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Lettere al Direttore del 28 Aprile

Annalisa Araldi

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30 Aprile 2018 - 12:09

Lettere al Direttore del 28 aprile

Rialzare la testa
Il PD sfidi il M5S sulle riforme
Signor direttore,
‘e il M5s fa l’inciucio col Pd è finito’. In questa frase proveniente dalla base del movimento, risiede la possibilità che la sinistra non prosegua la sua corsa verso l’estinzione e che il M5s possa dar vita ad un progetto progressista di governo del Paese. Eh sì, perché la sinistra nasce e trova la propria ragione d’essere per soccorrere distorsioni del sistema che emarginano larghe fette della società dal progresso etico economico e sociale della nazione e la propria funzione dovrebbe terminare solo se e quando terminassero quelle distorsioni.
Oggi i Partiti che si richiamano alla sinistra storica sono al collasso non certo perché sono terminate quelle distorsioni alla base della loro nascita, ma perché non hanno saputo dare risposte a quelle distorsioni, in alcuni casi per arroganza, in altri per pochezza politica e in altri ancora per una insensata e presunta convenienza elettorale.
È ovvio che le dinamiche evolutive della società debbano essere governate oggi, più di ieri, dalla necessità di rispondere a meriti e a bisogni, abbandonando tutta la patina chic con cui la sinistra si è incipriata negli ultimi vent’anni, pensando con ciò, di intercettare nuovi consensi, e andando invece a snaturare e annientare la propria azione. D’altronde a quelle domande naturali che la società pone, se non rispondiamo noi declinando le risposte secondo libertà individuale e giustizia sociale, rispondono altri secondo logiche di razzismo e individualismo.
In tutto questo il Pd ha avuto un ruolo devastante e solo dalle sue ceneri o attraverso la sua rigenerazione si può sperare che a quelle domande che la società naturalmente pone, si possa ancora declinare una risposta che miri alla libertà individuale e all’equità sociale.
D’altronde il Pd è nato come una fusione a freddo di due tradizioni arrivate col fiato corto al secondo millennio, condannate entrambe e per motivi diversi, dalla storia, ma altrettanto ingiustificatamente gelose delle proprie radici. (...) Il Pd non ha avuto l’evoluzione socialdemocratica che avrebbe dovuto avere e l’assenza totale di contaminazioni l’ha condotto allo sfascio.
Ora che fare? Continuare sulla linea dell’arroganza? Stare fermi e fare il verso a Berlusconi? Lasciare che a quelle domande che naturalmente pone la società, dia risposta la parte peggiore dei 5 stelle?
Per me no! Il Pd dovrebbe sfidare i 5 stelle sulle riforme, lanciare messaggi programmatici chiari, essere finalmente un partito Garibaldino e guidare un Governo progressista coi 5 stelle, guidare insomma, la nascita di una risposta sociale a meriti e bisogni di cui il Paese ha un disperato bisogno. In questa ottica ho rassegnato le dimissioni da segretario del Psi, in un’ottica costruttiva e di progetto futuro ma, ancora una volta, mi trovo un filino spaesato dalla linea immobilista tenuta dai miei colleghi dirigenti di sinistra.
Paolo Carletti
(Consigliere comunale socialista)


Il PD dopo il voto
Il dialogo con il M5S è una sfida in salita
Egregio direttore,
dopo il voto del 4 marzo si è aperta, all’interno del Pd, una profonda discussione. Un dibattito non solo nazionale, ma anche e soprattutto locale, dove gli iscritti e i militanti hanno necessità di avere luoghi e spazi di confronto. Un confronto che non si può affrontare in pochi giorni e che ha bisogno di una fase aperta e profonda, in cui discutere e ragionare seriamente sul futuro del Pd, del Paese e dell’Europa. (...) Per questo motivo, dopo una prima assemblea provinciale tenutasi a marzo, alcuni passaggi con i circoli e lo scorso weekend dove abbiamo tenuto aperti più di 20 sedi in tutta la provincia, abbiamo convocato per il prossimo mercoledì 2 maggio, a Cremona, una nuova assemblea provinciale. (...) In vista di questo appuntamento e dell’importante direzione nazionale del 3 maggio, ritengo utile fare alcune considerazioni in merito al tentativo di dare un Governo al Paese.
Tentativo che ha un punto fermo: le forze politiche che hanno prevalso il 4 marzo non sono state in grado, finora, di proporre un Governo. Questo è il dato nel quale, dopo 50 giorni, il Paese si trova e per il quale al Pd è stato chiesto un confronto con il Movimento Cinque Stelle.
Personalmente non so cosa emergerà da questo confronto, certamente difficile, ma che ritengo comunque importante. Ma ritengo utile raccogliere questa sfida. Partendo dalle nostre idee e dalle nostre proposte. E pretendendo rispetto, condizione necessaria per il dialogo. Quel rispetto che, da parte del M5s, in questi anni non c’è stato. Non solo nei confronti del Pd, ma nei confronti delle Istituzioni tutte. E penso che per fare questo serva il contributo di tutti. Lasciando da parte tifo e tifoserie. Sarà poi comunque fondamentale, dopo l’esito di questa sfida, restituire forza e credibilità al Pd rimettendo al centro la necessità di un nuovo riformismo europeo.
Matteo Piloni
(Segretario provinciale del Pd)


D., ragazzo autistico
Parlare del caso ha aiutato mio fratello
Egregio direttore,
in merito alla vicenda del ragazzo autistico, ricoverato in Psichiatria, di cui si è parlato in questa rubrica il 17/3/2018, mi pare doveroso esprimere sinceri ringraziamenti ad enti e persone.
Innanzitutto a lei, signor direttore, che, avendo dato allora spazio alla mia lettera, ha permesso a vari Servizi di rendersi meglio conto della drammatica situazione di mio fratello e della mia famiglia, poi al Servizio Diagnosi e cura dell'ospedale di Cremona, che, con adeguata terapia, ha permesso che D. si stabilizzasse, non avesse più determinante crisi di aggressività e potesse così riprendere a frequentare i luoghi in cui era inserito in precedenza.
Si ringraziano poi i Servizi Sociali del Comune di Cremona per essersi mobilitati per organizzare una rete di supporto per lui e per mia madre.
Un riconoscimento va anche al Centro Diurno Disabili di via Mincio e alla Cooperativa Dolce che, nell’attesa che D. entri nelle strutture di S. Bassano o Sospiro, hanno eccezionalmente prolungato per lui l’orario di apertura fino alle 18, per alleggerire mia mamma, mentre normalmente i ragazzi terminano le attività alle 16. Un caloroso grazie anche alla Comunità gestita dalla Fondazione ‘Dopo di Noi Insieme’ perché, da dopo il ricovero in Psichiatria, mio fratello è tornato ad esservi ospitato in fascia diurna quasi tutti i weekend e le festività, D. rincasa sempre sereno e divertito, segno che chi trascorre le giornate con lui si spende molto ogni volta.
La mia gratitudine non può infine dimenticare tutta la famiglia allargata e gli amici che, pur senza appartenere ad alcun singolo ente, in questo periodo difficile, hanno dato e stanno dando sostegno materiale e morale a mia mamma e a D. (...)
Francesca Pellini
(Cremona)


Inno alla vita
In fondo in fondo non è poi così brutta
Signor direttore,
quando sento imprecare contro lo schifo che inonda questo mondo e le sofferenze, i sacrifici, e le tribolazioni che attanagliano la nostra esistenza nel quotidiano, mi chiedo quanta convinzione si nasconde dietro questo lamentarsi quando poi vedo che la moltitudine umana, alla fermata al capolinea del treno che trasporta la loro vita, nessuno vuole scendere. Sarà perché la nostra vita, vista dal fondo, in fondo in fondo, non è stata poi cosi tanto brutta come noi ce la siamo dipinta?
Pietro Ferrari
(Cremona)


Non si sa bene il perché
Fico e Di Battista ‘simpatici’ al Colle
Gentile direttore,
nelle passate elezioni ungheresi la stragrande maggioranza ha votato Viktor Orban perché contro i matrimoni e le adozioni gay, e la immigrazione, specie dai Paesi islamici. Non si capisce il favore del Presidente Mattarella per personaggi pentastellati quali Di Battista alla ricerca di un compromesso con l’Isis e Fico che nel suo breve curriculum si è posto a favore delle adozioni e matrimoni gay.
Silvio Pammelati
(Roma)


25 Aprile a Casalmaggiore
Corona di alloro vecchia ai Caduti
Signor direttore,
il 25 aprile vado al cimitero e passo davanti al monumento ai Caduti (se vuoi un nome ti dirò: vittoria, se vuoi un motto di dirò: rammenta) dove mi fermo e noto una corona di alloro decrepita, vecchia di qualche anno con la scritta: l’amministrazione comunale. Mi chiedo se è possibile che nessuno dell’amministrazione abbia pensato di rimuoverla e sostituirla. La prendo e la butto nei rifiuti sostituendola con un mazzo di fiori, dicendomi: popolo italiano non cambi più, anche se in apparenza lo sembri tu. La tua bandiera, l’inno nazionale lo usi tu, solo negli stadi di calcio e nulla più. Passano gli anni sempre di più, ma tu, vecchio cuore nostalgico sei sempre tu.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

IL CASO
Al Cimitero Maggiore di Crema si stanno verificando atti vandalici
Gentile direttore,
scrivo per segnalare che al Cimitero Maggiore di Crema si stanno verificando atti vandalici ai danni dei fiori che i visitatori depongono sulle sepolture dei propri cari. Io stesso ne ho subiti di recente.
C’è qualcuno che pare si diverta a rubare fiori, arredi, vandalizzare i vasi per poi gettarli nel campo perimetrale. Il vaso che avevo deposto sulla tomba dei miei nonni è stato distrutto, ne è stato rubato in parte il contenuto (ho salvato solo una piantina) e poi gettato nel campo (la terra è stata addirittura premuta con i piedi), e accanto ne ho notati altri. Era un vaso le cui dimensioni erano tali da non arrecare disturbo alle sepolture adiacenti (me ne guardo bene), eppure ho trovato l’incivile di turno. Pare non sia l’unico episodio e l’ho capito parlando con persone che hanno i congiunti nello stesso campo dove riposano i mie nonni.
Alberto Caffi
(Crema)
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È tanto vero quello che lei denuncia che abbiamo deciso di occuparci della questione. Su questo giornale, infatti, a pagina 24 troverà un ampio articolo a firma di Stefano Sagrestano.

LA POLEMICA
Lettera minacciosa, trattato come un truffatore
Egregio direttore,
come molti altri cremonesi ho ricevuto una lettera minacciosa da parte dell’Ats Valpadana della regione Lombardia avente come oggetto il recupero di alcuni ticket sanitari in quanto, a loro dire, non avente diritto. In questa si dichiara addirittura che il mio comportamento è sanzionabile in base all’art. 316 ter comma 2 del codice penale. In questa si afferma e si chiede:
1. La restituzione di ticket non pagati per euro 460,30.
2. pagamento tassativo entro il 31/3/2018 altrimenti la sanzione raddoppierà con l’aggiunta di euro 7 per spese di notifica per un totale di euro 927,60.
3. Si concede la facoltà di presentare scritti difensivi però a partire dall’1/4/18, ovvero dopo aver pagato ma se paghi entro il 31/3/18 gli scritti difensivi non verranno presi in considerazione.
4. In caso di mancato pagamento entro il 31/3/18 indipendentemente dalla presentazione di scritti difensivi o richiesta di audizioni il procedimento sanzionatorio continuerà.
Quanto sopra mi ricorda il paradosso del romanzo catch 22 (tranello 22) di Joseph Heller ‘Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma se chiedi di essere esentato non sei pazzo’ che tradotto nel nostro caso: ‘Se paghi puoi presentare scritti difensivi ma se li presenti dopo aver pagato non li terremo in considerazione’; in sostanza una vera e propria ‘petizio principii’, come dicono i giuristi, ovvero un ragionamento circolare in cui si dimostra una proposizione assumendo delle premesse che sono a loro volta delle conseguenze delle stesse. Per dirla in cremonese, ‘en ragiunament a vida’. Va infine tenuto presente che la richiesta di esenzione, presentata a suo tempo, è stata fatta in base ad una lettera della stessa Regione Lombardia che richiama il DGR 30/7/2004 n. VII/18475 elencante i limiti massimi di reddito al fine dell’esenzione del ticket sanitario in funzione della tipologia familiare. Nel mio caso essendo composta da due persone, il reddito massimo è di euro 73.162, reddito ampiamente superiore a quello della mia famiglia. Mi chiedo se la firmataria di tale lettera intimidatoria sia al corrente di quanto sopra o l’ha volutamente ignorato?
Giorgio Gregori
(Cremona)

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