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Lettere al Direttore del 31 Gennaio

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gbonali@laprovinciacr.it

02 Febbraio 2018 - 11:50

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

I 25 anni dell’Aipa Cremona
Un sincero grazie a chi c’è stato vicino
Caro direttore,
non potendo farlo personalmente per ovvii motivi di riservatezza e di pratica impossibilità, ricorro alla tua cortese disponibilità per ringraziare – attraverso il giornale - tutti coloro che nel corso dell’anno appena trascorso sono stati vicino all’associazione, che pro-tempore presiedo, con il proprio apporto operativo ed anche tramite diverse modalità di sostegno economico finanziario. Sono molti coloro che tramite la ‘Buona usanza’ e in altre forme private, spesso riservate alla discrezione, hanno espresso solidarietà a questa associazione che da 25 anni ‘accompagna’ e favorisce l’organizzazione e il miglioramento dei servizi socio assistenziali e sanitari a favore dei pazienti anticoagulati (e sono molti) e delle loro famiglie. Queste forme di solidarietà fanno bene agli operatori, medici e infermieri, ai volontari dell’associazione, e ai pazienti stessi che devono ricorrere sistematicamente al Centro Tao dell’ospedale di Cremona o ai presìdi presenti sul territorio. Sono 15 le postazioni Tao in provincia, che seguono più di mille pazienti: in città di Cremona, a Castelverde, Casalbuttano, Olmeneta, Persico e Dosimo, Piadena, Pizzighettone, San Bassano, Sesto, Soresina, Sospiro... L’Aipa si appresta a festeggiare i suoi primi 25 anni nei prossimi mesi anche per far meglio conoscere la propria funzione nella comunità cremonese e nei contesti sanitari locali. Permettimi, in fine, di ringraziare il giornale per la sensibilità sempre dimostrata nei confronti delle nostre iniziative.
Walter Montini
(presidente Aipa onlus, Cremona)


Mostra a Solarolo Rainerio
Da vedere: è un pezzo della nostra storia
Signor direttore,
sono stato a Solarolo Rainerio e incuriosito sono stato attirato dalla mostra permanente intitolata ‘Testimonianze e cultura del territorio’. Molte le stanze al piano superiore delle ex scuole elementari utilizzate per testimoniare quelle che sono state le origini di molti solarolesi. L’esposizione, organizzata in sezioni tematiche, introduce gradualmente il visitatore alla conoscenza, umani e tecnologici, del primo conflitto mondiale. Nelle vetrine d’esposizione e sui lunghi tavoli compaiono infatti numerosi pezzi di pregio: attrezzature meccanico-manuale per il caricamento dei nastri di alimentazione dell’arma, munizioni, proiettili di ogni tipo, uniformi, elmetti, fotografie di solarolesi in guerra. Ma non è tutto. La kermesse permette di ripercorrere anche gli aspetti essenziali del mondo rurale visitando i vari ambienti che testimoniano in modo semplice e diretto, attraverso una piccola raccolta di attrezzi e strumenti da lavoro, la vita nei campi e nel paese degli ultimi cento anni. In tempi frenetici come quelli attuali, può essere davvero molto utile conoscere le nostre origini e il lavoro e la fatica che hanno fatto i nostri nonni durante il loro percorso di vita. Una rassegna, fotografica e non, adatta anche per le scolaresche che vogliono immergersi ed osservare da vicino la vita di un tempo. Ringrazio di cuore la signora Egizia e il maestro Giampietro Ottolini per l’ospitalità e la loro preparazione nel rispondere ai miei dubbi e alle mie curiose domande. Se passate per Solarolo Rainerio, vale veramente la pensa di visitare questa mostra.
Simone Binaschi
(Commessaggio, Mn)


Elezioni e promesse
Ascolto solo chi mi dà speranza nel futuro
Egregio direttore,
se alla fine di un processo sommario fossimo ingiustamente condannati alla pena capitale e se ci venisse offerto di scegliere tra la forca, la fucilazione, la ghigliottina e la sedia elettrica, quale metodo favoriremmo per porre fine alla nostra vita? Probabilmente nessuno. Eppure i fautori di questi quattro criteri di soppressione vantano il loro come il metodo in assoluto più rapido ed indolore. E’ ciò che sta avvenendo in questi giorni di carnevale, adattissimi per le promesse elettorali, da parte dei nostri politici. Perché, stiamo bene attenti, di politica e delle scelte politiche si può morire. Ne sono testimonianza le vittime degli incidenti causati dalle nostre strade ridotte a capezzagne, dal crollo dei viadotti e dallo stato di conservazione dei percorsi ferroviari. Si può morire di politica e di scelte politiche anche per eccesso di pressione fiscale, per mancanza di lavoro e quindi di futuro, per il carovita in continuo aumento e per la burocrazia sempre più soffocante. E noi italiani, schiavi dell’eloquio, sempre lì ad ascoltare e farci abbindolare. Siamo il paese dei talk show, degli attori che salgono sul palco e parlano, parlano, ironizzando (loro la chiamano satira) su argomenti serissimi che di satirico hanno nulla. E noi sempre lì a riempire le sale conferenze, i teatri, i circoli e le piazze per ascoltarli ed applaudirli. Così sino al 4 marzo anche i nostri politici, ben lustri e riveriti, tenteranno di convincerci sui loro metodi di governo assolutamente efficaci, rapidi e soprattutto senza dolore. Ed io mi chiedo, perché dobbiamo ascoltarli e convincerci che dopotutto morire di ghigliottina sarebbe meglio che morire sulla sedia elettrica? Personalmente preferisco non prestare loro attenzione e non votarli e, semmai, prediligerei un politico che mi facesse vivere, anche malamente ma vivere, ad uno che mi facesse ingiustamente morire con rapidità e senza dolore.
cerdella.60@gmail.com


Casalbuttano
Staremo con chi ha un progetto vero
Signor direttore,
in vista della prossime elezioni politiche tutti i ‘cavalli di razza’ sono ai nastri di partenza. Nuova Linea partito politico di Casalbuttano, auspica che il vincitore attui per il proprio paese un progetto per lo sviluppo della nostra comunità. Il nostro partito in occasione delle prossime consultazioni amministrative 2019 è disponibile per alleanze con gruppi di chiara appartenenza politica escludendo ogni rapporto con liste civiche. La gente ci dovrà giudicare su una proposta politica credibile, su quella sarà chiamata a dare responsabilmente il proprio consenso in una coalizione marcatamente di centro-destra, Nuova Linea darà il suo contributo nella modernità del cambiamento.
Giacomo Mondini
(consigliere comunale di Nuova Linea, Casalbuttano)


Cantù-Vanoli in televisione
Confermo: vergognosa telecronaca
Buon giorno direttore.
ho letto la sua opinione a proposito della telecronaca della partita Cremona-Cantù: mi spiace ma non concordo con lei. Ritengo la sua prudenza eccessiva. Io ho citato nome e cognome del commentatore e mi aspettavo che lei aggiungesse pure quello del telecronista. Invece ha eliminato anche Stefano Michelini. Che male c’è a scrivere nome e cognome di commentatori che raccontano la partita in modo vergognoso, e che umilia l’altra squadra in campo? Verificare quanto sostengo, andando a rivedere la registrazione della partita, se reperibile. Taluni personaggi quando dimostrano di essere spudoratamente di parte - anche con squadre avversarie super blasonate - dovrebbero essere bacchettati, alla grande, pure dalla stampa. Altro che definiti, in modo canonico «competenti e professionali» (gli aggettivi se li poteva tranquillamente risparmiare). Certe sconcezze in video - molto in voga nel basket - forse finirebbero. E questi signori farebbero - almeno si auspica - il loro mestiere in modo corretto ed equo. Per rispetto, soprattutto, delle due squadre in campo.
Luigi Olivetti
(Pontevico)
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Farei la firma per assistere sempre a partite come quelle tra la Vanoli e Cantù: commenti in tv pro avversario e risultato a favore di Cremona in modo tanto limpido. Nella sua lettera lei non aveva messo il nome del telecronista («del quale non ricordo il nome», ha scritto) e noi, per non dare un’informazione solo parziale abbiamo preferito ometterli entrambi.


Cremona, via Paolucci de’ Calboli
Pulizia della strada e auto fuori posto
Egregio direttore,
volevo segnalare il problema che persiste costantemente durante la pulizia delle strade tra Via Paolucci de’ Calboli, via Mincio e vie adiacenti. Il lunedì e il martedì vige il divieto di sosta sul lato interessato alla pulizia. In ottemperanza alcuni cittadini rispettosi osservano tale divieto (pochi ma buoni) mentre la pluralità è certa della totale e consueta non sanzionabilità di tale comportamento, assume un atteggiamento di ostentata e spesso insolente indifferenza verso un divieto. L’operatore della macchina pulitrice si deve esibire in slalom e chicane tra le auto in sosta. Non ultimo le auto parcheggiate a piacere (selvaggiamente) senza rispetto della direzione degli stalli all’angolo di via Adda con via Mincio, altezza sala giochi. A chiosa di tutto ciò va purtroppo evidenziata l’assoluta irreperibilità sul luogo di chi dovrebbe tutelare l’operazione e difendere il rispetto del codice.
paccio.oscar@libero.it
(Cremona)

IL CASO
TRENO DERAGLIATO: CON LO SPEZZATINO DI F.F.S.S NESSUNO ORA È PIÙ RESPONSABILE DI NIENTE

Signor direttore,
ho letto con attenzione il suo fondo domenicale in cui prende lo spunto dal gravissimo episodio dell’incidente di Pioltello, per proseguire con una dettagliata disamina dello stato delle ‘nostre’ ferrovie, con particolare riferimento a Trenord. Ho condiviso in massima parte il contenuto, compreso alcune note tecniche dalle quali si evince che, per logica, si è giustamente documentato. Avendo svolto la mia vita lavorativa alla guida dei treni (dalle locomotive a vapore, alle diesel, alle elettrodiesel, infine su quelle precipuamente elettriche... dei miei tempi) potrei anche cimentarmi in considerazioni al riguardo, che derivano da un retaggio professionale e culturale. Mi limito a dire, a prescindere dal grave fatto, che pressoché tutti i mali del trasporto ferroviario nazionale (disservizi, disfunzioni, disagi e chi ne ha più ne metta!) derivano dallo scandaloso smembramento (quando non svendita) di quelle che una volta erano un corpo unico, cioè le Ferrovie dello stato. Ora, divise in molte branchie (pubbliche, pseudo tali, nonché private), si palleggiano qualsiasi responsabilità, intente ciascuna ad accaparrarsi più fondi possibili (statali!) tra cui l’alta velocità la fa da padrona. In tutto c’è la consapevolezza di una classe politica inadeguata, incline troppo spesso ai propri interessi (e di partito!) piuttosto che a quelli del Paese e/o del relativo territorio.
Franco Manfredini
(Cremona)
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Credo che lei abbia fornito un ulteriore elemento di valutazione sullo stato dei nostri disastrati trasporti ferroviari.

LA POLEMICA
Giorno della memoria, gulag e aborto

Signor direttore,
il suo commento alle considerazioni di Oreste Bini e Luigi Guarneri su ‘Giornata della memoria e incapacità di leggere i segni premonitori del male’ mi ha amareggiato: con una iattanza , che non è nel suo stile rispettoso e corretto, ha esclamato: «Per favore non infanghiamo la Giornata della memoria con paragoni infondati». Bini e Guarneri dopo aver illustrato la celebrazione della Giornata della memoria hanno condiviso l’affermazione della presidente delle comunità ebraiche: la Shoah fu «tutto perfettamente legale ma contrario al diritto naturale». E’ la stessa constatazione del magistrato Francesco Nuzzo sul suo giornale rispettivamente il 28 e 27 gennaio. Dopo questa prima parte il suo insulto a Bini e Guarneri d’aver infangato il ricordo dell’Olocausto: essi hanno rilevato che la negazione del diritto naturale, cioè la negazione della suprema dignità della persona dal concepimento alla morte naturale, sta alla base della Shoah e dei crimini comunisti, consumatisi nei campi di annientamento nazisti come nei Gulag istituiti da Lenin nei monasteri dal 1918 in poi, tra i quali il più famoso fu quello delle isole Solowski vicino alla penisola di Kola. Quando ‘Gulag il sistema dei lager in Urss’ venne presentato a Cremona nel febbraio del 2004 con mostre, conferenze e catalogo (presidente, allora, dell’amministrazione provinciale Gian Carlo Corada) ‘La Provincia’ ne fece corretta informazione. Così è successo in questi 14 anni per aver capovolto la sua scala dei valori? Non vorrei che a provocare la sua indignazione sia stato l’accenno di Bini e Guarneri all’aborto, cioé alla Shoah dei cuccioli umani, o quello che camuffando il crimine più abbietto si chiama Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) ‘salute sessuale’.
Mario Pedrini
(Cremona)
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Non era mia intenzione insultare nessuno e sono convinto di non averlo fatto neppure in questa occasione. Ho sempre il massimo rispetto delle opinioni altrui. Continuo però a ritenere fuori luogo il parallelismo tra la Shoah e l’aborto.

 

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    05 Febbraio 2018 - 10:16

    Direttore! Provi a riconsiderare invece il parallelismo che continua a ritenere fuori luogo. E' un problema di logica (anche formale): Se è vero che la Shoah tanto deve alla negazione di un diritto naturale (ogni uomo nasce uguale all'altro, con uguali diritti, e non c'è nessuna differenza di DNA che tenga davanti a questo assunto) allora è esattamente lo stesso per chi sostiene l'aborto: un altro modo di negare un diritto ad un essere vivente. Se è su questo che dobbiamo ancora confrontarci nel 2018, cioè sulla definizione del concepito come di un essere vivente, allora capisco che la nostra è una battaglia ancora molto lunga. Mi chiedo come non si possa riscontrare questo male in certi rigurgiti razzisti anche nostrani! L'aborto è accettabile solo quando in gioco c'è la vita della madre, ma in tanti altri casi è comunque legale: esattamente come lo fu l'internamento degli ebrei in Germania. Su questo che dobbiamo stare attenti: "legale" non è sempre anche "giusto".

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