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24 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

27 Dicembre 2017 - 11:21

IL CASO

CATTEDRALE, TORRAZZO E BATTISTERO
SIANO PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO

Egregio direttore
il 2018 è stato designato ‘Anno europeo del patrimonio culturale’, e poiché larga parte dei beni culturali – almeno qui da noi – è il risultato dell’influsso storico di quelle radici spirituali che hanno fatto l’Europa (e ‘contra factum non valet argumentum’ !), al riguardo proprio in questi giorni che portano al Natale del Signore (‘Nativitas Domini’, come si diceva una volta) mi permetto di esprimere alcuni pensieri natalizi (di sapore schiettamente casalingo, cremasco ma anche cremonese) intorno a due cattedrali. Sarebbe un piccolo segno, ma significherebbe una grande attenzione al nostro passato, il porre in cattedrale a Crema una cronotassi dei vescovi dalla fondazione della diocesi con l’indicazione dell’epoca di reggenza e della provenienza (come da me già pubblicamente proposto). Perché la cattedrale di Cremona (con il torrazzo e il battistero) – così rilevante storicamente, artisticamente e culturalmente – non è ancora inclusa tra i ‘patrimoni mondiali dell’Unesco’ (inserimento che è stato da me pubblicamente proposto)?
Non mi è sembrato inutile mettere per iscritto queste riflessioni perché inerenti a due luoghi che sono stati importanti per innumerevoli generazioni «e poiché abbiamo detto che tutta la carità è contenuta in tre generi, cioè carità spirituale, intellettuale e temporale» (Antonio Rosmini, ‘Costituzioni dell’Istituto di Carità’, n° 895).
Enrico Carioni
(Trescore Cremasco)

Piazza del Comune di Cremona è senza dubbio una delle più belle al mondo, soprattutto per la presenza del Torrazzo, monumento unico. Ma non so quante concrete speranze di successo possa avere questa sua proposta. Vediamo se qualcuno deciderà di farsene carico.

LA POLEMICA

FI boccia il ‘no’ a sconti di pena per i reati gravi

Esimio direttore,
molti lettori della nostra provincia non più giovanissimi si ricorderanno il tempo in cui gli episodi di natura criminale erano una rarità e che i furti nelle abitazioni un’eccezione. Il crimine in questi ultimi anni ha subito un’impennata impressionante soprattutto quello d’importazione. Agguerrite orde di barbari provenienti da ogni dove stanno mettendo a ferro e fuoco tutto il Paese sicuri del fatto che se un giorno verranno assicurati alla giustizia, la permanenza nelle patrie galere sarà solo questione di pochi giorni. Questo periodo storico ha delle sinistre analogie con la caduta dell’Impero romano d’Occidente ad opera delle tribù barbariche verso la fine del quarto secolo dopo Cristo. Alla luce di quanto sopra riportato recentemente, una proposta di legge della Lega Nord avrebbe voluto togliere il rito abbreviato e lo sconto di un terzo della pena per i reati gravi ma, incredibilmente, è stata bocciata in commissione con la complicità degli ‘alleati’ di Forza Italia. Molti parlamentari di questo strano partito, nei salotti tv vorrebbero, a parole, inasprire le pene ma poi, in commissione invece votano contro, allucinante. Cari politici miopi e sordi di una certa parte politica, ricordatevi che se il populismo e le destre, anche estreme, stanno prendendo sempre più piede in tutta Europa, la responsabilità è solo vostra e della vostra politica pseudo-buonista e non saranno certo quelle stupide e anacronistiche manifestazioni a fermarne l’ascesa.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Capotreno licenziato/1.
L’azienda avrebbe
dovuto tutelarlo
Egregio direttore,
desidero esprimere la mia più totale contrarietà in merito al licenziamento deciso da Trenord nei confronti del capotreno Giordano Stagnati. Tale provvedimento appare grottesco, oltre che ingiusto, perché relativo ad un dipendente che stava svolgendo il proprio dovere, fatto oggetto di una vera e propria aggressione. Per giudicare bisogna considerare lo stato d’animo di chi viene assalito: facile incappare in qualche parola di troppo. E, verrebbe da dire, oltre il danno, la beffa! Mi ‘complimento’ poi con la signorina Jessica, la quale ha girato un video delle fasi concitate dell’accaduto con l’evidente intento di mettere in cattiva luce l’operato del capotreno e vendicarsi così di essere stata - giustamente – multata in quanto priva di biglietto. Davvero un bell’esempio di civismo! Alcune considerazioni: l’extracomunitario controparte del nostro concittadino, già con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, è bene sottolinearlo (e come pubblico ufficiale stava operando anche Stagnati), ha chiesto il rito abbreviato, pratica che consente una riduzione di pena: pertanto, è già un’ammissione di colpevolezza. In sostanza, dall’azienda mi sarei aspettato la tutela del dipendente, anziché il brutale troncamento del rapporto di lavoro. Confido che il legale possa ribaltare la situazione venutasi a creare, e auspico l’appoggio di forze politiche, istituzioni, parti sociali.
r.ampollini@fastpiu.it

Capotreno licenziato/2.
Mi auguro che venga
presto reintegrato
Egregio direttore, vorrei esprimere la mia solidarietà al giovane controllore di Trenord. Mi auguro che sia reintegrato e che tutto si risolva per il meglio.
Saba Rivaroli
(Cremona)

Capotreno licenziato/3.
Creato un pericoloso
precedente
Egregio signor direttore,
mi sento sdegnato leggendo l’articolo del ragazzo 25enne che compiendo il suo dovere da dipendente è stato licenziato in tronco. In modo coraggioso ha preteso il pagamento del biglietto, come il suo ruolo chiede, a costo di farsi malmenare. Sicuramente la frase detta e riportata sul giornale non è di certo delle migliori, ma in un momento del genere, quando sei aggredito, senza poter contare sull’aiuto di nessuno, e stai compiendo il tuo dovere, penso che possa scappare a tutti. Questo crea anche un precedente, tutti si potrebbero sentire autorizzati a minacciare e malmenare i dipendenti di tutto il trasporto pubblico italiano, tanto, alla peggio viene licenziato il dipendente che sta compiendo il suo dovere. Non vorrei essere nei panni di questo ragazzo, che, considerando la fatica del giorno d’oggi di trovare un impiego, dopo 6 mesi di lavoro si è visto recapitare a casa una lettera di licenziamento, perché svolgeva il proprio compito, con diligenza e serietà, senza mettere in conto il pericolo per la propria incolumità che poteva correre. Mi chiedo come sia possibile che succedano queste cose? Come è possibile arginarle? E soprattutto come può un’azienda pubblica italiana dare questo esempio, licenziare giovani volenterosi che si fanno in quattro per far rispettare le regole a tutti. Mi chiedo poi, se Trenord licenziasse tutti i suoi capotreno, che impongono di pagare il biglietto, come potrà rimanere in piedi economicamente l’azienda?
Forse, anziché licenziare i dipendenti che fanno pagare i biglietti, non sarebbe meglio assumerne di più, in modo da avere più risorse economiche da investire in treni più puliti e soprattutto più puntuali, come si richiederebbe nel 21° secolo, in una nazione europea?
Chiudendo ho questa ultima riflessione, l’azienda ha licenziato il ragazzo perché ha leso l’immagine aziendale, ma così facendo l’azienda ha leso l’immagine di tutta la nazione, perché ancora una volta passa il messaggio che in Italia si è liberi sempre di fare quello che si vuole. Penso che l’azienda Trenord dovrebbe quanto meno rivedere la sua decisione e dare un premio di produzione a questo giovane coraggioso.
F. B.
(Cremona)

Capotreno licenziato/4.
E’ lui la vittima
della violenza
Egregio direttore,
leggendo l’articolo a pagina 3 della ‘Provincia’ del 20 dicembre, sono rimasto allibito per quanto riportato in merito al licenziamento da parte di Trenord, del capotreno aggredito e rapinato da un senegalese trovato senza biglietto. Ennesimo episodio di violenza nei confronti di persone che tutti i giorni svolgono il loro lavoro onestamente e coscienziosamente. E' ora di finirla con il ritornello «poverini, poverini...». Chi viene in Italia deve adeguarsi alle nostre leggi e regole e comportarsi in modo civile. Mi auguro che i giudici tengano conto dell’accaduto in modo obiettivo e che sia fatta giustizia.
Enzo Panozzo
(Cremona)

La crisi delle edicole
Vanno accorpate
altre merceologie
Signor direttore,
sì può far finta che il problema della chiusura delle edicole sia da affrontare come prettamente sindacale, risolvibile con qualche ritocco contrattuale tra edicolanti ed editori. In realtà il discorso è più ampio e riguarda la crisi della carta stampata, ossia del cartaceo rispetto alla comunicazione e all’informazione online e segue un percorso o una china ormai irreversibile a meno che ognuno dopo un’attenta analisi trovi degli spiragli o degli accorgimenti che consentano di sopravvivere. Per gli edicolanti la soluzione, la migliore possibile è il promiscuo, ma non vendendo sempre e solo servizi in più, con ricarichi purtroppo sempre più miseri.
Invece sarebbe utile l’accorpamento di altre merceologie in luoghi (market) di elevata fruibilità di prodotti di largo consumo, o con assidua frequentazione della clientela come possono esserlo ad esempio i bar .
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Per Santa Lucia
Regali ai nipotini
Due su 4 difettosi
Egregio direttore,
sono una nonna che nei giorni prima di S. Lucia si è recata all’Iper di Gadesco per la solita spesa e in più per trovare qualcosa da regalare ai miei nipotini di 3 e 5 anni. Compero una pista di biglie, una di automobiline e due scatole, diverse, di colori. La pista di automobiline è restituita due giorni dopo per un piccolo difetto: per contro mi viene restituita la somma pagata con un buono acquisto ma devono allegare alle loro ricevute lo scontrino della spesa. Va bene.
No, non va bene perché il giorno di S. Lucia i pennarelli di una scatola di colori non colorano. Le lascio immaginare i pianti in quella casa, con l’altro fratello che usava i suoi senza fermarsi e d’altro canto i pennarelli di questo che non funzionavano. Una piccola tragedia per noi grandi, ma grande per un bambino di 5 anni. Il giorno successivo telefono, mi viene detto, dopo le mie spiegazioni, che se mi presentavo si poteva fare qualche cosa. Non potendo io dopo due giorni mando mia nuora, alla quale viene detto che senza scontrino fiscale non si cambia niente: anzi vengono dette queste parole: «qui senza scontrino la roba non la cambiamo neanche al Papa». Figuraccia di mia nuora che non me lo ha mandato a dire.
Vorrei solo sapere perché su 4 giorni due non vanno e chi ci rimette è il cliente! Il cliente non è colui che se non viene non vendi? (...)
L.B.
(Cremona)

I funerali di Lorenzo e Kim
Ho pianto come
se fossero figli miei
Signor direttore,
sono stato al funerale di Lorenzo e Kim. C’erano persone che piangevano, specialmente donne. Anche io ho pianto più di una volta. Sono papà di cinque figli e a loro voglio tanto, come pure loro a me.
Ho perso mia moglie che era ancora giovane e ho provato tanto dispiacere per questi due angeli. Gli voglio tanto bene, come se fossero due miei figli. Sto soffrendo per loro e quando mi vengono in mente piango ancora.
Angelo Cavalli
(Casalmaggiore)

Per un futuro migliore
Si deve investire
sulle ‘rinnovabili’
Gentile direttore,
ci si chiede cosa possa aiutarci per vivere meglio in futuro. E’ molto probabile che siano le energie rinnovabili. Si rende opportuno l’investimento in queste ultime.
Silvio Pammelati
(Roma)

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Commenti all'articolo

  • fab.tacco

    27 Dicembre 2017 - 12:56

    Sull'episodio del capotreno le Trenord hanno fatto una figura meschina: il dipendente avrebbe potuto ricevere un richiamo verbale o al massimo uno scritto. Licenziarlo vuol dire aver dato campo libero a questa marmaglia di comportarsi con arroganza e il diritto di malmenare il personale viaggiante. Vivissimi complimenti al signore che ha firmato la lettera di licenziamento! Il popolo Italiano e, immagino, soprattutto i suoi dipendenti esprimono il loro più sentito grazie!

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