Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

Lettere al Direttore del 5 Febbraio

Email:

gbonali@laprovinciacr.it

07 Febbraio 2018 - 10:55

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Consigliava i giornalisti
Le letture indicate da Indro Montanelli
Caro direttore,
Indro Montanelli dixit. Così sul Corriere della Sera (13 novembre 2000): ‘Se io dirigessi una scuola di giornalismo, renderei obbligatori per i miei allievi i testi di due Maestri: (Benito) Mussolini (non trasalite!), quello dell’Avanti! e del primo Popolo d’Italia, per l’editoriale politico; e Ugo Ojetti, militante fascista a Salò, per il ritratto e l'articolo di arte e di cultura». Ah, diavolo d’un Indro!
Gianfranco Mortoni
(Mantova)


Per il Pd strada in salita
Il consenso perso difficile da recuperare
Signor direttore,
mi scuso se abuso ancora una volta della sua rubrica per poter rispondere alla signora Alessia Manfredini desiderosa di incontrare i miei amici tutti ex elettori del Pd e tra i quali alcuni ex iscritti al partito. Mi spiace deluderla signora, ma qua siamo di fronte alla classica causa persa dell’avvocato con imputato preso in flagrante. Il recupero dei consensi in politica, quella vera e non quella di scarso valore dei giorni nostri, lo si fa attraverso un’opera e un lavoro che non può essere ridotto agli ultimi giorni di campagna elettorale. È inutile ricordarsi degli elettori adesso, quando per anni non si sapeva nemmeno della loro esistenza. Quei compagni una volta iscritti al Pd, ma che provengono dalla tradizione del Partito comunista, mi raccontavano che all’epoca il partito aveva una cura maniacale dei propri iscritti e li coinvolgeva a tutte le iniziative dello stesso, li faceva partecipare e discutere e cercava di convincerli anche quando il partito intraprendeva scelte che potevano od erano impopolari, e non importava se ci si scontrava , quello che interessava era dare un significato alla parola consenso. Tale termine non si riduce al semplice fatto di acquisire voti, ma anche far partecipare e consentire per l’appunto agli iscritti ed elettori in genere di essere coinvolti anche nei casi in cui la politica prende delle decisioni necessarie, ma che al grande pubblico risultano sgradite. Signora Manfredini cominci a girare nei bar tanto per iniziare, senta un pò quello che bolle in pentola, e potrà capire perché il Pd nonostante abbia fatto un’azione di governo sufficiente è diventato impopolare ai più. Se non sei presente e non spieghi attraverso il contatto personale, giorno dopo giorno, come la tradizione insegna e la nostra gente vuole e pretende, saremo sempre perdenti, e le prossime elezioni daranno la dimostrazione reale di quanto le sto dicendo. (...)
Gina Giugni
(Cremona)


Gli effetti sulle persone
Tanti i risvolti di una segnalazione
Egregio direttore,
volevo mettere al corrente i suoi lettori di quanto le semplici informazioni o le eventuali segnalazioni di un disagio si ripercuotono sulle persone a cui sono riferite. Mi spiego meglio.
Il capotreno è stato licenziato perché la persona che aveva fermato prima senza biglietto ha pensato bene di filmare mentre rimproverava la persona che lo stava aggredendo (vorrei vedere le persone che l’hanno accusato se in quella occasione non gli scappava qualche imprecazione...): questo è dare un’informazione parziale sull’accaduto se avesse filmato tutto e non solo la parte finale non so se si sarebbe arrivati a questo punto.
Un’altra informazione è stata data sul suo giornale dal signor Galimberto Gerevini che giustamente segnalava il degrado dell’asfalto di via Buoso da Dovara e non so se è stato nell’euforia dello scrivere, o che altro, ha segnalato anche l’indecenza data dalla sporcizia della strada. Quest’ultima segnalazione fatta con tanto di fotografia ha provocato nei miei confronti (non al pari del capotreno per fortuna) un provvedimento disciplinare ingiusto poiché io sono l’addetto allo spazzamento della suddetta via.
Adesso l’informazione gliela do io; la suddetta via come tutte le vie di Cremona sono soggette a turnazione, vuol dire che si devono fare in determinati giorni della settimana sia con la famosa spazzatrice che il suo lettore non sente più (non passa perché qualcuno si è lamentato del rumore... succede anche questo) sia lo spazzamento manuale, perciò, può capitare di vedere qualsiasi cosa in terra buttata da qualche utente incivile (pubblicità messa nella cassetta della posta allo scontrino del negozio/bar dove è appena uscito) e non riesce a mettere nel cestino della via ma per il sacchetto della pattumiera di casa ce la fa benissimo (un’altra informazione che le do) questo però non significa che la via non viene mai fatta.
Mi sembrava doveroso metterla al corrente di questo visto che come col capotreno le mie giustifiche non sono servite a niente e a quanto pare conta di più le informazioni lette o viste che quelle spiegate a voce e documentate.
S. C.
(Cremona)


Cremonese
Vedo il nostro portiere molte volte incerto
Egregio direttore,
mi permetta di dire la mia su un tema non grave, ma certamente sentito. Mi riferisco alla tremarella che prende i tifosi della Cremonese ogni qual volta un cross avversario entra nella nostra area di rigore. A mio giudizio il ‘male oscuro’ della squadra sta nel portiere. Non l’ho mai visto fare parate eccezionali, quelle che salvano cioè il risultato. Spesso ho visto interventi approssimativi, nei quali ‘quasi’ arriva ad evitare il gol, che però poi si materializza. Più volte l’ho visto incerto, ‘andare a farfalle’ nell’area piccola. Credo che con un portiere così gli stessi difensori, pur individualmente bravissimi, non si sentano sicuri e vadano spesso fuori posizione, perché male o per nulla guidati. (...)
Guido Antonioli
(Pandino)
------------------------------------------
Sabato non è stata la miglior partita per Ujkani, come del resto per tutta la squadra e le responsabilità sono come minimo da ripartire tra tutti. Peraltro a Ujkani, nella gara precedente ad Avellino, è stato assegnato il voto più alto. Ognuno può esprimere le proprie critiche, ma cercare capri espiatori forse non serve e Ujkani, va detto, fino ad oggi è stato protagonista di un buon campionato.


Nelle stesse situazioni
I comportamenti possono essere diversi
Egregio direttore,
leggo sul suo giornale la lettera della signora (non ricordo il nome), che si premura di ringraziare chi ha trovato una sua cartella smarrita per strada, contenente soldi e documenti, per la solerzia e l’onestà della persona.
Pure a me è capitato di trovare pochi giorni fa un portafoglio contenente oltre 300 euro in contanti e i documenti del titolare. Non volendo al momento denunciare il fatto ai carabinieri per non perdere tempo per la consueta mia identificazione e per la redazione del solito verbale, ho così deciso di portare a casa il portafoglio e contattare direttamente il proprietario. Mentre facevo questo è arrivato a casa mia il maresciallo dei carabinieri, non so da chi mandato e come sia arrivato a me, chiedendomi se avessi trovato un portafoglio. La mia risposta: eccolo! L’avevo sulla scrivania e stavo cercando di contattare il proprietario per avvertirlo del ritrovamento.
Sono stato seriamente e ampiamente redarguito per non aver denunciato il fatto ai carabinieri.
Consegnato il portafoglio al maresciallo, uscivo con lui in strada dove era atteso dal proprietario, alla domanda del maresciallo ‘controlli se manca qualcosa’, dichiarava: non manca nulla e così, preso il suo portafoglio, se ne andava senza quasi salutarmi né tanto meno ringraziarmi. (...)
Mario Giuriati
(Crema)

IL CASO
PROF SFREGIATA, CONTRO L’IGNORANZA GITE SCOLASTICHE IN LUOGHI DI SOFFERENZA

Egregio direttore,
la professoressa sfregiata da uno studente è la sintesi conoscitiva di una molteplicità di elementi tra i quali fa capolino l’ignoranza. Pur mettendo a disposizione una abbondanza di risorse umane e scientifiche, sembra si faccia fatica a recuperare senso civico, responsabilità e gratitudine. È probabile che gli esempi malavitosi (che portano a facili guadagni), uno scenario politico deprimente (che non soddisfa nessuno), degrado ambientale (sotto gli occhi di tutti), messaggi televisivi inconsistenti (Grande Fratello, Isola dei famosi...) contribuiscano alla incapacità prolungata o abituale di partecipazione e di interesse al piano affettivo e intellettivo. I risultati sono da vedere. Tornando alla scuola (spesso teatro di orribili testimonianze - non ultima la presenza di droghe) propongo ‘gite scolastiche mirate nei luoghi di sofferenza’ (ospedali pediatrici, ricoveri, hospice) dove anche i più insensibili e meschini possano acquistare consapevolezza di qualcosa.
Bruno Tanturli
(Crema)
------------------------------------
Il caso della professoressa sfregiata da uno studente non ha bisogno di ulteriori commenti. Il tema è delicato e nessuno ha ricette miracolose. Credo che possa essere utile un processo di responsabilizzazione dei ragazzi e la sua proposta di ‘gite scolastiche’ mirate potrebbe dare una mano.

LA POLEMICA
PER I 'GRANDI' DELLA TERRA IL MERCATO E' LIBERO QUANDO FA COMODO

Egregio direttore,
le scrivo per condividere con lei quanto accaduto all’incontro di Davos fra i grandi della terra sul tema globalizzazione e protezionismo. So che forse l’argomento non interesserà granché ma le ormai vicine elezioni italiane in un certo senso mettono a confronto due modi di vedere e affrontare la realtà in chiave appunto globalista o protezionista in tutti e tre grandi schieramenti: centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle pur fra mille sfaccettature. A parte l’aspetto frivolo del convegno con gli elicotteri dei leader (poverini) in difficoltà nelle manovre causa l’abbondante nevicata, il cowboy presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato aspramente criticato per la sua politica neo-protezionistica da vari leader europei e non. A questo punto bisogna dire per onestà da quali pulpiti vengono le prediche perché il francese Macron non si può considerare certo campione di mondialismo visto il comportamento tenuto nei confronti dell’Italia sul caso Fincantieri-Stx e che dire di Angela Merkel che plaude alle regole aperte e poi non rispetta sull’export i parametri europei. E andando fuori Europa i pulpiti sono ancor meno credibili come l’indiano primo ministro Modi che difende a spada tratta il libero commercio e poi la sua moneta, la Rupia, all’estreo può essere solo comprata ma non venduta (se il lettore non crede vada pure in banca a chiedere informazioni) e per finire la Cina campione mondiale di contraffazione che pare valga la cifra mostruosa di un triliardo di dollari con conseguente concorrenza sleale verso gli autentici produttori e i marchi italiani purtroppo ne sanno qualcosa! E il nostro primo ministro Gentiloni in questa diatriba con chi si è schierato? Ma ovviamente con i partner europei perché l’Italia è un Paese manifatturiero e ha bisogno del libero mercato. Peccato però che il mercato non sia così libero come si crede e della globalizzazione l’Italia ha goduto più di altri dei suoi aspetti più sgradevoli e cioè la delocalizzazione della sua manifattura in Paesi a più basso costo di manodopera e gli immigrati che nessuno vuole anzi i nostri amici europei fanno di tutto affinché rimangano da noi perché va bene la libera circolazione delle merci e del denaro, va bene Erasmus per gli universitari, va bene il dottore italiano che emigra in Germania o il pensionato che va a vivere in Portogallo per non pagare tasse, ma la libera circolazione dei poveri quella no, i poveri notoriamente non li vuole nessuno. Una nota a parte merita il multimiliardario George Soros, amico e finanziatore della nostra Emma Bonino, che ha tuonato contro i pericoli attuali presenti nel mondo e cioé Donald Trump e Vladimir Putin quando lui negli anni ‘90, con la sua speculazione mandò sull’orlo della rovina almeno cinque Paesi del Sud Est Asiatico e ancora oggi non può mettere piede in quei Paesi, insomma un vero sant’uomo.
Tutto questo dovrebbe interessare la politica italiana e i partiti che si contendono il voto alle prossime elezioni e non fare la gara a chi la spara più grossa. Anzi bisognerebbe introdurre per legge l’obbligo ai partiti di non prescindere dalla matematica quando si fanno le promesse elettorali.
A proposito di realismo, caro direttore, ho il sospetto che il futuro della nostra Italia non lo decideranno gli elettori il 4 marzo ma proprio quei personaggi che si sono visti a Davos nei giorni scorsi.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi