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Lettere al Direttore del 30 Aprile

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

02 Maggio 2018 - 10:35

Lettere al Direttore del 30 aprile

Europa sempre più divisa
Perché esiste ancora l’area Schenghen?
Egregio direttore,
i politici ci chiariscono (sempre che ci capiscono) cosa vuol dire Unione Europea. La Costituzione dell’UE dice chiaramente che nello spazio dell’Unione c’è la libera circolazione delle persone, delle merci e dei capitali. Se facciamo attenzione, esiste nell’Unione uno spazio nominato Schenghen dove aderiscono 22 stati su 28. Cioè 22 stati non hanno controlli alle frontiere interne; i rimanenti sì. Paesi divisi: serie A e serie B, come nel calcio. Perché esiste ancora lo spazio Schenghen? Come da Costituzione Europea, perché tutti gli Stati dell’UE non sono uguali per le libere circolazioni interne? A voi politici la risposta.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Tentato di lasciare l’Italia
Noi elettori presi per i fondelli
Egregio direttore,
volevo esprimere il mio disappunto riguardo alla formazione del nuovo governo. A 59 anni, mi sento preso in giro ancora una volta dalla classe politica. Sto assistendo a dei teatrini, o meglio, ad inciuci per la poltrona. Domanda: ma allora il mio voto, come quello di milioni di italiani, che hanno espresso consensi alla coalizione di destra non conta niente. Premetto: sono in pensione dal settembre 2016 con 42 anni e 10 mesi, lavorando dall’età di 14 anni, mi ritengo fortunato ad esserci arrivato, nonostante la legge Fornero (dalla sera alla mattina mi sono trovato tre anni in più da lavorare). Mi ritengo un italiano doc e, stavo pensando seriamente, come molti italiani di abbandonare l’Italia perché sono stanco di soprusi e tasse da parte dello Stato. Dopo tre governi non eletti dal popolo (in altri stati li chiamano golpe) ne ho abbastanza, il quarto non lo sopporterei.
Non entro poi in merito alla magistratura, sentiamo purtroppo cose da accapponare la pelle, la settimana scorsa hanno arrestato un extracomunitario per alcuni reati poi rilasciato, e l’altra sera, ha ucciso una persona a Milano. Mi domando: il giudice che lo ha rilasciato come si sente.
Doriano Magri
(Calvatone)

Il 25 Aprile del M5S
Una commemorazione di parte anche da Fico
Egregio direttore,
dal Presidente della Camera Fico per il 25 Aprile ci saremmo aspettati una visione globale, non di parte, della commemorazione, con un’apertura saggia dei Caduti italiani di tutte le guerre, considerando le difficoltà oggettive nel distinguere le vittime del regime dalle vittime di guerra dall’una e dell’altra parte. Dico Fico poiché dal nuovo che entra nelle istituzioni con il superamento dei muri ideologici destra/sinistra, ci si aspettava una riflessione nuova che tenesse presente l’estrazione multicolore dell’elettorato, e della popolazione.
Dovrei citare lo so, innanzitutto altri delle istituzioni, ma la fossilizzazione in questi casi è più resistente. Mentre da un 5 stelle... Possibile che non ci arrivino e si debba sempre dirgli tutto!
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Solidarietà a Spinadesco
‘Comitato degli angeli’, un grazie di cuore
Egregio direttore,
le chiedo un piccolo spazio perché devo ringraziare pubblicamente delle persone buone e generose. Intendo ringraziare pubblicamente ‘Il Comitato degli angeli’. Tutte le famiglie le mamme e i papà, che nel momento del ricordo dei loro cari in loro memoria, hanno pensato di devolvere una generosa offerta a favore di tutti gli anziani e malati della nostra comunità. Grazie di avere scelto di sostenere anche questo anno la nostra organizzazione di utilità sociale. Vi ringrazio a nome di tutti i fruitori del nostro servizio, a nome del gruppo infermieri e del gruppo Autisti accompagnatori. Personalmente vi ringrazio di vero cuore.
Stefano Siboni
(Presidente dell’Associazione di volontariato ‘Solidarietà e Assistenza’ - Spinadesco)

È il sistema proporzionale
Qualsiasi alleanza è legittima
Signor direttore,
esiste un modo per informare Salvini che le elezioni del 4 marzo erano con metodo proporzionale con ‘eventuale’ premio al partito o alla coalizione che avesse raggiunto il 40%?
Esiste magari anche un sistema per far capire a tutti coloro che ancora non l’hanno capito che essendo un parlamento eletto in modo proporzionale qualsiasi maggioranza si formi, che piaccia o no, rientra a tutti gli effetti nelle regole democratiche?
È ora di piantarla di gettare benzina sul fuoco e fumo negli occhi alla gente perché molti (troppi) sono gli animi esasperati e il rischio di sfascio sociale è lì alle porte. A meno che, qualcuno, non punti proprio a quello.
Roberto Rossi
(Cremona)

La morte di Alfie/1
Basta togliere di mezzo gli imperfetti
Signor direttore,
‘non c’è due senza tre e il quattro viene da se’. Dopo Charlie Gard e Alfie Evans a chi toccherà la soppressione? Bel modo di togliere di mezzo gli imperfetti quando non si trovano cure adeguate ovvero non riusciamo nemmeno a dare un nome alla malattia. Basta staccare la spina e... buonanotte. Una schifezza.
Gianluca Bardella
(Cremona)

La morte di Alfie/2
Nessuno Stato è ‘padrone’ della vita
Signor direttore,
lo Stato, nemmeno tramite le sue magistrature come sono i giudici nei tribunali, può sostituirsi al diritto naturale.
La sentenza che ha ordinato la morte di Alfie tramite un atto eutanasico non ha rispettato il diritto naturale almeno in due punti: ha decretato la morte di un innocente, cosa che la coscienza di tutti i popoli ha sempre condannato come immorale, e ha sottratto il bambino alla potestà dei genitori, affidandolo allo Stato che, in qualche modo, è diventato ‘padrone’ del piccolo.
Si tratta di due aspetti molto preoccupanti, che gettano una luce torva sul futuro di noi tutti.
Lo Stato, attraverso i suoi magistrati, e nonostante la legge britannica non preveda l’eutanasia per i minori, si è sostituto alla volontà dei genitori, ha come segretato il bambino, ha impedito il suo trasferimento e infine ha messo in atto la sospensione della ventilazione. È chiaro che un simile potere non può appartenere a nessun Stato e se così fosse tutti sarebbero in pericolo.
giuliano.galassi@libero.it

IL CASO
‘Acchiappapoltrone’ a 5 stelle: sta nascendo una nuova casta
Egregio direttore,
uno dei tanti argomenti di propaganda del M5s è la contrarietà ai doppi incarichi, ma come spesso succede nella truppa gestita dalla Casaleggio Associati si tratta di affermazioni di facciata, finalizzate ad affermare una superiorità morale che non esiste, perché l’unico primato che Di Maio & C. possono rivendicare è quello dell’ipocrisia.
Dalla testata giornalistica online Next Quotidiano si apprende che Angelo Capobianco, già assistente parlamentare dal 2013 del deputato grillino Angelo Zolezzi, eletto nel collegio di Mantova, dal 2014 è diventato anche consigliere comunale nel comune di Monterotondo (Roma), ma non si è fermato qui, perché dal doppio è passato al triplo incarico, quando nel 2017 è stato nominato dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, addetto ai rapporti con la Città Metropolitana, la Regione Lazio e il Parlamento con uno stipendio lordo superiore a 55mila euro l’anno.
Un altro esempio, anche se meno eclatante, esiste anche dalle parti di casa nostra, dato che qualche anno fa l’allora deputato e attuale senatore Danilo Toninelli conferì un incarico retribuito all’amico Christian Di Feo, mentre quest’ultimo era già consigliere comunale a Crema. Allora ebbi l’ardire di far presente che questo modo di procedere non mi trovava d’accordo e probabilmente fu a causa di questo che nel leader locale dei 5 Stelle nacque il rancore che l’ha portato gradualmente ad isolarmi e farmi estromettere dall’ambiente pentastellato locale, preferendo alla mia militanza storica gli arrivisti ed opportunisti dell’ultima ora.
Del resto, gli affini si attraggono e l’attrazione tra me e Toninelli non avrebbe mai potuto nascere. Lui e i suoi preferiscono personaggi come Gianluigi Paragone, già direttore del giornale leghista ‘La Padania’, o Emilio Carelli, che quando lavorava per Mediaset non disprezzava i lauti stipendi del ‘male assoluto’ Silvio Berlusconi.
Nessuna militanza da parte loro, ma tanta immagine e tanta comunicazione, che sono le uniche cose che contano nel mondo a 5 Stelle, dove dei politici improvvisati si sentono dei supereroi in virtù dei corsi di comunicazione della Casaleggio Associati a base di programmazione neuro linguistica.
I componenti di questa nuova casta credono di poter far accettare al popolo inconsapevole degli elettori tutto e il contrario di tutto, perché la coerenza e l’onestà che ne deriva per loro sono un optional deformabile a piacimento. La loro prossima impresa? Far accettare il superamento di un altro mito, quello del limite dei due mandati. Che ci vuole? Un bel voto di approvazione della base sulla piattaforma Rousseau, costruita con un codice proprietario e non ‘open source’, senza controlli da parte di enti terzi, e il gioco è fatto.
Gabriele Beccari
(Cremona)
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Un’analisi molto severa sul mondo dei 5 Stelle da parte di una persona che per anni ha vissuto il movimento da dentro e che - ne parliamo in un servizio a pagina 3 - ora lo lascia. Mi auguro che questa lettera possa innescare un dibattito più ampio sul futuro del M5s.

LA POLEMICA
Organo ‘silenziato’ a Robecco, nessuna difficoltà economica
Gentile direttore,
la ringrazio per aver dato ampio spazio sul suo giornale in merito alla situazione dell’‘organo silenziato’ nella comunità di Robecco. Tuttavia desidero aggiungere ulteriori e doverosi chiarimenti, poiché è evidente che, molti parrocchiani non hanno ben compreso tutti gli aspetti della questione citata. Parlo anche a nome della Schola e del direttore, in quanto sono assai delusi e amareggiati da tutto ciò. Il parroco ha dichiarato, come scritto nell’articolo del 21 aprile, che l’organo è stato messo a tacere per motivi economici e non per un suo problema cardiaco. Invito quindi a rivedere le posizioni di chi ha scritto ‘non vogliamo mandare il parroco all’ospedale... la salute prima di tutto’ ecc. Il problema non è questo! Le difficoltà finanziarie di cui sopra non trovano, però, fondamento: infatti la Schola Cantorum ha sempre prestato servizio liturgico senza percepire compenso, e il maestro Qyteza ha dichiarato che avrebbe proseguito il suo incarico anche gratuitamente. Io stesso, alla riunione tenutasi nel dicembre scorso, non ho rifiutato a priori l’offerta al ribasso di don Paolo di continuare il mio servizio, ma che avrei comunicato la mia decisione con l’anno nuovo. Perché, quindi, la Schola non si è presentata né a Natale né a Pasqua né in nessun’altra celebrazione? Perché l’organista non suona più? La risposta è assai semplice: nella riunione citata, è stato il parroco a mancare di rispetto e ad esprimersi in modo ingiurioso e offensivo nei confronti dei due maestri, della Schola, come pure verso l’organo e chi ne ha finanziato il restauro, nonché verso la musica. Da qui è stata presa la decisione per maggioranza di non continuare più il servizio liturgico musicale sempre puntualmente svolto. Non sono un robecchese, anche se collaboro con la parrocchia da ormai 14 anni. Se da un lato questo può rappresentare un limite di appartenenza, dall’altro mi permette di parlare senza filtri, esponendo la verità dei fatti e dando il giusto peso ai problemi sopra evidenziati. Non vi sentireste maggiormente amareggiati e indignati se le spese per il restauro e la pubblicazione del libro fossero state, anche solo in parte, sostenute dalla comunità?
Marco Granata
(Milano)

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