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Lettere al Direttore del 5 Aprile

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

07 Aprile 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 5 Aprile

Schiuma nella roggia Rino
Chi inquina dovrebbe essere sanzionato
Caro direttore,
ancora una volta sono costretto a scriverle per segnalare l’ennesimo caso di inquinamento delle acque del fiume Serio nel tratto che scorre a Crema. Nel pomeriggio del 3 aprile mi sono recato lungo le sponde del fiume per dedicarmi al mio sport preferito, la pesca. Con mio grande disappunto ho notato che dalla roggia Rino defluiva nel Serio acqua puzzolente, marrone e abbondante schiuma. Mi sono subito premurato di avvisare una guardia volontaria della FIPSAS che a sua volta ha diramato la segnalazione alle autorità competenti. Chiedo come sia mai possibile che periodicamente si verifichino questi fatti. Chi controlla? Chi sanziona? E soprattutto chi inquina andrebbe sanzionato in modo esemplare. Da cittadino oltre che da pescatore sono furibondo per come viene trattato l'ambiente, che è un bene prezioso per tutti anche per chi lo distrugge.
Angelo Rossi
(Crema)


Rimpasto a Crema
Un’altra brutta prova della giunta Bonaldi
Signor direttore,
come M5s cremasco abbiamo preferito non commentare gli annunci fino alla loro ufficialità.
L’elezione di Piloni in Regione ha testimoniato l’ennesimo suo comportamento irrispettoso nei confronti delle istituzioni: come candidato alle elezioni regionali, Piloni ha sfruttato senza alcuna vergogna il proprio ruolo di assessore per avere maggiore visibilità e interscambiare i momenti di campagna elettorale con quelli a cui partecipava da amministratore. Conoscendo il personaggio, tutto previsto, confermando come l’unico obiettivo della riconferma a tempo come assessore fosse solo la sua elezione al Pirellone: un atteggiamento proteso esclusivamente all’interesse per le poltrone, incurante del bene della città e dei settori di commercio e ambiente.
Se era prevedibile e quindi evitabile l’uscita di scena di Piloni e Saltini, meno prevedibile era l’entrata in giunta di Gramignoli e Fontana. Gramignoli, consigliere di una delle tante ‘liste civiche’, si è fatto notare solamente per aver dichiarato che si sarebbe dimesso in caso di via libera alla pompa bianca della Coop. Ironia della sorte, le tanto attese dimissioni sono arrivate solo per saltare sulla poltrona di assessore al commercio e ambiente. Imbarazzante.
L’altra sorpresa è Cinzia Fontana famosa in Parlamento solo per il suo elevatissimo tasso di presenza in aula, ma di cui non si ricordi nulla di concreto per il territorio. Silurata dalle liste di Renzi, probabilmente perché non facente parte del giglio magico, non sapendo dove ricollocarsi, è entrata immediatamente nella giunta.
Da valutare anche la posizione dell’assessore ai Lavori pubblici Bergamaschi dopo la sua assunzione da parte di Ancorotti. Una posizione perlomeno inopportuna per l’assessore, che dovrebbe valutare cosa fare nella propria vita: il dipendente di una grande azienda privata del territorio o l’assessore della propria città, chiamato magari a valutare richieste della medesima Ancorotti. Non immaginiamo se la medesima situazione di conflitto di interesse fosse capitata in giunte del M5s.
La giunta Bonaldi è sinonimo di improvvisazione e assenza di progettualità per il territorio e la città: unico risultato, terra bruciata intorno a sé e al territorio cremasco, con assoluta incapacità di rilanciarlo e qualificarlo. Un bilancio, quello del Bonaldi bis, assolutamente negativo.
MoVimento 5 Stelle Cremasco


I ponti sul Po
Pochi e messi male. E l’isolamento avanza
Egregio direttore,
ritorna a levarsi possente la voce di chi da tempo sottolinea la pericolosità del tratto sul ponte Verdi in località San Daniele Po, aperto a senso unico alternato. Non si placano neppure le polemiche per la chiusura del ponte sul Po a Casalmaggiore, per cui l’unico modo per raggiungere la sponda parmense risulta (ahimè!) essere appunto il ponte di San Daniele. Facciamo allora due conti, giusto quelli della serva. Sul fiume Po, il più lungo il più grande, per una distanza longitudinale in linea retta di circa 50/60 km tra Cremona e Viadana, si contano quattro attraversamenti. Risultato: ponte di Viadana per il momento transitabile, quello di Casalmaggiore fuori uso, quello di San Daniele percorribile a singhiozzo, quello vetusto in ferro di Cremona... fin che regge regge. In verità su quest’ultimo a breve dovrebbero essere previsti interventi di risanamento. Certo, esiste quello dell’autostrada, certo, e allora? Lapalissiana, talmente ovvio ed evidente che la enunciazione o la constatazione ne risulta ridicola. Vogliamo dire che Cremona, per l’ennesima volta, è ‘fuori gioco’? Che isolata da un punto di vista viabilistico col centro della nostra penisola, relativamente agli attraversamenti fluviali, a cosa potrebbe ambire? ‘Esagerato, piantala di brontolare’! Pasquetta, si rientra a Cremona dal ponte di San Daniele, più di 50 minuti di coda. Piuttosto hai presente quando un gessetto stride su una lavagna, o il rumore che fanno le unghie sul vetro o il coltello su un cartone? Beh, cum tanta pellem d’oca, stiamo appunto patendo (e subendo) tutte queste sensazioni sulla nostra pelle. E quotidianamente. Non voglio riaprire una ferita vecchia come il ‘cucù’, purtroppo sempre più spesso ridotti a noi stessi rischiamo di essere ridotti al nulla. Tanto che qualche volta ci ‘uccidiamo’. Ritieni che davvero sia una lacuna nella nostra educazione? Ecco perché, direttore... Sovente vorrei esser come quell’analista psicologo: eccioè portare in vita ‘certi cervelli’!
Giorgino Carnevali
(Cremona)


Il ricordo dopo la scomparsa
Passione, disponibilità. Vella persona speciale
Egregio direttore,
la recente scomparsa del caro amico Felice Vella ha suscitato testimonianze commosse, che hanno messo in luce un carattere e una personalità decisamente non comuni. Anch’io vorrei dare il mio contributo e rendere omaggio ad un uomo che ha certamente contribuito a migliorare l’esistenza di tanti giovani, attraverso passione, competenza, disponibilità. Eravamo a cavallo degli anni ‘80-‘90 e per una serie di circostanze in parte fortuite in parte volute, mi trovai a fare il ‘regista’ per una difficile mediazione di un team di Enti che fino a quel momento o non si parlavano e pensavano a coltivare il proprio ‘orticello’ e nulla più. Parlo della prima esperienza fatta a Cremona (e forse in Italia) di partecipazione di ragazzi e ragazze disabili all’attività natatoria presso la piscina comunale e che avevano visto in Felice Vella un coordinatore tecnico di assoluto rilievo, ruolo determinante per far decollare il progetto. Erano scesi in campo l’Anffas, il Comune di Cremona, il Comitato sanitario di zona, il Coni, il Provveditorato e l’AEM che con poche carte e qualche telefonata permisero nel corso di qualche anno, ad oltre centro giovani disabili di accostarsi al nuoto in assoluta sicurezza e con grande soddisfazione loro e delle loro famiglie. Il rapporto con Felice Vella fu splendido: dietro a quelle sopracciglia folte e sempre in movimento, a quella voce baritonale che spronava e avvertiva, trasmetteva passione e affetto prontamente ricambiato. Le testimonianza all’evento di fine corso era una prova inequivocabile!
A fine carriera quando venne alla luce ciò che aveva fatto per salvare circa 900 ebrei-italiani, Gino Bartali ebbe a dire: ‘Le medaglie sportive te le attaccano alle maglie e poi splenderanno in qualche museo. Quelle guadagnate a fare del bene, si attaccano sull’anima e splenderanno altrove’! Ecco caro Felice, noi pensiamo che le medaglie guadagnate in quegli anni difficili, stiano splendendo molto in alto e da quaggiù, il grazie mio e di tanti giovani divenuti ormai uomini!
Pierluigi Torresani
(Cremona)


Una sfida per i casalaschi
Ogni dialetto ha le sue difficoltà
Caro direttore,
ogni dialetto ha le sue difficoltà di pronuncia e non dubito che anche il cremonese abbia le sue. Questo che vi propongo è un modo di dire del casalasco: ‘A gì sémpar ch’a mgni, ma mai ch’a gnighi, almen ch’a gnoesu, ch’a gni mai’. Chi lo traduce istantaneamente senza aver alcun dubbio sul significato è un casalasco doc. Dimenticavo, la traduzione è: ‘Dire sempre che venite ma mai che veniate, almeno che veniste, che non venite mai’.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

IL CASO
A Pasqua impossibile trovare un taxi ma Cremona che città è diventata?

Caro direttore,
le scrivo per raccontarle l’incredibile vicenda che mi è capitata il giorno di Pasqua a Cremona.
Arrivata la mattina da Milano in treno per visitare un congiunto ricoverato d’urgenza in ospedale, riesco a raggiungere il Maggiore utilizzando uno dei pochi autobus a disposizione (immagino che sia fantascienza avanzare la richiesta di far coincidere gli orari dei treni in arrivo in città con quelli dei bus, ma questa è un’altra questione). All’uscita dall’ospedale, alle ore 13.30, visto che il servizio degli autobus quel giorno era sospeso, decido di chiamare un taxi, confidando fiduciosa in quello che c’è scritto sul sito del Comune (www.comune.cremona.it/node/421433) alla voce ‘mezzi pubblici: taxi e radiotaxi’, che qui riporto; ‘Il servizio è garantito 24 ore su 24. Il servizio di radiotaxi prevede la reperibilità del servizio in qualsiasi momento; la telefonata al radiotaxi infatti viene ricevuta da una centrale operativa e non dal telefono fisso ai posteggi. In questo modo, telefonando al radiotaxi, è garantita la risposta’. Provo quindi a chiamare il radiotaxi: una voce registrata mi informa che domenica 1 aprile tutti i mezzi sono fuori servizio (pesce d’aprile!)
Allora provo a chiamare i vari posteggi, prima in stazione e poi in piazza Roma. Il telefono suona desolatamente a vuoto. Dopo più di mezz’ora di tentativi vani, getto la spugna e mi arrendo, costretta a farla a piedi fino in stazione.
Ma è normale tutto questo? Ma che città è diventata Cremona? Come è possibile che non sia garantito un pur minimo servizio pubblico anche nei giorni di festa? Lascio a lei ogni ulteriore commento in merito.
Bianca C.
(Milano)
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Difficile darle torto. E purtroppo non è la prima volta che in questa rubrica arrivano segnalazioni come la sua. Mi auguro che responsabili e referenti del servizio taxi e radiotaxi intervengano per chiarire la situazione.

LA POLEMICA
Nuove colonie padane, in quella zona vicino al po mancano parcheggi

Egregio direttore,
leggendo il nostro quotidiano ho letto delle tante persone che a Pasquetta hanno invaso le Colonie padane approfittando della bella giornata. Pure io sono andato in questo luogo come tanti cittadini. Ma quello che mi ha attratto è stato vedere oltre tante macchine parcheggiare fra gli spazi verdi del parco in divieto con il rischio di prendersi una multa per mancato rispetto del codice stradale di divieto di transito in mancanza di altri parcheggi. Altro fenomeno è vedere la mancanza assoluta di parcheggi riservati a persone con disabilità dei quali tanti anche ieri erano le persone con disabilità costrette a lasciare la macchina lontano dalle Colonie padane per mancanza di parcheggi idonei vicino a questa zona e per quanto riguarda le nuove Colonie padane risistemate belle con tanti percorsi ma con assenza di giochi adatti a bambini di età tra i 3 ai 5 anni cosa non prevista dalla amministrazione o solamente dimenticanza? Sperando in una risistemazione di questa zona del parco con la speranza di poter permettere a tutti di godersi questo luogo cosi bello ad una passeggiata in tutto relax e tranquillità senza il timore di infrangere le regole del buon senso ed educazione per tutti.
umbe51ancona@fastpiu.it

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