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1 novembre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

03 Novembre 2017 - 04:05

IL CASO
Fontanelle dell'acqua sempre attive, indispensabili per i controlli-qualità

Egregio direttore,
la lettera al direttore del signor Giorgio Arena, pubblicata domenica scorsa, ci offre l’opportunità di fare chiarezza sulla questione, da lui sollevata, in merito alle fontanelle situate nella città di Cremona. Il signor Arena sottolinea il fatto che diverse fontanelle erogano senza interruzione l’acqua potabile e che tale caratteristica possa essere «non adeguata» alla gestione del servizio Idrico.
Preoccupazione più che legittima, soprattutto in considerazione dei recenti periodi di siccità e carenza di acqua che hanno afflitto, la scorsa estate, il nostro Paese. Per completezza di informazione, è opportuno inquadrare il problema della distribuzione dell’acqua nella nostra città: a Cremona sono installate 84 fontanelle che erogano acqua pura, fresca e di grande qualità a tutta la popolazione, 24 delle quali a getto continuo.
A prima vista potrebbe sembrare un inutile spreco ma la ragione è prontamente spiegata: il flusso continuo è garanzia di rappresentatività del campionamento in particolar modo per il monitoraggio microbiologico di tutta la rete di distribuzione. In questo modo si garantiscono sia al nostro laboratorio analisi interno sia ad Ats Valpadana, che periodicamente effettuano i controlli ufficiali dell’acqua di rete, i punti di prelievo rappresentativi per la successiva analisi chimico batteriologica. Padania Acque, in qualità di gestore unico dell’idrico, è responsabile della qualità dell’acqua della provincia di Cremona e, quotidianamente, il nostro laboratorio effettua migliaia di controlli in tutta la provincia.
Solo nella città di Cremona eroghiamo in tutta la rete 30.000 metri cubi di acqua purissima, buona e bilanciata nella composizione minerale, un’acqua che qualitativamente non ha nulla da invidiare alle acque in bottiglia, anzi: è a chilometro zero, è rispettosa dell’ambiente, non inquina con tonnellate di plastica e di gas di scarico dei Tir utilizzati per il suo trasporto, è praticamente gratuita ed è a disposizione di tutti anche grazie alle numerose fontanelle presenti nel nostro territorio.
Nessun inutile spreco quindi ma una necessaria precauzione a tutela della sicurezza di tutti i cittadini. L’acqua è un bene pubblico non scontato e prezioso, soprattutto pensando alle tante popolazioni meno fortunate di noi. Le nostre terre sono ricche di acqua che giunge dalle montagne fino alle falde più profonde dalle quali la preleviamo, la rendiamo pura, fresca e buonissima, portandola fino alle nostre case. Difendiamo la nostra acqua e siamo grati di questo grande dono del Creato.
Claudio Bodini
(presidente Padania Acque S.p.A., Cremona)

Confesso che anch’io mi sono chiesto perché si sprecasse tanta acqua lasciandola sgorgare dalle fontanelle. La sua risposta serve a fare chiarezza e a ribadire che l’acqua di Cremona è di ottima qualità.

LA POLEMICA
Caos a 5 stelle: la variegata compagnia della Lanfredi
Signor direttore,
le chiedo ospitalità per rispondere alla lettera di venerdì 27 ottobre a firma di Giuseppe Storti sul tema ‘Quei miei sms vecchi e voluti da Beccari’. Non voglio perdere tempo per replicare alle ipotesi fantasiose e prive di qualsiasi fondamento presentate dal signor Storti, la cui credibilità è già stata ben evidenziata nella lettera scritta da Elia Sciacca nella stessa data sul tema ‘Offese e derisioni verso attivisti’.
Colgo l'occasione, però, per affermare che ritengo vergognosa la scelta della signora Lanfredi di circondarsi di persone di questo tipo per tentare di difendere la sua poltrona in Consiglio comunale. Il signor Storti, con una lettera al direttore, così la descriveva: «Come grillino vorrei fare notare al signor Malvezzi che tutti i pentastellati la pensano come lui sulla signora Lanfredi che purtroppo rappresenta se stessa e un manipolo di suoi accoliti. Io capisco che (...) si senta in dovere di mettersi in mostra (...) ma dovrebbe cercare di ascoltare i vari pentastellati prima di esporsi a nome del movimento. Dei gay e dei loro problemi non credo che gli (sic!) importi granché ma tutto fa spettacolo».
Dopo essere stato folgorato sulla via di Damasco, adesso il signor Storti si scopre ‘lanfrediano’ doc. Tra gli arruolati nei ‘lanfrediani’ figurano anche: una condannata in Cassazione per uccisioni plurime di cani e di intere cucciolate; un amministratore di chat su whatsapp che difende la condannata e preferisce tenere lei che offende un attivista espellendo invece l’attivista offeso; un’attivista che pure difende la condannata, dicendo in tutta tranquillità che «in fin dei conti anche Beppe Grillo ha ucciso delle persone», senza che la signora Lanfredi batta ciglio.
La stessa signora Lanfredi, in più occasioni e in presenza di testimoni, ha affermato di essere stata costretta a rinunciare alla candidatura alle elezioni regionali del 2013, a seguito di pressioni ricevute dall’attuale deputato Danilo Toninelli, all’epoca dei fatti semplice attivista nel gruppo cremasco.
Al manipolo dei ‘lanfrediani’ manca l’esperto di marketing. Stuzzicato da quest’ultimo su whatsapp, mentre ero in viaggio in pullman verso Roma per la manifestazione di protesta contro il Rosatellum, gli ho posto una serie di quesiti: «Ti ritieni un esperto di marketing, giusto? Allora, rispondi. Ritieni che la signora Lanfredi abbia le capacità argomentative, dialettiche ed espositive per poter svolgere il ruolo di portavoce? Ritieni la sua presenza in Consiglio comunale e nelle commissioni sufficientemente battagliera e produttiva? La ritieni in grado di confrontarsi con chi critica a ragione alcuni suoi comportamenti senza che si alteri minacciando espulsioni a destra e a manca?». L’esperto ha svicolato senza rispondere.
Gabriele Beccari
(Cremona)

Recupero ex Fornaci Frazzi
Legate alla città da un rapporto storico
Signor direttore,
in questi giorni consegnerò in Comune la petizione organizzata in favore del recupero delle ex Fornaci Frazzi, sottoscritta in brevissimo tempo, da circa 3.000 cremonesi. Un’adesione ed un risultato straordinario che evidenzia il senso di attaccamento e di rispetto verso questi luoghi così importanti della nostra città riferiti sia al proprio importante percorso industriale ormai passato, sia alla più recente destinazione culturale che ha saputo, tramite l’inserimento nei propri spazi dell’Arena Giardino, meravigliare artisti e spettatori di tutta Italia. Che dire poi del rapporto storico, culturale, ambientale paesaggistico e architettonico che lega la storia di Cremona al mattone e alla sua Fornace: domandiamoci allora che materiali sono stati utilizzati per la costruzione del Torrazzo e di palazzo dell’Arte. Un patrimonio quindi che non può essere dimenticato ma che deve essere considerato nella sua giusta dimensione ed è per questo che rinnovo al signor sindaco la richiesta di prevedere un intervento straordinario di recupero e di destinazione d’uso prevedendo non un’erogazione unica ed immediate ma un piano di interventi (anche triennale o quinquennale) che consenta gli opportuni accantonamenti di bilancio ed il coinvolgimento di partner, fondazioni o mecenati (senza dimenticare l’art bonus ) che a Cremona non mancano.
Giorgio Brugnoli
(Cremona)

Non sono obbligati a star qui
Non ne posso più dei ‘poveri’ ebrei
Egregio direttore,
non capisco tutto questo spargimento di cenere sul capo, giornali tutti al capezzale dell’ebreo ‘poverino’ vessato dal mondo. Basta, non ne possiamo più. Io non mi sento colpevole per il destino degli ebrei. Chi crede trova conforto dalla storia. Il nuovo testamento riportava ebreo; entità di popolo; deicida - se innocente (riferito a Cristo) = che il nostro popolo possa essere dannato per l’eternità. È una profezia veritiera? Non lo so, però sappiamo che l’ebreo non ha mai avuto pace, errante nel mondo, disprezzati e ghettizzati, sopportati (perché pagavano) e mai amati. A me non piacciono e francamente poco mi importa del loro destino. Schiavizzano un altro popolo a cui non vogliono concedere lo status di nazione, assumono atteggiamenti nazifascisti. Solidali sempre con Israele - ricordo che alcuni anni fa il loro stato di riferimento attuò il blocco navale per impedire alle nazioni occidentali di correre in aiuto del popolo palestinese al quale venivano lesinate cibo e medicinali. Si sentono perseguitati in Italia? Portassero il loro deretano in Israele, nessuno li obbliga a vivere qui. Non sono amati, punto. Dicono di combattere il terrorismo? Non dimentichiamo che Israele è nato attraverso il terrorismo. (...) Ci dobbiamo inchinare a Israele? Io non mi sento un loro vassallo, per cui non commemoro il giorno della memoria istituito per osannare il ‘poverino’ ebreo. (...)
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

Lei è libero di pensarla come vuole, ma trovo vergognoso e anti storico il suo antisemitismo. Quali che siano le colpe dello Stato di Israele, non si può ridurre la Shoah a chiacchiere da bar.

Orrore per ‘Quelli che il calcio’
Un inviato discutibile a spese nostre
Signor direttore,
sono inorridito seguendo la trasmissione, come è mia abitudine, di ‘Quelli che il calcio’ che mamma Rai manda in onda la domenica pomeriggio. L’inviato Francesco Mandelli, vestito da Dante, ha così esordito: «Giro per le vie di Los Angeles vestito da deficiente!" Peccato non abbia detto che gira il mondo a spese nostre per fare il cretino. Servirebbe un po’ più di rispetto e magari un po’ meno di ignoranza nei confronti di chi la lingua italiana l’ha pensata, creata e scritta. E noi siamo obbligati a pagare un canone che sovvenziona menti del genere? La sopportazione è tanta ma, consentitemi, ha i suoi limiti!
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Referendum regionale
Perché non si dice che ha vinto il ‘No’?
Signor direttore,
il consigliere regionale di Forza Italia (l’ultimo arrivato) parla di successo: «Da oggi iniziamo a scrivere una nuova pagina della storia della nostra Regione e del nostro Paese», dimenticando che il 60% + il 3,7% di No sono contrari.
Perché non diciamo che in Lombardia ha vinto il No?
L’unica cosa giusta da recepire dal voto del 22 ottobre è che in Lombardia la grandissima maggioranza dei Lombardi non è andata alle urne per fare la croce sul No.
Servirebbe solo ad abbassare di un paio di punti percentuali il risultato del plebiscito che il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha preparato per lanciare la sua campagna elettorale verso la riconferma al Pirellone. Così come è stato inutile (e anzi dannoso) andare a votare a favore del quesito, per dimostrare che ci sono diversi modi di dire Sì, come hanno invitano a fare diversi sindaci lombardi del Pd.
Si mettano il cuore in pace gli amministratori dem: Roberto Maroni, la Lega e Forza Italia hanno già fagocitato nel calderone del finto voto autonomista tutti quei voti, attribuendoli a sé. Dopo il 22 ottobre c’è una sola cosa da fare. Raccontare ogni giorno che, mentre stanno portando avanti una riforma del sistema sanitario regionale che va sempre di più verso la privatizzazione del settore, Maroni e la Lega sperperano i soldi dei cittadini lombardi (tra pubblicità, acquisto dei tablet per il voto elettronico, merce di scambio coi 5 stelle locali, e le normali procedure elettorali hanno superato i 50 milioni di euro di spesa).
Soldi che avrebbero potuto spendere, ad esempio, per garantire, all’inizio dell’anno scolastico, visto che ora è di competenza regionale, il trasporto a scuola degli alunni disabili, che invece rischia di saltare.
Ma se, dopo oltre 20 anni in cui (mal)governano questo territorio Lombardo non hanno ancora fatto nulla di tutto ciò è perché, a Maroni e ai suoi sodali, dei cittadini lombardi interessa poco o nulla. (...)
miguel1947@libero.it

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    03 Novembre 2017 - 09:03

    Rispondere a miguel 1974 invitandolo ad andare a stare in Sicilia (che evidentemente è la regione meglio amministrata, usando i suoi criteri) è banale. Mi limito a sottolineare invece lo schifo profondo per le parole di De Lorenzo. Sbaglia soprattutto a non sentirsi responsabile. Lo sarà, perché seminare odio come sta facendo avrà sicuramente degli effetti. Israele rappresenta la possibilità per il mondo di sopravvivere nonostante l'odio insensato, irragionevole. Certo, ci sono stati tanti errori nella gestione delle cose di quello stato, ma non è un errore che esista. Si sono difesi, come avremmo fatto tutti. Spero anche io in uno stato palestinese, ma vedrà che gli arabi non saranno mai soddisfatti perché portatori dello stesso odio che scorre nel sangue di de lorenzo.

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