Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

11 dicembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

12 Dicembre 2017 - 04:00

IL CASO

LA VITA IN CASCINA ERA FASCINO E STUPORE
ORA SIAMO PRIGIONIERI DELLA BUROCRAZIA

Egregio direttore,
in questo periodo di festività è venuto a trovarmi in cascina un ex-dipendente di mio padre in pensione da più di 25 anni. Lavorava come trattorista negli anni 70-80. Poi si spostò a Milano e andò a fare il ‘nonno’. Dopo tanti anni ormai quasi ottantenne, ma in splendida forma, era in zona ed è venuto a rivedere - ‘parole sue’ - il glorioso suo passato lavorativo.
La prima meraviglia è stata scoprire che in giro per la cascina non c’era alcun pollame, mentre lui ricordava un via vai di pavoni, faraone, tacchini (animali che al giorno d’oggi la stragrande maggioranza di bambini non hanno mai visto), si ricordava delle ‘chiocce’ e i pulcini liberi in giro per il cortile, cosa ormai scomparse attualmente del tutto.
Nel girare dalla parte vecchia della cascina vede che anche le gabbie che una volta erano occupate dai diversi animali domestici come conigli, piccioni e addirittura le caprette erano vuote, mi racconta che tutte le case contadine avevano un box ma non per la macchina ma per il maiale che veniva ingrassato durante tutto l’anno e che in inverno macellato per fare dispensa. Inoltre in tutti i pezzi di terreno liberi veniva fatto l’orto e concimato solo con il letame, per una verdura che al giorno d’oggi chiamano biologica al 100%. Si spaventa nel vedere i trattori e attrezzi di oggi, le stalle con cuccette e materassini, lui che nelle stalle andava non solo per lavorare ma d’inverno anche per scaldarsi e fare quattro chiacchiere.
Abbiamo parlato di quel periodo per oltre un’ora, io allora ero un bambino ma mi ricordavo tutto di quello che lui mi descriveva.
Alla domanda com’è ai giorni nostri ho dovuto rispondere che ormai quel tipo di vita non esiste più: ora solo divieti, permessi, leggi su leggi, una burocrazia asfissiante, bisogna adeguarsi alle normative europee sul benessere animale, e se non ci si adegua a queste ci sono multe salatissime.
Nel salutarci mentre usciva dalla cascina noto che chiude leggermente gli occhi come per ritornare indietro di quando lavorava e in silenzio ho visto scendere qualche lacrima, e per ultimo mi dice: e pensare che sono duemila anni che festeggiamo il Natale di una nascita avvenuta in una stalla...
Filippo Boffelli
(Codogno)

Attraverso i ricordi dell’ex trattorista scorrono davanti a noi le immagini consuete - e familiari alla maggior parte delle persone - della campagna: gli animali da cortile ‘padroni’ dell’aia, le stalle vecchia concezione e così via. La cronaca di oggi ha meno fascino: è una realtà fatta di divieti, permessi, normative europee. Insomma, tanta burocrazia che alla fine finisce per frenare anche il comparto agricolo.

LA POLEMICA

Perplessa dalla rappresentazione di Rigoletto

Egregio direttore,
un plauso al signor Giorgio Zanolini per aver analizzato attentamente e aver approfondito la critica sulla rappresentazione dell'opera di mercoledì 6 dicembre! Sottoscrivo in toto quello che ha detto, sia per i cantanti che per l’orchestra, ma io sarei stata più spietata con la regia assolutamente priva di sfumature. Mi chiedo, e questo vale anche per qualche rappresentazione di quest’anno e degli anni passati, se questi registi leggono il libretto; mi chiedo se leggendo tra le righe e ascoltando la musica, comprendano quali sentimenti si celano dietro ai personaggi. Non ho afferrato neppure il significato del perché Rigoletto si toglieva la gobba! Ricordo Protti in questo ruolo. Egli, piegato notevolmente e mettendo in evidenza la gobba, adeguava il passo al ritmo della musica, specialmente, nel secondo atto, quando cerca la figlia, non come questo Rigoletto che sembra non gli importi nulla del dramma che sta vivendo!
E poi, quelle donne ‘oggetto’ messe in teche, che desolazione! Forse la regista credeva che qualche donnetta nuda, qualche saracinesca e qualche ferraglia fosse sufficiente per una rappresentazione di un’opera come Rigoletto?
Cloe Bertoni
(Cremona)

Innovazione e tradizione
Viviamo connessi
ma resiste il pisolino
Gentile direttore,
riusciremo mai a trascorrere un’intera giornata senza essere connessi col web? Appena svegli è d’obbligo una sbirciatina a Facebook e alle e-mail, poi una veloce lettura alle news online e un’occhiata al meteo. Lo smartphone si rivela un ottimo compagno di viaggio: per telefonare, per chattare, per ascoltare musica. spesso c’è chi preferisce leggere un libro, naturalmente sull’ebook. Ma almeno in vacanza siamo capaci di staccare... la spina? Macché! Google Maps è sempre a portata di mano e poi ci sono le prenotazioni via web al ristorante, ai musei, orari dei treni e voli da consultare. Se poi decidiamo di trascorrere una tranquilla serata casalinga, cosa c’è di meglio che guardare tutti insieme foto e filmati sul grande schermo, con i contenuti condivisi dal pc? Se poi la serata si annuncia romantica, meglio scegliere un bel film nella propria library personale. E quando non si ha proprio voglia di far nulla, ecco l’amico di sempre: il divano. Non manca una bella musica ‘liquida’ da ascoltare col digital analogic converter o un avvincente videogioco sul tablet. Ma poi alla fine, la cosa più gradita è sempre l’intramontabile pisolino. Quello sì, alla vecchia maniera!
Michele Massa
(Bologna)

Marcia antifascista/1
I problemi del Paese
sono altri, il Pd lo sa?
Egregio direttore,
mentre un grottesco corteo antifascista sfila a Como, capeggiato da vari esponenti delle sinistre italiane, un sondaggio dice che il Pd arretra ancora e sprofonda in termini percentuali in un abisso finora sconosciuto nell’era renziana. Segno che la demagogia della sinistra è ormai come la proverbiale zappa tirata sui piedi. Una pratica, questa, che fortunatamente piace molto a Pd e dintorni, che si sono autocondannati al suicidio politico. Del resto, a molti italiani, ormai più o meno politicamente smaliziati, non sarà certo sfuggito il nonsenso di questa adunata sinistrorsa a Como. L’episodio lì verificatosi, che ha visto protagonista un drappello di skinhead, così come quello del gruppuscolo di forzanovisti che hanno improvvisato una manifestazione davanti alla sede di Repubblica a Roma, vanno certo condannati, ma sono ben poca cosa rispetto ai numerosi episodi molto più gravi che hanno visto nel tempo coinvolti estremisti di sinistra e che non hanno suscitato lo sdegno oggi espresso da Boldrini e compagnia, la cui credibilità, anche per questo, è sotto zero. Peraltro, va fatto sommessamente notare che quei ragazzotti infervorati che hanno agito a Como e a Roma, fino a qualche anno fa se ne stavano perlopiù tranquilli. Chi li ha risvegliati? La stessa sinistra che oggi va in piazza a inscenare cortei. L’ascesa della destra, fenomeno ormai dilagante in Europa, anche in quella più benestante, nasce prima di tutto dalla sciagurata politica portata avanti in tema di immigrazione, sostenuta da socialisti e, in parte, popolari. Molti, ormai, l’hanno ben compreso. E giustamente bastonano, quando si va al voto, la sinistra. Una dinamica cristallina che proprio la sinistra, dall’altissimo della sua ottusità, è rimasta l’unica a non aver compreso. Una sinistra che, ancora nell’Anno Domini 2017, anziché provare a risolvere i problemi del paese inscena piazzate nascondendo la propria totale incapacità dietro il frusto ideale dell’antifascismo.
S. M.
(Cremona)

Marcia antifascista/2
Tenere la guardia alta
Minimizzare è grave
Signor direttore,
l’escalation di manifestazioni razziste, xenofobe e tendenti a negare le libertà democratiche, come quelle che sono state messe in atto a Como e contro il giornale ‘La Repubblica’, ci induce a prendere fermamente posizione contro l’esistenza stessa di gruppi apertamente nazifascisti, che non possono essere tollerati in un Paese costituzionalmente democratico e antifascista come il nostro.
Sottovalutare episodi del genere è estremamente pericoloso perché rischia di lasciare che questi gruppi allarghino la propria presenza anche sul nostro territorio facendo leva sulla paura e sul disagio.
Il Comitato Liberazione e Costituzione ritiene che sia giunto il momento di sollecitare le coscienze contro chi suscita odio e predica discriminazione, senza nascondersi che questi gruppi agiscono in modo organizzato e pianificato. Ma soprattutto è il momento di proclamare tutti insieme, senza tentennamenti, che non si è disposti a tollerare oltre la minaccia chiara e aperta alle libertà democratiche.
Per questo il Comitato fa appello a tutte le forze antifasciste e democratiche della città, partiti, associazioni, cittadini affinchè tutti tengano alta la guardia contro atti e comportamenti che si pongono fuori dalla legge e, soprattutto, dalla Costituzione.
Mariella Laudadio
(Comitato Liberazione e Costituzione)

Marcia antifascista/3
Tema più che attuale
unisce Pd e sinistra
Egregio direttore,
il 9 dicembre è stata una bella giornata per la democrazia. La comune identità antifascista unisce il Pd e ‘Liberi e Uguali’ che hanno partecipato alla manifestazione indetta per ribadire i valori antifascisti della Costituzione dopo l’incursione dei nazi-fascisti veneti ad una riunione di una associazione che aiuta gli immigrati. Ma il M5S è antifascista?
L’elenco delle adesioni è lunghissimo: Laura Boldrini, Matteo Renzi, Maurizio Martina, Marianna Madia, Roberta Pinotti, Valeria Fedeli, Graziano Delrio Andrea Orlando, Francesco Laforgia, Sergio Chiamparino, Piero Fassino, Riccardo Nencini. Contemporanea ‘assemblea’ di Forza Nuova in un hotel poco distante dalla manifestazione del Pd. A questo elenco vanno aggiunte alcune associazioni quali la Cgil, l’Anpi, l’Uisp e molte altre. Finalmente nell’area del centrosinistra una parola d’ordine non divisiva: antifascismo e applicazione della costituzione.
Molti si chiedono se il fascismo oggi rappresenta una paura, un fenomeno risorgente che non si contrasta a sufficienza.
Il ministro della Giustizia Orlando , in una intervista televisiva, ha affermato che ‘già ci sono gli strumenti di legge per sciogliere le organizzazioni neo fasciste’. Allora perché non vengono applicate e si consente a liste fasciste di partecipare alle elezioni come ad Ostia?
Ci vuole maggiore vigilanza istituzionale e democratica.
Di sicuro sui ‘danni e sul pericolo fascista’, noi generazione di 60enni, non abbiamo trasmesso il testimone come invece hanno fatto i nostri padri ed i nostri nonni. Dobbiamo moltiplicare le iniziative per far conoscere che cosa è stato il fascismo e il nazismo alle nuove generazioni.
Però l’antifascismo non può essere solo un valore della sinistra e del centrosinistra. L’assenza del Movimento 5 Stelle va stigmatizzato. Questo movimento è antifascista o no? Rimpiangere la Lega di Bossi è tutto dire ma questo Salvini scava sulle divisioni, sulle paure, contro l’accoglienza e si allea con i fascisti di vecchia e nuova generazione.
Sicuramente nella prossima campagna elettorale il tema dell’antifascismo non può essere relegato a fine scaletta.
Il Pd e ‘Liberi e Uguali’ se la daranno di santa ragione su altri temi, ma su questi rimanete dalla stessa parte per favore.
Gian Carlo Storti
(Cremona)

Soresina
Cimitero presentabile
Grazie ai volontari
Egregio direttore,
cogliamo l’occasione di rendere un pubblico ringraziamento al Comune di Soresina ed in special modo a tutti i volontari che si sono prodigati per rendere molto presentabile il nostro cimitero, luogo di pace e preghiera, ma anche da godere culturalmente per le innumerevoli opere d’arte presenti che identificano la storia della nostra città.
I nostri volontari, sono una grande risorsa, che si prodigano non solo per il cimitero, ma per altre pubbliche strutture.
A tutti loro un grazie di cuore.
Giovanna e Riccardo Solzi
(Soresina)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi