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Lettere al Direttore del 9 Marzo

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11 Marzo 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Elezioni/1.
La ragione è sempre di chi comanda
Signor direttore,
è magra la soddisfazione che ti regala il nostro sistema democratico di convivenza quando ti dice che ognuno può pensarla come vuole ma però, alla fin fine la ragione è sempre di chi comanda. Meglio è un sistema totalitario che ti impone di non pensare, tanto hanno sempre ragione loro. Lo trovo molto meno impegnativo e molto più rilassante. Entrambi sono due regimi.
Pietro Ferrari
(Cremona)


Elezioni/2
Per abolire la Fornero Lega con il M5s
Egregio direttore,
per mantenere le promesse elettorali (soprattutto la modifica alla legge Fornero) Salvini deve allearsi con i 5 stelle; unici che con La Lega votarono contro la Fornero. Ricordo che Forza Italia e i Fratelli d’Italia votarono a favore.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)


Elezioni/3
M5s flop in Lombardia. Primi grazie al Sud
Egregio direttore,
a bocce quasi ferme posso affermare che all’uninominale i 5 stelle in Lombardia non hanno preso nessun seggio e per il grande successo ottenuto devono ringraziare, innanzitutto gli elettori meridionali e non certamente i nordisti in loco. Toninelli, persona nota e certamente valida, escluso dall’uninominale e battuto dalla Santanchè nonostante anni di televisione, deve ringraziare per la sua elezione al Senato il meccanismo contorto del ripescaggio al proporzionale. Per quanto concerne l’elezione dei consiglieri regionali della regione Lombardia sono contento che sia stato eletto Marco degli Angeli, storico militante cremasco dal 2010.
Negli anni scorsi era vietato parlare con gli altri partiti in quanto i 5 stelle si ritenevano puri e non volevano contaminarsi, con la vecchia politica, ricordo quando cinque anni fa chiesero la mia espulsione dai 5 stelle in quanto, udite udite, mi ero permesso di andare a sentire la conferenza stampa del Sindaco di allora Oreste Perri, mio grande amico da oltre 40 anni. Adesso i 5 stelle sono disposti a parlare con tutti, Berlusconi compreso, considerato da una retorica travolgente sino a pochi giorni fa il male assoluto.
Complimenti alla Lega per il notevole successo ottenuto. Finalmente ha capito che lottare contro i meridionali non conviene. Quando militavo nella Lega feci presente questo fatto ai vertici del Carroccio di allora, Bossi e Calderoli ecc, visto che saltuariamente essendo stato delegato al nazionale frequentavo via Bellerio, ma in quegli anni erano sordi, adesso finalmente hanno capito che il progetto della Padania era irrealizzabile.
Concludendo penso che il presidente Mattarella, dopo le trattative di rito, potrebbe dare l’incarico per la formazione del governo ad una terza persona escludendo sia Di Maio, sia Salvini per non pregiudicare eventualmente i rapporti con l’Europa.
Elia Sciacca
(Cremona)


Elezioni/4
A Grontardo sconfitta l’Armata Rossa
Egregio direttore,
il 4 marzo 2018 è una data storica per Grontardo. I risultati delle elezioni hanno decretato la sconfitta dell’Armata Rossa, ribattezzata Corazzata, di Grontardo. Nemmeno le previsioni più rosee potevano prevedere una sconfitta epocale della roccaforte comunista più salda e forte di tutta la provincia cremonese. Passare dal 70% al 22,4% di consensi, significa che finalmente in un voto libero, certi parentadi non hanno frenato e tamponato e certe ramificazioni sotterranee si sono sgretolate sotto le tante inefficienze, i tanti disastri prodotti. Strade colabrodo, quella per Aspice ormai a gobbe di cammello e le altre pericolose strade per pedoni e cicli. Pista ciclabile ridotta a una pista di motocross, area artigianale sfumata, una rotonda che fa sorridere, un’area verde che è diventata dimora di sassi e di due piante di ananas, le tassazioni tra le più alte dei comuni vicini... Questa amministrazione in continuità con l’altra non ci ha fatto mancare proprio nulla ! Ciò nonostante non hanno capito la loro inefficienza e si nascondono dietro l’unione dei comuni. Non pare vero ai tanti paesani e a me che sia successa una buriana simile. Un grande sogno? Scrivo e son desto quindi è vero!
Mario Barbieri
(Levata di Grontardo)


Elezioni/5
‘Se tutto va bene siamo rovinati’
Signor direttore,
finiti i ludi cartacei, sfogata la rabbia, placati gli insulti feroci, cessati gli sproloqui di promesse impossibili copiate, ribadite e moltiplicate, resta un risultato elettorale che lascia la nazione nel grigiore di una situazione di stallo difficilmente, se non impossibilmente risolvibile a meno di giravolte acrobatiche e di salti della quaglia difficilmente giustificabili a fronte delle nette prese di posizione della vigilia elettorale.
Il Pd afferma di non accettare compromessi e di non volere fare da stampella né alla Lega, né ai 5 stelle; i 5 stelle dichiarano di essere fermi sulle loro precedenti posizioni e di non volere fare accordi con nessuno; la coalizione di centrodestra che ha visto Berlusconi sonoramente e miseramente sconfitto da Salvini, non ha i numeri per una maggioranza autonoma né trova un alleato che le fornisca i voti mancanti per avere la maggioranza necessaria a formare un governo.
Certo, l’esperienza mi insegna che a fronte di promesse e proclami roboanti, quando ci sono di mezzo le poltrone, i politici si ammorbidiscono e sono disponibili ai più squallidi compromessi dimenticando promesse, proclami e dignitá per salvaguardare una posizione, ma la situazione mi pare tanto complicata da rendere difficile ogni accordo che abbia la possibilità di durare più di un attimo. Non vorrei essere nei panni di Mattarella!
Inoltre un’Italia divisa nettamente in due con il nord leghista e il sud totalmente pentastellato il che non fa che aumentare divisioni, contrasti e incompatibilità.
La base poi di questa divisione ha in comune la radice delle motivazioni che, sia per il voto leghista, che per quello dato ai 5 stelle, non è motivato da convinzioni politiche ed ideologiche, ma nasce dalla protesta contro la politica tradizionale che ha portato inefficienza, corruzione e malaffare per decenni senza mai rispondere alle esigenze della gente.
Insomma, come diceva quello: ‘Se tutto va bene siamo rovinati’.
Dopo una dittatura che però ha creato lo stato sociale e fatto le riforme che ancora oggi reggono lo Stato, questa repubblica, nata dalla Resistenza, in 73 anni ci ha portati nello stato pietoso in cui siamo. C’è di che pensare.
Alessandro Mezzano
(Cremona)


Caso Dordoni-Casapound
La verità è come l’olio. Viene a galla
Egregio direttore,
CasaPound Italia mi ha fatto l’onore di essere il candidato n° 1 per il Senato nel collegio plurinominale di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova.
Onore non da poco poiché, nel caso di un favorevole risultato elettorale, avrei potuto far parte dei senatori eletti dal movimento senza dover impegnare sostanze finanziarie, che non ho, in una dispendiosa competizione personale.
A risultati elettorali acquisiti è evidente che, non avendo il movimento raggiunto la soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale, avendo conquistato circa 300.000 voti in tutto il corpo elettorale, né io né nessun altro candidato andremo a far parte delle Camere nazionali. Mi resta comunque l’obbligo di ringraziare i dirigenti e i militanti di questo stupendo movimento politico per l’onore ricevuto e per la fiducia e l’affetto che mi hanno dimostrato nel corso della campagna elettorale.
CasaPound Italia si è affacciata sulla scena elettorale nazionale cinque anni or sono ed è più o meno da quei giorni che la frequento e la sostengo per tutto quello che posso fare.
Oggi possiamo contare su più di 119 sedi aperte e tutte autofinanziate sul territorio nazionale e su diverse migliaia di militanti lede, capacità, intelligenza e coraggioso impegno ci sono molto invidiati da partiti ben più anziani e con un ben più grande riscontro nei termini elettorali.
CasaPound Cremona in particolare ha visto la luce nel 2013 partecipando alle successive elezioni comunali, dove riusciva a ottenere poco più di 300 voti.
I fatti successivi sono noti a tutti: aggredito a mazzate dagli antagonisti del Dordoni un gruppo di ragazzi di CasaPound dovette difendersi reagendo a mani nude e costringendo gli aggressori a rinchiudersi nella loro sede. La successiva protesta, con devastazione della nostra città, organizzata dagli stessi antagonisti per vendicare e far dimenticare la figuraccia riportata, è ancora un brutto ricordo. I fatti accaduti in questi giorni sono oggetto di giudizio da parte dei magistrati. Non ho nulla da aggiungere (...) salvo che citare il vecchio adagio: ‘La verità è come l’olio e prima o poi viene a galla’.
I risultati elettorali di quest’ultima campagna non sono stati esaltanti ma sono confortanti, CasaPound Cremona ha raccolto circa 650 voti in città, raddoppiando il dato delle Comunali e alcune migliaia in provincia, con risultati anche migliori nei comuni dove operano nuclei di validi militanti.
Le percentuali riportate da CasaPound Cremona sono tra le più alte della Lombardia e ben figurano anche a livello nazionale. (...)
Diego Ratti
(Cremona)


Gesù il più grande terapeuta
I malati al centro di tutto il Vangelo
Signor direttore,
Gesù è stato, tra le altre cose, il più grande terapeuta e guaritore. Si consideri una santa volta perché avesse così a cuore i malati. La guarigione dei malati è l’atto più ricorrente dei Vangeli. Che con la resurrezione del proprio corpo fisico e di Lazzaro, voleva fosse evidente che la realtà dell’esistenza dei vivi, guariti o risorti, può essere alterativa al percorso che conduce nel regno dei defunti, senza distogliere l’attenzione dall'immortalità dell’anima, che permane per entrambi. Gesù scelse la vita.
Fateci caso (e non per caso, bensì fu omissione voluta) che nei Vangeli non vi è mai una descrizione dettagliata dell’Aldila. Fu Dante con la Divina Commedia a colmare la lacuna (sponsorizzato dal Caffè Lavazza). Mentre Gesù era più concentrato a mettere in rilievo il nostro mondo, quello dei vivi.
E... dicevo grande guaritore... psicoterapeuta globale nel senso che per primo al mondo, mise al primo posto il giusto atteggiamento psicologico del paziente in relazione all’aspettativa di guarigione. Poiché credere in lui o in Dio per riuscire a guarire, significa anche credere senza alcun dubbio che si otterrà il risultato. Infatti al malato guarito egli disse: ‘La tua fede ti ha salvato’ (guarito).
Non affermò che fosse stato il suo potere o di Dio, ad ottenerla. Bensì mise in evidenza il potere di credere, di cui talvolta sfugge che oltre a credere nell’Ente soprannaturale occorre credere e fissare l’intenzione. Da intendere come determinazione di volere con fiducia e speranza, un risultato. Fissare l’idea, tenerci, cioè con convinzione.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Università a Crema
Alcune cose da fare per cercare di salvarla
Egregio direttore,
per salvare la presenza a Crema dell’Università occorre cominciare - non è mai troppo tardi - a capire che formazione universitaria e formazione professionale sono due cose completamente diverse, che la ricerca viene prima della didattica, che sulla matematica applicata possiamo ancora distinguerci con un progetto innovativo, che anche il progetto AD-COM per le imprese della cosmesi non è un progetto di scienze cosmetiche ma di matematica applicata.
Se, inoltre, coloro cui compete trovare soluzioni non usciranno dal cortocircuito mentale ‘Crema = cosmesi’, non potranno mai dare un contributo utile a sciogliere positivamente un nodo e una criticità figli anche, per molti versi, di una tendenza miope e pervicace a voler provincializzare l’Università...
Antonio Agazzi
(capogruppo Gruppo di Forza Italia in Comune a Crema)


Mondo post-moderno
La tradizione? Forza che ordina dei valori
Egregio direttore,
al commento del 2 marzo di Mario Pedrini sul contenuto del ‘Trifoglio da conservare’ (ossia gli iscritti del 27 e 28 febbraio di don Alberto Franzini, di Claudio Merlini e di Ada Ferrari) limito a rilevare come i suddetti scritti, con l’aggiunta di quello del 4 marzo di Dorella Azzolini Molo, affondano il dito nella piaga che, da anni, si sta allargando con l’unico intervallo del ventennio fascista.
Allora, il problema esistenziale - nel modo in cui si era sviluppato nell’Italia del Risorgimento, era oggetto d’attenzione da parte di pochi intellettuali dato che, sempre in Italia, i valori della tradizione si stavano già ripristinando. In generale, il principale assertore dei sopraddetti valori era il discusso, maltrattato e incompreso Julius Evola i cui libri principali sono stati editi nel dopoguerra.
Per cercare di capire rettamente il suo pensiero in materia è indispensabile leggere il suo imperdibile libro autobiografico: ‘Il cammino del cinabro’ ove, tra l’altro, dichiara di considerarsi né fascista né antifascista.
Termino sintetizzando quanto, da anni, sto proponendo in alcune mie lettere ossia che la battaglia contro certe posizioni, assunte dal mondo post-moderno, si deve combattere rifacendosi alla tradizione intesa come una forza generale che ordina dei principi aventi il crisma dei valori provenienti dall’alto.
Per richiamarli, ritengo sia legittimo riferirsi anche ad una data storica (nel mio caso al ventennio fascista) considerandola quale esemplificazione più o meno aderente a tali principi.
Claudio Fedeli
(Cremona)

IL CASO
Il successo degli estremismi è anche frutto di certe leggi elettorali



Egregio direttore,
i risultati delle elezioni politiche e regionali del 4 marzo hanno dato un risultato inaspettato (ma fino a un certo punto) sia per i perdenti che per i vincenti ma hanno sicuramente prodotto una conseguenza da molti paventata: lo stallo del sistema; e di ciò sono, in primis, responsabili le leggi elettorali, il Rosatellum a livello nazionale e le leggi regionali, diverse per ogni regione (e anche questo è un assurdo). Le controprove? Cito solo due esempi: grazie al Rosatellum, con i suoi calcoli astrusi tra maggioritario e proporzionale, in Sicilia si è verificata una situazione paradossale, mai registrata a memoria di repubblica: i 5 stelle hanno avuto più eletti che seggi disponibili per cui abbiamo dei parlamentari in cerca di un posto! In Lombardia, abbiamo i casi cremonesi di un esponente di Forza Italia, Malvezzi, che è rimasto fuori dal consiglio regionale, nonostante i quasi 4.000 voti di preferenza e quello del consigliere 5 stelle Degli Angeli che, con circa 300 voti, è entrato in Consiglio. Ora, non mi permetto naturalmente di dare giudizi sulla competenza politica dei due consiglieri ma questo sistema è palesemente assurdo perché non tiene conto, come accade, del resto, per il Rosatellum, con la farsa dei parlamentari catapultati da un collegio all’altro a seconda delle convenienze locali, della volontà dell’elettore; questi, se indica una preferenza, vorrebbe vedere riconosciuta la sua scelta in modo chiaro. Allora, meglio sarebbe eliminare le preferenze e stampare sulle schede solo i nomi dei candidati presidenti al consiglio regionale o quelli dei candidati al parlamento collegati ai rispettivi partiti, con un rapporto di uno a uno.
E’ ora di finirla con la storia che gli italiani sono qualunquisti per natura: sono proprio queste leggi elettorali fatte male (quanto consapevolmente o meno non so) a indurre l’elettorato a scegliere o gli opposti estremismi, al grido di ‘sbaracchiamo il sistema’ o a rifugiarsi nell’astensione.
Vincenzo Montuori
(Cremona)
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Degli aspetti negativi del Rosatellum ho ripetutamente scritto perciò non posso che darle ragione. Mi sono espresso anche sulle iniziative dei radicali contro questa legge elettorale, che condivido.

LA POLEMICA
Pd bocciato, abbia il coraggio di fare opposizione

Gentile direttore,
non sono un esperto di navigazione come D’Alema che col suo veliero si è ‘schiantato’ sulle coste del suo collegio prediletto di Nardò-Gallipoli (buon quarto), ma come da mesi predicavo, avevo già capito da uomo del popolo, che il Pd avrebbe avuto un risultato disastroso (e lo dicevo senza nessun piacere) e difatti il 18% alla Camera ne è una conferma. Non faccio nessuna analisi del perché e del percome si sia giunti a tanto: in questa rubrica lo dico da anni che così non andava, inascoltato dai ‘grandi dirigenti’ locali, e quindi applico il detto che ‘Paganini non ripete’. Ricordo che il neo eletto consigliere regionale Matteo Piloni, ha ripetuto per tutto l’arco della campagna elettorale il refrain che c’erano tutte le condizioni per vincere in Lombardia da parte di Gori e che in ambito nazionale le possibilità del Pd di aggiudicarsi il primo posto erano fortissime. Per fortuna, caro Piloni, che c’erano tutte le condizioni per vincere, perché se non fossero esistite mi domando quale sarebbe stata la percentuale di voti dei democratici. Ricordo inoltre che, l’anno scorso, al Sindaco Galimberti facevo osservare l’imprudenza e la fretta nel candidarsi per il secondo mandato a primo cittadino, in quanto era opportuno almeno attendere l’esito delle elezioni politiche e, a seconda dei risultati, prendere le opportune decisioni. Caro Sindaco, ormai il vento è cambiato, l’annuncio è già stato fatto e non si può più tornare indietro, e tra 15 mesi è certo che si dovrà traslocare lasciando il posto sicuramente a qualche esponente del centrodestra o pentastellato. Tutto ciò dimostra la pochezza del nostro personale politico che deve subire le reprimende di un semplice iscritto al Pd.
Da ultimo, se non vogliamo fare la fine del Pasoc o dei socialisti francesi è obbligo rifuggire da qualsiasi alleanza di governo coi 5 stelle. Anche se molti inetti dirigenti nazionali temono di andare all’opposizione in quanto incapaci a farla, l’elettorato ha parlato chiaro: i democratici sono stati bocciati inesorabilmente e quindi almeno questo giro si astengano da qualsiasi responsabilità di governo e si risparmino le consuete donazioni di sangue.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Ne parlo con...

Area cani al parco Fazioli
Servirebbero interventi. Ma nessuno ci ascolta


Egregio direttore,
le volevo sottoporre questa mia perplessità. E’ da molti mesi che, con il gruppo 4 zampe del quartiere V, abbiamo chiesto un incontro chiarificatore al Comandante del corpo della polizia locale di Cremona, il signor Sforza, e uno con l’assessore comunale per la sicurezza e ambiente, la signora Barbara Manfredini e alcuni interventi al geometra Bettoni del Comune di Cremona (aree verdi) in merito all’area cani sita nel parco Fazioli, lato supermercato Famila, ottenendo solo una piccola ristrutturazione alla rete del parchetto di sgambamento cani.
Con queste figure volevamo affrontare diversi discorsi: con Sforza capire come aiutare i vigili o le GEV per colpire chi non rispetta il regolamento comunale aree verdi, quindi chi non raccoglie le deiezioni canine, l’uso della museruola e l’utilizzo dei sacchetti.
Con l’assessore Barbara Manfredini nella messa a norma del parchetto con relativa illuminazione.
Con il signor Bettoni il cambiamento delle panchine dal legno al ferro, con la posa di un metro cubo di terra per agevolare la chiusura delle buche.
Poi ci sarebbero molte altre cose da dover chiarire. Peccato che non riesco a trovare nessuno che risponda alle email mandate. In parte solo Bettoni lo ha fatto.
Le chiedo gentilmente un suo intervento in merito cosi per poter permettere al gruppo 4 zampe di sistemare un’area cani allo sbando.
Gruppo 4 zampe
(Cremona)

Puntare sui turisti
Il film di Guadagnino fa conoscere Crema

Egregio direttore,
sono molto contento che la nostra amata città di Crema sia ora conosciuta in tutto il mondo grazie al bellissimo film di Guadagnino. E fanno bene la Pro loco e l’Amministrazione comunale a darsi da fare per presentare ai turisti i luoghi e le scenografie della pellicola. Al riguardo avrei un suggerimento: all’inizio dell’estate si potrebbero donare ai turisti delle pesche, in onore della scena più culturale e ideologicamente pregnante (è il caso di dirlo) del film. Però mi sorge un dubbio: visto che il regista ha dichiarato che intende fare un sequel, non sarà poi il caso di dotare i turisti di un bel cocomero maturo?
Guido Antonioli
(Pandino)

Signor direttore, la neve e la notte fanno miracoli: trasformano persino la nostra tangenziale cittadina in qualcosa che ha il suo fascino... Questa fotografia l’ho scattata sabato notte
M. G.
(Cremona)

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