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10 novembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

12 Novembre 2017 - 04:00

L'INTERVENTO

‘ONOREVOLI’ PENSIONI: IO CI LAVORO SERIAMENTE, ASPETTO TONINELLI

Caro direttore, lavoro per approvare una buona legge sulla previdenza dei parlamentari, che superi i vecchi privilegi senza crearne di nuovi. Lavoro affinché il Senato renda costituzionale una proposta che, a detta dei maggiori esperti, costituzionale non è. Lavoro perché non s’introducano precedenti volti a colpire le pensioni della grande maggioranza di lavoratori che privilegiata non è. E per evitare che si usi furbescamente il vitalizio, che non esiste più da oltre un lustro, per salvaguardare le ben più numerose pensioni d’oro di questo inquieto Paese. Il collega Toninelli è d’accordo? Se lo è dia una mano e non difenda gli sbreghi. Usare la contraffazione e la falsificazione può portare un po’ di voti ma non aiuta i cittadini nel loro legittimo desiderio di giustizia e di eguaglianza. Occorre raccontare la verità semplicemente come dato di fatto. In Italia l’assegno vitalizio è stato soppresso sei anni fa. Dal 1 gennaio 2012 i parlamentari che cessano dal mandato hanno un trattamento previdenziale sulla base del contributivo pro-rata, come tutti i lavoratori. Dunque non si può abolire un vitalizio che da tempo non esiste più. La verità è che s’interviene non tanto sugli attuali parlamentari bensì su quelli cessati dal mandato prima del 2012. E su quelli futuri per ciò che attiene in particolare la cosiddetta età pensionabile. È giusto?

Assolutamente sì! Il punto è come. La proposta di legge stabilisce che a chi sta godendo del vecchio vitalizio si debba applicare un ricalcolo sulla base del sistema contributivo. Un simile intervento apre una via devastante al ricalcolo di moltissime pensioni in essere. Questo è inaccettabile. Oltre che essere illegittimo, come la Corte Costituzionale ha già stabilito con sentenze passate. Pressoché tutti i costituzionalisti auditi dalla commissione Affari Costituzionali del Senato, tra loro autorevoli ex presidenti della Corte stessa, hanno motivato come una siffatta norma incorrerebbe nella bocciatura. Un articolo sul Corriere della Sera era titolato ‘La sfilata dei costituzionalisti che bocciano la legge sui vitalizi’. Dunque occorre far sì che la norma sia conforme alla Costituzione. Come? Stabilendo che sui vecchi vitalizi agisca un consistente prelievo di solidarietà, stabilito annualmente dagli Uffici di Presidenza di Camera e Senato. Proprio perché è certo che l’imposizione del ricalcolo contributivo sull’indennità già percepita, come previsto nella proposta di legge, avrà conseguenze sull’insieme della platea dei pensionati, nella proposta stessa si scrive che ciò non dovrà accadere (comma 5, art 12). Ma, stabilito il precedente, mediante altra legge si può con grande facilità superare questo fragile argine e colpire tanti pensionati. Del resto quella del ricalcolo contributivo delle pensioni in essere è una tesi che in Italia e in Europa vanta purtroppo parecchi sostenitori. Perciò non va aperto alcun varco. Anche questo è stato sottolineato con preoccupazione dai costituzionalisti. Una legge fatta per colpire i vecchi parlamentari ha le potenzialità di colpire tutti coloro che sono andati in pensione col sistema retributivo o col sistema misto. In più, qualora la proposta venisse approvata così com’è(con quel comma 5 dell’articolo 12), nessun intervento sarebbe possibile sui percettori delle cosiddette pensioni d’oro. Legittimando così una scandalosa ingiustizia, di certo non minore dei vecchi vitalizi.

La legge va assolutamente approvata con le modifiche necessarie a renderla costituzionalmente sostenibile e socialmente apprezzabile. Approvare la norma così com’è oggi, in realtà, renderebbe fittizio l’obiettivo di ridurre il vitalizio alla cosiddetta casta, grazie alla bocciatura che subirebbe dalla Consulta. Una sorta di eterogenesi dei fini che rappresenterebbe un’insopportabile beffa per gran parte degli italiani. È questo che vogliono i 5S? Occorre approvare la legge per giustizia e con giustizia. Prima dello scioglimento del Parlamento c’è tutto il tempo necessario per far sì che la proposta di legge, opportunamente modificata dal Senato, possa essere definitivamente approvata dalla Camera. Questa è la mia convinta opinione. La Direzione nazionale e il gruppo senatoriale decideranno la linea del Pd.
Vengo alla legge elettorale. È una legge che migliora quella esistente. Corrisponde alle sagge e reiterate richieste del Presidente della Repubblica. È conforme alle esigenze espresse dalla Corte Costituzionale. È stata approvata con la più ampia maggioranza parlamentare della storia repubblicana. Esalta la rappresentanza. È la legge perfetta? No. Premesso che, ovviamente, la legge elettorale perfetta non esiste come anche le elezioni in altri importanti Paesi sono lì a certificare, ritengo che sarebbe ben più utile al nostro Paese un sistema elettorale con collegio uninominale a doppio turno. Darebbe rappresentanza e governabilità. A parte il Pd e qualche forza minore nessun altro lo ha voluto. In primis i 5S. Così come nessun altro ha voluto il ripristino del Mattarellum che tanta buona prova aveva data prima di essere travolto dal vergognoso Porcellum. A partire dai 5S. Nota personale, il ritorno ad una prevalenza di proporzionale è la ragione che mi ha convinto a non accettare di presiedere la Commissione Affari Costituzionali del Senato, come qualcuno ricorderà. Anch’io avrei di gran lunga preferito il voto disgiunto nei collegi uninominali ma sono rimasto minoranza. Ciò non mi ha impedito di approvare la legge come atto di responsabilità verso l’Italia.

Una legge che in alcun modo è pro Pd, in particolare al nord o in Sicilia come s’è appena visto, stante che la parte uninominale esalta le coalizioni nel mentre la capacità coalizionale del Pd è davvero scarsa. Si creda o no, abbiamo davvero fatto prevalere l’interesse generale. La fiducia. L’apposizione della questione di fiducia sulle leggi elettorali non è stata censurata dalla Corte. Si è deciso di porla su richiesta di importanti gruppi parlamentari. La neutralità del Governo è venuta meno quando si è evidenziato che con l’uso strumentale del voto segreto si tentava il brutto gioco di sempre. Vale a dire impedire di fare una legge, lasciando con certezza le Istituzioni nel pantano. Era accaduto già alla Camera pochi mesi prima. Si fa un accordo alla luce del sole, poi su un proprio emendamento a voto segreto i 5S hanno fatto i voltagabbana. Così è morto il cosiddetto Tedeschellum, concordato con tutte le forze politiche e ucciso dai franchi tiratori. Al Senato il voto segreto è consentito a tutela delle minoranze linguistiche. Sono stati presentati ben 48 emendamenti ad esse riferite. Emendamenti farlocchi, strumentali solo a chiedere il voto segreto per tentare l’azione di cecchinaggio. In entrambe le situazioni si era chiesto il ritiro che purtroppo, in modo irresponsabile, non è avvenuto. La fiducia è stata lo strumento legittimo per impedire il perpetuarsi della vergognosa e tanto disprezzata pratica dei 101 che ha dato avvio alla legislatura. Le leggi elettorali vanno fatte assumendosene la piena responsabilità, mostrando la faccia agli italiani, non nel segreto manovrare di lobbies e correnti. Al termine del percorso, sia alla Camera che al Senato la legge è stata approvata con voto finale. Senza questione di fiducia e col consenso dei due terzi del Parlamento.
La fiducia sulla legge elettorale è stata posta per impedire le manovre occulte dei franchi tiratori. Il prelievo sui vecchi vitalizi va fatto per ragioni di equità ma senza generare danni alla vasta platea di pensionati. Spero che Toninelli lo comprenda e aiuti.
Luciano Pizzetti
(sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri)

IL CASO

I CONTRIBUTI PER LA CENTRALE NUCLEARE
GRAZIE A TORCHIO: NESSUNO LO RINGRAZIA

Egregio direttore
il Cipe - con delibera del 10 luglio scorso, ha ripartito i contributi previsti per l’anno 2014 (trattasi di 40 milioni di euro) a favore dei siti che ospitano centrali nucleari ed impianti del ciclo del combustibile nucleare, sulla quota A2 della tariffa elettrica per la voce compensazioni. Di cui (14.464.147,00 euro) alla Provincia di Piacenza e ai Comuni piacentini, limitrofi alla centrale di Caorso. Gli importi nel dettaglio sono i seguenti: Caorso 764.632,67 euro; Provincia di Piacenza 382.316,33 euro; Cortemaggiore 61.594,12 euro; Monticelli d’Ongina 113.411,93 euro, Comune di Piacenza 64.296,03 euro; Pontenure 17.686,76; San Pietro in Cerro 37.375,36 euro. Dei Comuni limitrofi al Comune di Cremona e Cremona stessa sebbene siano dislocati nel raggio dei 10 chilometri e quindi previsti nel piano di emergenza non hanno ricevuto un euro in quanto allorché contattai il sindaco di Cremona dell’epoca ritenne che fosse una missione impossibile. Vorrei ricordare che tali finanziamenti sono il frutto dell’impegno dell’ex presidente della Provincia di Cremona, onorevole Torchio, che confidando nella mia iniziativa mi supportò istituzionalmente affidandomi l’incarico di contattare in loco i 104 sindaci orbitanti nel raggio dei 10 chilometri delle varie centrale nucleari Italiane. Impiegai oltre due mesi girando in macchina l’Italia dal nord al sud e al termine del tour, circa un anno dopo, ci riunimmo a Roma alla presenza di funzionari del ministero competente, alla presenza del presidente Torchio il sottoscritto illustrò l’iniziativa ai presenti ed ai sindaci dei Comuni interessati al fine di ripartire i fondi in modo equo per evitare che andassero solo a Caorso e alla provincia di Piacenza. Conclusione: molti Comuni presero e prendono tuttora ingenti finanziamenti ma a tutt’oggi nessuno, ripeto nessuno, dei comuni beneficiari ha speso una parola di ringraziamento a Torchio, che sponsorizzò la mia iniziativa. Che tradotto significa per i vari sindaci di Cortemaggiore, Monticelli eccetera, ci avete fatto prendere dei finanziamenti di cui non eravamo nemmeno lontanamente a conoscenza? E allora, cosa volete da noi, non pretenderete mica che vi ringraziamo?
Elia Sciacca
(Cremona)

Che dire? Se le cose sono andate come dice lei, Torchio santo subito e tutti gli altri all’inferno.

Scuola ‘Trento e Trieste’
L’ascensore è ok
Aspettiamo la Tim
Egregio direttore,
in merito all’articolo ‘Trento e Trieste - L’ascensore c’è ma non si può utilizzare’, pubblicato giovedì 9 novembre, corre l’obbligo di precisare che, ultimati i lavori, sono ora in corso le procedure tecnico amministrative finali indispensabili per procedere all'attivazione dell'impianto di sollevamento. Si è inoltre in attesa che il gestore, in questo caso Tim, attivi la linea a servizio del numero da utilizzare in caso di emergenza, come peraltro richiesto dalla normativa vigente. La richiesta, fatta dal Comune a settembre e più volte sollecitata dagli uffici, ad oggi non è ancora stata evasa. Sarà in ogni caso cura dell’Amministrazione completare quanto necessario per rendere disponibile quanto prima l’impianto.
Ufficio Stampa Comune di Cremona

Castelverde
Due cantonieri
sono pochi?
Egregio direttore,
siamo un gruppo di abitanti di Castelverde (naturalmente paghiamo le tasse). Ci chiediamo: due cantonieri sono pochi? Ma se tutti i i giorni facessero il loro lavoro il paese sarebbe più pulito. Distribuiscono volantini per andare a vedere una buca in strada, vanno in due mentre si potrebbe organizzare meglio il lavoro. (...)
Un gruppo di cittadini
(Castelverde)

Dizionario bizzarro
In consiglio si è
presenti o seduti?
Signor direttore,
partecipare ad un consiglio di classe? Partecipare ad un consiglio comunale? Ah, quel duplice consiglio mi fa proprio ammattire, umiliato, per di più, da una parola, almeno apparentemente, semplice, semplicissima - consiglio appunto - che però non conoscevo. Ma da oggi la conosco, so, cioè, cosa vuol dire. Grazie a quel magico, illuminante, ed umile vocabolario, in francese, che è l’Ernout Meillet. Che rinvia, quasi scusandosi per non poter dimostrare quanto afferma, cioè, invece che al latino ‘Consilium’, al latino ‘Considium’, parola, quest’ultima, che viene dal verbo latino ‘sedēre’ (italiano sedére), naturalmente senza minimamente sospettare, in entrambi i tipi di consiglio, che colà si sia presenti solo perché colà si è seduti.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Raccolta differenziata
I cittadini virtuosi
sono da premiare
Signor direttore,
comune di Cremona, il comunicato di questi giorni: ‘La raccolta porta a porta degli scarti vegetali non sarà sospesa e verrà effettuata anche durante la stagione invernale, una volta al mese secondo il calendario indicato…’. Il sistema della raccolta incentivante dovrebbe premiare i cittadini virtuosi, magari con eco-punti trasformabili in premi e buoni sconto da usare in molti negozi aderenti. Ma ce lo vedi tu un atteggiamento propenso alla possibilità di accedere a uno sgravio fiscale sulla tassa dei rifiuti? Eppure dare una seconda vita alla spazzatura è l’obiettivo della raccolta differenziata per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. Separando i materiali, per il tramite poi del procedimento di riciclo degli scarti, si creano nuove materie prime, evitando così che i rifiuti urbani si trasformino in rifiuti tossici. Capita spesso che azzeccare il cestino giusto può diventare una vera e propria impresa. Un dubbio: le biro che non scrivono più? Le penne mica vanno nella plastica, non si riciclano più. Così come i rasoi usa e getta, i bicchieri da pic-nic. E le capsule di alluminio per il caffè? Vanno svuotate e poi buttate insieme alle lattine. E i cocci di un piatto rotto? Nel vetro? Assolutamente no, guai! Ma dove se no? (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Quando c’è un crimine
Vittime e carnefici
Scambio di ruoli
Signor direttore
non sempre l’autore di un crimine o di un misfatto va ricercato tra coloro che avevano minacciato la vittima ma bensì tra coloro che avevano subito pesanti minacce dalla vittima stessa e che si sentono in coscienza e con la nuova legge legittimate a difendersi per la salvaguardia della propria incolumità fisica e morale.
Pietro Ferrari
(Cremona)


Soncino
Solo il nonno vigile
fuori dalla scuola
Signor direttore.
sono un mamma di Soncino vi scrivo perché fuori dalla scuola elementari di Soncino i vigili latitano. Si vede solo il nonno vigile. La mattina, il povero nonno vigile sotto l’acqua, e i vigili? (...)
Sabry R.
(Soncino)

In Andalusia
Viaggio con Eridano
Tutto impeccabile
Signor direttore,
nell’ultimo mese ho avuto modo di leggere sul ‘La Provincia’ alcune lettere di persone che si lamentavano per gli inconvenienti incontrati nei viaggi con l’associazione Eridano, ora le chiedo ospitalità per raccontare la mia bella esperienza fatta con la stessa associazione in Andalusia : viaggio in perfetto orario, hotel con il massimo comfort, guide preparatissime, logistica impeccabile, il tutto sotto il perfetto controllo dell’accompagnatrice.
Tiziano Sanfelici
(Cremona)

Gombito
Le mie potature
sempre regolari
Signor direttore,
a quanto pare la questione verde privato e pubblico a Gombito è prioritaria per il signor Pedrazzini, anche se la relazione fatta da un professionista e presente in Comune sulla gestione del verde comunale negli ultimi decenni sembra raccontare un’altra storia. Ma arriviamo al punto, le potature di siepi e piante fatte in 10 giorni e già portate via, che da 24 anni vengono effettuate annualmente sulla mia proprietà, da altrettanti anni vengono messe nella stessa posizione, non sul ciglio della strada, ma su un terreno parallelo alla provinciale in uso e manutentato da me da oltre 20anni. Il signor Pedrazzini insinua in maniera vergognosa con la frase «Tutto normale!
Già viste queste cose a Gombito, e chi doveva vigilare non fa nulla. Sembra che chi ci governa con l’arroganza del potere, si senta legittimato a far tutto» che il sottoscritto in quanto assessore fa ciò che vuole fregandosene delle regole . Dovrebbe sapere, forse lo sa, che qualcuno fa anche delle segnalazioni, per cui sono stato controllato e ricontrollato, ma il risultato è sempre lo stesso: nessuna sanzione. Ma il signor Pedrazzini, in carica dal 1994 fino al 2014 prima come sindaco e poi come vicesindaco, perché non è mai intervenuto per bloccare a suo dire un’emergenza che si è verificata per 20 anni durante il suo mandato? E’ vero, il potere logora chi non ce l’ha.
Primaldo Sali
(assessore del Comune di Gombito)

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