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29 novembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

01 Dicembre 2017 - 04:00

IL CASO

Ciclisti, utenti deboli della strada
Ma i pedoni lo sono ancora di più

Egregio direttore,
l’incidente tra un ciclista ‘irrispettoso’ e un pedone in Corso Campi riporta alla pubblica attenzione i soliti due temi che da anni, ormai, affrontiamo con una certa regolarità: l’educazione e il rispetto degli altri e i danni che possono essere causati, seppur involontariamente, da un ciclista.
Il Codice della Strada autorizza il transito di biciclette nelle aree pedonali (art. 3 comma 2) ma prevede, all’art. 182 comma 4, che ‘I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza’.
Questo tema è stato anche oggetto di un vivace dibattito in Consiglio Comunale qualche mese fa. Il Comune ha gli strumenti necessari per emettere ordinanze restrittive che vietino la circolazione ai ciclisti quando l’area pedonale è affollata più del solito in determinate occasioni, e proprio in quelle sarebbe utile anche un maggiore controllo da parte della polizia municipale.
Tutto riconduce alla ‘buona educazione’ perché i ciclisti sono ‘ospiti’ nelle aree pedonali e devono portare massimo rispetto all’unico utente della strada più debole di loro: il pedone.
Proprio per ribadire questi concetti, FIAB Cremona ha provveduto a stampare oltre 5.000 copie di un vademecum sui perché di una convivenza spesso difficile tra i ciclisti e gli altri utenti della strada. La guida verrà presto regalata a tutti gli alunni delle scuole primarie di Cremona, Crema e Casalmaggiore oltre che distribuita in occasione di eventi di sensibilizzazione che stiamo studiando unitamente alla polizia municipale.
L’altro tema è quello dell’assicurazione. E’ raro che un ciclista possa provocare danni gravi ma, anche in questo caso da anni cerchiamo di sensibilizzare le persone invitandole a dotarsi di una formula assicurativa di Responsabilità Civile, semplice e di pochi euro ma che le metta al riparo da qualsiasi rischio. Assicurazione che è compresa nella quota associativa di FIAB, valida tutti i giorni dell’anno e in tutta Europa.
Molto dispiaciuto e contrariato per ciò che è accaduto, desidero esprimere le scuse alla signora, mie personali e quelle di FIAB Cremona in rappresentanza di tutti i cittadini che utilizzano la bici come mezzo di trasporto quotidiano, nel rispetto delle regole in un traffico esagerato e caotico. Auguro una guarigione in tempi brevi e senza altre conseguenze, invitando tutti ad un maggior rispetto e senso civico senza fare levate di scudi contro i ciclisti.
Piercarlo Bertolotti
(Presidente FIAB Cremona)

Ho poco da aggiungere a quello che scrive e dunque mi limito a ribadire un concetto semplice e già espresso su queste colonne: anche i ciclisti devono rispettare il codice della strada. Insomma, andare in bicicletta è bello e salutare ma le regole valgono per tutti.

LA POLEMICA

VIALE PO ORA BEN ILLUMINATO MA MARCIAPIEDI TROPPO BUI

Egregio direttore,
ringrazio il Comune per l’intervento di illuminazione delle strade del quartiere Po. Veramente notevole la miglioria. Però c’è un piccolo dettaglio da sottolineare, le luci sono tanto luminose sulla strada, quanto hanno reso bui i marciapiedi laterali. Consiglierei a conferma, una passeggiata dalle 17 in poi, in via Serio o via Fulcheria (dopo l’incrocio con via Arenili verso il bocciodromo) e altre vie interne. Dal momento che i nostri marciapiedi tempo fa dovevano essere rifatti, inciampare sui vari dissesti non sistemati, con il buio (ma proprio buio) è un attimo. Parliamo delle deiezioni dei cani? Già non venivano raccolte prima, figuriamoci con il buio, ci vuole una pila (io ho il cane e rispetto la città). Ricordiamoci, anche, che ad oggi non è proprio una passeggiata uscire al buio con il rischio di essere aggrediti. Provare per credere.
Paola Facchetti
(Cremona)

Il Pd verso le regionali
Totale convergenza
su Gori candidato
Egregio direttore,
l’On Toninelli non risponde sulla bassa affluenza delle recenti primarie organizzate dal M5s in vista delle elezioni regionali (4.286 in tutta Lombardia, in Provincia di Cremona forse poco più di un centinaio di voti) ma preferisce commentare la modalità di designazione di Giorgio Gori come candidato alla Presidenza della Regione Lombardia.
Mi permetto solo di ricordargli, (visto che i numeri sono cosa seria così come la rappresentanza reale sul territorio) che con le parlamentarie organizzate dal M5s del dicembre 2012 aveva ottenuto in tutta la circoscrizione Lombardia 3, solo 144 voti, e poi è diventato deputato.
Infine in merito al Candidato alla Presidenza della Regione Lombardia Giorgio Gori, seppur disponibile fin da subito ad organizzare le primarie, c’è stata una naturale convergenza di tutte le forze politiche e civiche del centro sinistra (la direzione regionale Pd ha votato all’unanimità) sul suo nome, perché crediamo che sia il candidato migliore per conquistare la Regione e dare una svolta dopo 22 anni di centro destra. Giorgio Gori, attuale sindaco di Bergamo, ha dimostrato competenza, serietà e innovazione, tutte cose che non si possono dire dell’attuale sindaco di Roma.
Alessia Manfredini
(Direzione regionale del Pd)

Le occasioni mancate del Pd
Popolo delle primarie
quasi mai coinvolto
Gentile direttore,
e brava Alessia Manfredini e che ti aspettavi a seguito della lettera del 27 novembre in cui attacchi i 5 Stelle sulla loro scarsa partecipazione per le regionarie comparandola coi dati del Pd relativi alla partecipazione alle parlamentarie del 2012 e primarie per nominare i candidati alle regionali del 2013. Altri tempi, altri stimoli per il popolo delle primarie, altra epoca 5 anni fa, in cui, per lo meno, i democratici erano una fattispecie di comitato elettorale ancora un po' funzionante. Da un membro della direzione regionale del Pd mi sarei aspettato argomenti diversi per attaccare i pentastellati e a Toninelli si è lasciata una vera autostrada senza pedaggio nel poter argomentare risposte, cosa che il sottoscritto , da pur semplice iscritto, e senza incarichi, non avrebbe mai offerto dando il destro così facile all’avversario. Noi del Pd abbiamo buttato al vento nel corso di questi anni un patrimonio invidiabile di persone che ogni volta sollecitate ad eleggere o segretari di partito o leader a presidenti del consiglio, sono corsi in massa a milioni per poter esprimere il loro desiderio di partecipazione e voglia di decidere. Il tanto decantato popolo delle primarie, una volta che si è espresso, lo si è ignorato e mai avvicinato di persona per poterlo coinvolgere nella vita quotidiana del partito, e si che gli elenchi coi nomi li avevamo, però sempre tenuti nei cassetti. Spero che dopo l'esito elettorale che sarà funesto per noi, si possa meditare su una serie di errori imperdonabili commessi, a partire dagli incarichi che dovranno essere distribuiti a persone competenti e non col metodo del gradimento del capo di turno.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

E il consenso va a destra
Sull’immigrazione
politica dissennata
Signor direttore,
un’altra causa dell’espansione del consenso verso l’estrema destra, è stata la dissennata politica sull’immigrazione, avere blindato per oltre un decennio l’intero problema sull’emergenza e sull’accoglienza, senza affrontare i temi della prevenzione e della destinazione. Ossia la sistemazione definitiva degli stranieri che si sono stabiliti in Italia, le cui intenzioni in origine, per molti di loro erano di considerare il nostro Paese come via di transito, per altre mete, se solo si fossero favoriti e se si fossero approfondite le loro esigenze e intenzioni. Emergenza e accoglienza, fatte senza la riflessione elementare che la popolazione dell’Africa è troppo grande per essere stipata in Italia.
Ancora adesso, sembra incredibile, ma soprattutto a sinistra non si è ancora recepito che quando si aiuta qualcuno non si può sovvertire l’ordinamento sociale, creando disparità e guerre tra poveri.
Non può esserci disuguaglianza e a maggior ragione, tra indigenti. Ed è così in tutte le famiglie: non si possono discriminare alcuni figli per favorirne altri. (...) Sarebbe inaccettabile che una mamma avesse più attenzione per i bambini indistintamente, rispetto ai propri figli. Ebbene è questo che succede: la mamma (Stato italiano) è più attenta ai diritti dei bimbi del mondo (immigrati), mentre è piuttosto incline a trascurare quelli dei propri figli (cittadini italiani).
C'è superficialità e scarso senso di responsabilità se non si capisce che il risultato più evidente è il conflitto sociale tra poveri, non solo, ma a lungo andare l’esuberanza di manodopera, porterà maggiore concorrenza in alcuni settori, sul prezzo del lavoro, creando situazioni di monopolio a svantaggio dei redditi. Questo mentre i picchi di disoccupazione e precariato, sono ai massimi livelli. Scusate ma ad un certo punto occorre anche interrogarsi se immigrazione e lavoro, debbano essere connessi sul piano della programmazione del ministero del lavoro. (...)
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

‘La Gioconda’ troppo costosa
Quell’opera mai si farà
Io dico: «Mai dire mai»
Signor direttore,
vorrei rispondere alla signora Cauzzi che ritiene improponibile la programmazione dell’opera ‘La Gioconda’ nel nostro teatro, perché mancano i denari per realizzare un’opera così impegnativa. In parole povere vuole dire che quell’opera non verrà mai rappresentata, e sottolineo il mai, per quella ragione.
Senza entrare nel merito di quanti denari servano per pagare i cantanti, il corpo di ballo e le scenografie, vorrei riportare il fatto che quell’opera ebbe la prima rappresentazione nell’anno 1876. Come si sa a quel tempo la gente non navigava nell’oro, c’era ristrettezza di mezzi e il popolo faceva anche la fame. Per questa ragione mi chiedo: se lo si è potuto fare centoquaranta anni fa, perché non lo si può fare adesso, in questi opulenti tempi di sperpero e ricchezza? E non mi si dica che adesso i cantanti costano di più e i ballerini sono esosi. Per quanto riguarda le scenografie colossali, che si facciano in modo minimalista! Non c’è bisogno di ricreare il Palazzo Ducale e portare in scena le gondole.
D. D.
(Cremona)

Soresina. Profughi in arrivo
C’è poca chiarezza
Anche fra sacerdoti
Signor direttore,
lunedì scorso ho letto su questo quotidiano un piccolo trafiletto su un blitz antiprofughi organizzato dal movimento Forza Nuova di Cremona che ha esposto uno striscione davanti a quell’edificio di via Caldara (in fase di ristrutturazione in quanto destinato da una famiglia soresinese, in comodato gratuito, alla Caritas di Cremona affinché fosse destinato per ospitare profughi e migranti e questa notizia è accertabile presso gli uffici parrocchiali) e mi ha colpito una frase: ‘Ma la notizia sul centro è una bufala... tanto rumore per nulla’ visto che don Pezzetti, Direttore della Caritas e del Centro di accoglienza di Cremona, aveva dichiarato che l’edificio «ospiterà uffici per associazioni e alloggi per fragilità locali, non per i profughi».
Quello che mi imbarazza non è tanto dover smentire l’articolo ma il dover riscrivere (e qui non me ne vogliano i credenti cattolici soresinesi ma la parola ‘verità’ che non può essere coniugata ed esplicitata dal ‘vero contrario del vero’ proprio perché è scritta) ciò che invece, personalmente, è stato edittato dal parroco di Soresina, don Angelo Piccinelli, nella nota parrocchiale di domenica 26 novembre, destinata a tutti e non solo ai frequentatori della messa domenicale, nella quale si legge perfettamente questa frase riferita proprio alla reale futura destinazione che avrà quell’edificio: ‘A Dio piacendo la struttura, gestita dalla Caritas cremonese, ospiterà presto una famiglia di rifugiati siriani’.
Non penso che Dio ci abbia messo lo zampino ma tra una ‘bufala’ e ‘una ciarlatanata’ non ci passa molta differenza, giusto?
Alberto Nolli
(Soresina)

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