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Lettere al Direttore del 24 Gennaio

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aferrari@laprovinciacr.it

26 Gennaio 2018 - 00:30

Via giuseppina. Tempi lunghi
Il sottopasso è in pessimo stato
Egregio direttore,
in merito alla lettera della signora Laura Cabrini, pubblicata qualche giorno addietro, raccolte tutte le informazioni dagli uffici competenti, si fornisce qui di seguito un aggiornamento sulle condizioni del sottopasso di via Giuseppina nei pressi dell’ospedale. Nei mesi scorsi sono stati compiuti sopralluoghi da parte dei tecnici del Settore Lavori Pubblici e degli agenti della Polizia Locale, in quanto il manufatto era da tempo sotto costante osservazione. Al termine è stata verificata l’inagibilità della struttura: sono stati infatti riscontrati il cedimento di una spalla di supporto di un cancello, che ne impedisce l’uso, il distacco parziale del muro di contenimento, diversi distacchi generalizzati di intonaco. Complessivamente il sottopasso versa in un pessimo stato di conservazione. Considerata la pericolosità e gli ingenti lavori necessari per renderlo di nuovo agibile, al momento non è possibile indicare una tempistica per il suo recupero funzionale.
Detto questo, l’Amministrazione comunale garantisce il proprio impegno a migliorare la segnaletica già presente nonché le indicazioni del percorso più sicuro per attraversare la strada e potere così raggiungere l’ospedale.
Ufficio Stampa del Comune di Cremona


Ricerca a soresina
Alla scoperta dei medici-scrittori
Signor direttore,
sempre nell’ambito degli studi sui medici-scrittori soresinesi dell’Ottocento, si segnala la riscoperta di due articoli del dottor Fioravante Rossi (m. 1875), pubblicati dalla ‘Giornale delle scienze medico-chirurgiche di Pavia’, ovvero:
- ‘Rischiarimenti alla dottrina gerominiana, l’utile applicazione dei suoi principi a fatti clinici. Memoria prima. Dell’irritazione’ - 1839;
- ‘Rischiarimenti alla dottrina gerominiana, l’utile applicazione dei suoi principi ai fatti clinici. Memoria seconda. Dell’infiammazione’ - 1840.
I titoli e le date mostrano il dottor Rossi quale seguace delle teorie innovative del medico cremonese Felice Geromini (1792-1858), collocando l’ambiente medico soresinese del tempo all’avanguardia nel campo scientifico. Nello stesso 1839, il chirurgo maggiore Albino Magri, collega del dottor Rossi a Soresina, pubblicava un interessante scritto sull’uso dell’agopuntura in anestesia.
Maria Fortina Mainardi
(Soresina)


Frequenti aggressioni
I cani devono stare al guinzaglio
Signor direttore,
ho letto sul suo giornale la notizia di quel cane incustodito a Bagnolo Cremasco che ha aggredito quella povera signora e il suo cane. Io abito qui a Cremona e molte volte quando vado sull’argine a fare le mie foto e osservazioni ornitoligiche, noto che si lasciano sempre cani liberi e devo sempre guardarmi alle spalle terrorizzato. Con dovuto rispetto per chi ha dei cani e per chi li ama, dico che in giro dovrebbero stare al guinzaglio.
alemann81@gmail.com
in piazza a ostiano
Una illuminazione
accecante, perché?
Gentile direttore,
illuminazione o folgorazione. Nella Genesi la luce è una cosa buona: vita, gioia, bellezza, nella luce artificiale ne cerchiamo una consolante emulazione; ma se mal dosata è l’esatto contrario. Campioni nel cattivo uso della luce elettrica sono le pubbliche amministrazioni con i comuni sul podio più alto. Non fa eccezione Ostiano che nell’illuminare la sua piazza principale si è guadagnato un’ottima posizione. Vinta la folgorazione, abbassato lo sguardo per non danneggiare la vista, non si comprende la motivazione per cui un sito carico di storia e fede è disintegrato dal bagliore: mutato in un campo di calcio, in un’area di sosta per mezzi pesanti. È forse in programma una notturna caccia agli spilli? O si vuole folgorare gli ostianesi come Saulo sulla via di Damasco? Vittima illustre della malpensata illuminazione è il castello Gonzaga, relegato a sagoma che si perde nell’oscurità. Svista o scelta voluta? Ha senso illuminare un inutile mucchio di vecchi mattoni? È meglio il fulgore cementizio del Novecento che trasuda modernità; o il lasciarlo in ombra è per non voler disturbare i ‘fantasmi’ che dimorano al suo interno sulla cui presenza crede fermamente l’attuale Amministrazione. Spero in un sincero ripensamento e che l’accecante illuminazione sia ripensata in nome del bello e del buonsenso.
Giuseppe Merlo
(Brescia)

C’è arrivato anche Renzi
Stati Uniti d’Europa sono una urgenza
Signor direttore,
da qualche giorno il segretario del Pd Matteo Renzi ha scoperto che il bene dell’Italia e dell’Europa sta nella fondazione degli Stati Uniti d’Europa. Alleluia! Meglio tardi che mai. Gli Stati Uniti d’Europa comprensivi della Russia ,sono un punto fermo del programma del PA.C.E., Partito Cristiano Europeo. Pensati e invocati dall’ex presidente della Russia Michael Gorbaciov con i suoi discorsi intorno alla Casa Comune Europea sono un traguardo che bisogna raggiungere nel più breve tempo possibile. Quali benefici politici, economici, strategici, ne verrebbero. In questa Europa che non sa dove approdare si faccia subito la federazione gli Stati Uniti con quelli che ci stanno. Gli altri, i riottosi, i contrari verranno quando vedranno. È importante che il nucleo nasca e cresca diventando un centro di attrazione disponibile ad accettare i pentiti.
Rocco Rossetti
(Presidente del PA.C.E - Partito Cristiano Europeo)


Nell’agone politico
Solo don Chisciotte della ‘ciancia’
Signor direttore,
pochi purtroppo nella recente storia politica italiana sono stati i ‘saggi’ che avevano davvero a cuore le sorti del Paese, in grado cioè di scalfire a fondo le corazze di egoismo o pura inettitudine dei menefreghisti del pubblico interesse; oggi sono estinti e hanno così lasciato il campo a novelli Don Chisciotte della ‘ciancia’, nemmeno in grado di distinguere la realtà. I cavalieri senza macchia sono ai nostri giorni di arduo reperimento; si sono invece moltiplicati gli esili fantini che cavalcando al passo, grazie al gioco al rialzo delle ‘sparate’ elettorali, hanno comunque conquistato un nutrito seguito di Sancho Panza disposti a seguirli. Attenzione però; il panciuto scudiero montava un asino: quello di Buridano, non sapendo scegliere di quale tra due covoni di fieno uguali ed equidistanti nutrirsi, morì di fame. In casi analoghi gli sfortunati seguaci dovranno così accodarsi a piedi all’eroe di turno perché senz’altro non condividerà la cavalcatura, per non rinunciare al privilegio di guardarli dall’alto.
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Amministratori di romanengo
Pagamenti tardivi. Sono senza parole
Signor direttore,
leggo sulla stampa e sull’ultimo delirante volantino della maggioranza del Comune di Romanengo che la colpa dell’esborso di circa 8mila euro di interessi moratori su ritardati pagamenti di fatture negli anni dal 2014 al 2016, ricade unicamente sulla precedente amministrazione. Ricordo a tutti che dal maggio 2014 la gestione del nostro Comune è passata alla lista di Viviamo Romanengo, maggioranza attuale, per cui da circa quattro anni la responsabilità dell’amministrare è in capo alla giunta Polla. Ora mi sembra ridicola e vergognosa tale accusa, a fronte del fatto che su circa venti fatture di cui è stato contestato dal creditore il ritardato pagamento ed i relativi interessi moratori, solamente cinque erano pervenute prima del passaggio elettorale del maggio 2014, ed erano in sospeso per contestazioni sulla cessione del credito, mentre ben quindici circa erano arrivate, e pagate in ritardo, sotto l’attuale amministrazione. Dov’erano la giunta e l’assessore al bilancio in questi quattro anni? Su Marte?
E’ evidente a tutti la menzogna riportata nelle dichiarazioni alla stampa e sul volantino. Non hanno vergogna, né misura e dignità. Invece di continuare ad accusare gli amministratori precedenti, cerchino di fare qualcosa per il nostro paese, vista l’inerzia di questi quattro anni, soprattutto per migliorare o sostituire l’illuminazione ormai fatiscente, o completare il piano asfaltature, dopo i fantasiosi rattoppi che tappezzano le vie principali del nostro paese.
Luigi Scio
(Romanengo)

IL CASO

PICCIONI NELLA CHIESA DI SAN MARCELLINO DEGRADO VERGOGNOSO, NESSUNO HA COLPE?

Egregio direttore,
ieri mattina, gironzolando per la città, sono entrato nella chiesa di San Marcellino e Pietro di via Ponchielli, eretta nel 1600 per ammirare l’unico esempio di arte religiosa barocca presente a Cremona.
Subito sono stato pervaso da un intenso ‘profumo di guano’ e tanto e tale è stato il mio stupore quando dalla spettacolare ancona barocca del Bertesi si è levato un piccione che dopo un volo di una quarantina di metri si e posato sulla testa di una statua lignea del ‘700 posta nella cappella del transetto sinistro.
Poi mentre ammiravo quadri del Massarotti del Gatti e del Bonisoli, che hanno ormai perso il loro splendore avvolti da cornici coeve che definire sporche e degradate è il minimo che si possa fare, stavo attento a non essere colpito dalle possibili deiezioni di fortunati piccioni che non subiscono il freddo e che possono ammirare tra un volo e l’altro a pochi centimetri di distanza anche quel che rimane del Genovesino senza bisogno di fare la fila al Museo Civico per entrare alla mostra a lui dedicata.
Ora chiedo come sia possibile sperperare e lasciare all’incuria tante opere d’arte, quando ci sono tanti tecnici competenti che potrebbero salvarle e che sono lasciati a marcire in lavoretti per sopravvivere. Chiedo che si faccia qualcosa, almeno iniziare a togliere i piccioni che sono comunque prigionieri e non nel loro habitat naturale, per il resto basterà aspettare e il tempo farà i suoi regali come ha fatto alla facciata maggiore dove proprio al vertice ha disegnato una bellissima crepa di alcuni centimetri da richiedere come è stato fatto una messa in sicurezza. Questa incuria è veramente vergognosa, possibile che nessuno abbia colpe?
Giuseppe Ungari
(Cremona)
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Inutile dare la caccia ai colpevoli. Quello che conta è intervenire in fretta per rimediare ad una situazione palesemente assurda.

LA POLEMICA

Sarebbe ora di finirla con lo stato ‘biscazziere’

Egregio direttore,
ci meravigliamo spesso di quanto gli italiani spendono per giochi o d’azzardo (95 miliardi di euro). Una cifra che eguaglia quasi quella per il vitto! Un comportamento pericoloso e scriteriato che sottrae ricchezza alle famiglie e la sperpera in vane speranze. Ciò che più mi inquieta è il fatto che la maggior parte di questa truffaldina gestione di denaro viene manipolata o accettata dallo Stato. Un tempo le slot machine erano fuori legge e fioccavano multe salate a chi le deteneva e venivano sequestrate e distrutte. Il gioco del Lotto si giocava una volta alla settimana, ora siamo arrivati a tre. In questi ultimi anni sono fioriti a iosa i cartoncini Gratta e Vinci. Ora si può giocare tutto il giorno (ogni 5 minuti ) dei numeri on line presso le tabaccherie. Lo Stato è diventato uno speculatore che sfrutta la povertà di molti ceti sociali, che per disperazione si rivolgono alla fortuna per far quadrare il bilancio! Lo Stato dovrebbe combattere il gioco d’azzardo e non mettersi allo stesso livello degli speculatori rovina famiglie.
Ogni tanto qualcuno avendo perso tutto o avendo fatto debiti insolvibili, finisce per togliersi la vita... Bisogna riflettere e prevenire. Basta con i giochi d’azzardo di Stato.
Renato Verini
(Cremona)

 

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