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Lettere al Direttore del 16 Aprile

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18 Aprile 2018 - 10:28

Lettere al Direttore del 16 aprile

Messa per il duce al cimitero
Giusto coinvolgere la magistratura
Egregio direttore,
leggo con piacere che il sindaco Galimberti, nell’autorizzare per il 28 aprile , come negli anni passati, la messa al cimitero in ricordo del duce e dei caduti fascisti, ha stabilito, non solo di confermare il divieto per l’occasione di tutte quelle azioni che si possono configurare come apologia del fascismo (saluti romani, esibizione di gagliardetti e di bandiere della Rsi, eccetera), ma ha deciso di trasmettere alla prefettura e alla questura, oltre che alla procura della Repubblica di Cremona, copia della ‘lettera-ultimatum’ di richiesta di autorizzazione alla manifestazione inviata all’amministrazione dal portavoce del comitato onoranze caduti della Rsi, Gian Alberto D’Angelo, insieme agli altri dati. Pertanto, a nome dell’Anpi di Cremona, esprimo il più vivo apprezzamento per la scelta del sindaco di informare l’autorità giudiziaria in merito alla questione, perché tale decisione accoglie finalmente le indicazioni e le sollecitazioni che l’Anpi stessa, da anni, invia alla magistratura. Crediamo, infatti, che la risposta migliore ai toni ultimativi di questa, come di altre dichiarazioni dei nostalgici del Ventennio, sia quella di autorizzare, sì, la manifestazione ma di vigilare sul rispetto di tutte le norme previste al riguardo, segnalando le eventuali violazioni alle autorità competenti. E tale risultato può derivare solo dalla sinergia continua e puntuale tra un’amministrazione attenta ai valori dell’antifascismo e le associazioni, come l’Anpi e le altre, che hanno il compito di difendere e di promuovere quei valori.
VincenzoMontuori
(coordinatore del circolo cittadino dell’Anpi di Cremona Salvador Allende)

L’attacco alla siria
Iniziativa folle, l’Italia la contrasti
Signor direttore,
l’America, l’Inghilterra, la Francia: questi Paesi imperialisti e colonialisti hanno lanciato missili contro la Siria accusandola in modo infondato di aver utilizzato bombe chimiche sul proprio territorio, l’Onu non ha appoggiato questo raid ma questi tre Paesi hanno agito comunque rischiando così uno scontro prossimo con la Russia. Questi tre Paesi hanno dilapidato le ricchezze di questo mondo, hanno ridotto alla miseria le popolazioni residenti in Europa e in Africa costringendo alcuni popoli africani a scappare facendo naufragare e morire migliaia di persone nel Mediterraneo, tanti altri costretti a vivere in accampamenti o in campi di concentramento. Questa nuova aggressione oltre che minacciare, con una guerra mondiale, la pace nel mondo, minaccia la vita di tutte le popolazioni mondiali. L’Italia non deve in nessun modo appoggiare questa guerra evitando ogni tipo di aiuto a questi Paesi, ma deve invece contrastare questa azione folle che innescherà conflitti sulla pelle di tutti i cittadini del mondo.
Lega di Cultura e Partito della Rifondazione Comunista
(Piadena)


Verdini fuori dai giochi
Prototipo del politico che pensa solo a sé
Signor direttore,
lo sfogo di Denis Verdini, che aspirava ad entrare nel centrosinistra, verso Renzi per essere rimasto fuori lascia il tempo che trova. Berlusconi aveva offerto a Verdini (offerta rifiutata) di confluire nel centrodestra costituendone la quarta gamba. Intanto Renzi dai sondaggi si era reso conto che la confluenza di Ala nel centrosinistra penalizzava la coalizione del 2 per cento. Fuori da una parte e dall’altra. Verdini sbotta ma, a conti fatti, è la sorte che spetta a chi guarda alla politica non come servizio per i cittadini ma per se stesso. Verdini non è il solo ma ne è il prototipo.
Massimo Rizzi
(Cremona)


Oggi se vanno i laureati
Emigrato in Germania tra sfida e necessità
Signor direttore,
ci fu un tempo in cui, un po’ per spirito d’avventura, un po’ per necessità finanziarie, decisi di emigrare. Il posto lo trovai in un paesino vicino ad Heidelberg in Germania, dal nome Waldorf. Il lavoro doveva essere di giardiniere, ma poi mi accorsi che invece di potare rose, si trattava di scavare buche per il rimboschimento di aree che la guerra aveva devastato. Là mi resi conto di quanti uomini avesse perduto quel paese nella recente guerra: c’erano solo ragazzi sui vent’anni i cui padri erano caduti sui fronti più disparati. Alla fine del contratto di lavoro decisi di tornare in Italia. C’era allora una canzone dell’Equipe 84 che pareva scritta per me e diceva: «Torno a casa, siamo in tanti sul treno. Mani stanche, cielo e cuore sereno. Dopo tanti mesi di lavoro mi riposerò, rivedrò tanti volti che scordar non so. Nostalgia che passa e va, forse adesso finirà. Casa mia, non andrò mai più via...». In conclusione penso che oggi l’emigrazione italiana consista per lo più in giovani laureati e non in manovalanza spicciola come allora. Forse potrei sbagliarmi...
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)


A di maio e ai 5 stelle
Fate un governo o il Pd si riprende i vostri voti
Signor direttore,
le elezioni sono passate da oltre 40 giorni e non ancora c’è un governo stabile, con i grandi eletti che si scannano a parole (...). Carissimo Di Maio, avrai preso una maggioranza parziale ma sapevi in partenza che la destra era formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega uniti insieme formando un partito di destra, che ha superato i tuoi voti e come precedenza va a Salvini la carica di presidente del consiglio: se tu non sei d’accordo perché ti dà fastidio Silvio Berlusconi, devi sapere che lui non avrà mai un incarico come lui ha promesso, è solo consigliere esperto della destra (...). Perché vuoi formare un governo col Pd? Lascia perdere, che mai ti hanno mostrato appoggio e Silvio B. la sua campagna l’ha già fatta. E dà retta a Salvini che ora si trova in maggioranza con la destra e svegliatevi a formare presto un nuovo governo come voi avete promesso. Basta prendere in giro chi vi ha votato. Si è sentito anche parlare di nuove elezioni che saranno la vostra rovina, perché state certi che i voti che perderete andranno a favore del Pd, risvegliando il suo vecchio potere. E’ questo che volete?
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)


Spino d’adda
La pulizia delle rive si fa regolarmente
Egregio direttore
invio un commento alle dichiarazioni di Riccaboni in merito alla pulizia delle rive dell’Adda. Il dottor Riccaboni o non si informa o fa la sparata per far vedere che c’è ancora. Inanzi tutto la convenzione con il comune di Zelo è in essere e viene rispettata da entrambe i Comuni, come da convenzione firmata proprio dall’ex sindaco, basta verificare presso l’ufficio Ecologia, dove forniranno tutte le date degli interventi.
Va comunque ricordato che gli operatori si limitano a raccogliere i sacchetti di rifiuti nei due territori di competenza. Il territorio di Spino riguarda le strade di accesso all’Adda in fianco al ponte e a valle del ponte nuovo. In più i nostri volontari in accordo con il Comune, una volta alla settimana fanno il giro delle strade di arrocco alla Paullese per raccogliere ciò che viene lasciato dagli incivili.
Enzo Galbiati
(vicesindaco di Spino d’Adda)

LA POLEMICA
Crema, violata l’ultima cena di pietro da cemmo
Gentile direttore
le scrivo dopo aver visionato articoli dedicati all’evento in corso in questo fine settimana a Crema presso l’ex convento di Sant’Agostino. Dalle fotografie emerge la ‘grande cura’ che viene dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico artistico di Crema, in particolare come la sinopia dell’Ultima Cena, realizzata nel 1507 da Giovan Pietro da Cemmo, sia in questi giorni impiegata come supporto per l’affissione di manifesti. L’ex refettorio spicca per la rilevanza del ciclo decorativo che lo caratterizza, ma, anziché essere messo a disposizione di cittadini e turisti in visita alla città, è sempre più frequentemente utilizzato come mero contenitore di ogni genere di eventi (matrimoni, riunioni plenarie di associazioni, spettacoli ginnici, mercati tessili, sfilate di moda, aperitivi) poco rispettosi della storia e degli affreschi dell’ambiente. In aggiunta nella stagione invernale, anche in assenza di pubblico, si riscalda eccessivamente l’ambiente attraverso termoconvettori che spingono l’aria calda verso gli affreschi. Nell’ultimo mese si registra anche la presenza nel chiostro settentrionale in prossimità delle casseforti di installazioni destinate alla didattica che impediscono il transito dei visitatori.
Annunziata Miscioscia
(Associazione guide turistiche Il Ghirlo, Crema)

IL CASO
‘TOLLERANZA ZERO’ VERSO I CICLISTI?
NO, CON TUTTI I MALEDUCATI DELLA STRADA
Gentile direttore
oggi, lunedì 16 aprile si discuterà in consiglio comunale la mozione della Consigliera Maria Vittoria Ceraso sulla possibilità di adottare misure a ‘tolleranza zero’ verso i ciclisti cittadini che non rispettano alcune regole del Codice della strada. Le mando alcune mie riflessioni in proposito. Da anni parliamo sulle pagine del quotidiano, di ciclisti indisciplinati, dei mille reati quotidiani che commettono mettendo a serio rischio l’incolumità loro e degli altri cittadini, ed ora giunge la richiesta di una ‘tolleranza zero’ verso quegli utenti che sempre più spesso sono vittime e non colpevoli. Gli incidenti stradali, in netto aumento nel 2018, sono principalmente causati dall’eccessiva velocità, dall’uso del cellulare al volante e dalla guida in stato di ebbrezza. Ciò non significa chiedere impunità per i ciclisti ma nemmeno ha senso fare una crociata contro di loro. Ritengo errato suddividere gli utenti della strada in categorie nette: i pedoni quando salgono sull’auto diventano automobilisti, gli automobilisti quando scendono dall’auto diventano pedoni o ciclisti e, quindi, a infrangere il Codice della Strada sono sempre i cittadini, a prescindere dal mezzo che utilizzano. Si tende spesso ad avere un’errata percezione dell’entità delle infrazioni e dei conseguenti pericoli: le infrazioni commesse dagli automobilisti in proporzione sono molto più numerose sia rispetto ai ciclisti sia a quelle effettivamente sanzionate e sono di gran lunga più pericolose. Da una parte, dopo tanti anni di battaglie per ottenere più dignità per la bicicletta, il governo ha stanziato fondi per la realizzazione di importanti ciclovie nazionali, riconosciuto la rete Bicitalia di Fiab nel Def del 2017 ed approvato la legge 2-2018 per lo sviluppo della mobilità in bici, dall’altra sembra crescere da parte di alcune amministrazioni la volontà di frenare questo sviluppo con divieti e campagne punitive. Sia a Bologna che a Ferrara, come in altre città, dopo aver sanzionato qualche ciclista senza campanello o che pedalava sotto i portici, si è deciso un passo indietro e pensare ad altre soluzioni, vuoi per le accorate proteste dei cittadini che di una parte della giunta stessa. Se davvero tutti desideriamo un cambio di passo, si deve lavorare sul cambiamento culturale, promuovendo una mobilità diversa con efficaci campagne di comunicazione, parlando con i cittadini per far capire loro i benefici che ne trarrebbero, e, soprattutto, attuando tutte quelle azioni di moderazione della velocità e del traffico, di zone 30 effettive, di un trasporto pubblico efficiente così da rendere poco appetibile l’uso del mezzo privato. Il ciclista urbano è come l’acqua: segue il percorso più corto e più facile, e dato che la bicicletta è l’unico mezzo di trasporto che crea un beneficio non solo al ciclista ma all’intera comunità, sarebbe meglio lavorare per agevolarlo nei suoi spostamenti e incentivare tutti coloro che possono permetterselo per età, salute e distanze da percorrere. Se la ‘tolleranza zero’ fosse nei confronti degli automobilisti che parcheggiano sui marciapiedi e sulle piste ciclabili (€ 84 e 2 punti patente), di chi supera i limiti di velocità (da € 40 a € 3.000 e da 3 a 10 punti patente), di chi guida con il cellulare, di chi non dà la precedenza ai pedoni sulle strisce e… dopo un mese registreremmo un notevole incremento di ciclisti perché nessuno avrebbe più la patente. Condividiamo insieme, quindi, l’idea di una campagna per il risveglio civico a tutto campo. Siamo d’accordo sul fatto che tutti debbano rispettare il Codice della strada e che lo debbano fare anche i pedoni ed i ciclisti, a maggior ragione visto che sono quelli che rischiano di più, ma il numero di chi si sposta a piedi ed in bici cresce comunque a prescindere dalle politiche pubbliche, e ciò vuol dire che la città va avanti e non intende fermarsi.
Piercarlo Bertolotti
(presidente Fiab Cremona)
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Sono d’accordo con lei.

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    19 Aprile 2018 - 11:50

    E' stupefacente che ci sia bisogno di ricordare quello che scrive il presidente Fiab Cremona, sig. Bertolotti! Da una parte abbiamo il comune che ha evidentemente in odio le auto (nuovi sensi unici, limitazione del sottopasso, ecc) dimenticandosi che la maggior parte di noi non può andare al lavoro in bicicletta come fa il sindaco (che lo fa davvero e quindi è coerente), oppure non può proprio usare la bicicletta; poi aumenta le piste ciclabili (ok, ma sempre a discapito del traffico auto), epperò si richiama l'attenzione sulla scarsa disciplina dei ciclisti, come se gli incidenti mortali fossero colpa loro. Al massimo li trovi in via Dante dove non potrebbero affatto transitare e ti viene (a me sempre) la tentazione di urtarli ma poi li paghi per buoni e allora ti limiti al clacson! Dai, seriamente: cara Polizia Urbana dai qualche multa per divieto di sosta quando questo è pericoloso, ferma quelli al cellulare: cinque giorni al mese a tappeto in città e in un anno miglioriamo

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