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Lettere al Direttore del 24 Marzo

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

26 Marzo 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 21 Marzo

E' meglio se non insiste
Le ‘verità presunte’ di Ventura
Egregio direttore,
mi farebbe piacere se lei pubblicasse questa mia breve replica all’articolo di ieri venerdì 23 marzo del consigliere Marcello Ventura. Ebbene, io mi aspettavo che Ventura avrebbe risposto, contrariato dal mio scritto; ma io ho scritto quel che credevo e credo giusto fosse da comunicare ai concittadini cremonesi. Quanto alle punzecchiature dialettiche Ventura si lamenta perché l’ho definito “strillone” politico: sono stupito. Tutti in questi anni di sua opposizione hanno preso atto di quanto il Ventura fosse il più delle volte fuori dalle righe nei suoi interventi. Sarà foga o passione politica, sta di fatto che il Ventura spesso strilla. Quanto all’invito di godermi la pensione credo di non potere accogliere tale suggerimento perché cerco di vivere la mia vita con impegno civile. Assicuro che nei miei precedenti anni professionali non ho fatto politica, ma lavorato e studiato con grande serenità. Quanto, infine, alla mia momentanea mancata esclusione dalla nomina di consigliere provinciale ho accertato ‘con cura’ che non è stata opera dei miei compagni di partito né del partito istituzione, ma di uno squallido anonimo collega che, imitando un precedente cristiano, ha voluto giocare il ruolo di ‘Giuda’. Ma questa piccola polemica che un collega consigliere comunale, che pur in altre occasioni ho apprezzato e che ora si batte, come può, per non collaudate opinioni, non deve distrarci dal tema: la giunta Galimberti ha bene operato nell’operazione Lgh – A2A e alla fine non è vero che pagheremo tutti. Ventura non insista nell’affermare verità presunte. De hoc satis: su questo argomento non mi pronuncerò più oltre.
Giovanni Gagliardi
(consigliere comunale Pd, Cremona)

Dopo il voto/1
L’ingovernabilità decisa a tavolino
Egregio direttore,
come volevasi dimostrare queste sono state elezioni fasulle. Solo un governo non democratico e malvagio inventa e approva una legge elettorale che non può dare governabilità. Questo parlamento di politici professionisti sapeva con certezza che il Movimento 5 stelle avrebbe avuto un consenso importante e di conseguenza nella persona del signor Ettore Rosato ha creato a doc una legge elettorale per non farli vincere. La cosa gravissima è che in questo modo non si accetta il responso del popolo e questa non può essere chiamata democrazia. Vergogna.
Paolo Grossi
(Cremona)

Dopo il voto/2
Candidati all’estero già spariti
Egregio direttore,
mi permetta di ringraziare tutti i candidati (collegi esteri) per la loro sparizione dopo le elezioni politiche. Lo sapevamo: da noi non avrete più niente! La vera colpa non è completamente vostra ma è dei partiti che vi hanno candidati.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

Quando la protesta è cronica
‘Non nel mio cortile’. Italia sempre in piazza
Signor direttore,
nel paese A, donne e bambini sono schierati in prima fila per bloccare le ruspe arrivate per i lavori di scavo della nuova discarica. Nel paese B, il megafono gracchia al massimo volume nell’area dove dovrebbe sorgere la nuova torre dei ripetitori. Nel paese C, gli striscioni invitano ad opporsi alla costruzione del temuto inceneritore. Nel paese D, il comitato sorto all’uopo punta il dito sull’antiestetico imbrigliamento antiesondazione del corso d’acqua locale. Nel paese E, si organizza un corteo di protesta contro il passaggio di un elettrodotto giudicato troppo a ridosso delle case. Nel paese F, anche il sindaco con fascia tricolore si unisce alla popolazione che manifesta contro l’ipotesi diga a monte del fiume che attraversa l’abitato. Nel paese G, tutti compatti contro il progetto della nuova tangenziale. Nel paese H, nessuno è disposto a cedere riguardo il raddoppio della linea ferroviaria nel territorio comunale. E poi: fabbriche rumorose, allevamenti puzzolenti, campane concertanti, automobili fumanti... E altro ancora.
Nei paesi anglosassoni, tale atteggiamento viene definito N.I.M.B.Y., acronimo per ‘not in my back yard’ cioè: ‘non nel mio cortile’. In Italia rende meglio l’idea il vecchio adagio: ‘botte piena e moglie ubriaca’. Ci vediamo in piazza alla prossima!
soldiilaria@yahoo.it

Dipende dalla provenienza
La ‘paura del diverso’ è un dato reale
Caro direttore,
a proposito degli immigrati, da ogni parte si continua con lo stereotipo della ‘paura del diverso’, paura che viene condannata come incivile, immotivata e razzista. Al solito si gioca tra la stupidità e la malafede. Se in Italia immigrassero tedeschi, svedesi, danesi, inglesi o statunitensi che pure sono molto diversi dagli italiani, nessuno avrebbe la ‘paura del diverso’, anzi!
Ma se i migranti sono musulmani massimalisti, africani incivili e simili, la ‘paura del diverso’ è giustificata da un pericolo reale e concreto come è dimostrato dalle cronache che certificano i reati che tali immigrati compiono e ribadito dal fatto che nelle carceri italiane, a fronte di una immigrazione del 5/6% gli immigrati costituiscono il 40% dei detenuti come da fonte ufficiale del ministero della giustizia!
Piuttosto sarebbe da considerare i guadagni che tante associazioni ricavano dagli immigrati e che sono sostenute da parti politiche interessate.
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Il concerto di Branduardi
Più che all’estasi mi ha portato al sonno
Signor direttore,
ho letto con piacere il puntuale e preciso articolo da voi pubblicato relativo al concerto di Angelo Branduardi tenutosi il 21 marzo presso l’Auditorium del Museo del violino. Ho molto apprezzato il resoconto nel quale però il giornalista, dimostrando una certa signorilità, non ha espresso alcun commento. Dato che ero presente voglio arrogarmi il diritto di farlo io. Nulla da eccepire sulle qualità di Angelo Branduardi e Maurizio Fabrizio; la loro statura artistica è fuori discussione e la loro carriera parla per loro. Riguardo al concerto però la delusione, per quanto mi riguarda, è stata notevole. Dice il menestrello «stasera cercheremo di sottrarre anziché mettere nel tentativo di spaesarvi. Lo spaesamento è il primo passo verso l’estasi», «io e Maurizio via chiediamo di allungare le gambe e chiudere gli occhi». Va riconosciuta a Branduardi un’indiscutibile onestà intellettuale. Verso metà concerto io l’ho fatto e mi sono praticamente addormentato; forse avrei anche dormito fino alla fine se non mi avesse dato uno scossone mia figlia sedicenne che ho avuto la malaugurata idea di accompagnare al concerto. Insomma forse lo «spaesamento» potrebbe essere il secondo passo verso l’estasi e il primo verso il sonno. Insomma la scaletta era, a mio avviso, di una noia totale, talmente deprimente che Branduardi stesso ci ha scherzato su un paio di volte al fine di evitare un «suicidio di massa» come da lui stesso affermato. Per fortuna l’Auditorium vale da solo una visita, anche se, onestamente, 40 euro a testa solo per vederlo sono un po’ troppi. O forse si riferiva proprio al costo del biglietto quando all’inizio Branduardi ha affermato che «avrebbe cercato di sottrarre»?. Bravo! Viva la sincerità.
Alberto Ferri
(Soresina)

Ex dipendenti Centropadane
Trattativa risolta anche grazie al giornale
Signor direttore,
volevo ringraziare pubblicamente il quotidiano di Cremona ‘La Provincia’ ed in particolare i giornalisti Andrea Gandolfi e Massimo Schettino, per la professionalità, l’attenzione, la sensibilità e l’interesse manifestati nei confronti della vicenda che ha visto protagonisti tutti i dipendenti in forza presso Autostrade CentroPadane Spa, ora trasferiti ad Autovia Padana Spa’, nel corso della difficile ed impegnativa trattativa intercorsa fra organizzazioni sindacali ed azienda, avente come oggetto il passaggio dei 206 dipendenti da una società all’altra. Una trattativa molto delicata e complessa, durata più di un mese, con momenti di confronto animato tra le parti, finalizzata al mantenimento delle garanzie e diritti a tutti i lavoratori\trici, il cui esito è apparso incerto fino alla fine. Ed è proprio per il buon esito ottenuto di tale vicenda, oltre alla dura lotta sindacale, va il mio personale ringraziamento, come lavoratrice e sindacalista coinvolta, ai mezzi di informazione, che hanno avuto un ruolo determinante per la sua definizione.
Daniela Felice
(lavoratrice dipendente e rappresentante sindacale per Uil Trasporti di Autovia Padana)

Anche con le prostitute
Al Papa dico: il sesso non è peccaminoso
Signor direttore,
papa Francesco recentemente ha così affermato: «È criminale andare per prostitute». La parola criminale, che deriva da crimine, è riconducibile al concetto di delitto, di atrocità , di efferatezza e quant’altro. Allora mi chiedo: è mai possibile che l’atto sessuale consumato con una prostituta o una escort sia così tanto peccaminoso? Ed il sesso compiuto tra persone conviventi ma non sposate in chiesa è pure da condannare così duramente? Io stento a crederlo. I Papi non sono infallibili (come si credeva nei secoli bui). Non erano infallibili quei Papi che secoli fa avevano tassato la prostituzione (di fatto legalizzandola), come non lo è papa Francesco con le sue esternazioni a mio parere esagerate. Sta di fatto che la chiesa cattolica è tuttora ancorata a tanti pregiudizi che non riesce (o non vuole) scrollarsi di dosso tra cui va sicuramente annoverato anche il sesso. La prostituzione (che come si suol dire è il mestiere più vecchio del mondo) sempre esisterà per una infinità di motivi che non sto ad elencare. Spero solo che le prostitute vengano tolte dalle strade e si riaprano le case chiuse con conseguente abolizione della legge Merlin (come credo vorrebbe fare la Lega).
Aldo Maccagnoni
(Monticelli d’Ongina)

Disastro Trenord
Pendolari, non è ora di azioni eclatanti?
Signor direttore,
la settimana appena trascorsa si è rivelata, in fatto di trasporto ferroviario, l’ennesima di disservizi disagi ritardi e soppressioni. Ormai questa situazione va avanti da due lustri, perché se la memoria non m’inganna, lo sfascio delle ferrovie iniziò nel lontano ’97 col deragliamento del pendolino alle porte di Piacenza e da allora è stato un continuo susseguirsi di problemi e disastri. Se si volevano cambiare le cose per il meglio in vent’anni ci si sarebbe riusciti, ma le cose sono rimaste tali e quindi la situazione pare che debba andare avanti all’infinito. Colpa innanzitutto del menefreghismo imperante delle forze politiche e della società che gestisce il servizio ferroviario; colpa dei pendolari che imperterriti continuano a subire con rassegnazione al limite del masochismo sadico ogni disservizio ritardo e soppressione: ma quando si decideranno per un’azione eclatante? (...)
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Cremona però è attenta
Poche manutenzioni e scuole fuorilegge
Signor direttore,
(...) il 54% delle scuole italiane non è in regola con le normative antincendio. Quasi la metà è priva di un certificato di agibilità e/o abilità, il 32% non rispetta le norme antisismiche configurando di fatto una situazione di pericolo. La scuola italiana è a pezzi in tutti i sensi. Un quadro nero, sconcertante quello che emerge scorrendo i dati choc del Rapporto targato ‘Save the Children-Illuminiamo il futuro 2030-Obiettivi per liberare i bambini dalla povertà educativa’. Ecco allora sotto i riflettori il capitolo ‘manutenzione’. Si cade nella obsolescenza, lenta ma continua e progressiva, tipo una perdita di efficienza, di funzionalità, di valore. Sui 33mila edifici censiti in modo completo dall’anagrafe scolastica, metà è stato costruito prima del 1971, anno di entrata in vigore della normativa sul collaudo statico degli stessi. E l’incuria, che attanaglia due scuole su tre del Paese, evidenzia che gli alunni sono a contatto con aule fatiscenti, per non dire altro. Situazione delle scuole nelle zone terremotate? Ormai disservizi e ritardi non si contano più. E Cremona come se la passa? Se le informazioni sono corrette, l’amministrazione Galimberti, presa contezza della situazione generale delle scuole cittadine da essa gestite, in capo all’assessore alla partita Virgilio, di giustezza si è presa a cuore tutto il pregresso. Un milione e 157mila euro dal Governo, assegnazione di oltre un miliardo di euro di finanziamenti relativamente all’attuazione di interventi di messa in sicurezza, lavori di edilizia scolastica, avanti con indagini diagnostiche su solai delle scuole. Beh, che ne dici? Se fosse così, altro che botta di vita per le scuole cittadine.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Perplesso per una pubblicità
Papà ha la supercar grazie al suo lavoro
Egregio direttore,
da settimane gira sulle reti televisive una pubblicità che mi lascia piuttosto perplesso. Una ragazzetta è in automobile col papà e strimpella garrula una chitarrina. Sull’automobile suona il telefono: è l’ufficio, e papi risponde. La ragazza mostra chiari segni di insofferenza: sta attraversando una splendida campagna su una splendida automobile che i listini mi dicono costare intorno ai 50.000 euro e viene disturbata dalla improvvida chiamata dell’ufficio del babbo, una cosa intollerabile. Il babbo risponde e dopo un po’ riecco un’altra telefonata, sempre dell’ufficio. La ragazzetta diventa ancora più insofferente: sta suonando la chitarrina, si sta divertendo gioiosa, e disdicevolmente l’ufficio insiste a disturbare la bella ed amena gita. Papà non risponde e la ragazzina è finalmente tutta contenta di godersi comoda e gaia l’automobile da 50.000 euro del papà. Ora, vorrei dire a questa simpatica ragazza che se può permettersi di viaggiare comodamente su una lussuosa automobile, spensierata, divertendosi a strimpellare la sua chitarrina, probabilmente è proprio perché papà lavora in quell’ufficio che tanto la disturba quando lo chiama.
Mario Pavia
(kaiopaka@hotmail.it)


Signor direttore, vedendo questa scritta sul muro lungo la strada che porta al Forcello non ho resistito a un sorriso e ho scattato una fotografia
D. V.
(Cremona)

Ne parlo con...

Il conto lo pagano i giovani
Vergogna quei pensionati che vogliono privilegi
Egregio direttore,
leggo dalle pagine del vostro quotidiano che alcuni pensionati si lamentano perché, pur avendo uno sconto sul biglietto del teatro in quanto over 65 anni, gli hanno destinato dei posti a sedere un po’ in fondo alla platea. Proprio non hanno vergogna, la generazione che è in pensione ora ha contribuito a lasciarci oltre duemila miliardi di debiti e a noi lasceranno l’onere di pagarli, ma continuano a pretendere privilegi che fra l’altro vogliono togliere agli altri... ma non a se stessi. Prendono pensioni di gran lunga superiori ai premi pagati, non pagano i ticket ma vogliono privilegi... Milano da bere, voi avete bevuto, a noi il conto da pagare...
presariog@libero.it

Caso A2A-Lgh: tanbte sciocchezze
I dipendenti hanno solo cambiato sede di lavoro
Egregio direttore,
in questi giorni abbiamo letto innumerevoli menzogne, insinuazioni deliranti, fantasie sfrenate e fango a proposito della vicenda A2A-Lgh e del parere Anac che non mette assolutamente in discussione la partnership. Attendiamo con rispetto e attenzione che si concluda il percorso, ma rivendichiamo la sostanza strategica della complessa operazione e la scrupolosità l’attenzione con cui è stata attuata (si sono espressi positivamente alcuni degli esperti più quotati). Se ci saranno sanzioni, non saranno certamente i cittadini cremonesi a pagarle, ma gli amministratori che si sono assunti la responsabilità, il rischio personale di una scelta che ha consentito di mantenere sul territorio posti di lavoro e governance e di rilanciare Lgh attraverso investimenti importanti. Una scelta fatta a beneficio dei cittadini, per garantire servizi sempre pi efficienti e di qualità e non certo a beneficio delle forze politiche che hanno sostenuto l’operazione! Qualche brillante commentatore ha scritto che i dipendenti di Lgh sono scomparsi, finiti chissà dove, forse una disattenzione: le persone in questione hanno solo cambiato indirizzo del luogo di lavoro. Sono ancora a Cremona (e questo è il frutto della partnership!) nella nuova sede di Lgh, presso il nuovo Polo Tecnologico. Sulla questione Lgh-A2A, concludiamo, siamo convinti di aver operato con scrupolosa attenzione e nell’interesse della collettività. Questo ci dà grande serenità e fiducia nel futuro!
Enrico Manfredini
(info@farenuovalacitta, Cremona)

L'INTERVENTO
IL PD AIUTI LA NASCITA DI UN GOVERNO MA POI INCALZI IL M5S SUI CONTENUTI
Tutto si può dire – analizzando i risultati elettorali – fuorché manifestare sorpresa sul loro esito: è avvenuto quanto si prevedeva, in ragione anche di una infausta legge elettorale. Certo, la sconfitta del Partito Democratico è più clamorosa di quanto ci si attendesse e il risultato di Liberi ed Uguali più deludente di quanto si prevedesse. Un risultato che, complessivamente, consegna alla sinistra tanti e pesanti motivi di riflessione. Che debbono portare a trovare motivazioni appropriate, convincenti se si vuole configurare per essa un futuro, non pensato su una mera seppure importante ripresa elettorale. Un motivo di riflessione urgente è quello, però, relativo alla soluzione da dare al problema del Governo. Una impresa difficile, i cui esiti non sono facilmente prevedibili, accompagnati ad una evidente sconfessione delle sicumere abbondantemente esibite nel corso della campagna elettorale (quanti ‘’premier’ avremmo dovuto vedere subito dopo il 4 marzo!). Una attenzione particolare viene riservata alle scelte che è chiamato a compiere il Pd, che ha dichiarato fermamente – tramite il pronunciamento della sua direzione – di volersi collocare all’opposizione. Una scelta che mi pare giusta (e lo stesso discorso dovrebbe valere, a parer mio, per LeU) e che non dovrebbe far leva sul risentimento (un grande dirigente socialista diceva che la politica non si fa con i risentimenti), pur se ragioni per manifestarlo non mancano certo considerati gli ‘argomenti’ ed i toni usati dal Movimento 5 Stelle e dalla coalizione di centrodestra in una campagna elettorale così brutta come non mi è mai capitato di vedere in sessant’anni di partecipazione alla vita politica. Le ragioni che debbono portare la sinistra a collocarsi all’opposizione si rinvengono, invece, nella profonda diversità dei programmi e dei valori circa i modi di intendere e praticare l’attività politica ed istituzionale, nonché rispetto ai problemi sociali ed economici. L’ipotesi, dunque, di formare un Governo che veda la sinistra assieme altre forze politiche che le si sono contrapposte in campagna elettorale configurerebbe un inaccettabile teatrino, tale da togliere ulteriormente credibilità ad una politica che gode già di poco credito fra gli italiani. Compiere la scelta di collocarsi all’opposizione deve comportare, però, ineluttabilmente l’astrarsi rispetto al tema della governabilità? Penso di no e che si possa porre qualche rimedio rispetto agli esiti disastrosi della legge elettorale. Bene, dunque, fare opposizione… ma si può farla se vi è un Governo al quale opporsi. Diversamente l’alternativa è quella di un altro ricorso, in tempi brevi, alle urne elettorali: scelta, a mio avviso, molto preoccupante e dannosa per gli interessi del Paese, la cui vita è incalzata da problemi economici e sociali che richiedono urgenti interventi. Allora una soluzione che riesca a conciliare governabilità e distinzione dei ruoli va ricercata. Come? Attraverso un dialogo fra la sinistra ed il Movimento 5 Stelle, che non punti ad un accordo di governo, ma a consentire ad un Governo di insediarsi, mettendo però sul tavolo almeno due o tre problemi significativamente qualificanti da affrontare (ad esempio, ius soli e ripristino dell’articolo 18). Il Governo si metta, poi, in gioco presentando in Parlamento - incalzato da una opposizione che assolva al suo ruolo con la giusta determinazione - provvedimenti legislativi volti ad ottenere consensi su di essi. Da militante della sinistra, non riesco a vedere altre soluzioni praticabili (ed accettabili). Dovrà pur emergere, di fronte agli elettori, la responsabilità di chi, non accettando soluzioni sensate, vuole portarci sulla strada di altre elezioni a breve termine, in un Paese stressato che ha bisogno di essere governato e non perennemente impastoiato in giochi ed operazioni di potere. E chi ha manifestato sfacciata arroganza in campagna elettorale si renda conto che in democrazia se non si ha la maggioranza non si può pretendere da altri che si accodino, accettando integralmente il programma da loro sbandierato ed esporre il Paese ad un altro stress elettorale piuttosto che confrontarsi con la situazione reale.
Evelino Abeni

IL CASO
Pensioni di reversibilità tagliate è ora di finirla con questa ingiustizia
Egregio direttore,
nei programmi dei partiti candidati a governare vi sono enunciate proposte per migliorare le condizioni della vita sociale. Alcune le considero affini alle famose ricette di gastronomia culinaria divulgate in tanti programmi televisivi, realizzabili sì, ma alcune indigeribili. Osservo che in nessuno dei programmi sta scritta la modifica della vigente legge inerente alle pensioni di reversibilità che è mia opinione vada radicalmente modificata. Attualmente la legge assegna al coniuge superstite solo il 60% della pensione del defunto; tale percentuale scende al 45% se il reddito supera di 3 volte l’importo minimo dell’Inps; al 36% con reddito superiore a 4 volte al minimo, ed al 30% se si va oltre 5 volte tale livello. Questa legge va riscritta modificando la percentuale del 60% delle pensioni del caro defunto. Detta reversibilità deve essere elargita al superstite nella misura del 100% a tutti coloro, e sono tanti, che non hanno altro reddito. Queste persone oltre ad aver perso il proprio caro, vengono anche ingiustamente penalizzate. Di solidarietà ne stanno facendo abbastanza, mi auguro che la volontà del prossimo governo ponga rimedio, non sia ancora quello di far cassa a danno dei soliti noti. Ai nuovi parlamentari dedico la poesia del poeta scrittore Moreno Gentili, ‘Illibertà di opinioni’: «J’accuse. Voi che arrivate sempre dopo. Voi che presidenziate sempre altrove, voi che svanite nel momento del farsi, voi che cogliete del successo la fine, voi che prendete una svolta senza guardare, voi che siete nel ritardo dei troppi, voi che cadete in inerzia senza plaudire, voi che dite se non in certezza. Voi... che ne sapete del mio presente?».
Antonio Danesi
(S. Daniele Po)
RISPOSTA La sue argomentazioni sono di buon senso. Dubito, però, che nei palazzi della politica possano trovare ascolto.

LA REPLICA
LUOGHI COMUNI E DIFFAMAZIONI SUI DOCENTI DELLA FRANK
Gentile direttore,
le affermazioni della lettera del signor Modesti (o chi si nasconde dietro questo cognome), tradiscono un incomprensibile livore ed esprimono una serie di luoghi comuni sulla società contemporanea e sui docenti, ma dovrebbero essere diversamente argomentate. E’ costume abbastanza diffuso ‘sparare’ sentenze tranciando giudizi a ruota libera su qualsiasi argomento, soprattutto su quelli di cui non si sa assolutamente nulla. Questa è una modalità tipica dei bar e dei social network, ma il fatto grave è che stavolta, anziché al bar, lei ha esposto le sue ‘argomentazioni’ su un quotidiano. Dovrebbe, come essere dotato di ragione, verificare l’esattezza e la corrispondenza ai fatti di quanto asserisce, prima di esporsi pubblicamente rischiando di apparire come Cetto Laqualunque.
Noi professori della Scuola Media Anna Frank, accusata nella lettera, rispondiamo che la categoria degli insegnanti non è formata da scansafatiche bensì da persone capaci ed appassionate che certamente non per guadagnare dedicano la loro vita alla scuola. Siamo stupiti dal Suo animo rancoroso, caro signor ‘Modesti-di-nome-e-di-fatto’, poiché pensa che la scuola voglia dire stare seduti dalle 8 alle 14 senza fiatare. Sicuramente, dato che critica il fatto che gli alunni vengano accompagnati a scuola, non potrà non sapere che la società attuale è differente da quella di un tempo, poiché anni fa esisteva il rispetto verso la categoria insegnante, cosa che oggi non sussiste, e lo dimostra lei stesso, elencando una serie di pregiudizi: docenti ‘fannulloni’ ed addirittura ‘scrocconi’ al punto da approfittare della ‘vacanza’ pagata dagli alunni.
Peccato che lei non abbia frequentato la nostra scuola, forse sarebbe stato educato al pensiero critico, ossia ad avere una visione personale, scevra da preconcetti, e sicuramente la sua acredine sarebbe stata presa in carico dal nostro sportello pedagogico, poiché è ingiustificata e l’ha spinta a sentire il bisogno di scrivere una lettera totalmente irrispettosa e mistificante. La settimana bianca, che lei cita, è purtroppo a carico delle famiglie, ma la invitiamo ad aiutarci a trovare finanziatori affinché possa diventare gratuita. Se non sono stati scelti i periodi da lei indicati è perché, come chiunque sa, costano molto di più. Inoltre, il prezzo è veramente basso e permette a moltissime famiglie di sfruttare l’occasione di un’esperienza che parecchi ragazzi non avrebbero alcuna opportunità di vivere. Certamente, chi esce dalla mediocrità crea invidie. La sua vita deve essere molto triste, caro Signore, perché andare a scuola vuol dire anche vivere esperienze piacevoli. Precisiamo, inoltre, che in virtù di un bando del Miur, grazie al quale la nostra scuola si è posizionata prima su scala nazionale, abbiamo ricevuto 20.000 euro di finanziamento per effettuare una settimana al mare a Policoro dopo la chiusura della scuola, quando gli insegnanti ‘fannulloni sono già in vacanza’: in questo caso, perché è possibile, riusciamo a portare al mare studenti meritevoli per impegno e rendimento e molti altri che hanno invece difficoltà economiche, relazionali o di altro tipo. Non mi sembra sia questa una cosa comune. Ma lei, e chi è come lei, potrà giudicare negativamente anche questo tipo di iniziativa. La sua insinuazione che la scuola viene scelta per la settimana bianca è diffamatoria perché non sa, evidentemente, che la qualità della didattica quotidiana è elevata: lo dimostrano i risultati che raggiungono i nostri ragazzi alle superiori, confrontandosi con altre realtà europee e attraverso i riscontri ricevuti dai genitori. Caro il mio Signor Cetto Laqualunque, i genitori ci valutano quotidianamente e la reputazione della nostra scuola è elevata ormai da anni, lo dimostra il passaparola tra genitori. La invitiamo, per renderla edotta, a venire un pomeriggio a visitare la nostra scuola per verificare, osservando dati concreti, quante attività vengono da noi portate avanti gratuitamente per migliorare la qualità dell'istituto: oltre alle lezioni tradizionali, sono sviluppate anche metodologie differenti, a sostegno degli apprendimenti, quali il Clil, lo storytelling, la didattica per scoperta, la flipped classroom, l’apprendimento cooperativo, l’uso delle tecnologie (abbiamo dotato di Lim ogni classe in tre anni); offriamo, altresì, un ampio ventaglio di laboratori pomeridiani gratuiti, per chi vuole, di tipo sportivo, teatrale, ed artistico, oltre ad un doposcuola per i compiti. Peccato che lei ci ritenga degli scansafatiche che non vedono l’ora di timbrare il cartellino per correre a casa dopo le ore del mattino, ciò potrà essere vero in altre scuole ma non da noi, ma lo può constatare recandosi raggiungendoci in un qualsiasi pomeriggio. Anzi, le offriamo una gratuità e la invitiamo ad accompagnare, come responsabile, i ragazzi al mare: provi a testare quanto impegno e responsabilità richiede quella che lei definisce vacanza.
I docenti della Scuola media ‘Anna Frank’ di Cremona
RISPOSTA Una sola precisazione: nella lettera del signor Modesti non è stata citata nessuna scuola.

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