieck. La sinfonia n.3 fu invece scritta nell’epoca in cui Schumann viveva a Dusseldorf, sulle rive del Reno. L’opera stessa è infatti chiamata “Renana”. Il calore dall'élite culturale della città ed il clima di fiducioso rinnovamento spinsero il compositore a scrivere per il campo sinfonico. Questa è stata la sinfonia più amata, ed è certamente anche la più unitaria e compiuta. L’autore era riuscito a operare una sintesi tra gli elementi classici e romantici della sua poetica. Notevoli i contatti con la Sesta sinfonia Pastorale di Beethoven, e in particolare nel primo movimento con l’Eroica. Per analizzare meglio le sinfonie di Schumann proposte ci vorrebbero infinite pagine, c’è però da dire che il Maestro Gatti, con la sua grande maestria e precisione, ha saputo eseguire le due sinfonie in maniera a dir poco eccellente, in cui nessuna scelta stilistica e interpretativa è stata fatta a caso. E’ sempre una grande emozione poter assistere ad un concerto di questo livello, in cui i musicisti sanno essere talmente tanto suggestivi da lasciare il pubblico incollato sulle proprie sedie in uno stato di stasi.

ILARIA GIANI

Diversi minuti di applausi scroscianti e “Bravo!” hanno riempito ieri sera il Teatro Ponchielli al termine del concerto che ha aperto la programmazione del 2022. Sul palco il direttore italiano tra i più noti e apprezzati di oggi, Daniele Gatti, insieme alla Mahler Chamber Orchestra, formata da musicisti di svariate nazionalità e fondata nel 1997 da Claudio Abbado. In programma le Sinfonie n°1 “Primavera” e n°3 “Renana” del compositore romantico tedesco Robert Schumann, interpretate con pathos e precisione dall’orchestra guidata da un Daniele Gatti molto partecipe (tanto che i più vicini al palco hanno udito i suoi respiri). L’orchestra ha seguito il direttore con estrema naturalezza rendendo evidente il rapporto di fiducia e confidenza costruito in anni di collaborazioni. Espressive le dinamiche, liriche le melodie, incalzanti i momenti di contrasto ritmico e timbrico; l’esecuzione di alto livello dell’orchestra ha coinvolto il pubblico in un viaggio nei paesaggi sonori del musicista, che con le pennellate degli archi, le ombreggiature delle percussioni e i colpi di luce suggeriti dagli interventi dei fiati ha composto l’affresco della sua personale primavera e della Renania (regione in cui visse nell'ultima parte della sua vita). L'attacco della prima Sinfonia ha catturato da subito l’attenzione del pubblico così come il primo movimento della “Renana” che in certi passaggi sembra davvero voler trasportare gli ascoltatori al fiume Reno con euforiche ondate di suono. Solenne invece il suo quarto movimento che ha immerso la sala in una dimensione drammatica, alleggerita dalla spensieratezza del tempo finale, tanto che risulta incredibile pensare che pochi anni dopo Schumann avrebbe cercato la morte proprio in quelle acque, qui rese in musica con tanta gioia. La potenza espressiva della scrittura di Schumann e dell’esecuzione della Mahler Chamber Orchestra ha rapito il pubblico per due ore e ci ha ricordato che viviamo in un mondo in cui la tecnologia ci offre musica di ogni tipo accessibile in qualsiasi momento e luogo, ma l’emozione di un’orchestra dal vivo rimane un’esperienza ineguagliabile, che tutti dovrebbero provare per poi non farne più a meno.

LEE CHANKYU

Venerdì 14 gennaio, al Teatro Ponchielli di Cremona, la Mahler Chamber Orchestra ha eseguito due sinfonie di Schumann sotto la direzione di Daniele Gatti. La prima è Sinfonia n. 1 in si bemolle maggiore La Primavera op.38. Il primo movimento assume la forma di una sonata con un lento preludio e inizia con una frase in stile fanfara cantata da un corno e una tromba. Il Teatro Ponchielli è uno spazio pensato per il melodramma e ha lo svantaggio di di assorbire i suoni dell’orchestra, ma la Mahler Chamber Orchestra è riuscita ad arrangiare gli strumenti in modo simmetrico così da poterli ascoltare in modo equilibrato da qualsiasi posto. La Primavera è stata composta da Schumann nel 1841 ed è una tipica sinfonia a quattro movimenti, ma è da notare che il secondo e il terzo movimento vengono suonati immediatamente e, sebbene ci sia solo il primo movimento, è insolito che il triangolo sia apparso come un strumento a percussione diverso dai timpani. Come suggerisce il titolo, potevamo sentire la vitalità e il calore della primavera, e il suono di ogni parte strumentale, ad eccezione della viola, non era sepolto, e spiccava in particolare il suono delicato degli strumenti a fiato. Potevamo sentire il tono e la filosofia che Gatti stava perseguendo, e il tempo preciso e le espressioni musicali decise e sofisticate ci facevano sentire come se stessi ascoltando un album quando chiudevo gli occhi. Seconda Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore è l’ultima sinfonia composta da Schumann. Come il titolo, il primo movimento è come la corrente del fiume Reno, ed è pieno di vitalità. Anche qui spiccava la performance dello strumento a fiato. A differenza di altre sinfonie, il suono unico dello strumento era evidente nella sezione guidata da strumenti a fiato e legni, e la tecnica degli esecutori era eccellente. I musicisti dell’Orchestra hanno dimostrato un’esecuzione impeccabile, confermando come la MCO sia una compagnie importante che ha realizzato un’esecuzione di alta qualità degna della reputazione di un importante direttore come Daniele Gatti. Pubblico delle grandi occasioni e un lungo applauso da parte dei cremonesi che non si sono voluti perdere l’avvio della stagione del Ponchielli.

MICHELE GALBIATI

Un concerto squisitamente romantico ha inaugurato, il 14 gennaio, la Stagione Musica 2022 “Cibo per l’Anima” al Teatro Ponchielli di Cremona. Protagonista dell’evento: la Mahler Chamber Orchestra (MCO). Fu concepita nel 1997 come un’orchestra libera che unisce musicisti provenienti da paesi differenti, sotto un’unica filosofia: “Live. Play. Dream.” Lo spirito autenticamente artistico trae maggior impulso dal suo mentore e fondatore Claudio Abbado, e regala emozioni titaniche al pubblico di tutto il mondo. Venerdì sera, sotto la sapiente guida di Daniele Gatti, la MCO ha suonato la prima e l’ultima sinfonia del compositore romantico per eccellenza: Robert Alexander Schumann. Il nome del Maestro Gatti è sulla bocca di tutti, non ha certo bisogno di una penna per essere raccontato. Infatti, formatosi al Conservatorio milanese, ha ricoperto incarichi presso le orchestre più rinomate in ambito internazionale; inoltre è stato recentemente nominato Direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino e dirige regolarmente istituzioni sinfoniche. Si è distinto anche al Ponchielli, nella fresca interpretazione delle sinfonie n.1 “La Primavera” e n. 3 “Renana”. Le composizioni di Schumann hanno spesso un movente letterario; per comporre la sua prima sinfonia, nel 1841, si ispirò a un'ode sulla primavera del poeta Adolf Böttiger e fu subito un successo. Il compositore visse allora un periodo di tranquillità psicologica, anche grazie all’agognato matrimonio con Clara Wieck, contrastato dal padre di lei a causa della fragile salute mentale di Schumann. Ecco che a distanza di quasi due secoli, ascoltando la magica direzione del Maestro Gatti, si potrebbe ripetere quello che disse la moglie Clara udendo le stesse note: “Non finirei mai di parlare delle gemme, del profumo di viole, delle fresche foglie verdi, degli uccelli svolazzanti che si sentono rivivere ed agitarsi attraverso la musica, nella sua forza giovanile.” La “Renana” fu scritta nel 1849 in condizioni totalmente diverse: Schumann, dopo anni tormentati e scosso dalla “Primavera dei popoli” visse un periodo di rinascita a Düsseldorf ignaro del prossimo e definitivo crollo mentale. La MCO ha evidenziato perfettamente il genio creativo del compositore che, nella sinfonia più amata, evoca le sensazioni della Renania e “rispecchia un pezzo di vita reale”. Il concerto si è concluso tra applausi incessanti del pubblico, forte dell’idea di convincere la Mahler Chamber Orchestra a tornare.

MARIAGRAZIA PALLADINO

Emozione e coinvolgimento, ecco le due parole chiave della serata inaugurale della nuova stagione musicale del Teatro Ponchielli di Cremona. Protagonista della serata del 14 gennaio è stata la Mahler Chamber Orchestra diretta da una delle bacchette italiane di maggior prestigio internazionale: Daniele Gatti, consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. La Mahler Chamber Orchestra fondata nel 1997 da Claudio Abbado è formata da 45 musicisti provenienti da ben venti paesi diversi e nei suoi 24 anni di attività si è affermata come uno degli ensemble di maggior successo del panorama musicale internazionale, esibendosi in più di quaranta paesi diversi. All’insegna di un programma dedicato interamente a Robert Schumann, autore raramente eseguito nel mondo musicale, la Mahler Chamber Orchestra ci ha stupiti rispettivamente con la prima e l’ultima sinfonia dell’autore, eseguendo in apertura della serata la Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op.38 “La Primavera”, ispirata da un’ode alla primavera del poeta Adolf Bottger e con la quale Schumann esordì nel mondo sinfonico. La serata si è poi conclusa con una delle sinfonie più amate tra le quattro di Schumann ovvero la Sinfonia n.3 op.97 in mi bemolle maggiore “Renana”, chiamata così perché scritta nel periodo di permanenza del compositore a Dusseldorf sulle rive del Reno. Non ho mai visto un’orchestra così appassionata verso ciò che eseguiva, c’era del vero e proprio trasporto fisico ed emotivo in tutti i musicisti che erano in perfetta simbiosi con il direttore Daniele Gatti, che in un'esibizione senza l’ausilio dello spartito è riuscito a trasmettere all’intero pubblico delle vere e proprie immagini sonore suggerite dalle sinfonie. I musicisti dopo innumerevoli applausi si sono abbracciati tra loro, forse, consapevoli di averci davvero emozionato, di averci tenuto con il fiato sospeso fino all’ultima nota attraverso una sonorità densa, pause, respiri, suoni modellati alla perfezione dal Maestro Gatti, passaggi rapidissimi e folgoranti eseguiti con estrema facilità e quando richiesto un piano dinamico sconvolgente.

RICCARDO BIGHIN

Spetta alla Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniele Gatti l’onere di aprire la stagione 2022 del Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona. La sala è gremita, la tensione palpabile: ci si aspetta un gran concerto degno dell’apertura di stagione di un teatro come il Ponchielli. La fama del direttore Daniele Gatti è nota, uno dei migliori direttori italiani in circolazione si sta per esibire con una delle più apprezzate orchestre da camera europee: la Mahler Chamber Orchestra fondata nel 1997 da Claudio Abbado. Le aspettative sono alte, la trepidazione palpabile; E come per magia si dissipano le luci, cala il silenzio, comincia lo spettacolo. Il programma interamente dedicato a Schumann si apre con la Sinfonia No.1 composta nel 1841. La composizione denota uno stile ancora acerbo, scolastico ma non per questo il valore artistico della sinfonia è in discussione. L’esecuzione della MCO è magistrale dal primo all’ultimo movimento, con particolare attenzione ai connotati emotivi di ciascun essi: dalla pomposità del primo e del quarto movimento, alla piacevole leggerezza del terzo. Ma è nel secondo movimento che l’impronta di Daniele Gatti si fa sentire: l’esecuzione è toccante, profondamente bilanciata nei suoi aspetti formali, e senza cadere nel patetismo romantico, l’esecuzione è carica di sublime delicatezza e dolcezza. Al termine del quarto movimento il teatro si eleva in un boato di applausi. Il concerto prosegue poi con la Sinfonia No.3 detta “Renana” composta nel 1850, lo stile di Schumann in quest’opera è decisamente più maturo conferendole un assoluto valore artistico. L’esecuzione proposta dalla MCO non sfigura con la sinfonia precedente, nonostante quest’ultima sia sicuramente di più difficile esecuzione. Lo stile adottato dal direttore Gatti è sobrio ed elegante e valorizza immensamente la struttura dell’opera caratterizzata dalla sintesi tra elementi classici e romantici. Le scelte stilistiche adottate non scadono mai né nella frivolezza classica e neppure nel patetismo romantico ma, rimangono in equilibrio tra le due anime della composizione, rendendo l’esecuzione bilanciata e sublime. Al termine dell’esecuzione un altro boato di applausi si scatena nel teatro, più lungo e risonante del precedente, celebrando quello che in definitiva è stato un concerto ai limito del perfetto.

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