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Lettere al Direttore del 22 Marzo

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

24 Marzo 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 21 Marzo

Facile far cassa con le multe
La sicurezza stradale non è nei parcheggi
Egregio direttore,
vedo con quanto zelo la polizia urbana controlla la velocità dei veicoli, controlla i parcheggi e i tempi di sosta facendo fioccare contravvenzioni per riportare ordine e sicurezza! Quanta sicurezza ci sia in un parcheggio è alquanto opinabile, forse è solo esigibile. Ma ciò che non vedo è l’altrettanto zelo nel presidiare, anche con videocamere, gli attraversamenti pedonali che sono fonte di innumerevoli infrazioni e possono mettere a repentaglio i pedoni che si azzardano ad attraversare. È più semplice e remunerativo mettere una contravvenzione per un parcheggio errato, i pedoni possono aspettare che la strada sia sgombra, i loro diritti sono un optional e guai se si azzardano ad attraversare sulle strisce pedonali ne va della loro incolumità! Sono sicuro che fatto cento il numero di contravvenzioni complessive, quelle per i passaggi perdonali forse ammontano a una! La sicurezza sulla strada dovrebbe essere il fine primario e non una tassa mascherata per far quadrare il bilancio.
Renato Verini
(Cremona)

Il caso Lgh-A2A
Per noi è sbagliato privatizzare i servizi
Egregio direttore,
leggere le giustificazioni della maggioranza che governa Cremona sulla vicenda A2a-Lgh, sembra quasi di sentire un disco rotto. Sono le stesse di un anno fa, esattamente uguali a quelle usate nel consiglio comunale del 4 aprile 2017.
Sostengono che trattavasi e trattasi dell'unica scelta che avrebbe mantenuto lavoro, sviluppo e territorialità dei servizi, glissando sul fatto che loro, alfieri e fautori del mercato, hanno violato le regole della concorrenza e quelle dello Stato. E non l’hanno fatto quali cittadini qualunque, ma quali amministratori di un Comune. Un ente non qualsiasi, ma che emana regolamenti e atti dispositivi nei confronti di chi amministra e che nella persona del Sindaco è anche ufficiale di governo (lo Stato italiano).
Certo parlare di posti di lavoro e sviluppo colpisce di più e fa pensare, a chi non è addetto ai lavori, che insomma val bene la pena di fare una trasgressione se il risultato è questo.
Ma c’è davvero qualcuno che pensa che i posti di lavoro e lo sviluppo si potevano salvare solo così?
Stiamo forse parlando di aziende o ditte che producono abbigliamento, auto, piccoli elettrodomestici, ecc., prodotti fabbricabili in qualunque parte del mondo o di Società che gestiscono servizi quali luce, gas e rifiuti che non si possono, per fortuna, delocalizzare?
C’è davvero qualcuno che pensa che A2a abbia investito acquistando Lgh per fare beneficenza e non piuttosto per conseguire un’altra fetta di mercato?
Chi può fare a meno di luce e gas? A chi non serve il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti?
Noi non siamo per la privatizzazione dei servizi, non vogliamo che i bisogni e i diritti delle persone diventino occasioni di lucro e di guadagno per pochi e a suo tempo abbiamo proposto una soluzione che davvero avrebbe salvato Aem per come l’avevano conosciuta generazioni di cremonesi.
Peccato che si sia voluta percorrere fino in fondo la via aperta dalla Giunta Perri, quella della privatizzazione totale e completa dei nostri servizi e ancor più peccato che la Giunta Galimberti abbia completato l’opera aggirando le regole del gioco, come la delibera dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha rilevato.
Partito della Rifondazione Comunista
(Cremona)

Ridateci la festa del papà
Basta sterilizzare le nostre tradizioni

Egregio direttore,
abbiamo affisso uno striscione davanti alla scuola per l’infanzia Martiri della Libertà in via dei Classici 7 a Cremona nell’ambito di una iniziativa nazionale chiamata ‘Ridateci la festa del papà’!
Chiediamo la restituzione di una festa negli ultimi anni troppo spesso, e non a caso, dimenticata. È una richiesta contro la sterilizzazione delle tradizioni e delle identità sessuali naturali, ormai definite di ‘genere’. Nell’epoca in cui la distruzione della figura paterna, la demonizzazione stessa del ruolo del padre di famiglia, è tra le armi più efficaci usate per attaccare la società attraverso il nucleo fondamentale costituito dalla famiglia, chiediamo che la scuola torni a coltivare nei nostri figli il valore fondante rappresentato dalla paternità.
Confondere fin dalla più tenera età la stessa idea di famiglia serve a predisporre le future generazioni ad unioni svincolate da ogni valore e da ogni valenza sociale, in nome di pseudo diritti individuali e minoritari la cui imposizione dall’alto non si cura di scandalizzare i piccoli per i quali evidentemente non sono previsti diritti. (...)
Forza Nuova Cremona

Cosa c’entra l’antifascismo?
Ha sparato a caso e uccide un senegalese
Egregio direttore,
nei giorni scorsi a Firenze un uomo con dei gravi problemi personali ha deciso di farla finita, ma non trovando il coraggio, ha sparato e ammazzato il primo capitato, cioè un uomo di colore scatenando la rabbia della comunità senegalese (...). Da quello che è trapelato, si evince che il soggetto in questione che ha sparato, in passato era militante nelle file del partito comunista estremista, aveva precedenti penali gravi. In parole povere una testa molto calda. Qualche giorno dopo leggo sui quotidiani che dopo questo fatto è stata indetta una manifestazione per l’antifascismo e per un attimo ho creduto ad una notizia falsa, passando poi dal sospetto di entrare in demenza senile precoce, ma realizzando alla fine che era tutto vero. Antifascismo? Ma cosa c’entra? Quello che ha sparato era una testa calda semmai bisogna indire una manifestazione sull’anticomunismo a sto punto. Con questa notizia ho raggiunto un livello di piena consapevolezza della mentalità che pervade il sentimento italico: altro che popolo bue questa è una mentalità di pura e lucida follia che porterà all’annientamento.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Sempre più frequenti
Revisioni delle auto e cittadini vessati
Egregio direttore,
circola sui media - e anche sul giornale da lei diretto - la brutta notizia: il 20% dei veicoli italiani non ha fatto la dovuta revisione, e quindi la nostra salute e sicurezza sarebbero a rischio.
Brutta sì, ma in che senso? Se la revisione non esistesse, i meccanici continuerebbero a fare il loro lavoro esattamente come al solito, e il parco macchine attorno a noi sarebbe più o meno quello attuale. Non sarebbe cioè da Terzo Mondo. Infatti, prima che le revisioni diventassero così frequenti, e quindi una questione assillante (in molte famiglie ci sono più veicoli a due e quattro ruote), tutto funzionava comunque bene. E quindi, in che senso la notizia è brutta?
Nel senso che il male viene al solito da tutt’altra parte, cioè da quella dello Stato. Da troppi decenni, infatti, gli Uffici pubblici si permettono comportamenti che nemmeno le Forze dell’ordine, pur armate fino ai denti, si sono mai concesse. Siamo nella solita follia, vissuta nella bella normalità da accettare volenti o nolenti. Quale agente di polizia, infatti, quale carabiniere, quale soldato, ordinato ad un mezzo di fermarsi (auto, camion, nave, aereo), e controllati occupanti e interni, ha mai presentato la fattura? Fattura perché «Controlli eseguiti, tutto a posto, può ripartire»? Chi può essere così pazzo da dare un ordine ad un cittadino, e poi, dopo averlo visto obbedire, pretendere i soldini? Solo gli Uffici dello Stato, uffici che, tra l’altro, nemmeno avvisano il cittadino di presentarsi (pretendono sia lui stesso a ricordarsene) e nemmeno gli dicono che con la possibile rivalsa assicurativa fatta per risparmiare, la dimenticanza potrebbe costargli la casa.
Se era intenzione dello Stato svecchiare il parco macchine, fra l’altro, bastava eliminare i bolli sui mezzi fino ai cinque/sette anni d’età, e applicarlo ai restanti, lasciando a fabbriche e meccanici il compito di costruire e far funzionare quella magia che sono i veicoli moderni.
Ovvio che con la riforma di Popolo Sovrano tutto questo andrà a sparire, ma è ovvio anche che risolvere il problema dell’inquinamento da caldaia è difficile, mentre demonizzare gli automobilisti è sempre facile e lucroso.
Claudio Bettinelli e Roberto Bonezzi
(Popolo Sovrano - Cremona)

Eredità Cocchetti-Maggi
Rispettiamo le volontà. Troppe ‘imprecisioni’
Egregio direttore,
mi rivolgo a lei per poter controbattere alcune ‘imprecisioni’ (per non chiamarle diversamente) contenute in un comunicato dell’amministrazione Fiori in merito alla destinazione dell’eredità Cocchetti-Maggi.
Nel volantino leggo: ‘Rispettata la volontà’, ma quale volontà? Quella dell’amministrazione Fiori.
Si, perché la volontà della donatrice riportata nero su bianco nel testamento è: ‘Aiuto alle famiglie bisognose’. Fiori si guarda bene di ricordarlo, ma mette invece in evidenza una postilla: ‘...se i suddetti enti non avessero altre necessità impellenti’.
Ed ecco la ‘genialata’: in un periodo dove la povertà è in aumento in tutto il paese, la necessità impellente diventa la biblioteca che, secondo l’amministrazione Fiori ha ‘...necessità urgenti e non differibili, cadevano parti’, e la colpa? ‘... eredità dell’amministrazione Comandulli’! (ormai da quattro anni all’opposizione).
E si sa ‘la calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile...’ che si insinua nella mente di ognuno, vuoi vedere che ci credo anch’io?
Per togliermi l’angoscia e il dubbio mi sono letto la relazione tecnica al progetto esecutivo del palazzo Brunenghi (approvato dall’amministrazione Fiori) cercando di trovare traccia di quegli interventi indifferibili e quelle parti cadenti dell’edificio da rifare. Nulla di tutto ciò.
Solo un cambio di destinazione, opere di manutenzione ordinaria (ripasso parte del tetto) e completamento di lavori già iniziati dall’amministrazione Tomasetti e da me non portati a termine per il blocco degli investimenti dovuti al patto di stabilità, ora in parte tolto.
Tornando alle ‘imprecisioni’, l’amministrazione Fiori dice di essersi confrontata con l’esecutrice testamentaria affermando che la maestra Cocchetti ‘... aveva più volte dichiarato’ di essere favorevole ad opere culturali e sportive. Interpretazione postuma di un pensiero che potrebbe anche essere sostenibile, ma non prioritario per la testatrice, perché, se lo fosse stato, l’avrebbe scritto nel testamento: non l’ha fatto.
Quindi se vogliamo rispettare la volontà della maestra Cocchetti, i soldi vanno destinati prioritariamente a famiglie bisognose, e non ad altre opere che non sono necessità impellenti.
Camillo Comandulli
(Castelleone)

‘Metti la nonna in freezer’
La trama simile alla saga ‘El pret nof’
Gentile direttore,
la contatto per segnalare un fatto davvero curioso riguardo al nuovo film di Fabio De Luigi e Miriam Leone dal titolo ‘Metti la nonna in freezer’, prodotto da Indigo Film e Rai Cinema e attualmente in cartellone in tutte le sale cinematografiche.
La trama di questo film sembra essere molto simile a quella della saga di film in dialetto bresciano dal titolo ‘El pret nof’, da me diretti e pubblicati tra il 2009 e il 2011 a scopo benefico. Le somiglianze tra i due film sono visibili in questo video:
https://www.facebook.com/teleorzi/videos/2052963681588927/
Ettore Bonetti

Giusto stare all’opposizione
Sconfitto sulle idee. Il Pd deve riflettere
Signor direttore,
le tendenze, a me, erano chiare: calo del Pd, aumento del centrodestra e del Movimento 5 stelle e un 5-6% per Liberi e Uguali. Invece abbiamo avuto: crollo del Pd, una fortissima affermazione della Lega che supera Forza Italia, un grande successo del M5s e la difficoltà di Liberi e Uguali a superare lo sbarramento del 3%. Tradotto il ‘popolo sovrano’ ha fatto scelte chiarissime e a delineato un ‘bipolarismo’ (centrodestra e M5s) senza sinistra.
Possiamo poi dire che la pessima legge elettorale, costruita secondo alcuni per penalizzare il M5s e portare ad un Governo Pd renziano e Forza Italia, ci ha messo del suo. Ma per me, da sempre di sinistra, il messaggio è chiarissimo: questo Partito Democratico a giuda ‘renziana’ ha perso sia a sinistra (il 14% dei voti andati al M5s, sia al centro e ha implementato l’astensione).
Un vecchio adagio politico (non mi ricordo chi l’abbia detto per primo) ‘le idee camminano sulle gambe degli uomini’ ha ancora una volta trovato conferma... sia per le ‘idee’ che per le ‘gambe’.
Mi spiego. La sonora sconfitta del Pd è sui contenuti, nel senso che gli elettori non hanno più intravisto nel partito democratico, la formazione che li difendeva sul piano sociale (non si spiega diversamente il voto verso il M5s) e quella stessa politica non ha conquistato elettori del centro o del centrodestra. Eppoi Renzi che non ha capito che la sua parabola era ormai finita dopo il referendum costituzionale e gli elettori non gli hanno perdonato il fatto che aveva dichiarato che si sarebbe ritirato dalla politica in caso di sconfitta.
Il ‘ buon governo’ tanto reclamizzato in maniera propagandistica non ha pagato per nulla anzi su alcuni questioni è stato proprio un elemento che ha fatto perdere voti (vedi buona scuola e il Job Acts). Insomma un Pd che non ha saputo più leggere la società.
Il risultato da ‘cabina telefonica’ di Liberi e Uguali è spiegabile, a mio avviso, per 5 motivi: una parte di elettorato Pd non ha digerito la ‘scissione’, una alleanza nata dopo un travaglio lungo (vedi fase Pisapia) che non ha saputo individuare i punti fondanti di una politica di sinistra ed una rappresentanza di Grasso assolutamente inadeguata, la presenza della lista + Europa e di Potere al Popolo.
So che alcuni tendono a descrivere la sconfitta del Pd nello stesso ambito delle difficoltà delle socialdemocrazia, ma a mio modesto avviso noi abbiamo una peculiarità tutta italiana che poco ha a che vedere con quelle dinamiche.
Ora quindi le carte le devono dare il Movimento 5 Stelle e il centrodestra. Condivido il fatto che il Pd debba stare all’opposizione di entrambi i poli, ma credo che però debba favorire, con gli strumenti costituzionali consentiti la nascita di un governo. (...)
Gian Carlo Storti
(Cremona)

Se una donna si chiama...
Osanna, un nome molto impegnativo
Signor direttore,
se una donna si chiama Osanna ha una impegnativa missione da compiere. Il suo nome infatti, deonomastico alla rovescia (nome proprio da un nome comune, e non viceversa), giuntoci attraverso il latino ecclesiastico e il gr. biblico, da una invocazione ebraica che vuol dire ‘salvaci’. Niente paura però, ché in aiuto possono correre non una, ma addirittura due beate: prima Osanna Andreasi/1449-1505, di Mantova, e seconda Osanna di Cattaro/1493-1565, del Montenegro. Cordialissimi auguri a tutte le Osanne!
Gianfranco Mortoni
(Mantova)


‘Go on Onlus’, l’amore per gli altri prima di tutto
Caro direttore,
venerdì scorso sono stato invitato ad una serata di beneficenza presso il teatro Monteverdi di Cremona dedicata alla ‘Go on Onlus’ e mi sono molto emozionato e commosso nel vedere come questo gruppo si impegni nel sociale aiutando persone colpite da ictus e coinvolgendole, attraverso i talenti tra musica poesia danza recitazione musical e canto, in modo da portare loro il sorriso la gioia è la motivazione combattendo la disabilità. Le sollecitudini e gli ostacoli fanno parte della vita dell’essere umano indubbiamente ma credo che l’amore per il prossimo possa rompere ogni barriera e portare la gioia e il sorriso nonostante tutto.
Salvo Liuzzi
(Cremona)

Ne parlo con...

Siria, guerra dimenticata
Strumento ‘politico’ per nascondere altro
Egregio direttore,
sono rimasto molto colpito dalle cifre pubblicate in questi giorni sulla guerra in Siria: 7 anni di conflitto, 350mila morti, 3 milioni di profughi e nessuna soluzione, pare addirittura che il Paese sia stato bombardato e invaso da almeno 16 eserciti di nazioni diverse. (...) Quando le guerre diventano lunghe si dimentica poi del perché sono cominciate. Si voleva spodestare Assad per poi arrivare a una Siria democratica... Beh, con gli anni i ‘democratici’ siriani si sono rivelati i migliori amici dei tagliagole dell’Isis o meglio la propaganda occidentale ha identificato i tagliagole dell’Isis negli amanti della democrazia. Perché forse è giunto il momento di dire le cose come stanno e per saperlo basta sentire le testimonianze degli ultimi cristiani rimasti in quelle terre. Nei giorni scorsi si è parlato di Ghouta, un quartiere di Damasco in mano ai ribelli anti Assad bombardato dall’aviazione fedele al dittatore che ovviamente ha fatto morti tra i civili (...) e da qui lo sdegno della comunità e della stampa occidentale. (...) Ecco però che i fuoriusciti da Ghouta si sono messi a raccontare una storia ben diversa da quella narrata finora. I disgraziati venivano tenuti in ostaggio proprio dai guerriglieri per fare da scudo contro le bombe di Assad un caso non nuovo; infatti successe la stessa cosa a Gaza anni fa dove Hamas nascondeva le bombe in ospedali e scuole o in tempi recenti nelle località irachene in mano all’Isis come Erbil e Mosul. Insomma un grande esempio di coraggio e cavalleria da parte degli sventolatori della bandiera nera. Come dicevo la cosa ancor più tragica è che non si vede uno straccio di soluzione pare addirittura che si voglia di proposito far continuare il conflitto in eterno perché quando sembrava ormai imminente la vittoria di Assad e suoi alleati (Russia e Iran) ecco che la Turchia invade la Siria con la scusa di combattere i terroristi curdi mentre l’Europa paga il mantenimento di campi profughi proprio in territorio turco . (...) Ma non sarà forse che la continuazione della guerra in Siria così come in Yemen, in Iraq, in Libia e a questo punto anche le minacce nordcoreane e la recente guerra di spie Russia-Gran Bretagna obbediscano ad altri scopi? Per esempio mascherare l’avvicinarsi di una crisi economica mondiale causata dall’eccesso di moneta stampata in questo decennio per tamponare la crisi del 2008? Diceva Von Clausewitz: ‘La guerra è il prolungamento della politica con altri mezzi’. (...)
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

L'INTERVENTO
LGH-A2A, PROCEDURA REGOLARE E IL TEMPO SARÀ GALANTUOMO
Sono stati pubblicati nell’edizione di martedì 20 marzo due articoli in cui l’ex Consigliere regionale Carlo Malvezzi e il Consigliere comunale Marcello Ventura tuonano contro le malefatte dell’Amministrazione Galimberti. Ai lettori di questi due articoli e dell’edizione odierna del giornale consiglio di conservare i due giornali perché alla fine di tutto questo rumore fasullo apparirà chi aveva ragione e chi torto. Orbene a Carlo Malvezzi, bello di fama e di sventura (recente), non gli è rimasto che sproloquiare su cose che probabilmente non conosce.
Dice il nostro ex che la procedura eseguita da A2a e Lgh per giungere al matrimonio è stata una procedura illegittima e comporterà responsabilità patrimoniali. Tale concetto intorno alle future responsabilità patrimoniali che pagheranno i cremonesi è pure sostenuto dal Consigliere Marcello Ventura, che ormai, acquisito il ruolo dello ‘strillone’ politico, si è avventurato su varie accuse una più sconclusionata delle altre.
Io rispondo semplicemente quanto segue e raccomando al lettore di conservare il testo:
1) La procedura seguita dalla Amministrazione era legittima e così è stata considerata anche da insigni giuristi;
2) I cremonesi comunque vadano le cose non pagheranno assolutamente nulla: in caso di responsabilità, che io ritengo impossibili, ci sarebbero chiari i nomi e cognomi dei responsabili;
3) Alla domanda del Consigliere Marcello Ventura ‘dove sono finiti quei 70-80 cremonesi che prima lavoravano nella sede di Lgh ora chiusa e in vendita’ la risposta è semplice: si sono trasferiti al Polo dell’Innovazione Digitale, a poco più di 1,5 km di distanza, nella nuova sede del Gruppo. Il tutto senza l’assistenza di uno psicologo.
Ad altre accuse totalmente infondate non vale rispondere perché si tratta di banalità inconsistenti. Il tempo è galantuomo ed emetterà il giusto verdetto. Malvezzi e Ventura, che non sono degli sciocchi, è chiaro che sono palesemente stanchi, si concedano un po’ di riposo.
Giovanni Gagliardi
(Consigliere comunale a Cremona)

LA POLEMICA
SCUOLA, SETTIMANA BIANCA NON PER TUTTI: UNA COSA ODIOSA
Egregio direttore,
come sono cambiati i tempi! Mi sento davvero giurassico quando penso che ho conquistato la mia personale autonomia senza lo straccio di una settimana bianca durante i miei numerosi anni scolastici. Già alle elementari, allora la scuola primaria si chiamava così, andavo a scuola a piedi da solo o con qualche compagno di classe, come tutti del resto. Svolgevo i miei compiti senza l’aiuto di adulti, al massimo a volte la mamma mi ascoltava ripetere storia o geografia, scienze o le poesie a memoria. Pian piano assumendomi le responsabilità che i miei genitori ritenevano potessi sopportare sono cresciuto e sono sempre più stato capace di far fronte alle esigenze quotidiane e della vita. Tutto sommato ho imparato abbastanza bene a cavarmela in modo autonomo. Ora i ragazzi vanno accompagnati a scuola, vanno trasportati in palestra o al campo di calcio per allenarsi, vanno controllati nella preparazione dello zaino e nell’esecuzione dei compiti scolastici perché i docenti spesso lo richiedono e quasi si scandalizzano se i genitori non provvedono anche alle medie. Ma, per perfezionare il loro percorso di crescita personale, vengono trasferiti a Macugnaga, a sciare. Curioso pensare che oltre un centinaio di alunni abbiano potuto cogliere questa opportunità, mentre gli altri che non se lo possono permettere, perché i costi non saranno certo alla portata di tutti, siano lasciati a casa e a scuola a non poter lavorare in modo regolare a causa dell’assenza in classe sia dei compagni partiti alla conquista dell’autonomia, sia dei non pochi insegnanti che si sono ‘sacrificati’ all’ombra del Monte Rosa: per assistere i discenti nei lunghi momenti in cui non erano affidati ai maestri di sci (e di vita) la compagine sarà stata necessariamente nutrita. Ora potrebbe sembrare vagamente discriminatorio offrire una golosa opportunità di crescita agli uni, mentre agli altri no, sulla base odiosa del censo delle famiglie che, in una scuola pubblica e non privata, concede agli uni di procedere nel cammino di conoscenza personale, mentre agli altri no. Allora chiedo, non si sarebbe potuto organizzare l’esperienza di approfondimento educativo durante le vacanze di Natale o di Pasqua, o dopo il termine delle lezioni sul Ghiacciaio del Presena o alla gloriosa scuola estiva dello Stelvio, in modo da non penalizzare alcuni studenti e da occupare i numerosi docenti che anno per anno non sono impegnati negli esami di licenza media? E soprattutto non cerchiamo di far credere che la settimana bianca sia qualcosa di diverso da una vacanza per tutti, alunni a pagamento e accompagnatori presumibilmente gratis. Di primo mattino al termine di una trasmissione alla radio che noi persone antiquate ancora ascoltiamo la conclusione è sempre questa: ‘Sveglia popolo bue, non abbiamo l’anello al naso’. Sempre nel giurassico, ricordo che la validità di una scuola o di una sezione rispetto a un’altra verteva sulla serietà degli insegnanti, sulla loro capacità di stabilire un rapporto educativo positivo con i ragazzi, sulla loro capacità di insegnare a studiare e a pensare, e a lavorare in modo serio e approfondito. Si riteneva che fossero la conoscenza, il rigore e la riflessione a darci autonomia e indipendenza, e non guastava sapere di grammatica, storia o geometria . Ora sembra che nella scuola moderna altre siano le strade. Ha mai provato a parlare di geografia con studenti anche ottimi? Uso un termine ormai desueto che non ha alcun intento offensivo perché non dipende da loro: l’ignoranza è disarmante, neppure l’Italia conoscono minimamente. Però alcuni di loro sapranno sciare e avranno provato a trascorrere lontano da casa qualche giorno. Ah però! Chissà se hanno visto su una obsoleta cartina geografica dove si trova Macugnaga. Ma i genitori inseriti negli organi collegiali delle scuole credono in una scuola così? E riescono a trovare valide motivazioni?
Giuseppe Modesti
(Milano)

IL CASO
LA SCUOLA NON SARÀ MAI UNA ZONA FRANCA I NOSTRI GIOVANI DEVONO ESSERNE CONSAPEVOLI
Gentile direttore,
terminato il clamore per le recenti azioni dei carabinieri che hanno coinvolto anche l’Istituto Ghisleri che cerco di servire come Dirigente, mi sembra importante portare all’attenzione dei suoi lettori alcune riflessioni. La scuola, tutta la scuola, non solo il nostro Istituto, non è e non potrà mai essere impermeabile rispetto al mondo esterno, specie quello giovanile. Non lo è per i fermenti positivi sempre presenti, né per i problemi affettivi, relazionali, sociali che coinvolgono questa delicata fascia d’età. Come Dirigente mi sento impegnato per essere quotidianamente vicino ai ragazzi con uno stile educativo che metta al centro la persona con tutte le sue fragilità; questo stesso impegno lo vedo e lo chiedo a tutti coloro che operano nella scuola. Per queste ragioni ho chiesto personalmente (e lo farò anche in futuro) alle forze dell’ordine di essere presenti qualche giorno fa nel nostro Istituto per operare i controlli necessari, anche per dissuadere tutti i ragazzi dalla tentazione di ritenere legittimi comportamenti che non lo sono né dal punto di vista scolastico né penale. È un modo per tutelare sia i ragazzi ‘bravi’ sia coloro che per tante e diverse ragioni sono in una costante battaglia con le proprie dipendenze (si chiamino droga, alcool, gioco d’azzardo, cellulare). Qualcuno mi ha suggerito di non farlo per timore della cattiva pubblicità, ma sono convinto che non esistano zone protette e se qualcuno lo pensa non è in grado o non vuole vedere come vivono i ragazzi oggi. Ho preferito il rischio del clamore negativo al silenzio colpevole; come adulti dobbiamo tenere alta l’attenzione sui ragazzi educandoli con molti sì e qualche no ad un corretto stile di vita che permetta loro di crescere nella libertà.
Alberto Ferrari
(Dirigente Scolastico dell’IIS Ghisleri)
RISPOSTA Per quello che conta sono dalla sua parte: ha scelto la strada più scomoda che molto spesso si rivela quella giusta. Nascondere la testa sotto la sabbia non serve a niente e a nessuno: né alla scuola (qualsiasi scuola) né ai ragazzi.

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