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Lettere al Direttore del 7 Febbraio

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gbonali@laprovinciacr.it

09 Febbraio 2018 - 12:31

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Cosa dobbiamo votare?
Tutti contro tutti.Stanchi di promesse
Egregio direttore,
per la politica e per gli elettori ‘mala tempora currunt’... Non si fa che assistere sulle reti televisive ad un inseguimento a chi fa più bella figura a parlar male dell’altro, quasi si voglia far meglio delle elezioni americane durante le quali vanno a prendere sino alla settima generazione precedente per vedere se a qualche antenato gli sia scappata qualche ‘marachella’ per poterlo ‘sputtanare’ su tutti i quotidiani e in Tv.
A dirla tutta, e chiedendo anche a conoscenti e amici, mai come quest’anno la gente è in netta difficoltà per la scelta di un partito o di un politico.
Una invereconda accozzaglia di politici e parlamentari si stanno dedicando ad un miserrima questua di ricerca di voto, un insieme di paroloni incomprensibili e/o promesse impossibili da mantenere quando il popolo non chiede altro che lavoro, sicurezza, assistenza sanitaria, scuola... Insomma, è come se i cittadini chiedessero in tempo di carestia, non certamente la luna, ma almeno un tozzo di pane di che sfamarsi. (...)
Caro direttore, mi piacerebbe, ci piacerebbe tanto parlare di politica in enormi piazze come si usava una volta... Nessuno, nemmeno i giovani vogliono essere addomesticati da racconti e panzane standardizzate ad hoc per la campagna elettorale, non vogliamo galleggiare nel vuoto ! (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)


Prendiamone coscienza
Clima, i cambiamenti creano nuove povertà
Egregio direttore,
il nuovo rapporto sui rischi globali del World Economic Forum assegna anche per il 2018 il massimo valore ai problemi climatici. I tre rischi che presentano una maggiore probabilità di verificarsi e un maggiore impatto sulla popolazione mondiale sono: gli eventi meteorologici estremi, i disastri naturali e l’incapacità politica nel realizzare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
L’unica minaccia che ha un impatto pari a quello dei cambiamenti climatici ma una minore probabilità di verificarsi sarebbe un attacco nucleare.
Sempre nei primi posti di questa graduatoria troviamo inoltre: le crisi dell’acqua (con un alto rischio, in parte legato al clima), le crisi alimentari, la perdita di biodiversità e le ondate migratorie. I rischi economici e finanziari, invece, sono in fondo a questa classifica, eppure sono quelli di cui la politica parla di più.
L’altro grande protagonista dei problemi che assillano l’umanità è la disuguaglianza. Il recente rapporto di ricerca diffuso da Oxfam (organizzazione no profit che si dedica alla riduzione della povertà globale) traduce in numeri convinzioni molto diffuse: la profonda disuguaglianza economica e sociale prodotta dall’attuale sistema economico, l’acuirsi del divario tra ricchi e poveri, le leggi scritte per favorire i più ricchi e, inoltre, che ciò stia producendo una pericolosa instabilità sociale, provocando guerre e mettendo in pericolo la tenuta delle istituzioni democratiche.
I numeri della disuguaglianza: l’1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale; il reddito di 85 super ricchi equivale a quello di metà della popolazione mondiale; 21.000 i miliardi di dollari nascosti al fisco in una rete di paradisi fiscali in tutto il mondo; l’82% dell’incremento di ricchezza globale nelle casseforti dell’1% più ricca; in Italia il 20% più ricco detiene il 66% della ricchezza; il reddito del 10% più povero degli italiani è diminuito del 23,1%.
Ma in cima a tutti i pericoli vi è, secondo noi, quello di far finta di non vedere che siamo tutti sulla stessa barca e che i problemi sono interconnessi e hanno una dinamica globale. Il clima che cambia contribuisce all’aumento della povertà di intere popolazioni, esposte più facilmente ai richiami del terrorismo e del fanatismo. Prendere coscienza dei rischi di un clima impazzito può favorire un’operazione di pace, integrazione e giustizia di portata inedita.
Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni Ambientaliste del Piadenese-Casalasco-Viadanese


Come quando vanno in posta
Vanno in chiesa con il volto smarrito
Signor direttore,
come vorrei vedere le persone raggianti in viso recarsi alla Santa Messa assomigliare a quelle che vanno in posta a ritirare la loro benedetta pensione e invece mi tocca vedere volti smarriti, mossi dalla fretta di correre in chiesa prima che finisca la Santa Messa assomigliare a quelle che corrono in posta prima che chiuda per pagare una bolletta all’ultimo giorno della scadenza.
Pietro Ferrari
(Cremona)


Né re né dittatori
Alla politica oggi servono guide morali
Signor direttore,
rispondo alla domanda apparsa in questa rubrica il giorno 22 gennaio: ‘Alla Repubblica serve il Re’? No che non serve, come non servono i dittatori, essendo cimeli di un passato che causò soprattutto sofferenza. Inoltre la storia recente e la filosofia antica ci insegnano di cosa abbiamo effettivamente bisogno. I grandi filosofi greci dicevano che la politica dovesse essere ispirata dai filosofi, essendo i più attenti all’etica e sostenendo che la spiritualità, intesa anche come rettitudine morale personale, oltre che come ricerca della realtà sconosciuta, dovesse essere perseguita dalla filosofia. Questo per dire che abbiamo bisogno di guide morali che perseguano verità, bene comune e giustizia come ci insegnano i grandi uomini politici della nostra storia recente, come Gandhi, Mandela e Pepe Mujica. Mi lasci dire che se dovesse succedere che un filosofo di adesso superi in notorietà, politici coetanei o concittadini, per chi lo ha permesso sarà solo un vanto. Del resto mica si può fare una colpa a Platone per essere considerato eccelso, rispetto a tutti i governanti o despoti della sua epoca.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


La delibera del 1937
La genesi di via della Conciliazione
Caro direttore,
tale quale come da delibera n. 4921/16 settembre 1937 del governatore di Roma, Piero Colonna, invio: ‘Premesso che appare doveroso ricordare nella toponomastica romana l’avvenimento storico della Conciliazione, d’importanza mondiale, che pose fine al dissidio tra la Chiesa e lo Stato Italiano; vista la nota del Gabinetto di S.E. il Ministro dell’Interno n. 11299 del 9 agosto p.p., il Governatore delibera di assegnare il nome di Via della Conciliazione alla nuova grande strada che si viene formando in seguito alla demolizione della così detta ‘spina dei Borghi’ voluta dal Duce, e alla unificazione in una sola arteria dei residui delle due vecchie strade, in corso di soppressione, denominate rispettivamente: Borgo Vecchio e Borgo Nuovo’. Più conciliante della conciliazione!
Gianfranco Mortoni
(Mantova)


Costa sant’abramo
Assetto parrocchiale. Polemiche inutili
Signor direttore,
mi permetto di rispondere con lettera aperta agli articoli del signor Franzosi comparsi sul suo giornale.
Egregio signor Franzosi,
scrivo riferendomi a quanto da lei commentato nei giorni 31 dicembre 2017 e 5 gennaio 2018, riguardanti il dipinto absidale della chiesa di Costa Sant’Abramo, coperto dal presepio e i riferimenti al nuovo assetto parrocchiale.
Il committente del dipinto fu don Ivo Azzali, persona singolare, generosa, particolarmente impegnata nell’educazione dei ‘suoi ragazzi’, perché diventassero cittadini responsabili e cristianamente consapevoli. Visse in povertà estrema con coerenza al Vangelo fino alla fine. L’incisività della sua opera giustifica la grande nostalgia che lei stesso esprime nei suoi confronti. Don Ivo ha vissuto accogliendo il mandato di Cristo di rappresentarlo, occupandosi degli ultimi, cioè dei poveri di cultura, di autonomia, di libertà, di salute, eccetera. Morendo, ha passato il testimone ai ‘suoi ragazzi’. Chi non lo ha accolto ha tradito i suoi insegnamenti che sono quelli di Cristo. Gli sono succeduti altri parroci, ognuno col proprio carisma e con caratteri diversi. Ogni sacerdote è unto dal Signore e donato a noi. Tale dono va accolto e aiutato nella sua missione, senza che don Ivo sia considerato unico punto di riferimento che lo mitizzerebbe. È ciò che lui stesso non accetterebbe, avendo operato sulle orme di Cristo, unico riferimento del suo impegno sacerdotale. La parrocchia non si definisce con i mattoni, la canonica, il campetto eccetera. Semmai questi sono requisiti al servizio di una comunità in cammino, cioè di soggetti disponibili alla formazione personale, al confronto e all’impegno concreto. La scarsità di sacerdoti impone l’accorpamento di più parrocchie. Nasce così l’Unità pastorale. Costa Sant’Abramo è parte dell’Unione pastorale di Castelverde, presieduta da don Roberto Rota che dispone di due collaboratori generosi senza riserve, ai quali dobbiamo riconoscenza, rispetto, disponibilità. Sento offensivo il suo consiglio di ricorrere ‘al controllo alcolemico’, con o senza scherzo, riferito alla comunità di Costa Sant’Abramo riguardante la copertura del dipinto absidale a favore del presepio. Il committente del dipinto, sul cui valore artistico non mi pronuncio, fu lo stesso don Ivo.
A riguardo preciso che non è un affresco, nel qual caso il colore penetra negli strati profondi dell’intonaco, formando le sinopie che permettono la conservazione. In realtà quello è una semplice tempera; tempera fragile il cui colore col tempo sfiorisce e cade inevitabilmente. La rappresentazione del dipinto suscita in me un senso di angoscia perché manca il respiro, la sublimazione dell’epilogo, fondante per noi fedeli, della resurrezione. Questa assenza in molte opere d’arte ci viene rimproverata dai protestanti; nel nostro caso anche dal vescovo Napolioni. Il Natale commemora il dono di Dio che irrompe nella storia dell’uomo, inizio di un evento spciale che si rinnova ogni giorno sull’altare durante la celebrazione della messa culminante col dono dell’Eucarestia. Dopo il Natale arriverà il tempo in cui si commemora passione e morte di Cristo, la cui vicenda umana si concluderà nel giorno di Pasqua, giorno di resurrezione. Ecco spiegata la ragione della copertura del dipinto absidale e il posizionamento simbolico del presepio sopraelevato dietro l’altare.
A conclusione di questa mia, mi permetta un appunto. Lei dichiara di non frequentare la parrocchia: con quali conoscenze giudica l’operato all’interno della stessa?
Lucia Zecchi
(Costa Sant’Abramo)


Piattaforma ecologica
Ogni rifiuto trattato correttamente
Egregio direttore,
con riferimento alla sua replica al lettore M. P. di Soresina, pubblicata su ‘La Provincia’ di domenica 4 febbraio, si conferma che a Cremona ogni rifiuto trattato presso la piattaforma ecologica viene gestito e differenziato correttamente.
Linea Gestioni Srl


Il video col ‘quasi assassino’
Migranti nel mirino e Salvini ‘virale’
Egregio direttore,
come sempre leggo con attenzione il giornale di cui lei è il responsabile e mi ha colpito e turbato una riga a pagina 18 contenuta nell’articolo ‘Migranti nel mirino’ (dell’edizione di lunedì 5 febbraio) dove si legge che è diventato virale il video della stretta di mano del Salvini al ‘quasi assassino’... Mi sorge un dubbio: che la mano del Salvini trasmetta virus micidiali per cui ‘metaforicamente parlando’ si renda necessario coprirla con un guanto nero al fine di evitare altre atrocità?
P.S.
(Soresina)

IL CASO
‘AVENTI DIRITTO AD ESSERE VOTATI’? NELLE 98 LISTE C’È DI TUTTO UN PO'

Egregio direttore,
un luogo comune è ‘aventi diritto al voto’ con una sfilza di caratteristiche a seguire, ma si parla poco di ‘aventi diritto ad essere votati’.
Faccio una domanda: siamo sicuri che tutti quelli che compaiono nelle nutrite liste elettorali, dei 98 simboli proposti per la prossima consultazione elettorale, siano esperti di diritto costituzionale (quella branca del diritto pubblico che si occupa dell’evoluzione e dell’organizzazione dello Stato e dei rapporti tra autorità pubblica e individuo)?
Sono più propenso a pensare che molti non sappiano neppure cosa significhi poiché la loro attitudine non va oltre le comparsate in TV ed essere amici di personaggi influenti. Polemicamente (e per applicare una bella sfoltita), immagino un esame di maturità sulla (difficile) materia del diritto costituzionale. I promossi potranno essere eletti e gli altri continuino a fare ciò che hanno fatto (senz’altro bene) fino al giorno prima.
Bruno Tanturli
(Crema)
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Ha ragione, il diritto costituzionale dovrebbe essere alla base della preparazione di un parlamentare, ma non basta. Per assolvere con competenza il mandato degli elettori, è necessario studiare e prepararsi. Credo che in pochi lo facciano. E i risultati sono sotto i nostri occhi.

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