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Lettere al Direttore del 9 Febbraio

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11 Febbraio 2018 - 04:00

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Le ‘unioni civili’
Sarebbe meglio chiamarle convivenze
Gentile direttore,
le ‘unioni civili’ sono per me un vero rebus:
1) sono da contrapporsi alle unioni incivili?
2) I maschi possono unirsi
3) le femmine possono, invece, solo accostarsi
Le chiamerei quindi semplicemente, come per gli etero nel matrimonio, convivenze, in quanto anche un marito e una moglie convivono, cioè vivono insieme. Cari giuristi, mettetevi d’accordo coi linguisti e convincetevi, se avete qualche dubbio in proposito, che è da loro che dovete farvi illuminare circa il preciso significato delle parole.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)


Minaccia per la società
I fautori del laicismo passano i limiti
Signor direttore,
ciò che Agostino Resteghelli di Crema ha scritto su Spazio aperto del 3 febbraio è una logica critica al comportamento dei sinistri amministratori del suo comune per la memoria di Benito Mussolini e al loro difensore, il comunista Giancarlo Corada il quale, su Spazio aperto del 4 febbraio li avvalora nella sua veste di erede degli sparuti professionisti gappisti cremonesi applicando, nel parlar di storia, il metodo usato nelle bettole per infinocchiare i bevitori.
Mi chiedo spesso a quali limiti di spudoratezza stiano arrivando i fautori di quel laicismo che, dal 1700, incombe sull’umanità distruggendo i princìpi di ogni sana società e quanto durerà ancora l’indifferenza del cosiddetto popolo sovrano prima di decidersi a togliere il potere dalle grinfie di coloro che hanno tradito l’Italia vendendo, per di più, l’Europa ai suoi sfruttatori.
Proprio in questi giorni, lo storico Franco Cardini ha sintetizzato così quanto avvenne, in Italia, negli anni venti. ‘Incombeva allora il pericolo di una rivoluzione bolscevica e i ceti dirigenti italiani, non dimenticando che tutto era subordinato alla presenza della monarchia, della Chiesa cattolica, della massoneria e dei forti interessi finanziari e imprenditoriali britannici, erano certi che chi fosse riuscito a sbrigliare la situazione avrebbe conquistato il potere’.
Il più bravo fu Mussolini che, poi, si consolidò ridando alla Chiesa cattolica la possibilità di riflettersi nella società. Essa potè così attuare la sua missione ‘sociale’ utile al perfezionamento naturale e soprannaturale della società stessa.
La Chiesa, nella sua evoluzione storica, non ha mai accettato che la fonte del potere e l’origine del diritto fosse lo Stato. Quando si accordò con i diversi assolutismi lo fece in quanto essi ammettessero la derivazione a Dio, l’investitura divina. Confermando la cattolica come religione di Stato e con i Patti Lateranensi la società italiana attraversò il miglior periodo della sua unità.
Claudio Fedeli
(Cremona)


L’esperienza di Mambrui
Solidarietà e carità percorso in cammino
Gentile direttore,
ieri ho ricevuto la graditissima sorpresa di una visita, qui a Mambrui, da parte di tre nostri concittadini. Mi avevano contattato la sera precedente per le vie brevi esprimendo il desiderio di visitare la scuola materna realizzata in collaborazione con la Compagnia delle Griglie, intitolata al loro leader, scomparso anzitempo, Alessandro Mecchia. Guidati dalla preside, professoressa Halima, abbiamo visitato la scuola inaugurata pochi anni fa.
Ho rivisto sui loro volti l’emozione provata dalla nutrita delegazione cremonese nel giorno dell’inaugurazione. Hanno toccato con mano un concetto che per me è diventato un dogma: è importante costruire la scuola ma se non la si segue nel percorso successivo queste opere meritorie rischiano un esito negativo. Non è, per fortuna, il nostro caso. Ma il rischio, in Africa, è reale. Ho incontrato genitori i cui figli sono stati aiutati dal Rotary Club Monteverdi che si è accollato le rette di 45 bambini poverissimi per ben due anni. Mi è stata manifestata la loro gratitudine che trasferisco volentieri agli amici del Rotary. Questo è il modo giusto di aiutare. Non ci dobbiamo fermare alla prima tappa che è senza dubbio importante ma, quando è possibile, la nostra vicinanza solidale allevia le sofferenze di queste popolazioni sfortunate. La scuola prima di tutto, anche prima del cibo. Solo così gli africani potranno sperare in un futuro migliore. Cremona sia di esempio in questa gara di solidarietà che la vede sempre in prima fila.
Caro direttore, prossimamente la aggiornerò sulla nuova scuola materna richiestaci dal vescovo anglicano monsignor Dena durante la sua visita a Cremona nel novembre scorso. Tramite lei mi permetto di chiedere aiuto ai nostri concittadini. Il mio desiderio è quello di ultimare i lavori nell’anno di don Primo Mazzolari a cui sarà intitolata la scuola.
Licio D’Avossa
(Mambrui - Kenya)


Le rotte dei migranti
L’Europa apre i porti. Ma ne siamo certi?
Signor direttore,
sono lontani i tempi in cui l’Impero Romano all’apice della sua espansione controllava ogni metro di costa del Mediterraneo, indiscusso sovrano del ‘Mare Nostrum’. Le difficoltà opposte dalla impietosa morfologia del territorio retrostante le acque nord africane, inibirono però ogni velleità conquistatrice una volta messe sulla bilancia con il prezzo in vite umane e risorse necessarie allo scopo.
Tale rinuncia ad ogni avanzata verso il sud dell’attuale Maghreb, portò con stizzita rassegnazione a contraddistinguere tali territori di difficile esplorazione con la dicitura: ‘hic sunt leones’ cioè qui si trovano (solo) leoni . Ben lontani dai fasti imperiali, rassegnati eredi dei guerrieri-navigatori- commercianti della ‘Roma caput mundi’ di duemila anni fa percorrono ancora oggi alcune delle rotte marittime dell’epoca, ma senza tornaconti per i ‘cittadini dell’Impero’.
Molti coraggiosi disperati, riescono attualmente ad attraversare le dune all’epoca ostili, ma lo fanno al contrario, ossia giungendo sulle coste (quelle libiche sembrano essere le favorite) partendo dai Paesi dell’Africa centrale, certi di poter usufruire una volta giunti a destinazione, di un puntuale e gratuito ‘servizio taxi’ offerto da precettati ‘Caronti’, con prua volta verso gli italici lidi. Tale flusso è continuo e ormai inarrestabile, al punto che se gli antichi Romani dovessero ai nostri giorni rivedere il ‘limes’ dei loro possedimenti, scriverebbero con arrendevole uguale impotenza sulle mappe di quei territori: ‘hic sunt migrantes’!
Da poco, altri porti di nazioni costiere dovranno accogliere la loro parte di sfortunati, secondo accordi europei. Restiamo a guardare perché si sa che ‘tra il dire e il fare c’è proprio di mezzo il mare’.
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Sigarette più care in Francia
Macron incentiva il contrabbando
Gentile direttore,
notizia di questi giorni è la decisione dell’attuale presidente della Repubblica francese Macron di moltiplicare il prezzo delle sigarette. Questo a favore dei viaggi dei fumatori oltre i confini francesi (vedi Italia) ove le sigarette costano meno e/o del mercato di contrabbando.
Silvio Pammelati
(Roma)

IL CASO
Un tappeto di guano davanti alla biblioteca. Degrado e condizioni igieniche inaccettabili

Caro direttore,
è un vero peccato che l’ingresso sia dei musei che della biblioteca statale ospitati da un palazzo così prestigioso e bellissimo, dia come benvenuto un tappeto di escrementi di volatili che ti inzaccherano le scarpe e se sei meno fortunato ti arrivano freschi freschi in testa e sui vestiti.
Oltre al danno estetico e materiale, visto che i piccioni sono portatori di virus, zecche e quant’altro, la situazione appare inaccettabile anche dal punto di vista igienico sanitario. Basterebbe pochissimo per risolvere la situazione: con poche centinaia di euro si potrebbero posizionare i dissuasori di rame necessari e lo scempio cesserebbe immediatamente e in modo duraturo nel tempo.
Un servizio corredato anche di fotografie da parte di un vostro giornalista avrebbe un impatto notevole sull’opinione pubblica e forse contribuirebbe a risolvere questo problema indubbiamente fastidioso - che studenti, turisti e cittadini cremonesi non meritano - in tempi brevissimi.
Giorgio Bolzoni
(già direttore del presidio multizonale di igiene e prevenzione di Cremona)
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Spesso, di fronte a certe situazioni, si sottolinea il concetto di degrado. Il suo giusto richiamo all’aspetto ‘igienico-sanitario’ ci consente di allargare l’orizzonte. Insomma, non si tratta solo di decoro urbano da ripristinare.

LA POLEMICA
Il caso di Macerata, ma dov’è l’autorità dello stato?

Egregio direttore,
la tragedia degli eventi di Macerata mi conduce a sottoporre alla sua cortese attenzione alcune domande che sono sorte in me nel leggere le cronache di questi giorni. Parto dal Presidente del Consiglio Gentiloni che commentando i suddetti fatti ha reagito dicendo che lo Stato avrebbe fatto pesare tutta la sua forza e autorità. Ebbene vediamo come si è esercitata per l’occasione questa autorità: partiamo dallo sparatore Luca Traini, il reprobo fascista pare fosse in cura ai servizi psichiatrici e perché mai deteneva una pistola Glock e con regolare porto d’armi? Si è detto che era per uso sportivo ma francamente non trovo nulla di sportivo (e credo non si sia mai esercitato visto come ha sparato) nel detenere una pistola e non capisco perché esista una legislazione siffatta.
La povera Pamela fatta a pezzi merita anche lei attenzione perché non capisco come una drogata in cura presso una comunità possa lasciarla liberamente di sua spontanea volontà senza che nessuno la accompagni almeno per ritornare a casa. Invece vaga per Macerata e probabilmente in crisi di astinenza ha trovato colui che oltre a dargli la dose l’ha uccisa.
E veniamo al presunto squartatore che porta il nome di Innocent (nelle tragedie c’è sempre la parte comica) e qui quello che ho letto del suo curriculum: è arrivato in Sicilia il 26 agosto 2014 con un gommone. In Nigeria era un decoratore edile, dice lui. Nell’aprile 2015 entra nel progetto Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione dei richiedenti asilo), ‘Macerataccoglie’. Partecipa a due corsi di formazione per pizzaiolo e saldatore. Sorpreso a spacciare ai minori, il 6 febbraio 2017 viene allontanato dal progetto, bocciata la sua domanda di asilo (niente galera). Ma lui, nonostante il permesso di soggiorno scaduto da un anno, a Macerata mette radici: a Natale, da una compagna italiana, è nata sua figlia, mentre pende un ricorso sul diniego della richiesta di rifugiato. Innocent doveva essere rimpatriato allo scadere del permesso di soggiorno perché senza permesso di soggiorno non si può lavorale legalmente e siccome per vivere bisogna mangiare � ovvio che un clandestino trovi qualsiasi espediente per sopravvivere e dunque ecco Innocent spacciatore di droga ma poteva essere anche ladro o rapinatore.
Come vede caro direttore in tutti e tre i casi, o per legislazione carente o per mancato rispetto delle leggi esistenti, l’autorità dello Stato non c’è stata ed è inutile, lo dico per i politici e anche per i giornalisti, rifugiarsi dietro al fantasma del fascismo incombente. Pure l’Europa ha espresso preoccupazione per gli avvenimenti di Macerata: una vera barzelletta perché non mi risulta abbia detto qualcosa sulle molestie subite dalle ragazze tedesche il giorno di Capodanno da parte di immigrati arabi, probabilmente per Bruxelles si trattava ‘dell’integrazione avanzante’. E le femministe pronte a gridare quando una donna viene uccisa da un fidanzato o da un marito, oppure sfregiata dall’acido, nel caso di Pamela dove sono? Si sono fatte vive in qualche talk show?
In ogni caso la situazione è grave e se non saranno date risposte riguardo alla sicurezza - regole chiare, funzionalità del sistema giudiziario, certezza della pena - dal fascismo d’avanspettacolo si arriverà al fascismo vero.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

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