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Lettere al Direttore del 25 Febbraio

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27 Febbraio 2018 - 11:34

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Caso Centropadane
Da aprile 2017 aspetto risposte da Toninelli
Gentile direttore,
il signor Toninelli si affretta ad attaccare il Pizzetti e il Malvezzi riguardo la Paullese e la vicenda CentroPadane, mentre ignora completamente il sollecito fattogli da parte mia, sempre su questa rubrica, riguardo al plico che gli ho inviato il giorno 17 aprile 2017. Plico inerente la situazione debitoria di Autostrade CentroPadane. Ho informato altresi il deputato pentastellato che il gruppo autostradale in questione non è stato in grado di partecipare alla gara per il rinnovo della concessione perché l’indebitamento era tale che non avevano i proventi necessari a partecipare a fronte di un evento programmato e di conseguenza, prevedibile, allo scopo di avere quote di denaro necessarie alla partecipazione. Il tutto approvato da consigli di amministrazione con partecipazione di emissari di tutti i partiti lega compresa. Quanto descritto ha permesso a Gavio di impossessarsi di autostrade CentroPadane con estrema facilità e da qui discendono tutte le disgrazie dei dipendenti in balia di un padrone che fa e farà il bello e il cattivo tempo. Su questa vicenda descritta ancor prima della entrata di Gavio, nessun grillino ha detto nulla, nessun membro grillino e non del consiglio comunale ha detto la sua, nonostante gli inviti che ho fatto su questa rubrica. Adesso ad una settimana dalle elezioni politiche debbo vedere il deputato Toninelli entrare a gamba tesa quando poteva entrare prima e sicuramente con più credibilità di ora. Ripeto l'ultimo capoverso della lettera del giorno 24 febbraio del parlamentare, ma con una leggera modifica: spero che i cittadini cremonesi e non solo se ne ricordino il 4 marzo , si ricordino, e questo lo dico io, che il signor Toninelli ha memoria delle questioni infrastrutturali quando siamo fuori tempo previsto, mentre prima ha fatto finta di nulla.
Giorgio Demicheli
(Cremona)


E' una truffa di stato
Tasse e ancora tasse. Anche sulle bollette
Signor direttore,
vorrei far presente le truffe appoggiate dallo Stato: nessuno si assume la responsabilità di chiarire ciò che si deve pagare su gas e luce. Possibile che nessuno si accorga delle spese pazze su bollette del gas pagando il 120% di interessi su un totale della fattura. Per chiarirci ecco il conto della mia fattura gas: spese consumo gas euro 155,89, trasporto gas euro 66,40, spese oneri fiscali euro 11,11, imposte euro 82,85, pagamento Iva al 10 e 22% euro 51,39, totale spese 211,35. Altrettante spese su bollette acqua e rifiuti. Mi è stato detto che sul gas si paga una tassa dell’ultima guerra mondiale. L’ultima trovata giorni scorsi in tv hanno detto che quelli morosi che non pagano la bolletta del gas viene pagata dagli utenti che pagano regolarmente. Se questo fosse vero, in galera chi ha fatto questo progetto.
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)


Fascismo e Comunismo
Basta con il passato. Guardiamo avanti
Egregio direttore,
caro Luciano leggendo la tua dichiarazione sul giornale La Provincia di martedì 20 febbraio devo dirti che posso essere anche d’accordo sulle tue affermazioni in merito all’epoca fascista. Noi ci pronunciamo sempre per sentito dire o ci basiamo su ciò che dice la storia in quanto non abbiamo vissuto quell’epoca e quindi non continuiamo a creare odio su un glorioso o schifoso passato... Perché pensare sempre al passato, questo forse perché siamo in campagna elettorale dove ognuno disprezza l’altro? Io sono del parere che parlare male degli avversari del passato del presente non serva a nulla. Così come penso che non valga la pena fare promesse che poi saranno difficili da mantenere nei confronti degli elettori. Il popolo è esausto, cerchiamo di stare con i piedi per terra.
Luciano, ti considero una persona intelligente e un politico preparato e navigato. (...) Non continuiamo a menare il can per l’aia, si deve smettere di rievocare il passato, la politica deve risolvere i problemi sociali della gente che sono diventati insostenibili sotto ogni profilo. Questo è ciò di cui deve occuparsi la politica, non continuare a perdersi con delle assurde polemiche e accuse che mettono gli uni contro gli altri, insabbiando e bloccando i lavori con i quali si devono risolvere i problemi di carattere sociale. Le forze politiche devono trovare un’intesa per fare uscire l’Italia e gli italiani dalle sabbie mobili!
Il fascismo - sia che abbia fatto bene o male - è da considerarsi una parentesi chiusa del passato, mentre il comunismo è ancora tutt’ora attivo e continua - dal mio punto di vista - a fare danni, ma questo si cerca ipocritamente di nasconderlo. Lasciamo perdere il passato pensando ad un futuro che è sempre più nero e difficile, quindi dobbiamo guardare avanti!
Franco Nico Ranzenigo
(segretario Movimento politico patrioti d’Italia)


A Piadena distanti ma vicini
Uno di Rifondazione cosa c’entra con il Pd ?
Egregio direttore,
il 17 febbraio la rubrica da lei curata ha ospitato una lettera a firma di Andrea Volpi di Vho che attualmente ricopre la carica di consigliere di maggioranza sia nel Comune di Piadena e sia nell’Unione Piadena-Drizzona. Inoltre questo giovane politico occupa pure un posto di responsabilità nel locale Partito della Rifondazione Comunista al quale aderisce dal 2011. Nel 2014 con la sua partecipazione ha consentito la costituzione di una lista civica di chiara connotazione Pd. Infatti la capolista di allora è diventata sindaco a Piadena ed è bene precisare che la medesima ha dichiarato di essere del Pd.
Nel suo scritto il consigliere Volpi presenta e commenta cinque argomentazioni per lui degne di straordinaria importanza ed esprime le sue lagnanze per il fatto che nella recente galoppante campagna elettorale nessuno prende in seria considerazione i veri problemi che attanagliano società e cittadini. L’estensore dello scritto ci informa che la miriade dei partiti interessati alle elezioni del prossimo 4 marzo discutono di argomenti sterili faziosi e demagogici tali da presentare la politica come un teatrino dove ciascuno recita a soggetto ma pur sempre parte di una grande commedia.
Dopo questo prologo diventa spontaneo porre delle domande al giovane consigliere di maggioranza per comprendere in particolare come sia possibile che un rappresentante delle idee comuniste (PRC) e della sinistra radicale possa sedere in una maggioranza Pd camuffata da lista civica. (...) Ci si chiede per quali motivi con tali radicate idee politiche si possa trovare una collocazione politica in una maggioranza targata Pd quando ormai 5 anni di governo renziano hanno fornito chiari segnali di spostamento sempre più a destra. Indimenticabile rimane il famoso ‘Patto del Nazzareno’ oppure la riforma del Jobs act per non dimenticare l’adesione senza se e senza ma alla famigerata legge Fornero. (...) Per accennare ai problemi ecologici vorrei invece citare come si comportò il Pd con il referendum sulle trivellazioni a mare del 17 aprile 2016. In quell’occasione, la sinistra Pd protestò per l’invito esplicito ad astenersi. (...) Per fare memoria al signor Volpi vorrei infine rammentare l’esito disastroso del referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma della Costituzione, promosso e strombazzato dal Pd ma alla fine bocciato. (...)
Giunti a questo punto e dopo aver elencato solo alcuni aspetti delle incongruenze addebitabili alla sua posizione ideologica e politica, viene spontaneo chiedersi a cosa sia dovuta la mancanza di coerenza fra più elementi, fra più questioni e comportamenti.
Dopo la vittoria comunale del 2014 lei parlò di ‘prezioso lavoro di squadra...’ ma alla verifica dei fatti, da esterni ed estranei ai giochetti e alle ammucchiate, si rimane stupiti nel vedere la partecipazione attiva di Volpi in un consesso amministrativo locale smaccatamente renziano dove le idee e i comportamenti dovrebbero divergere su ogni argomento.
Dante Benelli
(Castelfranco d’Oglio)


Nulla contro le bocciofile
Soresina Soccorso non è mia ma di tutti
Signor direttore,
mi consenta di rispondere al signor Franco Motti. La mia era una battuta, un modo di dire, non volevo essere irriverente nei confronti delle bocciofile o di qualsiasi altra associazione, anzi ben vengano. Solo una precisazione la Soresina Soccorso Onlus non è mia ma è dei volontari e patrimonio dei soresinesi e non.
Vittorio Boldrighi
(Soresina Soccorso Onlus)

Furbetti del cartellino
Azioni tollerate in certi palazzoni
Signor direttore,
cronometro alla mano, se provassi ad allontanarmi di soppiatto (i furbetti seriali lo fanno purtroppo disinvoltamente) dal posto di lavoro dopo la timbratura del cartellino, la mia ‘latitanza’ durerebbe al massimo quattro minuti o poco più: tanto è quanto impiegherebbero infatti colleghi e superiori, ad accorgersi che dal ‘gregge’ manca una pecora. Qui, tempistiche difficilmente malleabili, impongono infatti la sincronizzazione della maggior parte delle operazioni, richiedendo perciò la presenza di un numero imprescindibile di operatori nei vari turni, l’assenza di uno dei quali incepperebbe un ingranaggio ‘ben oliato’. In quali improcrastinabili occupazioni sono invece impegnati coloro che dovrebbero sovrintendere al lavoro dei subordinati, e soprattutto alla loro ‘conta’ mattutina, là dove scrivanie e sedie rimangono fredde tanto a lungo?
Il dato frustrante è che tali ‘nobili’ comportamenti sono purtroppo tollerati segnatamente nei palazzoni centrali, dove la burocrazia regna sovrana e il tempo disponibile per renderla invincibile è praticamente illimitato.
Si trasformano così in indignate conferme, le maligne ipotesi avanzate riguardo le inspiegabili lungaggini nel disbrigo di pratiche che sarebbero sicuramente evase con maggior efficienza da impiegati più solerti. Le categorie coinvolte negli esecrabili casi, insorgerebbero però con il solito salvifico: ‘Non facciamo di tutta l’erba un fascio’, sapendo però che noi, oneste vittime di tali mascalzoni, quell’erba infestante, anziché farla crescere innaffiandola continuamente, la faremmo volentieri seccare, per poi bruciarla!
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


La torre di Casalbuttano
Caso di ‘accanimento restaurativo’
Gentile direttore,
segnalo un clamoroso caso di ‘accanimento restaurativo’ perpetrato ai danni di un’anziana torre, nata a Casalbuttano ed Uniti nel 1860 dopo un intervento di oltre 200mila euro fino al 2017, ecco che il consiglio comunale di Casalbuttano nella seduta del 16 febbraio (con il solo voto contrario di Nuova Linea) stanzia ulteriori 100mila euro per un ulteriore suo lifting. Noi sentiamo la sua voce di pietra che implora: ‘Casalbuttanesi. lasciatemi invecchiare in santa pace’ e preoccupatevi dei veri problemi della vostra comunità come la palestra per i ragazzi delle scuole e le attività delle società sportive, private della stessa dal lontano 30 maggio 2016, della viabilità relativa alla penosa situazione dei manti stradali ricchi di buche, dell’insopportabile tempo d’attesa al passaggio livello, della inutile realizzazione della seconda scuola media, in presenza di denatalità del comprensorio scolastico e del sospirato super mercato per calmierare i prezzi di mercato in regime di quasi monopolio; ci vuole realismo, concretezza e determinazione nell’azione di governo locale.
Giacomo Mondini
(Casalbuttano)


Trescore. dove sono capitato?
Appesi solo manifesti elettorali di sinistra
Caro direttore,
come ogni pomeriggio esco di casa per recarmi al bar a bere il caffè e leggere il suo pregiato quotidiano, quando venerdì mi accorgo che sui tabelloni pre elezioni campeggiavano i primi manifesti elettorali. Non tanti, circa una decina, ancora in fase di allestimento, ma una scarica di adrenalina mi percorre la schiena, il sangue gela perché quei manifesti elettorali erano tutti di sinistra e la maggior parte di estrema sinistra. Alzo il dito medio, come nel peggiore degli incubi e non solo perché io sono di estrema destra: mi chiedo chi sia l’artefice di una tale follia da andare ad esporre tutti e solo manifesti di estrema sinistra in una volta sola in un paese come Trescore Cremasco. Paese proverbialmente cattocomunista bigottone dove nell’aria è palpabile il terrorismo e l’ignoranza crassa, dove il più colto ha a mala pena la terza media, dove la gente crede a tutto ciò che gli si mette sotto il naso e ha una lingua tagliente. Come ho fatto a comprare casa qui...
Messi cosi questi manifesti sembrerebbero una forma indiretta di pilotaggio del voto. Non sarebbe meglio mettere contemporaneamente manifesti di destra e sinistra insieme e non a blocchi cosi?
Aspetto che chi di dovere mi dia una sacrosanta e plausibilissima spiegazione.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)
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Intanto rispondo io. Se i manifesti elettorali sono stati esposti sui tabelloni che ogni Comune predispone significa che quelle formazioni politiche hanno pagato il dovuto: lo facciano anche gli altri partiti. Per quanto riguarda i commenti garbati che ha fatto su Trescore e i residenti lascio ai suoi compaesani la replica.


Formigara
Bene i cani al bar ma con il guinzaglio
Signor direttore,
nei bar si entra con il proprio cane al guinzaglio, e questo niente al contrario! Ora perché i proprietari del bar Simon non fanno rispettare questa regola? Ma il rispetto degli altri clienti dove lo si mette? Anzi dov’è? Anche nella bella stagione seduti ai tavolini fuori, veramente non ci si rilassa con questi cani non tenuti al guinzaglio.
Un cliente del bar
(Formigara)


In via Giuseppina
Siringa abbandonata. Inciviltà e degrado

Signor direttore,
la foto che le ho inviato è stata scattata ai piedi di un albero in via Giuseppina: è una siringa gettata nell’erba da un incivile che, oltre a rovinare la sua vita, è incurante degli altri. Non è la prima volta che accade e il fatto è grave anche perché in questa zona ci sono tanti bambini e anche molte persone che portano a spasso i loro cani.
L. P.
(Cremona)

IL CASO
Sono con chi dice: ‘prima gli italiani’. Troppi stranieri e il lavoro non c’è

Egregio direttore,
da una ricerca condotta alcuni mesi fa risulta che in Italia ci sono quasi cinque milioni di stranieri residenti e che le comunità più rappresentate sono quelle romena 23%, marocchina 10%, indiana 9%, albanese 8%. Il restante 50% è completato da un’enorme babele di etnie diverse. Nel frattempo si scopre che quasi quattro milioni di famiglie in Italia sono senza reddito da lavoro e che la disoccupazione giovanile è attestata a quasi il 50%, pazzesco.
Come è possibile che milioni di stranieri venuti in Italia abbiano trovato un lavoro stabile mentre i nostri connazionali sono attualmente disoccupati o iscritti da anni nelle liste di collocamento pubbliche o private?
Non parlo per sentito dire ma per esperienza personale perché mio figlio, dopo aver perso il lavoro è rimasto ben 4 anni disoccupato e a nulla sono serviti le centinaia di curriculum inviati o portati a mano nelle varie aziende del circondario nonché fuori provincia.
I soliti ‘soloni’ come sempre diranno che gli stranieri fanno i lavori più umili che gli italiani non vogliono più fare: questo è vero ma rappresentano soltanto il 20% del totale. Quando sento dire da alcuni politici ‘prima gli italiani’ non vedo dove sia il problema, qualsiasi genitore farebbe di tutto pur di favorire i propri figli in ambito lavorativo, chi dice il contrario è in perfetta malafede.
Andrea Zecchini
(Camisano)
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Sui dati che snocciola niente da dire. sulle conclusioni che trae, invece, è legittimo discutere. Potrei sintetizzare il suo pensiero richiamando l’affermazione sentita più volte e da più parti: gli stranieri rubano il posto di lavoro agli italiani. Siamo sicuri che sia davvero così? Su questo punto le opinioni sono controverse perché esistono più verità.

L'INTERVENTO
Servizio idrico, Padania Acque all'avanguardia in Europa

L’Europa ha mostrato da sempre una grande sensibilità nei confronti del tema ‘acqua potabile’, finalizzata a garantire ai cittadini la massima sicurezza della sua qualità, accessibilità e ampia informazione a riguardo.
Il primo febbraio scorso, la Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione delle norme in materia per migliorare ancor più la qualità del servizio idrico, affermando: ‘Il diritto di accedere a servizi essenziali di qualità, compresa l’acqua, è uno dei princìpi del pilastro europeo dei diritti sociali’.
L’ACCESSO ALL’ACQUA POTABILE - Le nuove norme obbligheranno gli Stati europei membri a favorire l’accesso da parte di tutti i cittadini all’acqua potabile, a installare fontanelle e punti di prelievo pubblici, a lanciare campagne informative sulla qualità dell’acqua e a incoraggiare le amministrazioni a garantirne l’accesso soprattutto alle persone più vulnerabili ed emarginate.
STRATEGIA DELL’EU CONTRO LE BOTTIGLIE DI PLASTICA - La proposta si allaccia al documento presentato il 16 gennaio 2018, che recita «Ridurre il consumo di acqua in bottiglia può inoltre aiutare le famiglie in Europa a risparmiare più di 600 milioni di euro all’anno. Grazie a una maggiore fiducia nell’acqua di rubinetto, i cittadini possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica provenienti dalle acque in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno dei più comuni prodotti in plastica monouso rinvenuti sulle spiagge europee».
INASPRIMENTO DEI PARAMETRI DI VERIFICA DELLE SOSTANZE NOCIVE - Le norme proposte «Miglioreranno la qualità e la sicurezza dell’acqua aggiungendo sostanze nuove ed emergenti all’elenco dei criteri che ne determinano la sicurezza (ad esempio legionella e clorati). Tali integrazioni tengono conto delle conoscenze scientifiche più recenti e delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità».
FAVORIRE L’ACCESSO ALLE INFORMAZIONI SULLA QUALITÀ DELL’ACQUA - La proposta raccomanda una maggiore e più agile fruibilità delle informazioni circa la qualità e l’approvvigionamento di acqua potabile, in base alla zona dove ciascun cittadino vive, anche attraverso canali online, così da incrementare ulteriormente la fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto.
MIGLIORAMENTO DEGLI IMPIANTI A CONTATTO CON L’ACQUA POTABILE - Ciò avverrà attraverso l’adozione da parte delle industrie di standard unici europei per la costruzione e realizzazione dei cosiddetti ‘materiali a contatto con l’acqua potabile’.
A questo punto perdonatemi il peccato d’orgoglio: la proposta Europea sembra scritta a quattro mani con la nostra società cremonese, Padania Acque.
Da alcuni anni a questa parte, grazie alla fusione delle diverse società patrimoniali e alla gestione degli impianti da parte di un’unica grande società provinciale dell’idrico, Padania Acque sta perseguendo, uno ad uno, gli obiettivi evidenziati dalla raccomandazione europea.
Con il piano finanziario in via di approvazione, la società cremonese sta attuando il ‘Piano d’Ambito’ in accordo con l’ente regolatore provinciale (ATO) procedendo, in tutta la provincia, all’ammodernamento del sistema idrico attraverso nuove tecnologie, monitoraggi elettronici, analisi e trattamenti sistematici delle acque reflue e dell’acqua potabile; tutto ciò significa: risparmi energetici, interventi tempestivi su possibili guasti, migliore qualità dell’acqua, della sua distribuzione e raccolta. (...) Padania Acque sta perseguendo altresì un traguardo che la porrà ai vertici della qualità del servizio idrico italiano: l’ottenimento nel 2018 della certificazione ISO 22.000 sulla qualità dell’acqua. Il che significa che un ente certificatore internazionale ne garantirà al cittadino la sicurezza e la qualità, al pari di qualsiasi alimento.
Per quanto concerne l‘informazione, attraverso il sito www.padania-acque.it o l’app gratuita ACQUA TAP, ognuno può verificare, in tempo reale, la qualità dell’acqua del punto di prelievo più vicino alla sua abitazione e essere avvertito in merito ai lavori programmati o alle temporanee interruzioni del servizio. Un call center H24 è a disposizione per la segnalazione dei guasti in tutta la provincia e dal primo gennaio tutte le pratiche e i pagamenti delle bollette possono essere fatte comodamente da casa propria; grazie allo ‘sportello on line’, infatti, è possibile verificare le proprie bollette e i consumi, e conoscere il costo dell’acqua.
A proposito: sappiamo quanto costano 1000 litri di acqua potabile, la buona acqua da bere, a Cremona? Il prezzo è uno dei più bassi d’Italia e d’Europa: 1000 litri d’acqua da bere nella nostra provincia costano circa 1,6 euro, a Pisa 3 euro, a Copenaghen 8 euro. Il costo dell’acqua in bottiglia, purtroppo, è a tutti noi noto: 1000 o addirittura 2000 volte di più dell’acqua da bere delle nostre case.
Ma siamo sicuri che la spesa per il cittadino si limiti a questo aspetto? Quanto costa a tutti noi in termini di inquinamento ambientale la produzione, il trasporto e lo smaltimento delle tonnellate di plastica che gettiamo o bruciamo? Senza contare i danni all’intero ecosistema, soprattutto marino.
Il rispetto dell’ambiente e la lotta contro le bottiglie di plastica e le microplastiche, auspicati dall’Europa, sono argomenti che da anni sono oggetto di attenzione da parte della nostra società e che continuiamo a diffondere attraverso progetti educativi destinati alle giovani generazioni, attraverso il contatto diretto con le persone e le famiglie, mediante eventi in piazza o in ambito sportivo, distribuendo migliaia di borracce da riempire con l’acqua buona da bere delle nostre case.
Recentemente, con le 8 società pubbliche lombarde del Gruppo Water Alliance, Regione Lombardia e Ministero dell’Ambiente, Padania Acque ha in corso la sottoscrizione del protocollo di intesa ‘Acqua Eco Sport’ finalizzato alla eliminazione delle bottigliette di plastica nelle manifestazioni sportive.
L’uso, e il conseguente smaltimento delle bottiglie di plastica, sta generando il più grande e irreparabile disastro ambientale della storia della terra e tutti noi, ogni volta che acquistiamo una bottiglietta di plastica, ne diventiamo inconsapevolmente complici. Ora che tutti lo sappiamo, non abbiamo più giustificazioni: non possiamo più far finta di niente.
Grazie a semplici gesti, come aprire un rubinetto, prendere un bicchiere e riempirlo di acqua fresca e buona, consegneremo ai nostri figli un pianeta migliore. Pensiamoci!
Claudio Bodini
(Presidente di Padania Acque)

Ne parlo con...

Legge elettorale truffa
Elezioni truccate. Sciopero del voto

Egregio direttore,
sono 20 anni che in Italia si fanno leggi elettorali non conformi al dettato costituzionale e in prossimità della scadenza elettorale, disattendendo i richiami del Consiglio d'Europa che ha raccomandato di non cambiare le leggi elettorali a meno di un anno dal voto. Tale irresponsabile comportamento è dettato da un duplice scopo: non far capire niente agli elettori e impedire alle forze politiche nuove che vogliono dare il loro contributo alla vita politica del paese di concorrere alle elezioni. Ma la non democraticità delle elezioni ha raggiunto in questa tornata elettorale vette mai raggiunte prima e qualsiasi tentativo di partecipare al gioco elettorale significherebbe legittimarle. Il regime erede della partitocrazia, attraverso la stampa e la tv totalmente asservite alle ragioni del potere, impedisce quotidianamente ai cittadini, di conoscere altro e altri da ciò che, funzionale alla sua stessa conservazione, deve essere conosciuto.
E' evidente che siamo davanti ad un gioco truccato al quale possono giocare solo alcuni e sono quelli che le regole le fanno e che conoscono come funzioneranno. Un anno di giochi di prestigio ha prodotto il cosiddetto ‘Rosatellum’ che sottrae ogni potere di scelta all'elettore che non saprà chi elegge. Se mi piace un candidato (il collegio uninominale serve proprio per mettere al centro la persona) e lo voto, anche se non sostengo i partiti collegati, il mio voto viene ridistribuito fra questi partiti. E viceversa: se voglio votare soltanto il partito, il mio voto viene attribuito automaticamente anche al candidato nel collegio uninominale. Ma non finisce qui. Questa legge elettorale è stata fatta apposta per impedire la governabilità e inquinare la rappresentanza. Le coalizioni non sono vere coalizioni, con un unico programma e un unico candidato premier, ma semplici apparentamenti di partiti, ognuno con il proprio programma e il proprio leader. Tutto ciò costituisce un vero e proprio attentato contro i diritti civili e politici dei cittadini oramai ridotti a sudditi.
Da militante di un partito che da sempre ha cercato di anteporre al proprio interesse particolare la difesa dello stato di diritto e il rispetto del diritto dei cittadini a conoscere per deliberare, non intendo sedermi al tavolo dei bari. Il 4 marzo farò lo sciopero del voto e invito coloro che saranno raggiunti da questa comunicazione a votare scheda bianca o nulla o non andando a votare.
Sergio Ravelli
(Presidente di Radicali Cremona)

Rifiuti nel canale, vergogna!

Egregio direttore,
nei giorni scorsi il sindaco di Torre de’ Picenardi, Mario Bazzani, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una fotografia sconcertante, per denunciare l’ennesimo atto di inciviltà perpetrato nei confronti dell’ambiente: sacchi di plastica gettati nel canale Bolla. Il sindaco da tempo sta conducendo una battaglia nei confronti dei responsabili di tali gesti sconsiderati, purtroppo senza esiti. Il degrado dovuto all’irresponsabilità di alcuni continua, nonostante le denunce e i tentativi di frenarlo.
Ed episodi simili si verificano un po’ ovunque, purtroppo.
Lettera firmata
(Torre de’ Picenardi)

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