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1 dicembre

Lettere al direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

03 Dicembre 2017 - 04:00

IL CASO

Mussolini cittadino onorario
I comuni furono obbligati a farlo

Signor direttore,
la vicenda della delibera trovata negli archivi del Comune di Crema con la cittadinanza onoraria a Mussolini è occasione buona per ricordare ancora una volta cosa accadde in quel periodo. Nel 1920 si erano svolte le ultime elezioni amministrative libere, in provincia di Cremona i socialisti avevano vinto in 76 Comuni, i cattolici popolari in 53... Poi sappiamo quello che accadde e nel 1922 il Re consegnò il potere a Mussolini con la marcia su Roma. Prima e dopo la marcia l’eversione fascista, con l’appoggio indispensabile delle strutture dello Stato monarchico, soffocò la democrazia. Anche il giornale ‘La Provincia’ fu costretto a chiudere e venne sostituito da ‘Il Regime Fascista’. In particolare, con violenze ed intimidazioni degli squadristi accompagnate da opportuni provvedimenti prefettizi, gran parte degli amministratori eletti negli Enti locali o si dovettero dimettere o furono destituiti. Già prima della marcia ben 76 Comuni della nostra provincia erano stati commissariati. L’11 dicembre del 1921 il vicepresidente della Provincia, il socialista Attilio Boldori, era stato assassinato a manganellate da una squadra fascista. Le elezioni comunali successive, con Mussolini al governo, sono già l’immagine del regime, fascisti ed amici ‘stravincono’. Così nell’estate del 1924 viene orchestrata la campagna della cittadinanza onoraria al capo del governo Benito Mussolini. Tutti i Comuni vengono monitorati e chi non ha ancora deliberato viene sollecitato. (...) Così pressoché dappertutto Mussolini è diventato cittadino onorario ‘obbligato’. Le delibere in genere sono all’unanimità, «per acclamazione ed entusiastici applausi», si può leggere. Quanto alle motivazioni, Mussolini è onorario in quanto «... Illustre uomo che ha salvato l’Italia», «Artefice massimo della Grandezza della Nuova Italia», «Esaltatore della stirpe italica», «Nocchiero sicuro», «Uomo di volontà ferrea intelligenza e amore per la Patria». (...)
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

In tutta onestà devo dire che non capisco tanta fibrillazione per questa vicenda: la storia non si cambia cancellando un fatto.

LA PROPOSTA

RICALCOLO DI TUTTE LE PENSIONI COL METODO CONTRIBUTIVO

Signor direttore,
Susanna Camusso ha detto che «l’obiettivo di una sinistra di governo dovrebbe essere quello di rimuovere le ineguaglianze, non di difendere un sistema previdenziale iniquo piegato alla logica della sostenibilità finanziaria». Benissimo! Perché non comincia a rimuovere i trattamenti privilegiati dei dirigenti sindacali, in particolare quelli del settore del pubblico impiego, che con versamenti addizionali negli ultimi anni (versati oggi, ma inseriti nella quota A ante 1992, invece che col sistema contributivo) si sono creati e si possono creare delle superpensioni? Una domanda: perché poi il sistema previdenziale non dovrebbe essere sostenibile finanziariamente? Prima o poi qualcuno deve pagare per gli eccessi e i privilegi (e infatti così sta accedendo). Anche il presidente Grasso, che io stimo per i suoi trascorsi all’Antimafia, adesso diventa paladino della sinistra-sinistra e ha citato don Milani : «Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali». Detta da lui la frase stona un poco: certo lui è proprio disuguale, dall’alto della sua pensione d’oro di ex magistrato . Forse dovremmo parafrasare don Milani: non c’è nulla che sia più ingiusto quanto fare parti disuguali fra uguali ». A mio parere le soluzioni attualmente in discussione per le pensioni (abolizione dei vitalizi, età 67 anni, eventuali contributi di solidarietà) non risolvono il problema di fondo e possono solo aggiungere confusione, irrazionalità e quindi iniquità a un sistema già fortemente ingiusto. Unica soluzione: dichiarare incostituzionale tutto il sistema di leggi in materia previdenziale, in quanto contrario ad almeno due articoli della nostra Costituzione: articolo 3 (uguaglianza ) e articolo 53 (capacità contributiva e progressività). Poi ricalcolo di tutte le pensioni in essere col metodo contributivo (salvaguardando quelle di minore importo nei casi di reale difficoltà). Si potrebbe ridurre l’età minima per il pensionamento a 60 anni (libertà di scelta in base alle proprie condizioni di lavoro/salute/famiglia ). La storia dei cosiddetti diritti acquisiti non esiste in Costituzione. Si libererebbero risorse fra i 30 e i 40 miliardi di euro: potremmo dare una pensione alle persone (90% donne) che non hanno 20 anni di contribuzione, fare investimenti necessari in scuole, asili nido (gratuiti), messa in sicurezza antisismica e creare così molti posti di lavoro, cercare di migliorare la curva demografica. La crescita del Pil aumenterebbe. Inoltre se una parte del risparmio derivante dalle pensioni andasse in un fondo per la riduzione del debito pubblico (diciamo 10 miliardi l’anno), i tassi d’interesse calerebbero, questo farebbe risparmiare interessi sul debito stesso, da destinare a investimenti, nuovo lavoro.
Massimo Talamazzi
(consulente finanziario, Cremona)

Lavoratore senza stipendio
Linea Gestioni
non faccia spallucce

Egregio direttore,
mi riferisco alla vicenda del marocchino Driss Fassali, ex lavoratore sia delle cooperative che hanno prestato sia di quella che presta l’opera di raccolta rifiuti per conto di Linea Gestioni. Come noto, Fassali ha inviato una lettera al Papa con l’invocazione «Prega per me», mentre è stata riportata l’affermazione «La cosa non ci riguarda» di Linea Gestioni sulla causa (il mancato pagamento delle competenze del Fassali da parte delle cooperative che hanno prestato la loro opera) che ha portato questo operatore alla quasi disperazione. Beh, io non sono per niente d’accordo su tale affermazione, per due motivi: 1) c’è il dramma umano di un lavoratore che vanta corrispettivi da ricevere da tutte e tre le precedenti cooperative che si sono succedute nell’appalto per la raccolta dei rifiuti per conto di Linea Gestioni, poi fallite; 2) vogliamo ammettere che nella concessione dell’appalto ci sia stata, come minimo, una scarsa capacità previsionale circa la credibilità e solidità della cooperativa aggiudicataria? Dato l’epilogo che tali accordi hanno avuto negli ultimi anni, sicuramente c’è qualcosa che non va. (...)
Luciano Losi
(Cremona)

Convocato dall’ordine dei medici
Il dg Abondi ha fatto
solo il proprio dovere
Egregio direttore,
mi permetta di esprimere, a titolo personale e non come presidente del coordinamento dei sindaci dell’Area omogenea Cremasca, il mio parere sulla convocazione da parte dell’Ordine dei medici di Cremona al direttore generale dell’Asst di Crema, dottor Luigi Ablondi, riguardo al suo invito pubblico rivolto ai cittadini cremaschi di chiedere una ulteriore consulenza alla nostra struttura pubblica prima di sottoporsi ad interventi chirurgici prescritti da medici che visitano a Crema in strutture private e operano in cliniche private extra territoriali. Questo è il vulnus che ha compiuto Ablondi? A me questo invito è parso fin da subito solo il dovere compiuto da un dirigente di una struttura pubblica qual è l’ospedale Maggiore di Crema che opera nel nostro territorio con grande professionalità, tanto da occupare da anni i primi posti degli ospedali pubblici nella classifica stilata dalla stessa Regione Lombardia. (...)Ablondi, non fa di il detective o il poliziotto, non fa indagini per individuare atteggiamenti scorretti o penalmente rilevanti, ha solo invitato i propri assistiti cremaschi ad affidarsi ad un ulteriore consulto presso la struttura pubblica sicuro dell’alta professionalità dei propri operatori. (...)
Aldo Casorati
(Casaletto Ceredano)

Prezzo salito del 25 per cento
Zafferano, rincaro
inverosimile
Signor direttore,
abbiamo riscontrato che, dall’anno scorso, il prezzo dello zafferano è lievitato oltre il 25%. Causa del caldo tropicale che ha nuociuto alle coltivazioni abruzzesi?
F. P. Mari
(Cremona)

Mercatino dell’antiquariato
Sospeso a dicembre
Merita più rispetto
Gentile direttore
sono di Cremona e sono un operatore del mercatino dell’antiquariato che si effettua la terza domenica di ogni mese nella mia città. Ho saputo che l’edizione di dicembre è stata annullata dal Comune e non ne conosciamo il motivo. Già negli ultimi mesi è stato abbastanza bistrattato con continui cambi di collocazione. Troppe le problematiche, con il sovrapporsi di manifestazioni domenicali , il nostro Mercatino rimaneva sempre penalizzato, chissà perché. Eppure il mercatino si è rilanciato richiamando sempre più visitatori ed espositori. (...) Non voglio dilungarmi ma questi ‘colpi di spugna’ sono vere coltellate per chi come noi svolge questo lavoro e per gli appassionati, che son tanti, per i quali la sospensione del mercato di dicembre sarà un occasione in meno. Sicuramente molta gente arriverà a Cremona senza sospettare che il mercatino non si svolgerà. E’ già successo. Oltretutto il 17 dicembre giorno in cui avrebbe dovuto svolgersi il mercatino, si svolgerà al Museo del Violino la prima edizione della ‘Fiera del disco e del collezionismo musicale’ (il mio settore, che è ben consolidato nel Dna dei mercatini dell’usato) che avrebbe richiamato sicuramente molte più persone. (...) Spero vivamente che si trovi una soluzione. Chiediamo solo considerazione e rispetto .
Claudio Arisi
(per il Comitato per la salvaguardia del mercatino di Cremona)

Avranno il reddito di inclusione
Immigrati tutelati
Italiani ignorati
Signor direttore,
con il testo di legge delega del governo potranno ricevere il reddito di inclusione sociale i cittadini italiani e comunitari. Potranno accedervi anche i cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno e i titolari di protezione internazionale (ad esempio asilo politico). Stessa cosa sarà per il bonus bebè e sappiamo quanti figli fanno gli immigrati, l’anticipo della grande sottomissione dei popoli europei. I fondi sono esigui e come al solito gli italiani resteranno senza priorità ed a bocca asciutta. La stessa cosa che succede con l’assegnazione delle case popolari. È ormai evidente che i vertici di Stato si sentono facenti parte di quel nuovo ordine di potere mondiale, seppur a livello di servitù, che cavalca la globalizzazione a garanzia dei grandi capitali. Vogliono impoverire tutti ed abbattere la classe media, la più pericolosa per il potere, come insegna la rivoluzione francese. Nessuno mi toglie dalla testa che il fenomeno migratorio fa parte di questa strategia. (...)
Ettore Manes
(Cremona)

Parafarmaci alle Coop
La convenienza
nostro unico faro
Gentile direttore,
in merito alla lettera del signor Massimo Rizzi pubblicata il 27 novembre, vorremmo esprimere alcune considerazioni che, ci auguriamo, rassicurino il signor Rizzi sulla natura delle nostre politiche commerciali e rendano note ai suoi lettori le strategie commerciali che Coop Lombardia ha messo in atto per favorire quelle aspettative di convenienza e qualità che i consumatori da noi si aspettano. Non esiste per Coop Lombardia una differenza di convenienza tra il parafarmaco venduto nei nostri ipermercati e i prodotti di più largo consumo. La convenienza è per noi un valore trasversale alla nostra attività e le politiche che la nuova direzione commerciale di Coop Lombardia ed il direttore del nostro ipermercato Roberto Cremonesi, hanno messo in campo vanno proprio in questo senso. Fino alla fine di gennaio, ad esempio, è attiva la promozione 10x10 che vede ogni martedì della settimana uno sconto del 10% su settori merceologici fondamentali come carne, pesce ed ortofrutta. Inoltre abbiamo drasticamente abbassato i prezzi su oltre 1.600 prodotti tra quelli più importanti, operazione prezzi ribassati. Le attività commerciali abbracciano con varie declinazioni tutti i negozi della Lombardia, ed in particolare proprio Cremona e Crema che rappresentano, per tradizione e storia, due piazze di forte radicamento della nostra cooperativa e sulle quali vogliamo mantenere un profilo di assoluta convenienza unito alla sicurezza che il nostro marchio da sempre garantisce al consumatore.
Coop Lombardia
(Milano)

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