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Lettere al Direttore del 29 Gennaio

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gbonali@laprovinciacr.it

31 Gennaio 2018 - 12:06

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

La politica dei ‘saggi’
La ‘rottamazione’ è già in soffitta
Signor direttore,
gli atteggiamenti in questi casi sono due e sono agli antipodi. Ad alcuni riesce difficilissimo, se non impossibile per vari motivi (affezione, notevole esborso per l’acquisto…) sbarazzarsi delle vecchie cose anche se rubano spazio necessario ad acquisti più recenti. Costoro stivano a malincuore quanto eliminato, in locali già strapieni adibiti alla ‘sepoltura’ (cantine, soffitte) con l’ipocrita proponimento di dargli una futura seconda possibilità o per lo meno utilizzarne parti per utopistici nuovi assemblaggi. Altri gioiscono invece nel farlo, pensando al sollievo di non doversi più trovare l’indomani al cospetto degli odiati orpelli.
Anche in politica avviene la stessa cosa: c’è chi, rapito dalla primaverile fragranza delle giovani leve, consegnerebbe loro con fiducia il Paese pur di dissolvere il persistente sentore di muffa; c’è però anche chi non rinuncia tuttora ai ponderati pareri maturati dall’esperienza di ‘vecchi saggi’ (li voglio chiamare così) per illuminare strade incerte da percorrere senza un idoneo faro.
Niente accantonamento quindi, ma interviste nonché partecipazioni a dibattiti e convegni, per gli inossidabili Napolitano (classe 1925), Cirino Pomicino (classe 1939), Ciriaco de Mita, attualmente sindaco del suo Paese natale: Fusco (AV), classe 1928 e ‘dulcis in fundo’ l’ex cavaliere Silvio Berlusconi che, novello S. Paolo rifolgorato sulla via di Palazzo Chigi (classe 1936), si dichiara (Corte Europea permettendo) pronto a ridare tutto se stesso per la Patria (la madre lo spronava sempre, sono parole sue, ad assecondare i suoi impeti volti al bene comune) proponendosi come Presidente del Consiglio in caso di prevalenza del suo partito all’interno della coalizione di cui fa parte. Si dice che ‘gallina vecchia faccia buon brodo’, ma un po’ di insalatina fresca può aiutare lo stomaco a digerire meglio.
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Treno deragliato/1
Anche i sindacati hanno responsabilità
Signor direttore,
mi sto ponendo una domanda in merito all’incidente ferroviario a Pioltello: come mai i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil non esprimono la loro opinione su quanto accaduto? Nessuna dichiarazione in merito dopo giorni dal disastro. Forse hanno vergogna perché qualche responsabilità ce l’hanno pure loro? Sulla linea Cremona-Treviglio-Milano in servizio c’erano 135 addetti di varie qualifiche (addetti alla circolazione, biglietterie e operai alla manutenzione) ma dagli anni ‘90 è un deserto. Questa cosa vuol dire che il taglio dei posti di lavoro è andato a discapito della sicurezza. Tutto questo grazie ai compromessi tra sindacati e governi. Grazie se sapete capire la mia rabbia... e un abbraccio ai famigliari delle vittime e uno particolare al signor Renato, il macchinista del 10452.
mario051048@yahoo.it


Treno deragliato/2
Per Rfi i pendolari passeggeri di serie B
Caro direttore,
uno dei problemi italiani è avere sempre i grilli in testa per fare chissà che cosa, tipo una ferrovia ad Alta velocità (TAV) e dimenticare di fare l’essenziale, tipo un’ordinaria manutenzione efficiente delle rotaie e delle carrozze che esistono già. Si nota proprio la tendenza ad una doppia velocità con indubbi svantaggi per quella dei pendolari, dei treni locali e delle classi povere che vanno in treno. Per cui le tragedie come quella di Pioltello sono il risultato ovvio. Se togliessero i grilli malsani che hanno nel cervello e spendessero un centesimo per quel che serve veramente, avremmo una situazione ben diversa in termini di efficienza e di sicurezza. Inoltre mi domando come si fa ad immaginare di viaggiare a 300 km allora su rotaie del medioevo. Esprimo solidarietà e rincrescimento per quanto successo alle vittime del deragliamento.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


Asasa
Siringhe nei vialetti del parco giochi al Po
Caro direttore,
forse qualcuno dei ‘benpensanti’ ha deciso di istituire corsi pratici, gratuiti e all’aria aperta per fanciulli aspiranti alla carriera medica o infermieristica?
Gaetano Solfi
(Cremona)

IL RICORDO
GRAZIE PER AVERMI ACCOLTO NELLA TUA VITA CON INFINITO AMORE

Signor direttore, sabato è venuta a mancare la mia mamma adottiva Valeria Zanetti. Ho scritto questa lettera a lei dedicata.

Cara Vale, sono sempre stato un ragazzino difficile, eppure circa quarant’anni fa hai scelto di accogliermi nella tua vita. E lo hai fatto come si deve, spalancando entrambe le braccia e donandomi ogni giorno da allora tutto ciò di cui una persona come me aveva bisogno. Lo hai fatto sempre con la massima discrezione, a volte nell’ombra, a volte in silenzio. E in tutto questo tuo fare, pieno di amore e attenzioni verso di me, tu e il babbo mi avete aiutato a superare in gran parte le difficoltà che ancora oggi mi porto dentro. Mi avete permesso di crescere in modo sereno e spensierato, mi avete educato, mi avete istruito e insegnato ad andare avanti con le mie sole forze.
Per me sarebbe stato anche più che sufficiente, sai? Ma tu e il babbo mi volevate talmente bene che ventinove anni fa siete stati così bravi e così generosi da donarmi un fratello tanto eccezionale, così unico, forte, capace, attento ai bisogni degli altri ... gentile e allo stesso tempo già oggi così uomo. Sapessi come sono orgoglioso di Luca!
Sono passate solo poche ore e già mi manchi così tanto. Ti voglio un mondo di bene, cara Vale e ti sono così riconoscente per tutto quello che ogni sacrosanto giorno hai fatto per me, per il babbo e per Luca. Sei stata altruista fino all’ultimo: anche quando quasi faticavi a parlare, mi hai regalato un paio di sorrisi autentici e profondi che non potrò mai dimenticare.
Sei stata una persona preziosa, una compagna gentile e avrai per sempre un posto speciale nel mio cuore. Non preoccuparti per noi: adesso fa male, così male che non riesco a smettere di piangere; così male che tremo, manca addirittura il fiato e gira la testa! Accidenti a te! Forse non immagini neppure quanto! Ma io, il babbo e Luca siamo persone forti e sapremo cavarcela. Piuttosto tu adesso sentiti libera di continuare la tua esistenza nel migliore dei modi perché te lo meriti davvero ed io sono così felice per te!
Ti voglio bene, Vale. So che lo sai, ma fattelo dire ancora e ancora e ancora. Tuo per sempre
William Verzellesi

IL CASO
ALL’OGLIO PO VISITA SPECIALISTICA SPOSTATA DUE VOLTE SPERO NEL TERZO APPUNTAMENTO

Egregio direttore,
le scrivo per segnalarle un disservizio fastidioso che sarebbe bene non si ripetesse. Il 4 luglio 2017 avevo prenotato una visita di medicina oncologica all’ospedale Oglio Po, che era stata fissata il 27 dicembre 2017 alle 12.30. Ma poi sono stato chiamato al telefono e sono stato avvertito che l’appuntamento veniva spostato al 24 gennaio 2018 alle 12. Il giorno stabilito mi sono presentato all’ospedale, ma mi è stato detto che quel giorno non risultavo nell’elenco e che la visita era invece prenotata per il 31 gennaio, sempre alle 12. Ora spero che il 31 non mi sia riservata un’altra sgradita sorpresa.
G. P.
(Casalmaggiore)
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Disguidi fastidiosi, soprattutto quando si tratta di salute e di visite specialistiche che si vorrebbero fare con una certa velocità. Le auguro che il 31 non ci siano sorprese. Per quanto riguarda la vicenda se l’ospedale Oglio Po vuole replicare noi siamo qui.

LA REPLICA
Noi pronti a salvare il museo del lino, e gli altri?

Signor direttore,
in questa sede non vogliamo commentare la lettera del Sindaco Cominetti pubblicata il 21 gennaio, il cui linguaggio intriso di astio e volgarità si commenta da sé. Anche se non mancano spunti comici sia pur involontari, come per esempio quel ‘nostro Museo del Lino’ pronunciato da un Sindaco che non ha mai chiesto di visitarlo. Qui vogliamo però rilevare con indignazione il contenuto oltraggioso che aleggia nella missiva, messo chiaramente in evidenza dal titolo provocatorio: ‘Il Museo del Lino non è della signora Mariotti’. È verissimo, Stefana Mariotti non è la ‘padrona’ del Museo del Lino. È la Presidente eletta all’unanimità dal Comitato Direttivo, e ogni suo atto è sempre avvenuto nel rispetto delle sue decisioni. (...) Ma il Museo del Lino non è retto solo dal suo Presidente e dal suo Organo Direttivo. Durante svariati decenni ha tratto la sua linfa vitale dal lavoro costante dei suoi volontari! Nessuno riceve denaro come compenso del suo lavoro. Da non dimenticare mai che il Museo del Lino non è nemmeno solo dei suoi organi dirigenti e dei suoi soci: è soprattutto patrimonio comune di tutti i pescarolesi ma anche della cultura italiana.
Per quanto riguarda l’origine dello scontro reale fra Sindaco e Museo è necessario sgomberare il campo da sovrapposizioni fantasiose e pettegolezzi. Nell’unico incontro con il Comune avvenuto ormai parecchio tempo fa il Sindaco espresse l’intenzione di disconoscere la Convenzione del 2004 che sancisce l’obbligo da parte del Comune di pagare gli oneri per luce, gas e telefono, offrendo in cambio un non ben precisato contributo spese. Già allora il Museo, fermo restando il totale rispetto della validità della convenzione in ogni sua parte, espresse una larga disponibilità a contrarre al massimo le spese, concentrando per esempio nei mesi invernali le visite in due giorni con una riduzione sostanziale di gas e luce. Il mancato accordo ha portato il Comune alla delibera di chiusura delle utenze a partire dal primo gennaio 2018 e al conseguente ricorso al Tar da parte del Museo. Il Tar ha fissato la data di esamina del caso al 23 maggio 2018, per cui fino a quella data il Museo, costretto al buio e al freddo chiude i battenti.
Bisogna infine ricordare un fatto molto importante, che cioè un tentativo ufficiale di conciliazione, l’unico sul tavolo, è stato messo in atto dal Museo del Lino. In data 14 settembre 2017 il Museo chiedeva un incontro ufficiale all’Assessore alle Culture Identità e Autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini, per esaminare la possibilità di una mediazione che evitasse il ricorso al Tar. Purtroppo l’incontro veniva concesso solo in data 28 novembre 2017 quando il ricorso era già partito, ma con ancora molto tempo davanti per eventuali iniziative in grado di interrompere l’iter. All’incontro, avvenuto nella sede regionale di Palazzo Pirelli, erano presenti oltre a vari funzionari, l’Assessore Cristina Cappellini, i consiglieri territoriali Agostino Alloni e Carlo Malvezzi. Da parte del Museo il conservatore Luigi De Antoni, il direttore Fabrizio Merisi, e il presidente Stefana Mariotti. Durante l’incontro i rappresentanti del Museo hanno ribadito la loro posizione di piena disponibilità sul piano pragmatico a ridurre drasticamente le spese senza però mettere in alcun modo in gioco la validità della Convenzione in ogni suo punto. La riunione si è chiusa con l’intesa che il consigliere Malvezzi, in ottimi rapporti con il Sindaco Cominetti, avrebbe operato per portare al più presto l’Assessore a Pescarolo per esaminare il problema a distanza ravvicinata con le parti. A tutt’oggi non sappiamo a che punto siano le cose. (...)
Non siamo disposti ad accettare atteggiamenti oltraggiosi, ma sempre pronti ad operare per salvare un’istituzione che nel sentimento collettivo è tutt’uno con l’identità di Pescarolo ed Uniti.
Abbiamo lanciato un appello per il Museo e abbiamo ricevuto centinaia di adesioni da Pescarolo e da tutto il mondo - Giappone, Stati Uniti, Europa - che ci hanno commosso e rincuorato. (...)
Ferruccio Carasi, Franco Cavalieri, Luigi De Antoni, Tina De Antoni, Enrica Mariotti, Gianni Melgari e Fabrizio Merisi
(Comitato Direttivo del Museo del Lino)

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