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Lettere al Direttore del 3 Maggio

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

05 Maggio 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 3 Maggio

Il caso Alfie/1
Facciamoci guidare dall’esperienza
Gentile direttore,
c’è un aspetto che non si è colto – o forse mi è sfuggito – nel dibattito che la vicenda di Alfie Evans ha suscitato. È quello dell’esperienza. Cioè di qualcosa che esiste, che fa il suo corso e lo fa da sempre. Vivono attorno a noi decine, centinaia di Alfie Evans. Vivono, non sopravvivono. Grazie a cure mediche appropriate, all’amore che li circonda e, talvolta, a qualcosa di non misurabile e misterioso che definisco miracolo. Bisognerebbe, allora, avere la pazienza – e l’umiltà – di osservare. Di tornare a vedere che cosa l’esperienza ci racconta, ogni giorno, su bambini così malati. Se in punta di piedi entrassimo, non visti, nelle loro case, noteremmo che insieme alla fatica, al dolore e all’impotenza di guarire, c’è qualcosa in loro che non muore mai e che si chiama desiderio. E dove esiste il desiderio, esiste la vita. Questi bambini desiderano l'amore di chi hanno intorno. Sanno fare solo questo. Ma questo è tutto. Amare e lasciarsi amare: ogni uomo è fatto di questa essenza. C’è un posto, qui nella nostra Cremona, che ospita alcuni bambini con gravi e gravissime disabilità. È sorto nel 2012 e si chiama ‘Casa d’oro’. Lo hanno voluto alcune famiglie non come parcheggio per i loro figli, ma come luogo che potesse ‘tirar fuori’, ancor di più, questa voglia di vivere. E succede davvero così. Visitate questo luogo. Se potete, entrate nelle case di chi custodisce questi esseri preziosi. Per sapere la verità su Alfie non è necessaria una particolare intelligenza. La verità, diceva un prete, è come trovare una bella cosa sulla propria strada: la si vede e la si riconosce solo se si è attenti.
Cristiano Guarneri
(Presidente dell’Associazione onlus ‘Il Cireneo’, promotrice del Centro ‘Casa d’oro’)

Il caso Alfie/2
Non capisco tanti silenzi eccellenti
Signor direttore,
ecco alcuni nomi di chi si è distinto per il silenzio nel difendere l’umanità calpestata di un bimbo.
La distinta signora Emma Bonino e il socio Cappato, che presenziano incessantemente le scene mediatiche per incitare i bisognosi malati a... morire, non si sono visti, magari avrebbero volentieri accompagnato il piccolo Alfie in Svizzera dove c’è una clinica attrezzata.
La grandiosa Unicef che difende i bambini, l’avete vista? E poi Save the Children non ha mai fiatato. Il Paese è pieno di organizzazioni riconosciute dallo Stato che sono sempre attive nello ‘strappare’ i bambini dalle famiglie, in questo caso sono scomparse.
giuliano.galassi@libero.it

Polemica a Castelverde
Dimissioni di Bruschi. Scripta manent
Caro direttore,
desidero rispondere alla lettera degli ex consiglieri di maggioranza Dolara e Pompini. Per loro nutro massima stima per la coerenza dimostrata al momento delle loro dimissioni. Vorrei precisare, ancora una volta, che in occasione dell’intervista relativa al passaggio alle minoranze del consigliere Bruschi, intervista citata nella loro lettera, nelle risposte ho focalizzato la mia attenzione esclusivamente sulle ultime dimissioni, così come risulta dalle mail inviate dalla sottoscritta al giornalista Ugaglia in data 27 marzo 2018, che metto a disposizione di chiunque volesse verificare, dove ho messo nero su bianco le mie dichiarazioni.
1) Mail inviata al giornalista Ugaglia il 27 marzo alle ore 16.54. ‘Per quanto riguarda i tradimenti subiti da me e dagli elettori nel mio mandato, sono dovuti a questioni personali che nulla hanno a che fare con senso di responsabilità verso la cittadinanza. Sia nel caso di Paglioli che di Bruschi, si intravvede un disagio personale e un far prevalere se stesse ad un serio progetto amministrativo. Forse qualcuno della mia squadra pensava che sarei stata un sindaco fragile, incline a compromessi, di sola facciata. Non è così, ho un’etica che mi obbliga a far prevalere sempre il bene della comunità su qualsiasi interesse personale’.
2) Mail inviata al giornalista Ugaglia il 27 marzo alle ore 16.43. ‘L’attuale amministrazione non intende dimettersi e far� di tutto per portare avanti il mandato fino alla fine. Il gruppo di maggioranza ha sempre lottato contro tante difficoltà e ora che stiamo ottenendo i risultati di quanto seminato, abbiamo ancora più la forza e la convinzione di arrivarci. I numeri permettono di continuare ad amministrare e cercheremo di farlo al meglio. Ci teniamo a precisare che se Giada Bruschi non fosse passata alla minoranza, ma si fosse semplicemente dimessa, non esisterebbe alcun rischio di commissariamento. Già a seguito delle sue dimissioni da assessore, vi erano state delle incomprensioni; ormai da tempo la sua partecipazione non era più né costruttiva né continuativa e abbiamo assistito ad un suo allontanamento dal gruppo’.
L’intervista a Cremona 1 è stata assunta solo come pretesto per formalizzare un qualcosa che era agito ormai da tempo.
Graziella Locci
(Sindaco di Castelverde)

A Cascina Farisengo
Un evento di successo. I grazie sono tanti
Signor direttore,
con questa lettera vorrei ringraziare personalmente chi ha contribuito al successo dell’evento che si è tenuto l’altro pomeriggio (29 aprile) a Cascina Farisengo ‘Un pomeriggio con la Royal Family’.
Grazie a Cascina Farisengo che con grande disponibilità, cortesia e pazienza ha messo a disposizione un angolo di paradiso. Grazie al Comune di Bonemerse, alla Biblioteca di Bonemerse e a tutte le autorità per l’appoggio, la collaborazione e la fiducia. Grazie a Floriana Barbieri, presidente della Biblioteca di Bonemerse, per l’aiuto morale e materiale. Grazie a Michela Gaimarri per l’ottima riuscita dell’afternoon tea che si è svolto alla fine dell’evento nella splendida limonaia della cascina. Grazie a tutte le persone che sono venute, ed eravate veramente tante. Grazie a tutte i canali d’informazione che hanno voluto dare spazio all’evento. Per me è stato il primo evento che ho dovuto organizzare e che ho voluto fortemente, e grazie a tutti voi ci sono riuscita.
Claudia Ballarini
(Cremona)

Il ricordo di Coppetti
Uomo fiero e dolce che guardava lontano
Signor direttore,
con queste righe vorrei ricordare Mario Coppetti.
‘Ciao Mario, un abbraccio affettuoso, un bacio, il tuo dolce sorriso che siglava il termine di un incontro tanto atteso. Caro Mario Coppetti avevi messo da parte una foto inedita di mio padre con una tua particolare commovente dedica. Avevi apprezzato il suo operato non solo per i due anni di primo sindaco eletto dopo la fine della guerra, ma anche per la sua vita di uomo buono da vero socialista. Incontrarti è stato come respirare il profumo dei vostri valori, attingere dalle tue passionali aringhe le esperienze di un passato che non dovrebbe essere mai dimenticato. Alto, magro, sguardo intenso, fiero ma anche dolcissimo, in te rivedevo Gino. Mi hai restituito quel calore che mi era stato tolto troppo presto. Mario: un grande, un vero amico che vedeva lontano e si rammaricava di come fosse difficile parlare alla gente, renderla consapevole di come, grazie alla libertà e alla democrazia raggiunte dopo anni di sofferenze e di indicibili orrori, si potrebbe ora vivere in un mondo migliore, senza più odi, invidie, vendette, ma in pace, parlando, discutendo civilmente nel reciproco impegno per migliorare il nostro Paese: così avrebbero voluto coloro che combatterono sul campo, o in forzato esilio o torturati in carcere, giustiziati. Ciao, Mario... sempre nel cuore di chi ti ha seguito, apprezzato, ammirato e amato. Ciao Mario, un vanto, un vanto grande non solo per la nostra piccola città , ma per tutti quelli che riusciranno ad avvertire l’eco di quanto hai saputo e voluto fare. Quanto è difficile lasciarti andare!
Clara Rossini
(Cremona)

Altre ipotesi impercorribili
Un governo di tutti unica strada possibile
Caro direttore,
le giornate di domenica scorsa e quella di oggi potrebbero essere ricordate (elezioni in Friuli e Direzione nazionale del Pd). In Friuli a prevalere è stato il centrodestra e secondo gli esperti il confronto che caratterizzerà la Direzione del Pd porterà ad una ulteriore spaccatura nel partito.
Entrambe le cose avranno influenza nelle decisioni che Sergio Mattarella dovrà assumere. Gli elementi a sua disposizione dopo il 3 maggio saranno quasi completi, e io credo che la sua altra non potrà essere che una decisione ‘ad escludendum’: difficile un governo 5 Stelle-centrodestra quanto uno 5 Stelle-Pd.
E ciò come conseguenza prima del Rosatellum che era stato studiato per fregare i 5 Stelle, rafforzata dai veti incrociati tra la coalizione vincente del 4 marzo, centrodestra, e il primo partito uscito dalle urne, i grillini.
La seconda conseguenza, ipotesi di un governo 5 Stelle-Pd, al di là delle obbiettive difficoltà di futura convivenza tra forze che si sono massacrate fino a ieri, si potrebbe scontrare con i risultati della Direzione del partito di Renzi che, comunque siano, non depongono a favore di un futuro tranquillo.
Stando così le cose mi permetto di ricordare quello che potrebbe essermi rimproverata come una fissazione: l’opportunità che il futuro Governo veda la presenza di tutte, o quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento.
Se prima del 4 marzo questa ipotesi nasceva dalla mia convinzione che il buon senso e il bene degli italiani spingeva per concretizzarla, oggi la ritengo una scelta obbligata, in funzione di avere un esecutivo che faccia le cose non rinviabili e che, soprattutto, concordi una legge elettorale in grado di far emergere un vincitore al termine dello scrutinio dopo il voto: per farla breve, una legge come quella della elezione dei Sindaci.
È lo stato delle cose ad esigerlo, i problemi delle aziende, i pensionati che tremano, i giovani, e meno giovani, che ogni tre o quattro mesi aspettano la conferma del posto di lavoro, i mercati internazionali che ci stanno osservando con cauta attenzione.
È chiaro, a mio modo di vedere, che tutti ci dovrebbero stare, per evitare che in futuro qualcuno se ne lavi le mani, e possa trarne vantaggio nella prossima contesa elettorale.
Il presidente Mattarella che dovrebbe essere in grado di coinvolgere le forze politiche, garantendo costituzionalmente e moralmente che ci sarà il loro impegno per giungere alla formulazione delle nuove regole.
Alessandro Bertoni
(Pieve d’Olmi)

Concertone del Primo Maggio
Offese a Casellati senza alcuna ragione
Gentile direttore,
il concerto del Primo Maggio è stato aperto con un attacco offensivo e senza motivi da parte del cantante degli Stato sociale alla presidente del Senato Casellati che, contrariamente a Fico, si è detta sfavorevole alle adozioni e matrimoni gay e la cui coalizione ha avuto successo nelle recenti elezioni in Friuli contrariamente al Pd e al Movimento 5 stelle.
Silvio Pammelati
(Roma)

Calcio dilettanti
L’ossessione risultato non aiuta la crescita
Egregio direttore,
frequento il calcio dilettanti della nostra provincia da tanto tempo e tutti i sabati e le domeniche vado a vedere partite. È la mia passione e mi diverto molto.
Come ho già detto in altre occasioni il nostro calcio è molto malato. La cultura del risultato a tutti i costi, il dover vincere le partite in qualsiasi modo porta inesorabilmente a far si che gli episodi di violenza si succedano con una certa regolarità. Siamo tutti colpevoli di questa situazione: dirigenti, giocatori, allenatori e governanti del calcio.
Secondo il mio modesto parere bisogna iniziare con grande determinazione a trasmettere subito nelle scuole calcio la giusta mentalità sportiva ‘il calcio è un gioco e va vissuto sempre con gioia’. Purtroppo nel nostro Paese il calcio viene vissuto nella maniera sbagliata e gli esempi i messaggi che ci arrivano dall’alto del professionismo sono di bassissimo livello. Nei dilettanti ci sono ancora troppi club che attirano i giocatori con promesse di denaro e ovviamente quando si spendono tanti soldi non si accetta di perdere.
Io nel mio piccolo quando ne ho avuto l’occasione ho provato a proporre ai miei giocatori di fare alla fine di ogni partita il ‘Terzo tempo’ che sarebbe una piccola merenda invitando gli avversari e anche il direttore di gara ma purtroppo la mia richiesta è stata drasticamente bocciata all’unanimità. Il Governo del calcio da parte sua deve iniziare da subito a punire con la radiazione sportiva tutti gli episodi di violenza senza se e senza ma.
Paolo Grossi
(Cremona)

In M5S e PD problemi comuni
Manca la selezione della classe dirigente
Gentile direttore,
non mi è sfuggito l’abbandono di Gabriele Beccari del Movimento 5 stelle. Non voglio entrare nel merito della vicenda che ha costretto lo storico militante dei pentastellati a lasciare i grillini, però rimane un dato inequivocabile: anche tra il movimento del ‘vaffa’ la selezione degli organi dirigenti non si caratterizza attraverso la valorizzazione delle capacità, preparazione ed esperienza politica, ma ciò che prevale è il gradimento del capo di turno e nel caso di Beccari, purtroppo, il fatto di non essere stato ben accetto da Toninelli , gli ha precluso la possibilità di poter rimanere e militare tra i grillini. Lo dico e lo affermo pur sapendo che le mie considerazioni non sono altro che la scoperta dell’acqua calda e quanto affermo ormai è un fenomeno negativo presente da tempo anche nel partito in cui milito (il Pd). Persone che attualmente sono ai vertici dei partiti, in passato sarebbero stati utilizzati come semplici portaborse o distributori di volantini. Tutto ciò spiega la crisi della politica e il distacco dei cittadini da essa, con conseguenze nefaste per le istituzioni e la vita democratica del nostro Paese.
Il signor Beccari, unitamente ad altri militanti validi appartenenti ad altri gruppi e movimenti politici emarginati perché facevano ombra al capetto di turno, paga questa degenerazione, il tutto a discapito delle capacità impossibilitate ad essere espresse e praticate per la risoluzione dei problemi quotidiani di noi cittadini.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Popolo sovrano
Pensioni, vantaggi dalla nostra riforma
Egregio direttore,
come sanno quelli che hanno dedicato tre ore della propria vita a leggersi il Manifesto, la banale riforma di Popolo Sovrano crea vantaggi talmente fuori scala che la gente ride divertita. È come spiegare il volo a chi non ha mai visto una macchina staccarsi dal suolo. Incredibile a dirsi, però, tanto nei sei mesi necessari a scriverlo come nei nove successivi, non ci siamo mai accorti d’un altro fantastico vantaggio. Quando Bonezzi me lo fa osservare, resto perplesso. Che differenza farebbe? Ovvio che le pensioni sarebbero erogate per intero! Però, siccome so d’essere il solito somaro convinto che, enunciato un teorema, la gente capisca al volo, ascolto attentamente le cifre. Alla fine capisco. Ovvio che, trovata la legge della portanza alare, la macchina si alza; ma ovvio anche che fare Milano-Pechino in un giorno anziché in un anno e mezzo a piedi non è affatto un dettaglio.
Claudio Bettinelli
(Cremona)

Come la pensione minima
Garantire un reddito di sopravvivenza
Caro direttore,
vogliamo sperare che il reddito di contribuzione Inps e in generale i redditi di tutte le pensioni, non siano inferiori al reddito di cittadinanza. A parte che reddito di cittadinanza non vuol dire niente, è come dire un reddito per essere al mondo in Italia che vorrebbe dire piuttosto, incentivare l'immigrazione.
Si stabilisca invece un reddito di sopravvivenza dignitoso oltre il quale non si possa scendere. Pertanto l’assegno dello Stato, sia esso retribuito come il minimo pensionistico o per l’indennità di disoccupazione, nonché per qualsiasi retribuzione di invalidità, non possa mai essere inferiore alla soglia di sopravvivenza.
Stabilire l’ammontare equo del reddito di sopravvivenza ritengo spetti alla Corte dei Conti
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Basta con i domiciliari
Anziani maltrattati, la pena sia la galera
Egregio direttore,
i mascalzoni che nelle case di riposo per anziani picchiano e maltrattano con crudeltà esseri indifesi a loro affidati, una volta individuati, dovrebbero essere rinchiusi in prigione in attesa del processo. Invece i magistrati buonisti concedono loro gli arresti domiciliari. E così questi esseri abietti se ne stanno seduti comodi in poltrona a guardare la tv. Questo sconcio deve cessare.
Vera Croce
(Cremona)

Non se ne salva uno
Fico paga ‘in nero’ la baby sitter Imma
Egregio direttore,
l’onorevole Fico si è sempre speso per la difesa dei lavoratori contro lo sfruttamento.
L’onorevole Fico in una intervista alle Iene ha detto che nella sua casa di Napoli la baby sitter Imma è in realtà un’amica della sua compagna. Sarà per questo che, come risulta da una intervista a Imma, la pagano in nero con 500 euro al mese?
Certo che se trattano così le amiche chissà come trattano le nemiche! Oh.. non se ne salva uno... Tutti ipocriti cacciaballe!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

IL CASO
Il PD non deve restare spettatore ma deve assumere iniziative politiche
Signor direttore,
sono Gian Carlo Storti e le invio una lettera aperta al consigliere regionale Matteo Piloni e all’onorevole Luciano Pizzetti per conto di Lucia Lazzari.

Sono un’elettrice iscritta al Pd delusa come tanti dal risultato delle elezioni. Ho partecipato anch’io alle discussioni sul perché abbiamo avuto un risultato così negativo (eventuali errori, comunicazione sbagliata ecc) che però ritengo siano momentaneamente sospese perché ora abbiamo un altro scenario (post elettorale).
Le frasi che ho sentito ripetere spesso dai dirigenti: ‘noi abbiamo perso, tocca a chi ha vinto governare’; ‘noi staremo all’opposizione’; ‘il Paese ha bocciato il governo uscente’ le considero frasi vere ma più passa il tempo e più le ritengo sterili dal punto di vista politico. Abbiamo dato l’impressione di essere spettatori delle mosse altrui.
Una forza responsabile come la nostra deve avere il coraggio anche in una situazione di minoranza (siamo comunque il secondo partito) di assumere delle iniziative politiche.
Sono molto d’accordo dunque con la posizione che ha assunto in questi ultimi giorni l’attuale segretario Martina e cioè di entrare nell’agone politico con lo sguardo rivolto in avanti (come dovrebbe fare qualsiasi forza politica) lasciandoci alle spalle i toni della campagna elettorale e valutare con spirito costruttivo se si possono raggiungere dei punti di incontro e delle mediazioni con il M5s pur partendo da programmi molto distanti. Se andrà male potremo sempre sostenere davanti al Paese che abbiamo fatto tutti gli sforzi possibili.
Con realismo e pragmatismo d’altronde ritengo che se fosse andata in porto l’alleanza con il centrodestra sarebbe stato una sciagura per il Paese e le elezioni anticipate sposterebbero di poco gli attuali equilibri e a differenza di quanto ha dichiarato Matteo Renzi io le temo molto perché gli elettori avrebbero davanti la scelta tra votare il centrodestra o i grillini. Noi saremmo veramente tagliati fuori e davvero credo che sarebbe molto pericoloso per la tenuta sociale del nostro Paese ridurre ulteriormente il peso di una forza politica come la nostra.
A parte queste valutazioni, mi rivolgo ai dirigenti e ai parlamentari del mio partito affinché, se si raggiungessero (come auspico) dei punti di convergenza o delle mediazioni su temi qualificanti con il M5s venga organizzato un referendum fra gli iscritti perché rivendico il mio diritto di esprimermi come dovrebbe essere un dovere da parte dei dirigenti sentire la propria base.
Sono consapevole che c’è sia nella base che tra i dirigenti una grossa spaccatura sull’atteggiamento da tenere con il M5s perché sono ancora vivi i duri contrasti, le accuse ingiuste che ci hanno rivolto (anch’io ho avuto discussioni molto animate con amici e conoscenti che votavano per il Pd e questa volta hanno votato per il M5s) ma personalmente non voglio tenere lo sguardo rivolto al passato e fare tutto quanto è possibile per dare una prospettiva al Paese consapevole che le alternative a questo possibile accordo sarebbero molto peggiori. Quando le situazioni sono così complesse ognuno di noi deve assumersi la responsabilità di fare una scelta.
Fra tante forze politiche che parlano alla pancia del Paese e diffondono illusioni noi dobbiamo continuare a parlare alla testa del Paese con un linguaggio più incisivo rispetto a quello usato in campagna elettorale.
Anche il M5s in una prospettiva governativa ha dovuto rimodulare il proprio linguaggio. Dobbiamo recuperare autorevolezza e coraggio! Tornare a essere protagonisti. Nella storia il nostro partito ha saputo fare scelte coraggiose per senso di responsabilità verso il Paese.
Lucia Lazzari
(Cremona)
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Dentro il Pd il dibattito è aperto da settimane. Per vedere come andrà a finire serve poco: oggi, infatti, è in programma la Direzione nazionale che deciderà la linea politica.

LA POLEMICA
Alla Camera e al Senato poche ore di lavoro ma fioccano stipendi
Egregio direttore,
è in corso il pagamento di stipendi, diarie e rimborsi nonostante lo stallo del governo la Camera si è fermata a 7 sedute per 20 ore. E tuttavia piovono stipendi d’oro dai 15.000 euro lordi in su mensili, visto che nessuno, tra neosenatori e deputati, nel primo mese ha lavorato più di 24 ore alla Camera ci si è fermati intorno alle 20 ore, addirittura 9 al Senato. Per gli Uffici competenze parlamentari però fa lo stesso. E prontamente, pagano.
Nessuno in Parlamento ha detto nulla, e i 5 Stelle hanno nicchiato nella speranza che si faccia un accordo con chiunque, perché hanno capito che è arrivata la manna anche per i populisti e quindi Italia o Spagna basta che se magna.
I 5 Stelle hanno martellato nella campagna elettorale sui tagli, costi e privilegi della casta promettendo un reddito di cittadinanza che non arriverà mai, Un silenzio trasversale funge da collante tra le forze politiche si tenterà un governo qualunque, fossero Lega-M5s o M5S-Pd, resta agli atti il poco lavoro svolto e gli favolosi stipendi incassati senza minimamente arrossire, adesso per loro va tutto bene madama la marchesa, purtroppo il Paese del bengodi ancora una volta sopporterà i privilegi della casta attuale che ha combattuto a parole quella precedente, lo spettacolo della commedia italica continua interpretata dai politicanti e pagata senza avere in mano nemmeno il biglietto dai cittadini.
Elia Sciacca
(Cremona)

Ne parlo con...

Caro signor Rino Gattuso...
Una banda musicale suona meglio del Milan
Gentile direttore,
le invio una lettera aperta al signor Rino Gattuso.
Abbiamo notato, con vero interesse, la citazione da lei fatta in riferimento alle Bande Musicali, a seguito di un evento sportivo nel quale si è esibito il Milan, la squadra da lei allenata. Capiamo benissimo che, a seguito di un evento spiacevole, a caldo si possano esprimere dei concetti non molto azzeccati: è umano. Però ci creda, una Banda Musicale, per tanto scarsa che sia, non merita il pubblico ludibrio. Noi siamo abituati a fare gioco di squadra, in tutte le nostre attività. Le nostre scuole per Banda formano musicisti che entreranno a far parte delle nostre fila, ma anche professionisti che faranno carriera in Orchestre, in gruppi musicali, o come solisti. Un brano musicale, per essere eseguito, vede obbligatoriamente la partecipazione di tutti i componenti, nessuno escluso. E non teniamo nemmeno nessuno in panchina, nemmeno se diversamente abile: per noi questo è gioco di squadra. Il tutto a livello di volontariato, e senza nemmeno le agevolazioni godute da altri soggetti. Venga a fare un giro da qualcuno di noi: la invitiamo volentieri, e così potrà rendersi conto di persona di quello che le scriviamo.
Giorgio Zanolini
(Tavolo Permanente delle Federazioni Bandistiche Italiane)

Futuro sempre più incerto
A causa della privacy siamo solo numeri
Egregio direttore,
la legge sulla privacy colpisce ancora. Dal 2005 è avvenuta una rivoluzione nel settore della telefonia sia fissa che mobile. Nel nuovo elenco abbonati, infatti, sarà possibile reperire ogni tipo d’informazione riguardante gli utenti solo con il loro esplicito consenso. Di questo passo non possiamo che attenderci, dall’Autorità Garante, di giungere al divieto delle iscrizioni tombali per evitare le sempre più frequenti profanazioni (mancando il doveroso permesso degli inquilini).
Piano piano le disposizioni sulla riservatezza ci obbligheranno al più assoluto anonimato a meno che non ci venga assegnato un numero di riconoscimento come si usava, un tempo, nelle patrie galere.
Restiamo in fiduciosa attesa di ulteriorti ‘brevetti’ a garanzia del nostro percorso più sereno nella vita.
Massimo Rizzi
(Cremona)


Atti vandalici alla ‘Cascinetta’ di Castelverde
Caro direttore,
vorrei dire a quelle persone che hanno divelto la bacheca dell’associazione ‘La Cascinetta Didattica Onlus’ di Castelverde che li ho perdonati nella speranza che riflettano sul loro gesto. So che ci sono persone a Castelverde che non vedono bene la collaborazione che abbiamo attivato con i migranti richiedenti asilo. Questo loro gesto non ci fermerà, anzi ci sprona ad andare avanti per il bene comune.
Gabriele Cervi
(responsabile della Cascinetta Didattica Onlus - Castelverde)

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