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Lettere al Direttore del 27 Gennaio

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29 Gennaio 2018 - 14:34

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

LA LETTERA

È importante conoscere il nostro passato

Gentile direttore, penso che possa fare piacere far conoscere qualche cosa del nostro passato alle nuove generazioni. Nei giorni scorsi ho assistito alla presentazione del libro di Chiara Carotti ‘Storie di famiglia’: non sapevo che stesse scrivendo questo libro, altrimenti mi sarei premurato di darle il documento (che allego in fotocopia) che riguarda proprio il bisnonno di Chiara. Si tratta del passaporto di Achille Zambelli, rilasciato dal comune di Duemiglia. La casa del bisnonno di Chiara si trovava in via San Sebastiano, fuori dalle acque che delimitavano Cremona città, la frazione Corpi Santi dallo stesso comune. Le acque erano formate dal Riglio, dal Cavo Cerca, dal Naviglio e dal Morbasco. La frazione Corpi Santi era tutta la zona abitata all’esterno delle mura che delimitavano la città vera e propria. Le fotografie che le invio riguardano la prima e la seconda pagina del passaporto.
Leo Granata
(Cremona)

Da sempre fiera abortista
Un paradosso Bonino che parla di denatalità
Egregio direttore,
Emma Bonino, anziché fare un passo indietro e ritirarsi dalla politica attiva lasciando la poltrona ad un giovane, ha chiesto asilo al partituncolo di Bruno Tabacci (Centro democratico) deludendo non poco quei pochi militanti che ancora credevano in lei nonché Sergio Ravelli, storico radicale di Cremona. Alcuni giorni fa, ringalluzzita più che mai, ha perfino delirato a sproposito chiedendo di poter dare il permesso di soggiorno a mezzo milione di clandestini. Emma è andata oltre perché vorrebbe un milione e mezzo di immigrati all’anno e per dieci anni per la modica cifra di sedici milioni di individui con cui sostituire italiani ed europei. Questa infelice ‘sparata’, secondo voci riportate all’estero, è stata fatta durante un’intervista ad una tv araba, un chiaro invito a far venire tutti qua, nel Paese del Bengodi. E per un posto al sole ora sostiene Renzi, Gori e ciò che rimane del Pd. Essendo saltato lo jus soli, ora la sinistra vaneggia immediati permessi di soggiorno con la speranza in futuro di raggranellare qualche voto in più. La Bonino ha anche spiegato perché questo è necessario: in Italia dice, la demografia è molto bassa, ci sono poche nascite e detto da lei si rimane increduli. Molti ricorderanno il suo passato da fiera e convinta abortista al fianco dell’ormai dimenticato Marco Pannella. Questi politici, se cosi vogliamo chiamarli e concludo, ormai non li votano più neanche i loro parenti e i danni che hanno provocato in nome di pseudo diritti civili sono sotto gli occhi di tutti.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Vota antonio, vota antonio
Che musica sentiremo il prossimo 4 marzo?
Signor direttore,
il 4 marzo 1943 nasceva Lucio Dalla che titolando con quella data una delle sue più famose canzoni, la consegnò alla storia della musica leggera italiana. Ben altra musica ascolteremo il 4 marzo di quest’anno, quando saremo chiamati a definire il nuovo assetto del Parlamento; le urne non saranno tristi come quelle di Foscoliana memoria, ma come fornelli di pop-corn: scoppiettanti di nomi e simboli artefici di un sicuro memorabile cambiamento. Ulisse dovette farsi legare all’albero della nave per resistere al melodioso ma intrigante canto delle sirene; così come l’eroe, verremo fino a quella data anche noi tentati, ma dai soliti gracidii e ritrite promesse che invece di ammaliarci, ci indurranno brividi lungo la schiena, come se anche noi fossimo in balìa di un mare agitato. La ‘cacofonia’ raggiungerà nel periodo livelli tali da spingere anche i più motivati a fuggire più veloci di Speedy Gonzales all’apparire in TV del politico di turno. Già, ma allora di chi fidarsi? Totò sarebbe l’unico a non avere dubbi: ‘vota Antonio, vota Antonio’!
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)

Dobbiamo aprire gli occhi
In Italia c’è il rischio di sostituzione etnica
Gentile direttore.
questa mia per rettificare un giudizio da me espresso e che lei non ha condiviso in merito alla lettera sul Giorno della Memoria. Affermavo che il nazismo è stato un crimine atroce, ma cosi non lo vedevo se rapportato ad alcune ‘cose’ che stanno capitando in Italia, ‘cose’ che vado subito brevemente ad elencare. Ultimamente in Italia si è assistito ad un macello sociale con la sicurezza al cittadino italiano negata anzi assente cioè io esco di casa e non so se ci ritorno causa qualche clandestino che senza motivo mi ammazza a picconate o altro e se mi difendo mi danno quattro ergastoli. Io lavoro e più di sei mesi di stipendio mi vengono sottratti in tasse e sono strangolato, come sono strangolati da tasse folli, aziende ed imprenditori, che spesso si suicidano: migliaia di famiglie italiane sterminate. Io come cittadino italiano vengo scavalcato in diritti, servizi e quant’altro da clandestini che non hanno rispetto solo pretese non ho diritto di obiettare tale ingiustizia se no vengo subito lapidato come sporco razzista e il mio pensiero violato e represso stile mi si usa violenza psicologica. Io come cittadino italiano, e questa è la cosa più grave ogni giorno, sono a rischio cancellazione e annientamento: l’Italia è l'unico stato al mondo che discrimina i propri cittadini a favore degli immigrati. Si parla di sostituzione etnica operata dalle sinistre: avete capito bene, sostituzione etnica vista come distruzione di un popolo quello italico e questa cosa si trova perfettamente in linea col nazismo nello sterminio del popolo ebreo quindi non più ne meno grave di ciò che sta capitando in Italia.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Campagna elettorale
M5s, centrodestra e le unioni gay
Gentile direttore,
«nel programma del M5s e in quello del centrodestra», ha detto lo scorso 23 gennaio Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, «le tematiche gay sono assenti». Sembra che il portavoce gay sia male informato. Infatti Silvio Berlusconi il 20 gennaio 2016 si era detto a favore delle adozioni da parte di coppie gay.
Silvio Pammelati
(Roma)

Bravo quel parlamentare...
Prima di ‘segarlo’ ci penserei un bel po’
Caro direttore,
penso che prima di segare un parlamentare del Movimento 5 stelle come Giorgio Sorial, gli elettori bresciani del Movimento debbano pensarci bene. Figlio di egiziani copti questo bresciano atipico si è battuto più di tutti, più dei parlamentari bresciani dei partiti di governo, per mettere in risalto nell’aula, i problemi ambientali derivanti dall'inquinamento da Pcb, arrivando a portare a Montecitorio campioni di acqua inquinata da Cromo esavalente e presentando vari atti parlamentari per la soluzione del caso Caffaro. Inoltre è stato il promotore della legge approvata dal Parlamento, per l’abolizione delle auto blu, oggetto di diatribe politiche per decenni. Ai problemi non ci gira intorno ed è uno che le azzecca.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Impianto a biomasse
Il Comune di Gussola deve dare risposte
Egregio direttore,
approfitto del suo spazio per porre una domanda alla amministrazione comunale di Gussola. Il sindaco e i suoi assessori sono in grado di spiegare con chiarezza cosa si produce nell’impianto a biomasse alla ingresso del paese? La domanda sorge dal fatto che si è sempre parlato di impianto per produrre elettricità ma altre voci parlano della produzione di biometano per autotrazione. Una risposta sarebbe il caso di darla ai cittadini di Gussola visto che le due cose sono molto diverse e in più possono spiegare se il deflusso di acqua dalla stessa centrale consiste in normale scarico o acqua di raffreddamento del motore?
Amilcare Boni
(Gussola)

Mi raccomando, con calma
L’Asl è diventata Ats e la mail non funziona
Egregio direttore,
avendo bisogno di contattare l’Urp dell’ATS Val Padana (ex Asl), sono andato sul sito e ho cercato l’indirizzo email. Ho scritto più volte all’indirizzo riportato (urp@aslcremona.it) e mi è regolarmente tornato indietro un messaggio d’errore: ‘Il dominio aslcremona.it non è più attivo’. Suppongo che sia dovuto al fatto che da un po’ - non da ieri appunto, ma da un po’ - l’Asl non si chiama più così e verosimilmente anche il dominio è cambiato. Il tempo per cambiare l’indirizzo email nel sito, però, pare che non ci sia ancora stato. Avanti con calma, insomma.
S. M.

Stop a queste candidature
Ancora la Santanché. Mi viene l’orticaria
Egregio direttore,
visto che siamo in piena bagarre elettorale le chiedo ospitalità per esporre alcune mie perplessità. Partiamo dal cosiddetto ‘cambio di casacca’: ma è mai possibile che ben 563 parlamentari nel corso dell’ultima legislatura siano transitati da un gruppo parlamentare ad un altro o in taluni casi ne abbiamo fondato uno ex-novo? Dov’è la credibilità di queste persone? Certo so bene che questi deputati si difendono imputando ai partiti che li hanno portati in Parlamento di aver cambiato linea politica ma obbiettivamente questa suona molto come una difesa da bambini dell’asilo! Ma veniamo alle perplessità che più riguardano il nostro territorio: nella passata legislatura non si può certo dire che Luciano Pizzetti e Danilo Toninelli non ci abbiano ben rappresentato a Roma così come non si può smentire il fatto che Carlo Malvezzi piuttosto che Cristina Cappellini o Federico Lena e Agostino Alloni abbiano fatto appieno il loro dovere in Regione Lombardia ma leggere ancora una volta che la signora Daniela Santanchè potrebbe essere catapultata sul nostro territorio, beh questo mi fa proprio venire l’orticaria. Quante volte si è materializzata nella nostra terra la ‘signora dei salotti televisivi’? Quante istanze che ci riguardano da vicino lei ha portato in Parlamento? Attendo gentili risposte da chi è nelle segrete stanze e ne sa più di me!
Giancarlo Bissolotti
(Associazione ‘Cittadini Protagonisti’ - Pizzighettone)

L'INTERVENTO

Le leggi razziali del 1938 un’oscenità ‘antigiuridica’
L’allineamento del fascismo alle pratiche germaniche avviene soltanto nell’ultimo periodo, con la pubblicazione del ‘Manifesto del razzismo’ del 14 luglio 1938, preparato da studiosi che fissano i progetti del regime. I sapienti ‘stabiliscono’ che gli ebrei non appartengono alla razza italiana, poiché ‘dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato al di fuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia, perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli italiani’.
E dire che gli ebrei, da tempi remoti, hanno sempre colto un fausto presagio nella parola I-tal-jàh della loro lingua, che significa ‘isola della rugiada divina’, per identificare il Paese dove abitavano e abitano, pur nelle alterne vicende causate da violenze politiche o da inclemenza degli individui. Per risolvere la questione, il Gran Consiglio del Fascismo traccia le linee programmatiche, il cui contenuto è scolpito nel R.D.L. 17 novembre 1938, n. 1728. Seguono altri provvedimenti che vietano a professori e alunni l’insegnamento e la presenza in scuole non ebraiche, proibiscono i matrimoni misti, fissano i limiti di proprietà immobiliare e attività industriale o commerciale per i cittadini italiani di razza ebraica. Con l’entrata dell’Italia in guerra non s’attenua la ventata d’odio, che ‘Il regime fascista’ di Cremona, in un articolo del 25 giugno 1940, rende al meglio: ‘È ora di finirla con gli ebrei! Essi che non hanno e non avranno mai più l’onore di portare le armi, oggi non pensano che a far quattrini a palate alle spalle dei combattenti e dell’Italia in guerra. Si può ancora continuare così? Costoro sono i traditori della Patria, gli agitatori di tutte le latitudini, che la guerra hanno voluto sapendo di non farla’.
Gli infelici, però, serviranno come bestie da soma, quando i governanti ordinano la ‘mobilitazione totale servizio lavoro ebrei fisicamente idonei ambo i sessi, compresi discriminati, ebrei facenti parte famiglie miste e ebrei stranieri, dall’età di anni diciotto ai trenta, avviandoli pei centri raccolta che saranno indicati da ministero Corporazioni’. Così, una circolare del ministro dell’Interno, Umberto Albini, del 17 giugno 1943.
Ho riportato alcune tappe del piano eliminatorio dell’ebraismo, per due conclusioni inevitabili.
La prima delle quali si riduce a constatazioni di pura logica: se il diritto positivo e formale, che viene impresso nelle tavole della legge, cui si conferisce il primato su ogni altra espressione normativa, è ridotto a specchio di fanatismi razzistici e religiosi, di ripugnanti tirannie, di ciechi nazionalismi politici, di normative miopi o partigiane, appare evidente l’irriducibile contrasto con il livello superiore di giuridicità. È da considerare, perciò, non-diritto e anti-diritto per la sua intollerabile iniquità, giacché entra in rotta di collisione con la legge naturale, che emana dalla ragione oggettiva, rispettabile anche se non la si rispetti, inviolabile anche quando sia violata. Confligge, altresì, con la nostra Costituzione, che attinge alle radici profonde dell’umanità e a uno strato di valori altissimi per edificare un mondo giusto, in cui l’uomo, ogni uomo, è libero e merita rispetto senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Il contenuto di volgarità e di odio razzistico di quella legislazione, dunque, è agli antipodi degli eterni canoni che devono guidare la vita giuridica dell’uomo e che si riassumono nel binomio della libertà e dell’eguaglianza.
La seconda considerazione concerne l’apporto fornito alla caccia all’ebreo, alla tortura, al filo spinato, al trasporto nei campi di concentramento in Germania e allo sterminio dei deportati.
Di certo, furono complici i fanatici in camicia nera, ma la responsabilità va ascritta pure a tanti italiani che contavano sul piano culturale: giornalisti, docenti universitari, pubblicisti, scienziati, medici, storici, ecclesiastici, giuristi. Quelli che ‘avevano avuto il potere di influire psicologicamente sulle masse con i grandi mezzi di comunicazione e di persuasione, quelli che nelle aule universitarie

IL CASO

Cremona-milano linea maledetta
I pendolari meritano rispetto
Signor direttore,
il 25 gennaio scorrendo le notizie sul cellulare ho appreso del deragliamento sulla linea Cremona - Treviglio - Milano. Mi sono soffermato giusto un attimo, come sempre faccio quando leggo il nome della mia città nella cronaca nazionale. Dopo poco qualche amico si è informato se dei conoscenti fossero coinvolti e io ho risposto, devo dire sinceramente, biasimando quello che per me era eccesso di preoccupazione (figuriamoci!). A pranzo poi ho seguito la notizia al tg e con incredulità ho sentito un nodo stringermi la gola così forte che ho preferito spegnere la tv. Del resto è impossibile non sentire come profondamente proprio il panorama logoro, umido e desolato della periferia lombarda, scenografia di quei rottami stomachevoli apparsi nei servizi tv. Sulle stesse carrozze sarò sicuramente salito anch’io in tutti questi anni. Quante levatacce, sudate, imprecazioni: ti lamenti dello sporco, del ritardo, poi ci ridi su e gli vuoi quasi bene a quelle carrozze scassate. Come non pensare però a quanti poveri cristi conosco che si alzano tutti i giorni a orari inumani per lavorare nel capoluogo. ‘Ma chi vuoi che prenda il treno alle 5,32’? pensavo. Eppure qualcuno c’era e magari erano 20 anni che lo faceva. E allora, anche se ripeto il già detto, questa linea Cremona-Milano (da qualunque parte la prendi) è� proprio maledetta, insopportabile, e per quanto ogni tanto esca un proclama entusiasta per le migliorie possibili nei prossimi anni, io rispondo che di anni per l’attesa ormai non ne ho più.
Michele Brugnoli
(Cremona)

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Quello che penso sul disastro ferroviario di Pioltello l’ho scritto ieri. Investire in manutenzione e sicurezza sulle tratte ferroviarie secondarie è un anche dovere morale verso decine di migliaia di pendolari che ogni giorno all’alba salgono sui treni per andare a lavorare.

Le foto dei lettori



Signor direttore, in via Persico da qualche settimana è comparso l’ennesimo rilevatore di velocità...

Ne parlo con...

Malati cronici in carico
Prime lettere in arrivo. L’umi: ‘non aderire È un pieno diritto’
Egregio direttore,
in occasione delle prime lettere inviate dalle ATS ai cittadini vale la pena ricordare il pieno diritto di ogni cittadino di non aderire al modello lombardo per la cura della propria malattia/e cronica.
Si ricorda che la proposta della Regione Lombardia, se accolta, obbliga alla scelta di un ‘gestore’ della propria malattia cronica e alla firma di un ‘patto di cura’, vero e proprio contratto privato, che limita la libertà di scelta del luogo e del tipo di cura.
Indipendentemente dalla posizione del medico curante, che conviene consultare, l’UMI - Unione Medici Italiani - consiglia a tutti i cittadini, che hanno ricevuto la lettera, di non aderire.
Unica eccezione potrebbero essere quella dei pochi gravi malati cronici che sono, già oggi, seguiti stabilmente da strutture ospedaliere pubbliche.
Importante non rispondere anche per aspettare (non c’è alcuna scadenza!) il giudizio della Magistratura a cui l’UMI e altre associazioni hanno ricorso per verificare la correttezza del modello lombardo sulla cronicità. Questo, infatti, potrebbe essere un vero e proprio ‘bidone’ in quanto illegittimo e anticostituzionale.
La decisione della Magistratura sarà un’ulteriore garanzia per i cittadini che volessero successivamente aderire.
Sono presenti, inoltre, nel modello molte incongruenze organizzative che peseranno negativamente sull’assistenza di chi dovesse accettarlo.
Si capisce che il modello è stato scritto da politici e relativi consulenti non a conoscenza dei reali problemi dell’assistenza sanitaria e degli aspetti burocratici (certificazioni malattia, invalidità, ecc..)
La decisione di non aderire è, ripeto, un pieno diritto di ogni cittadino e non comporta nessuna conseguenza negativa sull’assistenza.
Non aderire è facile: è sufficiente non rispondere alla lettera dell’ATS.
Francesco Falsetti
(Presidente UMI - Unione Medici Italiani)

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