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Lettere al Direttore del 4 Aprile

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

06 Aprile 2018 - 11:09

Lettere al Direttore del 3 Aprile

Bene i centri diurni
Non c’è una residenza sanitaria per disabili
Signor direttore,
non sono né un politico, né un operatore sanitario, ma la mamma di una giovane disabile che frequenta il Centro diurno di via dei Platani. Le riflessioni della signora Zappieri su ‘La Provincia’ del 21 marzo sono condivisibili e meriterebbero una risposta da parte delle amministrazioni locali. Ci sono in città tre centri diurni disabili che accolgono ragazzi e ragazze seguiti con attenzione e rispetto dagli educatori, ma una residenza sanitaria per disabili non esiste e quanti genitori hanno dovuto affrontare nel corso degli anni situazioni simili a quella del ragazzo autistico cui la signora Zappieri faceva riferimento nella sua lettera. Non voglio dilungarmi ulteriormente, ma è tempo che le persone diversamente abili vengano accolte e accettate con rispetto e attenzione verso le loro differenti situazioni di vita. Ringrazio la signora Zappieri che si fa carico anche di tutti i problemi delle famiglie dei C.D.D. e tutti gli educatori dei Centri Diurni.
Virginia Copercini Gallina 
(Cremona)


Nella politica italiana
Tanti personaggi in cerca d’autore
Gentile direttore,
‘Sei personaggi in cerca di autore’, il dramma più famoso di Luigi Pirandello ha del dilettantesco rispetto al tragicomico scenario politico italiano generato dall’ultima legge elettorale, ufficialmente legge 3 novembre 2017, n 165 e comunemente nota come Rosatellum bis. Frutto derivato da un degno albero di ‘cambiamenti’ decennali di modalità di accesso all’assegnazione dei seggi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. Nulla di più ingarbugliato meccanismo elettorale, apparentemente finalizzato a sposare il cambiamento, ma che in realtà tutto sembra voler cambiare ad eccezione del cambiamento stesso. Cronicità. Giuseppe Tomasi da Lampedusa un dilettante rispetto ad Ettore Rosato, ideatore della legge in questione. In questa marmellata di frutta insapore spiccano 6 personaggi che hanno prestato il loro volto a questo meccanismo di reiterante immobilismo. Loro, i sei, studiati ad hoc per interporsi, contrapporsi, combattersi, denigrarsi ma soprattutto confondere il povero elettorato. Ma nello stesso tempo prototipi e archeotipi personologici di possibile attrazione per lo stesso. Esche. Magia delle nuove democrazie. Creare confusione. Sono così spuntati dal cilindro democratico Renzi, Di Maio, Salvini, Berlusconi, Meloni, Grasso. Sei personaggi privi di identità, di formazione politica e umanistica creatosi in una logica imitativa dei naufraghi del reality l’‘Isola dei famosi’. Tutto e il contrario di tutto. Crollate le ideologie la politica italiana utilizza ‘la pancia’ e non più il ‘cogito’ per colonizzare l’opinione pubblica. Lobotomizzazione della polis. Talk show trasformati in corride elettorali. Audience. Effetto domino post elezioni: come in un fotofinish di una finale dei 100 metri tutti gli sfidanti si ritengono vincitori. Confusione su confusione. In tutta questa babele un’Italia in saldo sui mercati internazionali, così come migliaia di italiani saranno in saldo sugli stessi mercati, venduti a poco prezzo, se verrà adottato il ‘reddito di cittadinanza’. Altra esca. Eppure in questo balletto post-elettorale dove tutti si proclamano ‘tronisti’, sembra che il ‘trono’ all'Italia, inteso come propria sovranità, sia stato ulteriormente svenduto per trenta denari. Apparirà presto il settimo personaggio. Quello che non è (in forma) in scena. Quello che muoveva il destino degli altri sei. Madama Pace, che di fatto è il settimo personaggio, non è sul palco fin dall’inizio; evocata più volte, farà la sua apparizione quando si ricrea la scena del retrobottega dell’atelier. Magia delle nuove democrazie: fare credere di essere liberi di esprimersi. Illusionismo. Dietro queste elezioni sembra spuntare, com’era prevedibile ancora prima del 4 marzo, impetuosa l’ombra di una nuova crisi di Governo e l’imposizione di un Governo tecnico fissato dall’Europa, dalle banche e dagli speculatori internazionali. Il settimo personaggio. I sei personaggi ritorneranno mesti dietro il palcoscenico. Hanno recitato il loro ruolo. Tutto è compiuto. Tutto era già scritto. Le jeux sont fait. La rana (l’Italia) è stata fatta bollire a fuoco lento.
Claudio Merlini
(Cremona)


La palla al comune
Maschio Gaspardo merita risposte
Egregio direttore,
non conosco bene il motivo della ‘lite’ in corso tra Galimberti (sindaco di Cremona) e il ‘Gruppo Maschio-Gaspardo’ produttore, internazionale di macchine agricole. A circa 80 chilometri da dove abito in Romania, c’è un’azienda del Gruppo citato. Dalla strada si vedono le meravigliose macchine agricole con la bellezza e la qualità della tecnologia italiana. La posizione dell’azienda sicuramente strategica per i mercati dell’Est. Non solo l’azienda dà lavoro ai cittadini romeni; di riflesso anche a quelli italiani. Quello che voglio dire è che la dobbiamo smettere di demonizzare gli imprenditori come se fossero delinquenti. Grazie a loro se oggi l’economia italiana resiste. Non aspettiamo che se ne vanno tutti in altri Paesi.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

IL CASO
A PASQUETTA DA MILANO CENTRALE TUTTI CANCELLATI I TRENI PER CREMONA
Gentile direttore,
vorrei raccontare il mio viaggio Torino-Cremona del pomeriggio di Pasquetta.
Partenza da Torino ore 17, arrivo a Milano centrale ore 18.40.
Naturalmente cerco il treno diretto a Cremona sul tabellone: tutti i treni per Cremona sono soppressi causa incidente. Mi avvio alla biglietteria per chiedere aiuto e, con me una coppia di signori di Cremona preoccupati quanto me. Ci viene detto di prendere il treno per Brescia e poi la coincidenza per Parma. Ora prevista di arrivo a Cremona: chi lo sa?
Peccato che il treno per Brescia fosse in ritardo di 25 minuti e, dunque, avremmo perso quello per Parma. E qui succede il miracolo pasquale: un gentilissimo capotreno di Trenitalia ci ha accolto, tipo profughi, sul treno, senza neppure farci pagare il biglietto, portandoci a Piacenza.
A questo punto ecco la vera fiamma dell’amicizia accendersi e vengono a prenderci Roby e Franco, che ancora ringrazio e portano tutti a casa.
Disponibilità, accoglienza, mutuo aiuto e vera amicizia sono, insieme all’inqualificabile trattamento di Trenord, il quadretto di questa fine Pasquetta.
Elisabetta Ferrari
(docente del Liceo delle Scienze Umane - Cremona)
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Lunedì pomeriggio sulla linea Milano-Cremona-Mantova una donna si è suicidata: questa è stata la ragione della cancellazione dei treni. Diverso il discorso relativo ai ritardi dei convogli sulla linea per Brescia con inevitabile mancata coincidenza a Parma.

LA POLEMICA
DALLA FRANCIA DI MACRON SOLO SCHIAFFI, È ORA DI
FINIRLA
Egregio direttore,
‘dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io’. Così dice un antico proverbio che oggi calza perfettamente per commentare quanto accaduto a Bardonecchia nei giorni scorsi. Si perché caro direttore ci viene propinata in continuazione o almeno da quando Emanuel Macron è presidente della Francia la rinnovata e sempre più solida amicizia fra Italia e Francia con tanto di cortesie a senso unico per la verità e cioè solo cortesie italiane da ultimo la presenza dei nostri soldati in Niger e poi ci vediamo trattati a questo modo da un pugno di doganieri francesi. Per la verità è da tempo che il confine italo-francese è un po’ in subbuglio almeno da quando sono nate le baraccopoli a Ventimiglia piene d’immigrati che tentano di fuggire nel Paese transalpino. Sigillati i passaggi in Liguria grazie e viene da dire purtroppo dalla nostra polizia, ecco che i migranti hanno cominciato ad attraversare le Alpi e regolarmente intercettati vengono riportati a forza entro i nostri confini. E pensare che proprio Monsieur le President Macron all’indomani delle elezioni del 4 marzo disse che il risultato elettorale era frutto della forte pressione migratoria subita dall’Italia in questi ultimi anni. Ma che bravo, che intelligente, che uomo! Ovviamente nessun contributo, nessun aiuto di nessun genere e nessun tipo è venuto da Oltralpe in questi anni ma solo rimbrotti verso i Paesi dell’Est Europa non disposti ad accettare il meccanismo delle quote, insomma Orban e soci sono i veri fascisti ma non i gendarmi francesi che denunciano una guida alpina per aver portato all’ospedale di Besanson una poveretta con le doglie in mezzo alla neve o peggio ancora aver riaccompagnato a Bardonecchia sempre una donna con le doglie che poi è morta all’ospedale, un vero esempio di applicazione del valore della Fraternità di rivoluzionaria memoria! A questo punto mi domando cosa sarebbe successo se invece di Macron fosse stata presidente Marie Le Pen: avremmo visto i carri armati? Il filo spinato? Un muro di cemento sulle Alpi simile a quello che vuole costruire Trump al confine del Messico? No, così non va proprio e non si costruisce nessuna Europa, perché non basta ipocritamente far suonare l’Inno alla Gioia quando si vincono le elezioni per far vedere che si è sinceramente europeisti men che meno le pacche sulle spalle ai vari vertici di Bruxelles a uso fotografico da immortalare sui giornali. E pensare che fino all’altro giorno schiere di intellettuali, giornalisti, filosofi, scrittori coloro insomma che io classifico come quelli che non sbagliano mai, invitavano la nostra sinistra sconfitta alle elezioni a guardare proprio a Macron e al suo movimento En Marche e persino i grillini con Di Maio ultimamente avevano lanciato segnali in quella direzione. Mi auguro che il prossimo governo prenda in mano la situazione e rimedi ai disastri compiuti da una politica estera scellerata e succube succedutasi in questi anni in particolare con la Francia alla quale Gentiloni, tra i tanti disastri, voleva regalare 200 chilometri di mare di fronte alla Corsica. Ecco speriamo si volti veramente pagina.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)


Egregio direttore, con l’immagine che le invio vorrei aggiungermi ai tantissimi che hanno accompagnato Mondo verso l’ultimo viaggio, ringraziandolo per avermi divertito con il suo genio calcistico.
Ivano Spadola
(Cremona)

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