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15 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

17 Dicembre 2017 - 04:00

IL CASO

Che trafila per ottenere la legge 104
Invalida dal 1992 e super controllata

Signor direttore,
sono una vecchietta di 86 anni e già nel lontano 1992 avevo ottenuto dalla commissione medica una invalidità dell’80%. Da allora, ho avuto altre numerose e pesanti patologie: otto bypass - un infarto - un aneurisma celebrale e altro che non sto ad elencare.
Nonostante tutto ciò sono stata convocata ben quattro volte dalla commissione medica per visita mediche di accertamento per ottenere la Legge 104 e nel mese di marzo 2017 l’invalidità mi viene addirittura ridotta in quanto la commissione ha giudicato la mia apparente ‘buona salute’ piuttosto che esaminare lo stato reale documentato. Solo ora, dopo più di dieci mesi ho ottenuto lo status di invalida per la Legge 104.
Se, da una parte spesso si denunciano casi di ‘falsi invalidi’ non meno increscioso è constatare che le commissioni mediche incaricate di questa funzione operano in modo un po’ superficiale anche nei confronti delle persone che documentano in modo inequivocabile la loro condizione.
Maria Luisa Ziglioli
(Cremona)

Ha ragione. A volte si nota una solerzia quasi fastidiosa nel controllo di casi di invalidità acclarati e magari un po’ di lassismo nei confronti di vicende meno chiare. Più in generale posso dire che per colpa di pochi furbi ci vanno di mezzo tante persone perbene.

LA POMEMICA

Matematica e statistica non sono un’opinione

Signor direttore,
già dalla scuola elementare, come tutti hanno potuto verificare con i propri figli e nipoti, e successivamente ancor più nelle scuole superiori viene insegnata con la matematica anche la statistica.
Il detto ‘la matematica non è una opinione’ si può estendere tranquillamente anche alle scienze statistiche.
Mi permetto di fare questa premessa in quanto purtroppo, forse per esigenza di spazio, su molti giornali popolari, pubblicando delle tabelle di dati, non vengono precisate informazioni statistiche riguardanti i valori numerici dichiarati, soprattutto nelle statistiche dei settori produttivi, di indagini ambientali, dei redditi di comunità ecc.
In particolare ho notato che nei giorni scorsi, citando la ricerca sui redditi pro capite delle provincie italiane per il 2017 (fonte Job Pricing) viene collocata la provincia di Cremona al 20 posto con un reddito medio lordo pro capite di circa euro 30.000.
Un disattento lettore se ne potrebbe compiacere, siamo migliorati rispetto al 2016, le cose vanno meglio per tutti !
Ma per compiacersene in modo consapevole e meno approssimato si dovrebbe inserire un semplice e forse tra i migliori indici di dispersione dei valori (deviazione standard o SD) che informerebbe meglio il lettore indicandogli di quanto i diversi valori di reddito di ogni cittadino sono distribuiti in più o in meno rispetto al valore medio.
La conoscenza ormai diffusa della statistica, che non si ferma certamente alla definizione del valore medio, e allo stereotipo di Trilussa per cui se tu mangi un pollo intero io e te abbiamo mangiato mediamente un mezzo pollo, permette ai lettori di valutare più compiutamente qualsiasi tabella di dati.
Un esempio estremizzato potrebbe essere: se ogni cremonese possiede un reddito medio lordo di circa 30.000 euro, come è scritto nella citata tabella, significa che il reddito lordo totale dei 72.000 cittadini di Cremona è circa 2,2 miliardi di euro.
Potrebbe essere possibile che il reddito di un solo cremonese sia di 1,5 miliardi e che i rimanenti 71999 cremonesi abbiano ognuno un reddito di soli euro 10.000.
La media di euro 30.000 pro capite rimane sempre tale e non ci dice nulla di come sono diversificati i valori dei redditi dei cittadini.
Per indicare in modo appropriato quanti cremonesi hanno un reddito lordo compreso tra un valore minimo e un valore massimo, cioè meno elevato o più elevato del valore medio di euro 30,000, si dovrebbe indicare appunto anche l’indice di dispersione dei valori SD.
Nel caso di Cremona se la dispersione SD fosse indicata in +- 5.000 euro significa che il 68% dei cremonesi (tale è il valore percentuale del campione compreso fra +- una SD) ha un reddito annuo tra 25.000 e 35.000 euro.
Ben diverso sarebbe se la dispersione SD fosse di +- 1.000 euro, il 68% avrebbe un reddito compreso tra 29.000 e 31.000 euro. Se nella tabella da voi pubblicata fossero state indicate per ogni provincia la media e la relativa dispersione SD, comprendente come prima detto il 68% della popolazione, la classifica sarebbe molto probabilmente variata e la provincia di Cremona sarebbe ancora al 20esimo posto?
Enrico Gnocchi
(Rifondazione Comunista di Cremona)

Il biotestamento è legge
Un passo avanti
importante sui diritti
Egregio direttore,
il biotestamento è legge, ed è una legge importante. Una legge di civiltà. Con questa legge i cittadini avranno la possibilità di dichiarare quali cure ritengono compatibili e quelle che non desiderano, qualora perdano coscienza e siano alle prese con malattie che non consentono il recupero di una vita vera e dignitosa.
Dopo la legge sulle ‘Unioni civili’ e quella sul ‘Dopo di noi’, solo per citarne due, grazie al lavoro del Parlamento di questi anni, l’Italia ha fatto passi in avanti sui diritti, recuperando anni di empasse che ci hanno confinato nelle ultime posizioni rispetto ad altri Paesi europei.
Come altre leggi, anche quella sul ‘Testamento biologico’ è sia un diritto che una responsabilità. È una legge che punta a riconoscere e rafforzare la dignità della persona in quella fase della vita che si appresta verso la fine, creando condizioni di inabilità insopportabili e irreversibili. È una legge di cui avevamo bisogno, perché il rispetto e il riconoscimento della dignità è l’essenza di una società più libera e giusta.
Matteo Piloni
(Segretario provinciale Pd Cremona)

Siamo in balìa degli eventi
Gravi inadempienze
L’Italia è un colabrodo
Signor direttore,
fino a poche settimane fa, tutti auspicavano piogge copiose vista la siccità in essere. Sono bastate 36 ore di precipitazioni ed ecco che si ripresentano alluvioni, smottamenti, frane e quant’altro. Inoltre, a seguito dell'incidente verificatosi ad un gasdotto sito in Austria, sembra ci sarà un rincaro (o addirittura un razionamento) della materia prima non disponendo, il nostro Paese, di scorte se non per un periodo di circa 10 giorni.
Tutto questo a seguito di politiche dissennate da parte dei governi quali:
- Mancata pulizie di fiumi e torrenti intasati da rifiuti di ogni genere ed in special modo da legname. A tal proposito, nonostante gli italiani siano sottoposti a tassazioni abnormi, i Consorzi di bonifica, i Comuni, le Province, le Regioni e lo Stato sono privi di fondi per provvedere a ciò. Ed allora dove finiscono i nostri quattrini frutto di tanti sacrifici?
- Restringimento degli alvei a seguito di autorizzazioni a costruire case.
- Mancata costruzione di rigassificatori.
- Mancata estrazione di gas in certe aree del Paese ricche, come ben diceva Mattei, di questa materia prima.
Mentre l'Italia affonda, i nostri politici - come sempre- se le danno di santa ragione, si insultano, si accapigliano e così ogni buon proposito rimane inattuato.
Così non si può continuare oppure saranno guai ancor più seri per tutti noi.
Aldo Maccagnoni
(Monticelli d’Ongina)

Anche nei piccoli comuni
La concentrazione
di potere porta guai
Gentile direttore,
casualmente ho ritrovato copia de ‘La Provincia’ del 30 settembre 2017. In quella data la rubrica ‘Spazio aperto’ riporta una breve lettera dei consiglieri di minoranza di Castelverde a cui è stato dato un titolo più che appropriato che accenno nuovamente ‘In Comune tutto accade di mercoledì’. In buona sostanza il sindaco di quel Comune nello spazio di qualche ora ha inteso raggruppare i diversi consessi che purtroppo la legge italiana gli ha concesso di presiedere. Questa introduzione risulta d’obbligo per dimostrare che queste concentrazioni di potere non succedono solo nel comune di Castelverde. Infatti in qualità di consigliere di minoranza del Ccomune di Drizzona e anche di recente nominato anche in quello dell’Unione Piadena – Drizzona , si è verificato un fatto similare. In data 29 settembre 2017 alle ore 18.40 si riuniva il consiglio a Drizzona, immediatamente dopo il consiglio dell’Unione e per ultimo come d’abitudine, alle ore 21 il consiglio del Comune di Piadena. Sull’argomento devo precisare che durante la seduta a Drizzona la discussione si è protratta oltre i tempi preventivati e proprio il Segretario Comunale mi ha invitato a concludere perché doveva presenziare a Piadena, fatto questo di una certa gravità che non si ripeterà più in futuro e che non lascerò cadere nel dimenticatoio delle responsabilità. Tuttavia dopo la narrazione dei fatti accaduti devo rilevare che esiste una similitudine di comportamento nei due comuni, per la verità ubicati a distanza fra loro ma accomunati dalla medesima ideologia politica. I rispettivi sindaci, secondo la moda dilagante, conducono liste civiche camuffate di rosso perché alla verifica dei fatti trattasi di accoliti omogenei collegati ideologicamente fra loro per sentimenti politici vicini al centrosinistra oppure come a Piadena più devotamente renziani. Trattasi quindi di comportamenti riconducibili al nuovo che avanza, vale a dire strategie adottate dai propagatori delle ricette di sinistra che una volta giunti alla poltrona assumono inconsueti comportamenti (...) manifestamente intesi a tarpare le ali delle minoranze. Oppure vogliamo credere alla favoletta della velocizzazione dei sistemi, allo snellimento della burocrazia o altre amenità simili? (...)
Dante Benelli
(Drizzona)

Verso le elezioni
Teatrino cominciato
Renzi è il protagonista
Egregio direttore,
come da becera abitudine politica, ecco che inizia la ‘riffa’ sulle prossime elezioni, voci a destra e voci a manca, fossero almeno frasi, intenzioni e proponimenti seri e attendibili, e invece niente di tutto questo... Siamo al solito assalto alle poltrone con voci sempre più contraddittorie. A sinistra, come in una non meglio definita coalizione di destra, nascono e si sciolgono coalizione su coalizioni, chi si odiava ora si ama, con la poco malcelata intenzione di arrivare al ‘va bene tutto pur di far dispetto al mio avversario’. (...)
Chi resiste e persevera sono i ‘narcotizzati leopoldini’ che applaudono ancora ad un ‘frottolo’ Renzi, che si premura in questo periodo oltre alle corse in treno, di riempire tutti gli spazi televisivi riproponendo gli ‘80 euro’ all’insegna del motto ‘mi si dica come e quando ho mai detto bugie’! Oh gente, bisogna ammetterlo e riconoscerlo, tiene proprio una bella faccia... D’altronde Renzi, che ha avuto la fortuna appena eletto premier di essere nominato Presidente di turno alla UE, non ha ottenuto nulla se non le pernacchie di Francia e Germania, è tornato a casa donando gli 80 euro perché si era impegnato in sede europea ad accogliere e gestire gli extra comunitari a fronte di fondi a favore dell’Italia, guarda caso ecco apparire dal cilindro gli 80 euro (sentire in proposito la Bonino).
Chi guarda a sinistra è spaventato dalla destra e viceversa ma chi c’è sul piatto della bilancia? Un Renzi che è segretario del Pd ma non versa un centesimo perchè non parlamentare, in compenso gli introiti del suo club esclusivo della Leopolda ha incassato ciò che ha perso la sinistra! Renzi sino ad oggi non è riuscito a mostrare il cadavere della sinistra, anche perché lui stesso rappresenta il cadavere della sinistra allo sbando! (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Famiglie adottive
Grazie al Coro Paulli
e al Maestro Scolari
Gentile direttore,
approfitto della sua rubrica per ringraziare il Maestro Giorgio Scolari che con il suo Coro Paulli, domenica 3 dicembre ha allietato l’incontro prenatalizio delle famiglie adottive nella Cappella dell’Istituto Rifugio Cuor di Gesù, con una superba esibizione che ha acceso la Luce del Natale nei nostri cuori.
Lo ringraziamo per la sua immediata disponibilità, la grande generosità e la condivisione del progetto educativo che la nostra Associazione rappresenta nel mondo dell’adozione a distanza.
Alfredo Priori
(Amici dell’Ecovam - Cremona)

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