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08 Marzo 2021

Ora in classe non si usano più né i fiocchi né i grembiuli. La distinzione è rimasta solo nelle nursery degli ospedali: fiocco rosa se nasce una bambina, azzurro in caso contrario (e per fortuna fuori dalle sale parto nessuno più urla «è maschio!» come se fosse una vittoria o un vantaggio). Più dei colori, oggi contano le vocali: «Il mio mestiere ha un nome preciso: si chiama direttore d’orchestra», ha orgogliosamente rivendicato sul palco di Sanremo Beatrice Venezi, un’orchestrale del Festival che non gradisce essere chiamata direttrice. La provocazione ha subito aperto un dibattito, l’Accademia della Crusca è intervenuta per ricordare che in Italiano la regola prescrive la declinazione di ogni parola al femminile, senza alcuna accezione negativa; i sostenitori della rivoluzione lessicale obiettano che la nostra lingua è talmente intrisa di testosterone da modificarne il significato se una parola finisce con «O» piuttosto che con «A». Un esempio?...
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