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Lettere al Direttore del 12 Aprile

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gbonali@laprovinciacr.it

14 Aprile 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 21 Marzo

Ricordo di Mondonico
Lui era già malato e mi ha rincuorata
Egregio direttore,
sono passati diversi giorni dalla sua scomparsa, ma vorrei testimoniare che anche a Grumello ricordiamo Emiliano Mondonico.
Ad alcuni verrà da chiedersi: «Cosa c’entra Mondonico con Grumello?».
E invece c’entra. Perché tanti grumellesi, tifosi della Cremonese ed appassionati di calcio, lo hanno amato. A maggior ragione c’entra perché durante Fieragrumello 2012, a riconoscimento dei suoi meriti, gli venne assegnata dal Comitato Fiera la medaglia d’argento del Presidente della Repubblica Italiana e, nell’occasione, la sua testimonianza fu memorabile.
Parlò di calcio, naturalmente, ma pure di altri momenti della sua vita; parlò anche della malattia con cui stava combattendo strenuamente, senza dar mostra di essere commosso, ma commuovendo tutti i presenti. Al termine della cerimonia lo vidi un po’ in disparte, da solo, e lo avvicinai rivolgendogli complimenti per la sua carriera di calciatore e di allenatore e, in particolare, per il suo impegno nel sociale.
Quando fece un accenno alla «bestia» che lo affliggeva, mi emozionai fino alle lacrime, stupidamente.
Ebbene lui, ed era lui il malato, mi abbracciò e sorridendo mi disse: «Su, su, signora, coraggio!».
Prendo spunto da questo mio ricordo personale, per rendere omaggio ad una brava persona, ad un animo generoso e sincero.
Fulvia Codazzi
(Grumello Cremonese)


Dopo l’allarme dell’ance
Basta con i mille enti. Pochi e nazionali
Signor direttore,
l’allarme dell’Ance (l’Associazione nazionale costruttori edili) è una delle tante eterne emergenze semplicemente impossibili con la riforma di Popolo Sovrano in atto. Appoggiando infatti un partito piuttosto che l’altro, durante le elezioni politiche il popolo deciderà i quattro parametri padronali da applicarsi durante la legislatura: A) quale tetto massimo di Iva in ingresso assegnare allo Stato per i suoi lavori (la cifra è espressa al centesimo); B) quale esatta percentuale del tetto massimo affidare ad ogni singolo ministero; C) quale esatta percentuale del tetto massimo utilizzare per gli stipendi pubblici (le sotto percentuali sono a carico dei sindacati); D) infine, quale aliquota unica d’Iva fissare su tutti i prodotti e servizi.
Ebbene, se il popolo deve sapere quanti soldi dare ai vari ministeri (l’assegnazione percentuale avviene tutte le notti perché in giro c’è solo moneta elettronica), deve per forza avere degli interlocutori ‘unici’ per ogni servizio. Con gli attuali mille enti con le diecimila partecipate a lato, capirci dentro qualcosa è impossibile, e il popolo non può fare il sovrano padrone. Chi saranno gli interlocutori? L’ingegnere capo dell’Ente unico per tutte le strade d’Italia? Il responsabile capo dell’Ente unico per la gestione di tutta l’acqua? Il capo della gestione unica di tutti i rifiuti della nazione? Aggiungendo telefoni, ferrovie, poste ed altro, sono una decina di interlocutori: decisamente fattibile, vero? Che significa però tutto questo alla fin fine? Significa che per comandare dobbiamo riprenderci tutto.
Popolo Sovrano
(www.popolo-sovrano.org)


Strage di Marzabotto
Grazie a Caffi per come l’ha saputa raccontare
Egregio direttore,
vorrei ringraziare la vostra inviata Barbara Caffi a Marzabotto. Articolo di estrema sensibilità. Non sempre è necessario andare sul luogo della strage quando il racconto ha un orizzonte così profondamente umano e coinvolgente e trova il giusto spazio sul giornale che lei dirige. Grazie.
Giancarlo Dati
(Castelleone)

Il suo pensiero è sempre attuale
Martini ha saputo portarci a riflettere
Caro direttore,
sono trascorsi da poco cinque anni dalla pubblicazione di otto libri che raccolgono le parole che Carlo Maria Martini, il ‘Cardinale del dialogo’, ha rivolto alla città e alla diocesi di Milano negli anni del suo magistero episcopale: 1979-2002 . Prima della nomina ad arcivescovo di Milano il gesuita, teologo e biblista Carlo Maria Martini è stato docente di critica testuale e poi rettore della Pontificia Università Gregoriana. Lasciata la cattedra di Ambrogio, l’arcivescovo si ritira a Gerusalemme dove, già ammalato di Parkinson, riprende gli studi biblici. Nel 2007 ,in dialogo con Georg Sporschill, gesuita austriaco, nasce un libro straordinario in cui i due uomini di fede cercano di rispondere concretamente alla crisi etica della società contemporanea. ‘Conversazioni notturne a Gerusalemme - Sul rischio della fede’ sarà pubblicato in italiano, dal tedesco, nell’ottobre 2008 nei Saggi Mondadori. Nelle ultime cinque pagine del primo degli otto libri (tutti editi da RCS-Media Group-Divisione Quotidiani) il testo di Marco Garzonio è ‘Guida alla lettura di Carlo Maria Martini’. Nella brevità di questa nota citiamo che Martini «s’è mosso da testimone autentico, non si è mai tirato indietro, ha rischiato nel dire e nel commentare. Un esempio prezioso per l’intera Chiesa e per il mondo: la sua voce fuori dal coro... Il cardinale ha voluto che sulla sua tomba nel duomo di Milano venisse inciso il versetto 105 del salmo 119 , ‘Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino’. I testi di Martini non dispensano pillole di certezza date una volta per sempre e buone per ogni stagione. Due termini ricorrono con frequenza nei suoi scritti: ‘responsabilità’ e ‘discernimento’. Se Dio ha creato l’uomo e la donna ‘a sua immagine e somiglianza’, secondo quanto dice la Scrittura, cercare il divino in ogni creatura è la scommessa dell’educatore Martini».
B. P. Barni
(cantieriecologiciditalia@virgilio.it)


Al parco Oglio sud
Risposta arrivata anche se tardivamente
Signor direttore,
questa lettera è rivolta alla direzione del Parco Oglio Sud.
«Vi ringrazio molto per la risposta che mi avete fornito, anche se un po’ tardiva, ma che dimostra l’interessamento al problema da me esposto a suo tempo. Nello spazio intercorso ho avuto modo di approfondire personalmente il problema presso i vari uffici degli enti territoriali intermedi. Tuttavia il quadro definitivo della problematica rappresentata sarà da me risolto in settimana dopo aver consultato gli uffici dell’Autorità di bacino».
Dante Benelli
(Drizzona)


«fa bene», «no, fa male»
Caffè, che fare?  Berlo con moderazione
Signor direttore,
ma il caffè fa bene o male? Il consumatore è disorientato. Il caffè fa bene al cuore e riduce i rischi di ictus, perché ‘pulisce’ le arterie (http://newsroom.heart.org/news/drinking-coffee-may-be-associated-with-reduced-risk-of-heart-failure-and-stroke); oppure: il caffè è a rischio cancerogenicità perché contiene acrilammide, sostiene un giudice americano, il quale vorrebbe che tale indicazione sia riportata sui contenitori del caffè (https://www.nytimes.com/2018/03/30/business/coffee-cancer-warning.html). L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature, come frittura, cottura al forno e alla griglia e anche durante i processi di trasformazione industriale a oltre 120° C e bassa umidità. L’acrilammide, oltre che nel caffè, si trova in alimenti come patatine, patate fritte a bastoncino, pane e biscotti.
Dunque, che fare? Dobbiamo privarci della ‘nera bevanda’? Siamo un Paese ai vertici per longevità e il consiglio che possiamo dare ai consumatori è la moderazione, senza privarci del piacere di ’na tazzulella ’e cafè.
Primo Mastrantoni
(segretario Aduc, Associazione Diritti Utenti e Consumatori , Roma)


Con l’arresto di Lula
Battisti, più vicina l’estradizione
Egregio direttore,
battersela, per Battisti è riuscito meglio della più semplice delle battute. Vedremo se saranno altrettanto efficaci quelle dell’Interpol. Forse la pacchia concessa dall’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula sta per finire. Pare infatti che Cesare Battisti, condannato a quattro ergastoli dalla giustizia italiana e che, libero come un fringuello, se la stava impunemente godendo a Canancia sulle coste dell’Atlantico, possa essere presto rimandato in Italia. L’attuale presidente brasiliano Michel Temer, pur consapevole dell’iter burocratico piuttosto lungo, pare abbia avviato le pratiche necessarie per l’estradizione di Battisti in Italia. Dove verrà prontamente incarcerato. Per l’eternità.
Andrea Castelli
(Cremona)


Differenze lessicali
Grosse koalition e inciucio pari sono
Egregio direttore,
in Germania il governo di larghe intese viene definito ‘grosse kaoalition’ mentre in Italia viene chiamato ‘inciucio’. Stessa definizione, che dal sono onomatopeico, risulta solida e squadrata nel primo caso, sozza e sgradevole nel secondo: paese che via, linguaggio e governo che trovi!
Massimo Rizzi
(Cremona)

Aiutiamoci a vicenda
Bullismo: logora tenersi dentro tutto
Signor direttore,
desidero ringraziare pubblicamente la signora L. B. che è intervenuta dopo la pubblicazione della mia lettera su ‘La Provincia’. Mi dispiace molto che uno dei suoi figli abbia dovuto passare l’inferno come me da piccolo.
Ho scritto la lettera al giornale non per piangermi addosso o per chiedere aiuto alle istituzioni (allora non ricevetti dalla scuola nessun risarcimento per il gomito rotto), ma per far coraggio ad ogni persona e per invitarla a denunciare i fatti se è presa di mira da qualche bullo e richieda di essere aiutata perché tenersi dentro tutto logora.
Ogni mattina al mio risveglio ed ogni sera quando vado a dormire la cicatrice di quel gomito rotto mi fa venire alla mente tutto quello che ho dovuto subire.
Ma la vera cicatrice la porto dentro di me e le assicuro che non si rimarginerà soprattutto quando leggo episodi di cronaca nera di ragazzini 13/15 anni che si suicidano per le violenze fisiche e psicologiche subite.
Le sono vicina e lascio questa mia mail bullismoiononhopaura@gmail.com, per un eventuale contatto diretto e per chi volesse avere chiarimenti o un possibile aiuto concreto.
Antonio Sivalli
(Cremona)
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Sono solidale con tutte le vittime di atti di bullismo e confermo che la prima auto difesa consiste nel denunciare ogni situazione alle istituzioni: scuola, sistema di assistenza sociale e forze dell’ordine.

IL CASO
TROPPI GLI INCIDENTI CON TIR SULLA A21 DIVIETO DI SORPASSO, COME SULLA BRENNERO

Signor direttore,
l’ennesimo incidente sull’A21; non fa altro che certificare una situazione ben evidente a chiunque la percorra. Essa è ‘ostaggio’ dei mezzi pesanti che viaggiano sempre più numerosi, spesso con targa estera, impegnati in sorpassi interminabili senza alcun vantaggio pratico, causando notevole interferenza con il traffico delle vetture. Non ho mai, dico mai, visto una pattuglia di polizia che moderi la situazione a fine preventivo. Contare sul buon senso della categoria, con tutto il rispetto e le eccezioni del caso, è del tutto utopico. La situazione non potrà che peggiorare con l’aumentare del traffico dovuto alla ripresa economica, se non verranno presi provvedimenti.
Sulla Brennero ebbero problemi simili, ma la situazione è di molto migliorate dopo l’adozione del divieto generalizzato di sorpasso fra camion. All’inizio la decisione fu criticata dalla categoria, ma col senno di poi, tutti ne hanno tratto giovamento. L’alternativa è l’anarchia di adesso.
Chi ha il potere (dovere) di prendere questa decisione ci rifletta.
Enrico Rossi
(Persico Dosimo)
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Il Codice della strada fissa regole di comportamento precise, rispettarle è un dovere di tutti gli utenti. Se poi ci sono iniziative che si rivelano utili come quelle che sono state adottate sull’autostrada del Brennero, ben vengano. Si possono sperimentare anche sulla A21. Dissento con lei sulla presenza e sull’attività della polizia, che a quanto mi risulta è intensa ed efficace non solo in autostrada ma anche nella viabilità ordinaria.

LA POLEMICA
Bonemerse, un vandalico neon da ‘spegnere’ subito

Egregio direttore,
durante una delle scorse notti, probabilmente quella tra il 5 ed il 6 aprile, a Bonemerse è stato dato libero sfogo all’imbecillità: sono stati imbrattati diversi cartelli stradali e soprattutto le strutture dell’area attrezzata nel parco di interesse sovraccomunale, davanti alla ‘madonnina’ di Farisengo. Quest’ultima area è uno degli angoli più piacevoli del nostro territorio e, per la sua conservazione, si impegnano il Comune, il Plis e privati: è quindi davvero squallido che ci siano persone che trovano rimedio alla noia, o forse l’unico modo per lasciare un segno della propria esistenza, nel vandalizzare beni pubblici e privati con le loro bombolette spray. Noi abbiamo notato che le stesse ‘tag’, cioè le firme con cui questi penosi writer sono soliti sporcare ciò che gli capita a tiro, sono comparse anche sulla cabina di fronte all’ex cascina Peverone e si ripetono sui cartelli d’ingresso del parcheggio del cimitero (in particolare la firma ‘Neon’), sulla cabina all'inizio di via Roma (prima della cascina Ca’ dell’Organo), sui cartelli stradali tra via Murdaca e via Madoglio ed è quindi possibile che il percorso dei vandali sia passato per il tratto videosorvegliato di via Roma!
Nei giorni immediatamente successivi abbiamo fotografato tutto ciò che è stato imbrattato e abbiamo inviato le foto e le nostre deduzioni al Comune di Bonemerse, all’attenzione del sindaco Bini e della polizia locale: speriamo che i responsabili siano identificati e costretti a ripagare i danni. Ancora una volta auspichiamo che venga completata la videosorveglianza di Bonemerse e che le nuove videocamere siano davvero posizionate in modo da coprire tutti gli accessi al paese: così, se mai si verificassero ancora episodi di questo genere, non dovremo più sperare che gli imbecilli di turno passino proprio nelle poche vie videosorvegliate.
Luca Ferrarini Angelo Garioni
(consiglieri comunali a Bonemerse)

Ne parlo con...

Elezioni alla Bissolati
Tante le cose da fare: noi ci candidiamo

Egregio direttore,
faccio seguito all’articolo sull’annuale assemblea della Canottieri Bissolati, che si terrà sabato per fornire qualche ulteriore notizia. Oltre all’approvazione del bilancio 2017, il corpo sociale sarà chiamato ad eleggere il nuovo consiglio direttivo, in un momento che definirei topico. Successivamente alla costruzione della nuova palestra, la gestione di questi ultimi anni è stata caratterizzata da ordinaria amministrazione, ad eccezione della sistemazione strutturale della palazzina degli spogliatoi maschili, mentre ora si impongono scelte strategiche, destinate a segnare l’andamento gestionale per diversi esercizi. Inoltre, i tempi sono maturi per modificare l’atteggiamento nella conduzione societaria da parte dei rappresentanti del sodalizio che, accanto o meglio preventivamente alle loro proposte, devono valutare le richieste che possono pervenire dal corpo sociale, il quale va messo al centro dell’attenzione e consultato al più presto con un questionario. Oltre a favorire la pratica delle attività sportive va ricercata la soddisfazione del socio, con la messa in opera di investimenti che possano determinare un salto di qualità nei servizi offerti, senza dimenticare la necessità di un miglioramento dell'organizzazione e della logistica interni. Con questo obiettivo ho redatto, assieme ad altri soci, un programma di cose da fare che è stato inviato a circa 150 soci che ci hanno fornito il loro indirizzo mail. Fra gli obiettivi di rilievo cito la copertura invernale della piscina da 33 metri, con raccordo sia agli spogliatoi maschili che femminili. Ci siamo messi a disposizione per l’elezione nel consiglio direttivo; ora la scelta spetta ai soci.
Luciano Losi
(socio della canottieri Bissolati, Cremona)

Pensioni, tagli e contributi
Boldrini si lamenta e noi comuni cittadini?

Egregio direttore,
l’ex presidente della Camera, Irene Pivetti, ha dichiarato che, se le dovessero decurtare la pensione e il vitalizio, incanalandoli retroattivamente nel sistema contributivo, esigerebbe la restituzione dei contributi versati. E come la mettiamo con coloro, specie donne che per problemi familiari o di altra natura hanno dovuto abbandonare il lavoro prima del raggiungimento dei 20 anni contributivi, minimo per aver diritto alla pensione? Non avrebbero titolo anche costoro a vedersi restituiti i contributi versati?
Giampiero Vicini
(Rivarolo del Re)

Signor direttore, come si evince dalla foto, gli stalli di via Racchetta alla intersezione con piazza San Paolo sono troppo invasivi e non permettono un traffico scorrevole. Anzi è molto difficoltoso perché bisogna infilarsi con estrema precisione tra le macchine (provare per credere). Molte sono le lamentele degli abitanti in zona costretti ad essere novelli piloti. Basterebbe togliere uno stallo a sinistra all’ingresso di via Racchetta per consentire un traffico agevole.
Lettera firmata
(Cremona)

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