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Lettere al Direttore del 9 Aprile

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11 Aprile 2018 - 12:02

Lettere al Direttore del 9 aprile

Alla protezione civile
Bertolaso assolto. Ritorni al suo posto
Egregio direttore,
si rimetta al comando il bravo Bertolaso. Visto che l’ennesimo processo mediatico si è risolto con l’ennesima assoluzione e visto che Guido Bertolaso è stato scagionato dalle accuse rivoltegli, spero che qualcuno, grazie alle sue indiscusse capacità, lo rimetta al suo posto: responsabile della Protezione civile. Professione che sa svolgere meglio di tutti i suoi successori messi assieme.
Simona Gradisca
(Cremona)


Mattarella non lo riceva
Berlusconi non scordi che è un condannato
Egregio direttore,
mi auguro che il nostro presidente Mattarella eviti di incontrare Berlusconi. Poco importa che è ‘padrone’ di un partito del 14%. I partiti sono associazioni private, se il capo di una associazione commette reati infamanti e perde i diritti civili non può decidere di autolegittimarsi alla faccia di tutti. La sua richiesta di riabilitazione verrà dichiarata irricevibile (si accettano scommesse). I reiterati comportamenti delinquenziali, i processi pendenti e le espressioni infamanti contro le istituzioni e i magistrati e le grandi capacità delinquenziali lo rendono irrecuperabile.
I giudici si ricorderanno l’assalto plateale al palazzo di giustizia da parte dei suoi associati da lui dominati. Fa bene Di Maio a non volerne sapere di incontrarlo. I 5 stelle perderebbero la metà dei sostenitori se si verificasse questo infausto evento, farebbero la fine di Renzi che incautamente lo ha resuscitato. Questo con buona pace di un suo lettore 90enne che lo vorrebbe graziato da Mattarella.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)


La malasanità non centra
Nei pronto soccorso c’è troppa pressione
Signor direttore,
la tragicità degli eventi - la bimba di 4 anni morta per una otite sottovalutata e il bimbo di Catania morto per morbillo - non esime da valutazioni di ordine generale. E se per una sola tragica vicenda sono coinvolte ben tre pronto soccorso con altrettante strutture ospedaliere bresciane, il discorso è più ampio rispetto alla ricerca delle singole responsabilità che devono essere in ogni caso accertate. Significa che il problema è sistemico dovuto anche alla sottovalutazione di alcune criticità che furono evidenziate senza che fossero fatte le necessarie correzioni.
Ma partiamo dall’inizio. Tra le supposizioni erronee vi è quella che vede l’operatore del pronto soccorso come una specie di superman capace di svolgere qualsiasi mansione alla velocità della luce. L’altra che la ‘fretta’ imposta dall’emergenza, debba riguardare ogni singola fase del soccorso come se dovesse sempre prevalere anche quando sarebbe opportuno valutare con la necessaria calma se trattenere o dimettere il paziente. E questo viene imposto dal fatto che in coda, in sala d’aspetto c’è sempre qualcuno, sovente la folla, che attende. Si aggiunge una considerazione di fondo che la fretta seppur utile per il salvataggio, non è buona consigliera, per cui i medici sono persone, che come tutti lavorano bene se hanno anche i tempi e i modi per procedere con razionalità onde individuare le migliori soluzioni. Invece la pressione è ininterrotta e costante. Possiamo continuare secondo criteri che sono umanamente improponibili? Uno dei nodi che vengono al pettine è il menefreghismo ‘istituzional-sanitario’ sulla problematica riguardante la maggioranza dei cittadini stranieri che saltano la frequenza del medico di base e passano direttamente al pronto soccorso. Ed è un’anomalia per il sistema sanitario italiano che pagano un po tutti italiani e stranieri, e sia come personale sanitario, sia come pazienti.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


I voti al sud
Al centrodestra erano della mafia: e ora?
Caro direttore,
Quando al Sud vinceva il centrodestra si diceva che erano i voti della mafia e della camorra. Adesso che hanno vinto i Cinque stelle, che cosa sono?
Graziano Lorenzi
(Cremona)


Modo nuovo di fare politica
Collaborazione da posizioni diverse
Caro direttore,
ho letto con interesse su ‘la Provincia’ del 7 aprile l’ottimo excursus storico- filosofico di Ada Ferrari relativo agli accadimenti internazionali e italiani dei molti decenni ormai trascorsi, con l’aggancio alle attuali e quotidiane tribolazioni della nostra politica. Stessa attenzione ho dedicata agli interventi, pubblicati sempre il 7 aprile nella pagina di ‘Spazio aperto’, legati al dopo voto e ai possibili scenari futuri.
L’idea che mi sono fatto, a conferma di quanto dico e scrivo da tempo, è che la confusione regna sovrana e che il compito di Sergio Mattarella non è semplice. Io di soluzioni non ne ho, al di là del facile ricorso al ‘vogliamoci bene’ che tradizionalmente è nel dna di molta parte di noi italiani, ma l’indicazione di una strada percorribile la voglio vedere in quanto mi sono portato via dall’incontro, avvenuto in occasione della Fiera di Grumello, per parlare di futuro dell’agricoltura legato alla Pac e alle filiere. Alla tavola rotonda partecipavano come invitati l’onorevole Pizzetti e il consigliere regionale Piloni del Pd, il senatore Bossi e il consigliere regionale Lena della Lega.
Si è parlato con concretezza e buon senso del settore agricolo ed agro-alimentare, evidenziando una sostanziale debolezza della politica nei confronti di una burocrazia debordante, usando argomentazioni e proposte non velleitarie, suggerendo soluzioni ed eventuali provvedimenti per poterle realizzare.
Ciò che mi è sembrato particolarmente positivo è stato il modo di porsi dei politici presenti, esponenti di due partiti che si sono confrontati senza troppi riguardi nella recente gara elettorale e che in altre occasioni, pur trattando di problemi specifici e settoriali, non si sono risparmiati attacchi e recriminazioni reciproche. L’altra sera mi è sembrato invece di cogliere la consapevolezza che i problemi del settore agricolo ci sono tutti, che la politica non è stata sempre all’altezza dei suoi compiti, che il dividersi non gioverà all’agricoltura, che in futuro ci sarà l’impegno dei quattro politici presenti a tenersi in contatto, ai diversi livelli rappresentativi, per favorire le scelte migliori.
Una simile impostazione, fatte le debite varianti, non potrebbe essere adottata a livello nazionale?
Alessandro Bertoni
(Pieve d’Olmi)


Consulta fascistoide?
Il saluto romano è stato sdoganato
Caro direttore,
la Suprema corte ha sdoganato il saluto romano e ha sancito il sacrosanto diritto di professare liberamente la propria ideologia politica. Ora c’è solo d’aspettarsi che chi ci ha tritato le ossa con lo spauracchio del rinascente fascismo, dichiari la Corte costituzionale quale covo di fascistoidi!
P. F. Mari
(Cremona)

IL CASO
Gentile direttore,
vorrei segnalare un episodio accaduto ieri presso il parcheggio dei pullman situato in via Dante, precisamente nella parte ‘coperta’, non al piano rialzato. Avevo appena parcheggiato lì per recarmi alla stazione ferroviaria, e vedo arrivare i miei genitori, sempre nel suddetto parcheggio, ove dovevamo incontrarci... Quando da piazza delle Tranvie entra sparata un’auto che mi costringe a balzare letteralmente all’indietro per tentare di bloccare mio padre ed evitare che fosse investito dalla macchina. Ripeto: investito in un parcheggio!
La signora alla guida, che spero si riconosca in questa faccenda, nemmeno si è scusata, anzi! Gliene andava a lei... ‘Sono entrata a 25 km/h’... Certo, infatti mio padre caduto a terra per evitare che lo investisse... non si è fatto nulla (per fortuna altrimenti cara signora finiva dritta filata dai carabinieri), ma la cosa divertente, ripeto, è che non si è scusata, non si è preoccupata nemmeno di vedere che fosse tutto a posto ed è ripartita ancora a velocità sostenuta!
Cara signora, dietro di lei c’erano persone che l’hanno vista. Io nello spavento non ho preso la targa, purtroppo... Però potrei valutare se esiste la presenza di telecamere. Tutto ciò per sensibilizzare sul fatto che bisognerebbe mettere a terra dei dissuasori... non una pista da rally, non una strada, come sostiene la signora.
Spero che questa signora legga questa lettera e abbia il coraggio di chiedere scusa, ma soprattutto spero che si possa limitare la velocità all’ingresso nelle corsie del parcheggio stesso, troppo pericoloso.
G. A.
(Cremona)
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Mi auguro che la signora si scusi, magari con una lettera a ‘La Provincia’. Detto questo, credo che il problema vero sia un altro: come fare per limitare la velocità di accesso al parcheggio e, quindi, ridurre la pericolosità. Spesso in questi casi si usano i dossi dissuasori: perché non farlo anche qui?

Signor direttore, per un pullman (quelli gran turismo sono ancora più grandi) non è agevole svoltare da via Platina in direzione via Altobello Melone. La riprova arriva da questa fotografia che ho scattato alcuni giorni fa
A. L.
(Cremona)

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