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Lettere al Direttore del 11 Aprile

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rmartinelli@publia.it

13 Aprile 2018 - 11:42

Lettere al Direttore del 21 Marzo

Disavventure cremasche
La chiesetta crolla. Vietato guardarla
Signor direttore,
approfittando della bella giornata, ho fatto una camminata a piedi con il cane fino al canale Vacchelli nel Moso arrivando alla chiesetta di Santa Caterina; da parecchi anni non lo facevo ed è stata piacevole.
Qui mi soffermo sulla chiesetta che appare mal messa, come anche edifici vicini, qualcuno è già crollato. Mi sono diretto alla strada sterrata che da qui si dirige verso Ombriano e vi ho trovato una sbarra con tanto di cartello di divieto passaggio ai non autorizzati. Sono passato sotto solo per arrivare due passi oltre fino al cancello della chiesa per osservarla da questo punto. Combinazione alla sbarra c’erano due persone che chiacchieravano ed uno di questi, con fare cortese ma chiazze di stizza in volto, mi ha rivolto il seguente dialogo «...ééé...óóó...» aggiungendo il diniego con l’indice della mano a mo’ di tergicristallo.
Dall’alto della sua saggezza Dante mi ha sussurrato «... guarda e passa… su ‘orét dìga cusèèè», e allora al cane ho detto «…’ndèmmm fóra dàle bàle ché l’è mèiii…».
Non fa niente se lì tutto sta crollando, però di lì passa solo chi è autorizzato.
Gianfranco Pandini
(Trescore Cremasco)


Fare sesso non è un crimine
Ben vengano anche le escort
Gentile direttore,
in riferimento alla lettere al direttore del 24 marzo, vorrei condividere le opinioni del signor Aldo Maccagnoni in quanto fare sesso, in extremis anche con qualche escort, non sia così criminoso.
Prima della chiusura delle ‘case’, del mio paese a dodici chilometri da Cremona, dei giovani con qualche problema di invalidità partivano in bici alla domenica, non avendo soldi si accontentavano di passare qualche ora nelle sale d’attesa delle stesse. Concludendo, direi ben vengano anche le escort.
A. B.
(Cremona)


Via Pagliari a Crema
Parcheggi mai visti. Promessa elettorale?
Egregio direttore,
ancora una volta vorrei approfittare della sua cortese ospitalità, per lamentare la mancata attuazione dei lavori di sistemazione dell’area parcheggio di via V. Pagliari, situata nel quartiere di Ombriano a Crema. In questa area parcheggio basterebbe tracciare sull’asfalto gli stalli per la sosta dei veicoli per regolamentare una situazione piuttosto caotica.
In occasione dell’inaugurazione del campo di basket, posto nelle vicinanze del parcheggio, parlai del problema all’assessore Fabio Bergamaschi, che mi assicurò che a breve avrebbe indetto la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori. E’ trascorso quasi un anno da quella promessa e siamo fermi esattamente al punto di partenza.
Voglio pensare che il venire meno della parola data sia solamente il frutto dei molteplici impegni e non si sia trattato invece della classica e deprecabile promessa pre elettorale.
Comunque sia, ritengo che ogni promessa è un debito, per cui rimango in fiduciosa attesa, fiducia che spero non venga delusa ancora una volta.
Giovanni Scorsetti
(Crema)


Il voto in Ungheria
L’uscita dalla Ue argomento vincente
Gentile direttore,
le elezioni in Ungheria hanno visto una super vittoria di Viktor Orbam e una grandissima affluenza di elettori (il 70%). Una grande esempio di Paese interessato alla politica, più di quello italiano. Un perfetto esempio che argomenti quali l’uscita dalla Ue, dalla immigrazione e da istituti quali adozioni e matrimoni gay siano temi e posizioni che appassionano la gente.
Silvio Pammelati
(Roma)


Per una sanità migliore
Meno soldi ai medici e più agli infermieri
Gentile direttore,
se si accendessero le lampadine della sensibilità sanitaria gli unici tagli da effettuare sarebbero relativi agli sprechi, all’ingiustizia ed alle sperequazioni economiche nel personale. In questo settore della vita sociale, ancor più che in politica, gli stipendi esorbitanti sono un controsenso etico stridente, poiché tolgono risorse all’erogazione dei servizi che sono vitali per la popolazione e limitano l’attrattiva per le altre mansioni del settore sanitario essendo invece sottopagate.
Ci si augura che si ponga un tetto massimo di 100.000 euro l’anno per i medici come per i dirigenti sanitari. E che i soldi risparmiati siano usati a beneficio dei pazienti, per le innovazioni tecnologiche, per l’assistenza ai disabili e per migliorare le retribuzione di ausiliari ed infermieri. Non è infatti accettabile che si percepiscono stipendi di oltre 150.000 euro l’anno cioè 10 volte più di un infermiere. E diamogli un taglio per una sanità migliore.
C. M.
(Fasano del Garda, Bs)


Politici e persone comuni
C’è ancora chi sogna le canottiere di Bossi
Gentile direttore,
voglio ringraziare ancora l’ingegner Sciacca Elia per il modo sempre acritico e puntuale con il quale ci spiega la situazione politica e la sua evoluzione. Debbo ribadire a costo di essere monotono quanto questo disinteressato modo di porsi di fronte alla politica mi è di conforto in questi momenti difficili. Mi sento di appoggiare la sua analisi , ma sono rimasto un po’ basito di fronte alla sottolineatura sul vestitino sempre stirato e in ordine del Di Maio.
Certo i leghisti puri come lui che hanno vissuto i fulgidi momenti della Lega si trovano a disagio abituati a quelle belle canottiere del Bossi prima ora, quelle bevute di acqua tutta natura del Monviso indimenticabili che ben spiegavano la natura longobarda dei leghisti , quella era politica con la P maiuscola non quei regolamenti del movimento di Grillo tutta ciccia e brufoli.
Noi, come ben sottolinea lo Sciacca, vogliamo una politica che nasca dal basso e che anche pubblicamente si presenti con canottiere e felpe adeguate alla bisogna, io all’ingegner Sciacca non toglierò mai il mio appoggio. Forza Elia sei tutti noi. Voglio anche sottolineare un aspetto non trascurabile di come si veste lo Sciacca, sempre in ordine con quei bei pantaloni casuals, metà tuta e metà camicia a quadri che me lo fanno sentire vicino anche nell’atteggiarsi a persona comune.
Ermes Piva
(Cremona)


C’è sempre meno fiducia
Impegni dei partiti e rischio delusione
Signor direttore,
avete mai provato da bambini a burlarvi di chi percorrendo una strada, notando sul selciato un portafoglio smarrito, con mossa guardinga tentava di impossessarsene? Subito si tirava l’invisibile filo che lo collegava alla nostra mano e lo si sottraeva in un lampo al mancato fortunato.
Il voto dello scorso 4 marzo ha avuto i noti esiti, e a chi farà parte del nuovo governo toccherà l’immane compito di rendere davvero ‘palpabile’ quanto garantito in campagna elettorale. Gli impegni presi verso gli elettori, sono oggi assimilabili al portafoglio sopra citato e così, per l’ennesima volta, anche noi speriamo non accada ciò che sempre temiamo: si tiri cioè la malandrina cordicella, e noi si resti con il solito palmo di naso.
Tutti un tempo sognatori, oggi ormai più disillusi, stiamo grattando il fondo della botte della fiducia, ma non vorremmo comunque mai arrivare ad affermare mestamente «chi vive sperando, muore votando».
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Cinque regole semiserie
L’arte di riuscire a interessare le donne
Caro direttore,
vorrei proporre un semiserio pentalogo a tutti quegli uomini per i quali le conquiste femminili sono ancora un tabù. 1) Acquistate un cagnolino. Meglio se è una femminuccia, che agghinderete con un delizioso fiocchetto rosa. Portatela in giro, sarà un formidabile argomento di approccio. Attirerete come un chiosco di gelati nel deserto.
2) Non siate timidi e svegliate l’artista che è in voi. Camicione bianco, foulard e basco, vi accompagneranno al parco con colori, tele e cavalletto. Anche se non sarete mai Renoir, la curiosità e gli sguardi femminili saranno per voi.
3) La gastronomia sarà il vostro nuovo hobby. Non immaginate quanto sia intrigante e seducente un uomo col grembiule. Non parlate più di calcio, ma di vellutata di asparagi e di biscottini allo zenzero. Un maschio che traffica col pentolame è molto rassicurante.
4) Imparate finalmente a pattinare. Quelle rotelline vi regaleranno quasi 10 centimetri di altezza. Uno sportivo è comunque irresistibile. E se esibite un pettorale della Maratona di New York, beh, potrebbero chiedervi anche l’autografo.
5) Cari signori, se tutto questo per voi è impossibile, non disperate. Imparate almeno a sorridere. Le donne apprezzano l’ottimismo, la gioia di vivere e chi sta bene con se stesso. Naturalmente queste righe sono solo uno scherzo di primavera. E se funzionassero davvero?
Michele Massa
(Bologna)

Alla messa di Robecco
L’organo silenziato dal nuovo parroco
Gentile direttore,
vorrei rendere noto il mio disappunto riguardo le liturgie domenicali celebrate nella parrocchiale di Robecco d’Oglio. Con grande rammarico devo dire che, dal termine dello scorso anno, l’organo non fa più sentire la propria voce. La funzione delle 11, infatti, è animata al microfono da un cantore, ma senza accompagnamento organistico.
Ricordo positivamente la presenza attiva dell’organo Inzoli che, sotto le abili mani dell’organista titolare, sapeva dare sostegno all’assemblea e alla Schola Cantorum, quando presente, rendendo musicalmente dignitose le celebrazioni nel tempio robecchese. Perché, a breve distanza dall’ingresso del nuovo parroco, si è arrivati a questa situazione? È inaccettabile che il prestigioso strumento, restaurato di recente, cada in disuso.
Questo, presumibilmente, per la scarsa volontà da parte del sacerdote di voler lasciare proseguire una tradizione musicale presente ed attiva a Robecco da più di un secolo.
F. G.
(Robecco d’Oglio)


Se vogliamo avere un futuro
Più libri (di carta) meno tecnologia
Signor direttore,
anche in tempi come i nostri, in cui la tecnologia sembra esercitare un potere attrattivo totalizzante, non mancano episodi che depongono a favore della valorizzazione di uno strumento più tradizionale, ma non certo obsoleto, quale il libro di carta, beninteso, e il mondo che attorno ad esso gravita. Il libro, le biblioteche le opere letterarie ed i loro autori: realtà sempre più di nicchia, secondo una certa vulgata. Eppure, si assiste, in città diciamo pure metropoli, alla nascita di biblioteche condominiali, spazi di condivisione culturale, ma anche al contempo, di incontro e di aggregazione, per opportunità di scambio e di confronto. Spazi di cultura vissuta in cui non vengano meno il pensiero e la dimensione formativa. È - questa - a mio avviso, non una semplice notizia, di carattere neutro, ma una buona notizia, poiché vi si afferma ancora l’importanza nel sociale di uno strumento fondamentale. Anche in questa realtà, molte altre news fanno però capolino: lasciando perdere quelle che alimentano la cronaca nera e restando in tema, altri titoli (veri o auspicati): «Si smantella la biblioteca scolastica: i libri appartengono al passato, dobbiamo guardare al futuro!». L’affermazione (ovviamente provocazione) non va commentata, ma esprime con chiarezza la posizione di chi ha mandato il cervello all’ammasso. Un futuro così delineato non sarebbe certo una buona notizia.
Giampietro Ottolini
(Solarolo Rainerio)

IL CASO
La Cremonese sta cogliendo l'obiettivo che venne fissato a inizio anno: salvarsi

Gentile direttore,
intervengo sul tema del momento, la crisi della Cremonese. Non mi piace il tono degli articoli usciti di recente sulle colonne del suo giornale. La Cremonese è patrimonio di tutta la città e del territorio e a mio avviso meriterebbe un trattamento migliore!
Scrivere che «siamo a soli 5 punti dalla retrocessione» a mio modo di vedere è fuorviante: Cosa dovrebbero scrivere, allora, a Terni, a Vercelli? O forse i vostri giornalisti sportivi invidiano la strepitosa classifica della Ternana e della Pro Vercelli? E che dire di Avellino, Pescara, Cesena, Entella e via dicendo? Ricordiamoci che la nostra (anche vostra?) squadra è partita per salvarsi. Senza se e senza ma. Lo scorso 20 agosto, alla partenza del campionato, se qualcuno avesse osato affermare o scrivere che per 34 giornate la Cremonese non sarebbe mai stata coinvolta nella lotta per la salvezza, lo avremmo tutti preso per pazzo o visionario. La squadra ha fatto vivere a tutti un girone d’andata strepitoso, semplicemente fantastico. Avesse mantenuto quella media, avrebbe lottato per la promozione. Poi, complici una serie di infortuni che credo abbia pochissimi precedenti nella storia del football, una campagna acquisti invernale sballata, è tornata sulla Terra. I risultati deludenti hanno progressivamente fatto venire la tremarella ai giocatori.
Ora è in crisi, nessuno lo nega. Ma non si trova in un girone con Bayern, Real Madrid, Liverpool e Barcellona e non ha 5 punti di distacco da nessuno. Infine, guardiamoci attorno: il Piacenza è a metà classifica in serie C, a Mantova sperano di giocare i play-off di serie D, a Varese, sperano di evitare i play-out. Dove sono il Como, il Pavia, il Lecco, la Pro Patria?
E lo stesso Brescia, squadraccia di brocchi - come abbiamo potuto toccare con mano tre settimane fa - non è diventato all’improvviso il Manchester Utd, mi pare. Leggendo ‘Il Cittadino’, a Lodi si ciucciano le dita perché il Fanfulla è primo in Eccellenza!
Forse dalle nostre parti dovremmo guardare la realtà con maggiore serenità.
E la squadra andrebbe appoggiata dai media locali con lo stesso calore e la stessa passione che dimostrano i ragazzi che vanno in curva.
Infine, andiamoci piano a suonare il de profundis: la salvezza è a portata di mano. Sono gli altri che hanno l’acqua alla gola.
Ago Alberti
(Cremona)
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Caro signor Alberti, tutto potevo aspettarmi tranne che di essere accusato di esprimere negatività e pessimismo nei confronti della Cremonese. Purtroppo la realtà è sotto gli occhi di tutti. Lo straordinario girone d’andata aveva alimentato aspirazioni legittime mentre oggi la situazione è ribaltata tant’è che ieri la società ha deciso di mandare la squadra in ritiro al centro sportivo Eschilo di Roma.
Anch’io tifo perché la Cremonese raggiunga l’obiettivo che merita.

LA POLEMICA
Siamo solidali con la comunità soresinese

Signor direttore,
«Soresina terra di nessuno», questo ha scritto Forza Nuova su un manifesto affisso nella notte tra domenica e lunedì scorsi all’ingresso del Comune. Il gesto è stato compiuto di nascosto e nella notte, come spesso capita per questi ‘atti dimostrativi’ delle formazioni di estrema destra che quasi mai agiscono alla luce del sole.
La Federazione provinciale del Partito Democratico di Cremona condanna quindi con forza questo gesto vile, che punta solo a creare un clima di intolleranza che certamente non aiuta a risolvere i problemi della comunità soresinese. Al sindaco e all’amministrazione comunale vanno la nostra piena solidarietà e il sostegno per quanto è stato fatto in questi anni sui temi della sicurezza e dell’inclusione.
I cittadini di Soresina sanno che la loro amministrazione non è certo rimasta inerte di fronte a queste problematiche, ma ha agito in stretta collaborazione con le forze dell’ordine per garantire legalità e gestire al meglio i migranti presenti sul territorio, eseguendo diversi sgomberi e mettendo in atto numerosi controlli in abitazioni e attività che operavano al di fuori della legge. A chi agisce solo attraverso la propaganda e firma i suoi ‘atti dimostrativi’ al solo scopo di istigare un clima di sospetto e intolleranza diffusa, noi preferiamo chi invece in questi anni ha agito concretamente per garantire la sicurezza della propria comunità.
Pertanto ci auguriamo che anche altre forze politiche condannino questo gesto esprimendo vicinanza all’amministrazione e tutta la città di Soresina.
Partito Democratico di Cremona

Ne parlo con...

Onore ad Arnaud Beltrame
Un eroe massone che si è sacrificato

 

Signor direttore,
si è consegnato in ostaggio a un terrorista che sapeva bene che lo avrebbe ucciso.
Così è morto un eroe massone. Iltenente colonnello francese Arnaud Beltrame, «membro della Respectable Loge Jerome à l’Orient de Rueil-Nanterre» - come si legge in un comunicato della Grande Loggia di Francia, generalmente ignorato da quasi tutti i media francesi, italiani ed europei - era proprio un esponente della massoneria d’Oltralpe.
Uno di quelli che nel partito dei vari Fico, Di Maio e Casaleggio neppure avrebbe avuto il diritto di candidarsi al Parlamento. Uno di quelli che - nell’Italia sognata dalle varie Rosy Bindi - neanche avrebbe potuto compiere il proprio atto di eroismo in quanto semplicemente non avrebbe neanche potuto lavorare nelle forze dell’ordine.
Nell’Europa dei nuovi plebei cripto fascisti e cripto comunisti, degli esperti economisti candidati a posti ministeriali, laureati con il Cepu o a Malta nelle università di Vincenzo Scotti o Ortensio Zecchino, non ci sarà posto per chi con un atto di abnegazione - che almeno coloro che ha salvato non dimenticheranno facilmente - ha fatto vedere come si affronta a mani nude un terrorista islamico.
Il tenente colonnello Arnaud Beltrame se n’è andato in silenzio e in tanti lo piangeranno. Tantissimi altri, in Italia come in Francia, orgogliosi della massoneria che non è affatto la sentina di tutti i vizi mondiali né la cripto genesi di crisi e speculazioni finanziarie, potranno dire a testa alta: «Così muore un fratello massone».
La rispettabile Loggia Leonida Bissolati Oriente di Cremona

Al cantiere scopro che Crema fa provincia
Egregio direttore,
Soresina, provincia di Crema. Questo nonostante quasi tutti sappiano che Crema, per ora, non sia una provincia.
Questo però è quanto riportato sul cartellone accanto al cantiere per i lavori in atto al passaggio a livello sulla strada vicinale che porta alla piattaforma ecologica in via Persicana.
La scritta così recita: «Soresina, provincia di Crema...».
Alla scoperta sono rimasto alquanto stupito, ma poi, riflettendo, ho capito che tutto è in linea! Basta vedere appunto come funziona la linea Cremona Treviglio. Un quadro d’autore.
Felice Resmini
(Soresina)

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