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Lettere al Direttore del 26 Febbraio

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gbonali@laprovinciacr.it

28 Febbraio 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

A oncologia di Cremona
Bravi e con grande spirito di servizio
Signor direttore,
sono un paziente affetto da tumore al polmone in trattamento presso il nostro nosocomio. Desidero esporle una emozione che mi sta prendendo in questi giorni, di cui vorrei rendere partecipe chi avrà la pazienza di leggerci. La buona sanità è certamente fatta di ricerca, tecnologie, investimenti, professionalità e addetti numericamente adeguati, tuttavia, oltre a ciò è indispensabile che il personale operi con disponibilità, umanità, spirito di servizio e, perché no, un minimo di coinvolgimento per le vicende umane di chi viene loro affidato. E di tutto ciò nel reparto di Oncologia di Cremona ve ne è a profusione. E di questo voglio rendere pubblico riconoscimento.
F. B.
(Sospiro)


Agrofarmaci in agricoltura
Non ho mai proposto il biologico integrale
Egregio direttore,
porsi il tema di un’ulteriore riduzione drastica dei pesticidi non significa dire no agli agrofarmaci sostenibili in agricoltura. Anzi. Dal 2014 abbiamo attuato con convinzione il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ed è importante che negli anni che abbiamo alle spalle gli agricoltori italiani abbiano ridotto del 50% l’utilizzo di pesticidi. Anche perché in diverse zone del Paese noi abbiamo ancora presenze di queste sostanze nelle acque che non possiamo sottovalutare. Contrariamente da quanto scritto non ho invece mai proposto la conversione integrale dell’agricoltura italiana al metodo biologico entro il 2025. Altra cosa è essere orgogliosi, come siamo, della crescita registrata dal 2013 a oggi da questo settore che coinvolge oltre 70mila operatori e 1,8 milioni di ettari di suolo. Proprio per questo la scorsa settimana abbiamo approvato in via definitiva la riforma sui controlli del biologico, per evitare conflitti di interesse tra controllori e controllati, tutelare i produttori onesti e garantire i consumatori. Bisogna andare avanti e lavorare insieme anche alla chimica verde sulla frontiera della sostenibilità, questo è il punto fondamentale. Sono convinto che la strada sia quella già avviata dalle nostre imprese agricole e di allevamento: investimenti in tecnologie di agricoltura di precisione, avanzamento sul benessere animale, uso sostenibile degli agrofarmaci, riduzione degli sprechi di risorse come terra e acqua. Sono questi gli elementi che consentiranno al modello agricolo italiano di essere sempre più distintivo, sostenibile e competitivo.
Maurizio Martina
(ministro dell’Agricoltura)


Brucia di più il rifiuto di verdi
Napoletani indignati. Non per le baby gang
Signor direttore,
migliaia di napoletani sono indignati. Non tanto per le baby gang che infestano la città, ma perché il calciatore Verdi ha rifiutato il trasferimento nella squadra di calcio partenopea.
Massimo Rizzi
(Cremona)


Lo dice la costituzione
Giova ricordarlo: il fascismo è fuorilegge
Egregio direttore,
vorrei rispondere alla lettera apparsa su ‘La Provincia’ del 21 febbraio in cui il signor D’Angelo si scaglia, tra l’altro, contro la presidente della Camera, Boldrini, per aver «aizzato i suoi ad una ipotetica crociata antifascista, dicendo che non c’è spazio per i gruppi neofascisti». Ora, per chiarire le cose a tutti i seguaci di quell’estrema destra a cui il lettore e i tanti che si dichiarano «orgogliosamente fascisti» sulla pagina delle lettere a ‘La provincia’ aderiscono; e ribadendo che le violenze, da qualsiasi parte provengano, sono sempre da condannare (vedi gli ultimi casi di Palermo dove il segretario provinciale di Forza Nuova è stato picchiato da individui incappucciati e quello di alcuni militanti di Potere al Popolo a Perugia, aggrediti e bastonati da un gruppo di estrema destra); c’è da fare una precisazione. L’onorevole Boldrini ha richiamato una norma, e cioè la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista»; da quella disposizione derivano le leggi Scelba, Mancino e, più recentemente, Fiano, leggi che non mi risulta siano state revocate. Infatti, il ministero dell’Interno decretò, già negli anni Settanta, lo scioglimento di organizzazioni neofasciste note a quelli non più giovani, come Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, quest’ultima implicata, come da sentenza definitiva, nella strage del 1974 di piazza della Loggia a Brescia. Quindi, l’Anpi (e la presidente Boldrini), quando chiedono che si proceda allo scioglimento di organizzazioni come CasaPound o Forza Nuova, che si richiamano esplicitamente al fascismo, non fanno che chiedere l’applicazione e il rispetto di leggi da lungo tempo esistenti. Tanto per chiamare le cose col loro nome.
Vincenzo Montuori
(Anpi, Cremona)

Aiutateci a salvarli
A rischio migliaia di bimbi etiopi
Signor direttore,
il Centro aiuti Etiopia, sezione di Cremona, informa che il Parlamento Etiope ha emanato una legge con la quale blocca qualsiasi adozione giuridica di bambino etiope. La situazione è questa: ci sono migliaia di bambini per strada, senza speranza di vita. Chi è più fortunato viene accolto in un orfanotrofio, ma anche gli orfanotrofi traboccano di bambini, la situazione è insostenibile e la percentuale di decessi molto alta. Fonti ufficiali affermano che solo nella capitale Addis Abeba si calcola che vivano per strada centinaia di migliaia di ragazzi. L’istituto d’accoglienza aperto dal Centro aiuti per l’Etiopia ad Areka, nel Sud del Paese, è una speranza. Qui sono accolti i ragazzi orfani o con gravi malattie. Alcuni dei minori ospitati non sono in grado di alzarsi dal letto e se non fossero arrivati qui sarebbero morti per strada. A noi non resta che cercare di salvare quanti più bambini ospitandoli nei nostri centri. Ci servono adozioni a distanza, 15 euro al mese, revocabile quando si vuole, ma ci servono aiuti. Chiunque può contattarci al numero 0374.341130.
Giuseppe Martinenghi
(Centro aiuti Etiopia, sezione di Cremona)


E' antagonista della nutria 
Ingiustificata la caccia alla volpe
Signor direttore,
premetto che sono contrario a qualsiasi tipo di caccia (ritenendola solo una macabro passatempo di chi non riesce a trovare altre forme di ‘divertimento’), ma arrivare a giustificare la caccia alla volpe, tra l’altro uno dei pochi predatori naturali della nutria che abbiamo sul territorio, che che rappresenti un forte segno di contraddizione per la tutela ecologica dell’ambiente in cui viviamo. L’ottusità (o ignoranza) dell’uomo non ha limite.
Francesco Caglieri
(Cingia de’ Botti)

IL CASO
Dicono ai giovani di creare start up ma poi servono le garanzie di papà...

Signor direttore.
le scrivo questa lettera in merito alle numerose assicurazioni che tendono a sollecitare i giovani ad avviare nuove imprese, ovvero start-up, per sopperire alle gravi carenze di posti di lavoro che la contingente situazione economica provoca. Sentiamo in proposito, molto spesso, affermazioni attribuibili ad esponenti della classe dirigenziale, di quanto siano diminuite e snellite le pratiche burocratiche inerenti le autorizzazioni amministrative e di quanto siano più accessibili e più disponibili i finanziamenti messi a disposizione dalle varie banche per l’avvio di dette attività. Ebbene, desidero rendere pubblica una esperienza che, seppur personale, può essere estesa alla maggioranza di giovani che come mio figlio vogliono intraprendere una tale attività. (...) assicuro che lo studio accurato del mercato della zona circostante il luogo di apertura ha dato un esito molto rassicurante in merito alla possibilità di lavoro e alla sicurezza futura dell’impresa. Devo peraltro confermare che le pratiche burocratiche on-line presso gli enti pubblici di competenza sono state abbastanza veloci compatibilmente con i tempi normalmente previsti. L’unica eccezione riguarda la richiesta presso l’Amministrazione provinciale della possibilità di esporre l’insegna dell’attività. Tale insegna dovrebbe essere posta entro i confini della proprietà ma purtroppo risulta visibile, anche se non direttamente esposta, da una strada provinciale, per cui risulta necessaria l’autorizzazione del Comune e dell’Amministrazione provinciale. Ebbene per tale richiesta è necessario allegare alla domanda un sostanziale numero di documenti tra i quali alcuni che prevedono l’intervento (a pagamento) di professionisti abilitati. I tempi previsti per la concessione sono di trenta giorni per il Comune seguiti da ben sessanta giorni per la Provincia. Evviva le facilitazioni! Purtroppo i problemi maggiori sono derivati dalla banca presso la quale è stato richiesto il finanziamento finalizzato all’avvio della start-up. (...) E’ stata presentata una formale richiesta concordata di mutuo volto a finanziare l’avvio della attività, corredata dalla necessaria documentazione atta a dimostrare la solidità della domanda (preventivi, business-plan ecc.) nonché le dovute garanzie finanziarie rappresentate per la maggior parte da una fideiussione rilasciata da Confidi Italia, organizzazione convenzionata con la banca in questione, e in minima parte del sottoscritto mediante i propri beni mobili e immobili. Orbene dopo aver concordato con il direttore di agenzia, alla presenza dell’incaricato dell’ente fideiussorio, le clausole del contratto che per mio figlio sono indispensabili, la delibera di concessione cambia completamente e inderogabilmente le carte in tavola ponendo dei vincoli non concordati in contraddizione con quanto convenuto e quel che è peggio insostenibili da parte del fruitore. (...) tutto ciò ha fatto perdere più di un mese di tempo utile per l’acquisto dell’attrezzatura e del materiale. E’ questa la maggior disponibilità delle banche nei confronti dei giovani nuovi imprenditori? Risultato? Per fortuna che esiste ancora la famosa ‘cessione del quinto’ di cui da pensionato mi sto facendo carico personalmente per aiutare mio figlio nell’impresa.
Francesco Lanzini
(francolanz@libero.it)
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L’Italia non è un Paese per giovani.

LA POLEMICA
Non si può ridurre a luna park la rocca di Soncino

Signor direttore,
tramite il suo giornale, vorremmo mandare una lettera aperta al signor sindaco di Soncino. La scrivo a nome del gruppo di minoranza consigliare BongiornoSoncino.
«Caro sindaco, si apprende dalla stampa di un progetto fantastico nella nostra Rocca, si potrebbe pensare ad una carnevalata. In realtà si tratta di un cambio di destinazione d’uso da monumento storico famoso che caratterizza Soncino a baraccone da luna park.
Che qualcuno (ci piacerebbe sapere chi) voglia investire ed abbia delle idee è senz’altro positivo, ma che un sindaco possa accettare un simile progetto è quantomeno irriguardoso sia per la storia che per i cittadini che da secoli guardano alla bellezza della loro rocca.
Intervenire in modo così drastico e permanente sulle tradizioni e sull’orgoglio di Soncino, con un progetto che stravolge la città murata e la rocca per ridurla al padiglione di un parco di divertimenti è indice di nessuna sensibilità dell’amministrazione comunale e certo non può essere a discrezione di una amministrazione pro-tempore.
Nello Sesso
(gruppo consigliare di minoranza Buongiorno Soncino)

 

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