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14 novembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

16 Novembre 2017 - 04:00

IL CASO

GLI SCANDALI DELLE BANCHE, I MANAGER
E LA DEMOCRAZIA (PERSA) DEL NOSTRO PAESE

Egregio direttore,
vedendo il rincorrersi dello scarico di responsabilità sulla vicenda banche tra Consob e Bankitalia verrebbe voglia di ridere se non fossero in gioco i destini di moltissimi risparmiatori. Vedere personaggi magari plurilaureati che litigano come i bambini dell’asilo a difendere il loro ruolo e a scaricare le proprie responsabilità viene facile chiedersi ma questi signori che tecnici sono e soprattutto come hanno fatto ad arrivare a ricoprire ruoli così importanti? Renzi ha chiesto di far pagare ai manager che hanno sbagliato ma bisognerebbe chiedersi anche chi li ha messi lì negli anni passati. Avevano curriculum stellari? Erano professori universitari? Studiosi di economia da potenziali candidati al premio Nobel? Avevano brillato nella gestione di varie aziende prima di approdare sulle poltrone bancarie? Sarebbe interessante capire questo e credo sia un lavoro che doveva essere fatto e potrebbe essere fatto ancora oggi dall’informazione speriamo libera di questa nazione. Perché se si scoprisse che, anziché per le loro capacità questi manager furono inseriti ai vertici delle banche solo e grazie all’aiuto degli amici e degli amici degli amici beh, improvvisamente si capirebbero molte cose compresa l’assoluta necessità di mantenere Ignazio Visco in Bankitalia. In questi giorni è venuta fuori la storia che Mario Draghi sapeva dell’acquisto totalmente fuori prezzo di Antonveneta da parte di Monte Paschi di Siena ma non disse nulla. Anzi, oggi è considerato il salvatore (temporaneo) dell’Italia. E più ancora oggi vuole mettere il becco nei bilanci delle banche con procedure fuori legge (e ringraziamo il presidente del parlamento europeo Tajani che se n’è accorto) tali da mettere in crisi in breve tempo tutto il nostro sistema creditizio (e il crollo in Borsa del 40% del Credito Valtellinese la settimana scorsa è solo un segno). E il popolo sovrano? Il controllo dei poteri? Semplicemente non esistono più: l’importante è far credere alla gente del pericolo fascista perché CasaPound in una elezione locale dove il 60% degli elettori se ne è stato a casa, ha preso il 9%. La solita cortina fumogena lanciata da chi comanda veramente in Italia per distrarre tutti dai veri problemi e dalla vera partita in gioco con le prossime elezioni: il commissariamento di Bruxelles del nostro Paese e la svolta greca che esso comporterà.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

Una analisi dura, la sua. Ma per larghi tratti condivisibile.

LA POLEMICA

‘BOMBE D’ACQUA’ E SCARSA MANUTENZIONE DEI FOSSATI: IL RISULTATO DANNI SERI

Egregio direttore,
il clima è cambiato e le ‘bombe d’acqua’ - fenomeno che porta intensissime precipitazioni e che solo pochi anni fa era sconosciuto - saltuariamente ci evidenziano come il sistema di colo delle acque piovane non sia adeguato.
Abito in località Battaglione, in una zona altimetricamente bassa, caratterizzata da fossati che non ricevono manutenzione adeguata da diversi anni (nella foto la via San Rocco), con vegetazione e terriccio che hanno dimezzato la portata del colo d'acqua. Ci sono altre zone della città con le medesime problematiche (tanto per fare un esempio, San Felice) e, nella mia funzione di presidente del Comitato di quartiere 15 (Battaglione, Bagnara e Gerre Borghi), alla prossima riunione dei presidenti dei vari Comitati, porterò la questione all'attenzione dei colleghi. Da informazioni raccolte, il Comune di Cremona ha da mesi sul tavolo dell'ufficio competente la bozza di convenzione per l'assegnazione della gestione del ‘reticolo idrico minore’ (definizione del sistema di colo dei canali e fossati per l'appunto di minori dimensioni) a Padania Acque, ma sembra che vi siano problematiche di vario tipo fra le quali quella dei costi. Mi è stato spiegato che la questione è complessa nella sua globalità perché implica anche un ritorno a sane abitudini del passato, quando i proprietari terrieri avevano cura di effettuare la pulizia dei fossati ‘di guardia’ e non solo quella dei canali di irrigazione perché servono alla loro attività agricola.
In ogni caso ritengo che si debba fare un cambio di passo, da parte dell’amministrazione comunale vanno trovate le risorse finanziarie per questo capitolo di spesa e messe in campo efficaci iniziative affinché i frontalieri eseguano le opere di loro competenza sui fossati.
Luciano Losi
(Cremona)

I moderati disertano le urne
La scarsa affluenza
favorisce la sinistra
Egregio direttore,
gli elettori moderati, liberali si fanno del male da soli: ed è cosi in tutti i Paesi dell’Ue, compresa la Romania. Raccogliamo i risultati alla fine di ogni tornata elettorale politica. Gli elettori moderati e liberali non recandosi a votare regalano cosi il governo del Paese alla sinistra. Lo dobbiamo dire, e senza paura. La colpa di certe situazioni drammatiche per il Paese è dovuta ai cittadini che non si recano alle urne.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Unione dei comuni inadeguata
Scuola dell’infanzia
vitale per Castelverde
Egregio direttore,
con delibera n. 26 del 21 settembre 2017 la giunta dell’Unione dei comuni tra Castelverde e Pozzaglio, formata soltanto dai due sindaci, ha approvato all’unanimità l’erogazione di un contributo a favore della scuola per l’infanzia ‘Monsignor Gardinali’ di Castelverde, l’unica struttura di questo genere presente ad oggi nel capoluogo comunale e per questo vitale per la comunità di Castelverde. Questa è di fatto la prima decisione presa in seno all’Unione dei comuni riguardante da vicino tante famiglie di Castelverde.
Il Sindaco di Pozzaglio ricopre il ruolo di assessore dell’Unione su mandato dei cittadini del suo comune, e non dei cittadini di Castelverde: non è tenuto né a sapere quali siano le loro esigenze, né a conoscere le vicende amministrative pregresse di un comune che non è il suo, elementi entrambi necessari per poter deliberare. Non dovrebbe quindi essere incaricato, né accettare la responsabilità di decisioni politiche che riguardano cittadini di un altro comune.
Perché in 15 mesi non si è riusciti a trovare un accordo con i gestori della struttura per il rinnovo della convenzione (scaduta il 30 giugno 2016)? Riteniamo che debba essere la Giunta comunale di Castelverde (che rende conto a un Consiglio Comunale eletto dai cittadini) a dover prendere in carico queste decisioni.
Giuseppe Priori, Maria Paglioli, Andrea Lena, Fabio Grassani
(Consiglieri di minoranza di Castelverde)

Candidature trasparenti
Alle elezioni regionali
il M5s si prepara così
Gentile direttore,
bando a tutti i discorsi sul fatto che i penta stellati siano o non siano populisti e via discorrendo vorrei poter spiegare come si prepara il M5s alle elezioni del governatore della Lombardia. Innanzi tutto lo staff manda a tutti gli iscritti via mail un avviso che cosi dice: ‘Sono aperte le candidature per la Lombardia. Da quel momento coloro che ritengono di essere in possesso dei requisiti elencati, hanno tempo entro il termine perentorio delle ore 12 del giorno martedì 7 novembre 2017 ad accettare la candidatura accedendo alla propria pagina profilo all’interno del sito del MoVimento 5 Stelle. Se uno ha i requisiti per poterlo fare accede al sistema Rousseau e propone la propria candidatura. Tutti coloro che hanno accettato la candidatura verranno sottoposti da parte degli iscritti in una sede a questo destinata a quelle che vengono chiamate ‘le graticole’ che sono il modo per capire quali caratteristiche hanno i vari candidati. Fra coloro che hanno risposto esaurientemente alle domande degli iscritti verrà scelto colui che assieme a quelli prescelti dalle varie province lombarde concorrerà attraverso una nuova tornata di graticole alla scelta del miglior candidato possibile. Questo metodo consente democraticamente di vagliare le candidature in modo preventivo escludendo concussi, concussori, ladri, condannati ecc senza aspettare la magistratura. Magari come avviene di solito coloro che esaminano i candidati sono pochi, ma sono tutti iscritti al Movimento, che nel bene e nel male fa tutto questo senza finanziamenti palesi od occulti. E per tutti coloro che credono che siamo dei pagliacci concludo con una frase di Ghandi: ‘Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. poi vinci’. Sono molto convinto che questo avverrà. (...)
Giuseppe Storti
(Bosco ex Parmigiano)

Al servizio dei cittadini
La buona Sanità c’è
Quella di tutti i giorni
Signor direttore,
nei giorni scorsi, durante il solito giretto mattutino come dog sitter, ho avuto un infortunio sul lavoro. Su una rampa che permette alle carrozzine di raggiungere agevolmente il marciapiede e viceversa sono scivolato su un letto di foglie molto secco, sono caduto e mi sono rotto il piede sinistro. Rudy, il mio cane, era felice di essersi liberato di me e scondizolava ai miei richiami senza tornare sui suoi passi. Era ragionevolmente presto e quindi in giro c’era poca gente.
Una coppia di giovani, poi riconosciuti come romeni, sono immediatamente accorsi e con estrema cortesia, mentre io allertavo telefonicamente mia moglie per il recupero del cane che vagava felice in quartiere seguendo il noto percorso, loro hanno telefonato al 118, date tutte le informazioni necessarie in modo tale che l’autoambulanza, nel giro di pochi minuti era sul posto.
L’equipaggio formato da un uomo e due donne prontamente interviene, mi stecca la caviglia ormai gonfia, mi caricano sul lettino e mi portano al pronto soccorso con l’indicazione del codice giallo. Una dottoressa mi fa le domande di rito e mi comunica che se firmo il mio consenso verrò operato il giorno successivo alle ore 14. Dato il consenso (come facevo a non firmarlo visto il forte dolore ecc.) mi mandano in radiologia, poi in sala gessi per il gambaletto provvisorio e infine in ortopedia certificando che mi sono rotto due malleoli dei tre disponibili. Insomma. Dopo due ore dall’incidente ero nel letto dell’ospedale totalmente sotto controllo medico.
Li iniziano i prelievi di rito prescritti dal medico e prontamente eseguiti da un gruppo di giovani infermieri. Mi sedano con antidolorifici e con un protocollo preciso mi preparano all’intervento del giorno dopo. La notte passa tra il dormiveglia sentendo i rumori notturni dell’ospedale: il carretto dei medicinali che cigola, le urla e le bestemmie di quello che soffre, i ‘venti’ del vicino di letto, gli scambi di opinioni degli infermieri su cosa fare ecc... Finalmente arriva l’ora ed entro in sala operatoria dove, come dettomi dall’anestesista, intervengono con una sedazione parziale. (...)
Insomma ho toccato con mano la buona sanità, quella che tutti i giorni dà le risposte ai cittadini come me che hanno un infortunio. Certo qualche intoppo o qualche difetto si possono sempre trovare ma la struttura è solida e dà le risposte che ai cittadini servono. Al netto delle cose che non funzionano pochi sanno che il nostro sistema sanitario, dopo quello francese, è il secondo al mondo. (...)
Gian Carlo Storti
(Cremona)

Titoloni sulla Nazionale
Ma dall’Ue è in arrivo
un’altra ‘supposta’
Egregio direttore,
vorrei partire proprio da un titolone apparso sulla Gazzetta dello Sport, che molto ben sintetizza l’alto ideologico del liberal pensiero del cittadino italiano... ‘Catastrofe della nostra Nazionale di calcio’!. Ma con tutti i marasmi che abbiamo, la gente deve ancora perdersi con quattro gatti che tirano calci ad un pallone? Cosa facciamo, ritorniamo ai tempi del Fascio (mi ascolti signora Boldrini), quando forza di causa maggiore, costrinsero Coppi e Bartali a correre tenendo viva una rivalità sportiva che a livello personale non esisteva?
Siamo tutti presi da questi titoloni da non accorgerci dell’ennesima supposta (la Ue ce lo impone!): tra poco dovremo cambiare televisori che ci hanno venduto e propinati come enormi occasioni in quanto, se non da rottamare costringeranno milioni di famiglie a due estreme soluzioni: cambio di ripetitore di antenna, se il decoder della tv è già predisposto, o ad acquistare un nuovo decoder.
Caro direttore, gli italiani sono ricchi e pieni di risparmi, ‘frottolone Renzi docet’, e pertanto verranno consigliati a come spendere altri soldi che non hanno! Caos televisori in arrivo: gli apparecchi degli italiani a rischio rottamazione. Una nuova assegnazione delle frequenze, voluta dall'Europa, potrebbe costringere i cittadini a cambiare televisore per continuare a ricevere il segnale del digitale terrestre. La strategia della Rai. (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Qualità sotto attacco
Boom dei taroccatori
Made in Italy a rischio
Caro direttore,
negli ultimi tempi i nostri manufatti stanno subendo un grave processo di appannamento e di credibilità sia sul mercato interno che all’estero.
In primis laboratori a conduzione famigliare o poco più, da decenni, stanno assestando colpi mortali con la realizzazione di volgari ‘patacche’ appena resisi conto del crescente consenso che i nostri marchi riscuotevano in ambito internazionale.
Questo piccolo ma diffusissimo ‘cabotaggio’ di lavoro nero, relegato, sino a ieri, prevalentemente nel sottobosco campano e presto diffusosi in tutta la penisola con lo sfruttamento di manodopera extracomunitaria, è stato in gran parte emarginato da nuove strategie operative assai più evolute e praticamente legalizzate. Altri e più fantasiosi ‘taroccatori’ sono saliti alla ribalta decidendo d’avvalersi di metodi che alternative e assai più raffinate per conseguire i propri proficui obiettivi.
Essi hanno cominciato a dirottare le relative produzioni (a partire dalle materie prime) in Paesi a più bassi costi lavorativi come Cina, Bulgaria, Repubblica Slovacca e Romania esenti dalle insostituibili imposte fiscali e contributive che gravano sulle nostre produzioni.
Si tratta, alla fine, dell’ennesima furberia all’italiana dove è sufficiente reimportare i manufatti grezzi e ultimarli da noi per impercettibili dettagli quali: orli, lacci, bottoni, stirature, etichette, confezioni e proporli nello splendore delle smaglianti diciture: ‘Italian style’. Smerciando in pratica semilavorati definiti altrove quasi al 100% ma tutto, naturalmente, a prezzo pieno.
Che vi sarà di male se si riuscisse a spendere di meno e guadagnare di più? Così facendo, però, ci stiamo screditando ai nostri stessi occhi per non parlare dell’impressione scadente che lasciamo negli stranieri spacciando merci che nulla hanno anche vedere con l’autentico ‘Made in Italy’.
Achille Conti
(Cremona)

Amici sempre... nemici
L’unità degli italiani
un obiettivo lontano
Caro direttore,
fatta l’Unità d’Italia, tutti ci saremmo attesi quella degli italiani. Passato tanto tempo, questo spirito non s’è mai colto in nessuno di noi. Le disparità ideologiche, come quelle sportive quanto di interessi, hanno sempre spinto a considerarsi nemici più che non diversi gli uni dagli altri. Ed ora aspireremo ad accomunarci con i popoli europei dai quali e per secoli abbiamo subìto scorrerie, spogliazioni e sottomissione? Oppure, dopo l’improvvida forzatura dell’euro e sotto la parvenza di una illusoria consonanza sopranazionale, non ci troviamo gravati di una ulteriore pletora di rappresentanti, rinumerati come pochi ma con compiti puramente pleonastici? Quanti logorroici parlamentari abbiamo sospinto in Europa dopo che ripudiati nelle nostre assemblee legislative? Ci tormenta il pensiero ricorrente ad una storica evocazione: quella della biblica torre di Babele?
P. F. Mari
(Cremona)

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