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Lettere al Direttore del 17 Marzo

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

19 Marzo 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 14 Marzo

Dopo il voto/1
La Lega è tra la gente con i suoi gazebo
Signor direttore,
vorrei precisare che i cremonesi hanno cervello per rendersi conto di come sono stati trattati dal Pd, e la Lega non ha avuto bisogno di fare grandi convegni per incantare i serpenti, ma stando in mezzo alla gente con gazebo e con colloqui tali da recepire i vari bisogni dei cremonesi. La vittoria della Lega a Cremona è, in primis, grazie ad un Matteo Salvini immenso, e ai nostri militanti che hanno dato l’anima per questa vittoria. Le scuse ormai non trovano più nessuna motivazione politica pertanto chi è causa del suo nel pianga se stesso.
Pietro Burgazzi
(pietroburgazzi@g,mail.com)

Dopo il voto/2
Il gioco della sinistra è fare inciuci
Gentilissimo direttore,
non mi sono azzardato a fare commenti nell’imminente fine delle elezioni e dei risultati che sappiamo tutti come sono andati ma, dopo circa 15 giorni e dopo aver sentito i tantissimi commenti mi pare logico dire la mia personale, su questi risultati e sulle alleanze che si profilano in vista del nuovo esecutivo. Giusto evidenziare che la maggioranza così come l’ha voluta la nuova legge elettorale sia del Centrodestra con i grillini nelle immediate vicinanza mentre la sinistra si lecca le ferite in modo alquanto succulento. Leggo in questi giorni commenti alquanto diplomatici nei confronti dei virtuali vincitori con un vanto paventato ai quattro venti di una opposizione che si pone come vincitrice e ago della bilancia. Non posso che sorridere di fronte a tanta sfrontatezza sia del segretario Renzi che con le sue forse/dimissioni faceva ancora una volta ridere il mondo intero dopo che già a referendum acquisito aveva fatto tale promessa, sia del nuovo sostituto ed ex ministro Maurizio Martina che secondo il mio parere non sa a cosa può andare incontro continuando a proclamare lui e il partito che rappresenta come ago della bilancia per il nuovo governo. E ora dulcis in fundo il resuscitato Romano che pur di salvare la sua poltrona si affida al suo acerrimo nemico Berlusconi affinché interceda a fermare Salvini in procinto di parlare con Di Maio. Come si vede, gentilissimo direttore, il gioco della sinistra non è governare bene per il popolo italiano ma governare per far piacere a loro stessi e a chi fini ad oggi hanno potuto beneficiale dei loro inciuci, primo fra tutti quello con i padroni dell’Europa. Spero però che i tempi siano scaduti e una svolta seria sia alle porte.
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

L’invettiva di Ratzinger
Pregiudizio sul Papa tutt’altro che stolto
Signor direttore,
sarà anche uno «stolto pregiudizio» quello rivolto da tanti verso papa Francesco, a detta di Ratzinger, ma trattare in questi termini chi lo contesta sul piano teologico, non mi è parso il modo più corretto per convincerli della bontà del pensiero altrui anzi, se mai, quello più sbagliato. Per diversi motivi: perché ha il sapore dell’invettiva, di un giudizio perentorio senza spiegazione alcuna; di un modo sbrigativo, improvvisato per eludere e quindi chiudere il confronto, in definitiva una sorta di ‘muro ideologico’.
Modalità che anziché far rientrare nell’ovile le pecorelle smarrite, le allontanano sempre più come il sottoscritto che ormai ha ben poca fiducia in questa Chiesa. Oltretutto, aveva bisogno papa Francesco di un intervento del Papa Emerito in sua difesa? Se sì, questo è segno di debolezza del suo pensiero, e non di forza! Sarebbe stato meglio, a mio avviso, aprirsi ad un confronto sui temi caldi e fondamentali, anziché erigere barriere che così poco piacciono al Papa attuale in altri ambiti, in un’evidente contraddizione dialettica. Riguardo poi alla continuità sostanziale tra i due pontificati, non mi pare che il discorso di Ratisbona di papa Ratzinger, fosse sullo stesso piano dell’apertura di papa Francesco all’islam, bensì ad una distanza abissale. Ma sappiamo bene quanto la teologia sia la disciplina ideale, essendo la scienza dell’impalpabile, per far credere alle masse che la luna è una formaggia e pertanto non mi stupirei che già domani si levassero schiere di teologi papisti per far credere che a Ratisbona papa Ratzinger disse le stesse cose che piacciono a papa Francesco. Già, nulla di nuovo sotto il sole!
Lettera firmata
(Cremona)
RISPOSTA Le sue sono opinioni legittime e, francamente, non capisco perché lei ci chieda «l’anonimato assoluto, senza neppure le iniziali».

Ci sostiene col suo libro
Da Onlus Barjo Imè grazie a Caffi
Buongiorno direttore,
anche noi della Onlus Barjo Imè intendiamo unirci ai ringraziamenti a Barbara Caffi per l’impegno costante e generoso con cui quotidianamente sostiene la nostra causa. Noi aiutiamo alcuni villaggi di etnia Hamer nel Sud Ethiopia, con interventi su istruzione, acqua, pannelli solari e forniture alimentari. E’ grazie al suo aiuto e a quello di persone buone come lei che possiamo continuare i nostri progetti in Ethiopia. Barbara ha devoluto i proventi della vendita del suo libro a noi e alla associazione cremonese ‘Dopo di Noi Insieme’. Questo suo gesto ci fa onore e ci rende orgogliosi, metteremo tutto il nostro impegno sul campo affinché siano spesi nel migliore dei modi.
Giovanni Miceli
(presidente Onlus Barjo Imè, Cremona)
Enrico Madini
(socio fondatore)

Ignorato da dentisti
Che fine ha fatto lo Zimafluor?
Esimio direttore,
alcune settimane fa si è svolto a Cremona un convegno organizzato dai dentisti italiani (Amdi), presenti le massime autorità del settore le quali hanno discusso di tutto e di più tralasciando però due argomenti molto importanti e non trascurabili riguardo la prevenzione delle carie. Dall’articolo non è emerso che i dentisti presenti abbiano parlato dello Zimafluor (sodio fluoruro) farmaco conosciuto sotto forma di gocce o compresse capaci di rendere lo smalto dei denti più forte e che favorisce la remineralizzazione riducendo la produzione di acidi da parte della placca batterica le cui controindicazioni sono meno evidenti rispetto ad altri farmaci da banco. Nonostante il silenzio attuato dai media nel non pubblicizzare il prodotto, i miei due figli di 34 e 30 anni, hanno da sempre assunto regolarmente dalla nascita fino all’età dì 15 anni lo Zimafluor. Attualmente sono in perfetta salute, sono stati degli ottimi atleti e fino ad ora non hanno mai visto un dentista. Mentre sto scrivendo leggo sul nostro giornale un secondo articolo dell’Amdi il quale parla ancora di prevenzione a base di dentifricio e spazzolini ma dello Zimafluor neanche l’ombra. Un altro argomento non trattato e non evidenziato nell'articolo sopracitato al convegno di Cremona, riguardava il famoso vaccino anticarie. Nel 1999 un comunicato della Ncbi (National center for byotecnology international) del Regno Unito dava per imminente l’introduzione del vaccino per uso topico contro lo streptococcus mutans, causa principale delle carie dentali. A distanza di anni il suddetto vaccino non è mai stato distribuito e non se ne parla più, non ci sono discussioni in merito alla scoperta come se lo studio non fosse mai esistito, perché? Ci sarebbero interessi economici (dentifrici, spazzolini, colluttori, eccetera) rispetto alla vendita del vaccino.
Zecchini Andrea
(Camisano)

Pendolari a piedi di notte
C’era il modo di evitarlo
Signor direttore,
vorrei commentare la soppressione del treno previsto alle 22,00 da Milano P.G. per Cremona. Essa, vista anche l’ora notturna, è molto grave ; ma ormai il gestore del servizio ferroviario regionale ha ben altri grattacapi giudiziari a cui pensare. Consideriamo però che la linea Piacenza-Cremona ormai da diversi anni è stata : 1) elettrificata; 2) privata del traffico regionale e dedicata a quello merci; 3) telecomandata da Milano, senza più capostazione a Caorso e Castelvetro. Di conseguenza, il treno da Porta Garibaldi poteva essere mandato fino a Codogno, proseguire per Piacenza, poi per Cremona; identica soluzione poteva essere applicata anche nel caso di un convoglio diretto a Piadena-Mantova. Così facendo, l’ultimo treno della giornata sarebbe arrivato qui con un ritardo di 20-30 minuti, senza lasciare a piedi di notte i viaggiatori. A beneficio dell’ufficio stampa di Trenord, vorrei sottolineare che ho maturato una lunga militanza anche sulla Codogno-Cremona, come ex turnista di una grande industria presso la fermata di Ponte Adda. Ricordo bene l’ultimo treno della sera, che permetteva di rientrare a casa a molti pendolari provenienti dai luoghi di lavoro a Casalpusterlengo e Codogno. Ho ben presente anche l’ottimo servizio garantito dai pullman Lodi-Cremona quando vennero soppressi alcuni treni che Ferrovie dello Stato considerava fastidiosi per i diretti Mantova-Milano del mattino. Credo però che qualsiasi ipotesi dettata dal buon senso sia destinata a non trovare ascolto.
Stefano Bandioli
(Castelvetro Piacentino)

Sbeffeggiata la Madonna
Femministe blasfeme: tutto tace
Signor direttore,
davanti alla cattedrale di Perugia, l’8 marzo, le femministe comuniste hanno intonato le loro litanie sacrileghe beffeggiando con versetti sessuali le litanie che i cattolici recitano alla Madonna, evidentemente volevano a modo loro fare ‘festa’ alla Madonna. Nessun magistrato è intervenuto, nessun vescovo è intervenuto, nessun cittadino è intervenuto. Diciamo allora che questo Paese fa schifo.
giuliano.galassi@libero.it


L’italia non ceda alle sirene
Donazione di gameti. No, è commercio
Signor direttore,
leggo con attenzione l’articolo in cui la Società italiana di riproduzione umana sollecita una maggiore sensibilità da parte di noi italiani nella donazione di gameti.
Onestamente ritengo questa pratica, spacciata con il nome di donazione ma che in realtà altro non è che una compravendita di ovuli e sperma da persone bisognose, assolutamente lesiva dei diritti di coloro che vengono così concepiti, in quanto privati volontariamente e consapevolmente alla nascita, del legame con il proprio genitore biologico.
Invito a farsi un bel giro sui forum dei siti americani in cui queste persone già adulte parlano della loro perdita d’identità, della loro disperata ricerca delle origini, dei problemi psicologici degli stessi riceventi e della loro lotta contro questa pratica di mercificazione di esseri umani.
Addirittura alcuni Stati come Australia e Gran Bretagana hanno dovuto abolire l’anonimato dei donatori, a causa dei ricorsi di queste persone.
Mi auguro che gli italiani continuino a difendere i diritti umani, non vendendo i propri figli e non prestandosi a questo enorme, disgustoso , milionario business.
Daniela Rossi
(daniela.rossi71@outlook.it)

Centodieci anni fa sul Po come a New Orleans
Signor direttore,
circa centodieci anni fa le crociere lungo il Po venivano fatte con motonavi stile New Orleans. Ti allego queste 2 foto del 3 agosto 1908, una la barca d’appoggio che passa sotto il ponte del Po l’altra è la motonave vera e propria che passa davanti alla odierna Mac.
Marco Bragazzi
(Cremona)

Ne parlo con...

Ha infiltrazioni mafiose
GRAVE ERRORE DELL’EUROPA FAR ENTRARE LA SLOVACCHIA
Gentile direttore,
si è finalmente dimesso il premier della Repubblica Slovacca Robert Fico, schiacciato dal peso delle sue enormi responsabilità.
La questione è nientemeno che l’infiltrazione mafiosa nel suo governo di un clan facente capo ad un tal Antonino Vadalà, fatto che aveva già causato le dimissioni dei ministri Maria Troskova e Vilian Jasan.
Le inchieste sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nella piccola repubblica erano state oggetto delle ricerche, sulla testata Actuality, del povero Jan Kuciak, freddato insieme alla fidanzata un paio di settimane fa.
E’ un fatto estremamente grave che uno stato sovrano si faccia mettere in ginocchio da un fenomeno che pare rimanere comunque molto limitato.
Non me la prendo con la ’ndrangheta perché si sa che uccide, non me la prendo con la Slovacchia perché si sa che fa i suoi interessi, me la prendo con l’Europa perché l’ha ammessa nell’Unione anzitempo! Forse per paura che se la riprendesse la Russia?
La Slovacchia è un Paese che, a prima vista per chi vi giunge, dà una grande impressione di legalità.
E invece sta giocando molto sporco, al punto che penso che ci siamo tirati una bella serpe in casa . Che dire delle industrie, da Embraco, a Mevis, a Calearo, che si stanno trasferendo là lasciando i nostri lavoratori per la strada?
La piccola repubblica che fu, un tempo oramai lontano, sede della gloriosa Tesla? Oltre ad avere le caratteristiche di un piccolo paradiso fiscale, il costo medio della manodopera non arriva nemmeno lontanamente a cinquecento euro mensili.
Perché ammettere dunque nell’Euro un paese con una tale differenza di costo della vita rispetto ai cugini occidentali?
La disoccupazione lì è ora pari a zero, e a farla da padrone è il settore automobilistico, ma resta pur sempre quello che la sinistra chiama ‘lavoro povero’.
Igor Paulinich
(Cremona)

L'INTERVENTO
Leadership del Cremasco, la Lega c’è
Da qualche settimana (per non dire mesi), il futuro di Scrp è al centro del dibattito politico locale. Liquidazione della società o trasformazione in società In-House sono solo alcune delle ultime proposte che abbiamo potuto leggere ed ascoltare dai protagonisti della vicenda, nonché soci di Scrp: i sindaci. Ho la giusta preoccupazione per questa partita perché se da un lato una soluzione è da trovare in tempi ragionevoli, è anche vero che i continui rinvii (siano essi della società stessa o del Legislatore) non possono certamente essere indicatore di una situazione di scadenza ravvicinata o di emergenza. La vera preoccupazione è legata alla mancanza di leadership nel Cremasco, peraltro non frutto di una mia valutazione politica, ma risultato di quanto emerso ascoltando e leggendo tanti sindaci del territorio. Il secondo mandato del sindaco Bonaldi doveva essere strettamente legato ai temi territoriali, ma sta risultando una figura più divisiva che costruttiva all’interno del territorio e di questo non posso che esserne deluso in quanto sarei solamente felice di vedere il Cremasco unito e compatto verso il futuro. Purtroppo è evidente che il metodo impiegato a Crema, dove ogni critica viene rigettata al mittente con un’arroganza senza pari, non è replicabile con i colleghi sindaci pari grado. Per descrivere al meglio la situazione prenderò in prestito le parole di un dirigente del Partito Democratico: «Io penso che tu non ti stai mostrando, in questa fase, all’altezza del ruolo che ricopri e cioè penso che non stai mostrando, in questi passaggi delicati, la statura di un leader anche se a volte, purtroppo, coltivi l’arroganza dei capi». Le elezioni del 4 marzo hanno però offerto una risposta chiara da parte dei cittadini alla politica locale: il centrodestra è, largamente, la prima forza politica sul territorio e la Lega il primo partito in assoluto. Questo risultato, di cui ringraziamo i cremaschi, ci impone di esercitare la responsabilità di federare il territorio in un dialogo che porti a delle soluzioni. Per farlo occorre però fissare dei punti di partenza, perché se oggi ci troviamo a dibattere sul futuro di Scrp i motivi sono molteplici. Anzitutto è corretto dire che ci troviamo davanti ad un problema e, il primo passo per trovare una soluzione, è ammettere di averlo (cosa alquanto difficile per qualche membro della sinistra locale). In tema di territori e partecipate, se oggi ci troviamo in questa situazione lo dobbiamo proprio alla stessa sinistra che negli ultimi anni è riuscita, nell’ordine: farsi bocciare il decreto Madia dalla Consulta, salvo poi riscriverlo nel corso dell’anno successivo (totale: 3 anni per un decreto!); ridurre sul lastrico le Province con una riforma, la Delrio, che - udite, udite - ha svuotato le stesse delle risorse economiche e della possibilità di eleggerne i rappresentanti da parte i cittadini; il tutto senza però cancellarle ed affidarne le competenze ad altro Ente, in quanto sarebbe stato affrontato dallo storico referendum del 4/12/2016. Non ricordo molto bene come si siano espressi gli italiani quel giorno (magari me lo farò spiegare dal neo-eletto consigliere regionale, quello del pro-centralismo e No-autonomia), ma sono sotto gli occhi di tutti i risultati che questa riforma monca hanno causato. Schierarsi apertamente contro il referendum sull’autonomia della Lombardia (qui invece ricordo abbastanza bene il risultato) perché «è come chiedere ad una mamma se vuole bene al proprio figlio». Ecco, per come è stato gestito il Paese negli ultimi anni, forse era meglio tacere piuttosto che formulare un simile paragone. Come rappresentate locale della Lega, primo partito del cremasco, voglio però sgomberare ogni possibile dubbio: il Cremasco deve rimane unito, ma il ‘territorio’ non è, e non sarà mai, una Spa. Le partecipate sono ‘solo’ uno strumento degli enti locali (quindi della politica) per compiere determinati processi attraverso l’impiego di risorse economiche che tutti noi contribuiamo a fornire, ma rimangono soggetti giuridici, regolati da apposite leggi, che hanno lo scopo di portare a termine i progetti che la politica e la cittadinanza ritengono strategici. Al contrario, il territorio è cultura, è storia, è crescere, è dialetto, è campagna, è paese e città, è futuro, è vivere, è molto di più di una spa. Questi due concetti non possono e non devono fondersi: il Cremasco esiste ed esisterà a prescindere dal futuro di Scrp, anche se la politica è chiamata a dare soluzione ed esprimere una leadership. Con l’umiltà e la serietà di dover offrire un’alternativa alla visione della sinistra, ritengo sia necessario unire le personalità politiche ed istituzionali del territorio in un momento di riflessione sulla Scrp e per questo, mi metto a disposizione.
Andrea Agazzi
(segretario Lega Crema)

LA POLEMICA
A Vaiano aspettiamo i Caschi blu dell’Onu
Gentile direttore,
i carabinieri di Bagnolo intervenuti nei giorni scorsi in municipio a Vaiano, perché chiamati dal vicesindaco per far interrompere il lavoro del sottoscritto consigliere, non mi hanno chiesto di lasciare l’ufficio. Imbarazzati per essere stati chiamati in un tale contesto mi hanno semplicemente chiesto se ne avevo ancora per molto. Alla mia risposta, e cioè che stavo per finire, non hanno aggiunto altro. Lo stesso comandante Ciaberna della stazione dei di Bagnolo può confermare quanto lo stesso mi ha detto al riguardo e cioè che non è di loro competenza la risoluzione di una divergenza sulle modalità di accesso in municipio degli amministratori ma riguarda solo i regolamenti interni. Ed i regolamenti danno torto al vicesindaco perché la materia che fa capo all’articolo 17 dello Statuto non è di competenza sua né del segretario comunale ma della Conferenza dei capigruppo. E la presidente del Consiglio si è guardata bene dall’avallare i colpi dei testa del signor Baldassarre, considerato che nessuna Conferenza si è svolta su tale argomento. Come consigliere sto seguendo il caso di un operaio italiano con 4 famigliari a carico che è stato escluso dal Bando regionale emergenza abitativa (contributo affitti). Continuerò in municipio il lavoro che ho avviato quando riterrò necessario e il signor Baldassarre, che inventa le regole a suo piacimento, mandi pure la prossima volta i caschi blu dell’Onu.
Andrea Ladina
(capogruppo di Vaiano democratica ed ambientalista)

IL CASO
RAGAZZO AUTISTICO RICOVERATO IN PSICHIATRIA NEL DISINTERESSE DEI SERVIZI SOCIAL
Egregio direttore,
desidero segnalare la triste storia di un ragazzo autistico, D.P. costretto a stare, ormai da domenica 25/2/2018, nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) dell’ospedale di Cremona, per inadempienze dei Servizi sociali. Quella domenica il ragazzo aveva avuto una forte crisi di aggressività, probabilmente dovuta alla morte del padre, avvenuta l’8/2/2018. Il personale della struttura psichiatrica, che si ringrazia sentitamente, lo ha adeguatamente e con solerzia sedato, appena arrivato, ma passata la crisi, ora D. prende le stesse terapie che prendeva al domicilio. La madre, anziana ed invalida all’80%, vive con il figlio in una casa molto isolata, non può permettersi un aiuto assistenziale privato per lui ed ha sentito solo lamentele, se non visto chiudersi le porte, sia dal Centro diurno che D. ha frequentato finora che da parte della struttura gestita da fondazione Dopo di Noi insieme, a cui il figlio si appoggiava nei fine-settimana. La situazione non consente quindi che il ragazzo rientri a casa, a carico esclusivo della mamma, che tuttavia lo assiste eroicamente giorno e notte da tre settimane. Tale ininterrotta presenza della signora si rende necessaria, perché, a detta dello stesso primario, Roberto Poli, il reparto è in difficoltà e poco avvezzo a gestire soggetti autistici. In particolare la scarsità di personale rispetto agli utenti rende difficile dare un’adeguata risposta alla costante esigenza di movimento, attività e stimoli, conseguenza della patologica esuberanza di D., che ha vitale bisogno anche di tali valvole di sfogo, in considerazione del quadro clinico generale. Si sottolinea che solo da una settimana la donna può dormire su una brandina, mentre nelle due settimane precedenti passava tutte le notti su una sedia, si aggiunge inoltre che, per il numero elevato di utenti, ella non sempre può consumare i pasti dell’Spdc. Come soluzione sono state proposte dall’équipe di reparto strutture come quella di Sospiro o di S. Bassano, sono state fatte riunioni con il dottor Croce, la famiglia ha dato la sua adesione al Progetto, ma i Servizi sociali del Comune di Cremona, sebbene più volte sollecitati anche dall’ospedale, procrastinano e danno risposte laconiche contraddittorie ed evasive. Molto apprezzata sarebbe anche una più assidua e supportiva presenza dello psichiatra curante D. nella quotidianità, normalmente ottimo case-manager, Giuseppe Bonetti, sia per rassicurare D. e la madre in un contesto sconosciuto che come facilitatore naturale dell’interfaccia tra vari Servizi dalle molteplici esigenze. Ci rivolgiamo a lei e a tutti i cremonesi, come ultimo disperato appello, per scongiurare un ulteriore crollo psico-fisico di una madre vedova e di un figlio per lentezze burocratiche.
F.P.
(Cremona)
RISPOSTA La sua denuncia è circostanziata, noi la approfondiremo e ci auguriamo una sollecita risposta da parte dei Servizi sociali.

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