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28 ottobre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

30 Ottobre 2017 - 04:05

IL CASO
A Crema stato di incuria e abbandono della sede dell'Istituto Racchetti

Gentile direttore,
le scriviamo nella speranza di portare all’attenzione pubblica lo stato di incuria e abbandono dell’edificio sede della Scuola Racchetti-De Luigi di Crema. Inutili sono state, ad oggi, le numerose segnalazioni inviate all’Amministrazione comunale e alla Direzione della scuola stessa.
Ci auguriamo quindi, con questa lettera, di poter contribuire a segnalare il degrado cui è soggetta l’area prospiciente il civico 13 di via Massari. Una discarica a cielo aperto, un’immagine orrenda in pieno centro città. Immondizia di ogni tipo, preservativi, bottiglie, lattine, muri imbrattati, cancellata divelta. Anche la minuscola aiuola adiacente la scuola e quella dell’ulivo sono ricettacolo di rifiuti di ogni genere.
La scala di emergenza durante il giorno diventa nascondiglio per ragazzi che marinano la scuola; la notte riparo per tossici, vagabondi, ubriachi spesso chiassosi, o coppiette che ritenendosi al riparo da occhi indiscreti si abbandonano a ‘spinte effusioni’ per usare un eufemismo.
Senza entrare nel merito dell’educazione e del senso civico dei ragazzi che ‘vivono’ questi ambienti, crediamo che il numero insufficiente di cestini per i rifiuti non sia di loro aiuto così come la mancanza di luci e di controllo. E, in extremis, la latitanza della nettezza urbana che sembra essersi dimenticata di quest’angolo di città.
Che tutto ciò abbia come protagonista una scuola pubblica rende ancor più paradossale quanto sopra descritto. O forse, è solo l’emblema del fatto che la mancanza di cultura ed educazione non possa che ‘generare mostri’.
I residenti di via Luigi Massari
(Crema)

Nelle pagine della cronaca di Crema il problema era già stato sollevato. Una denuncia corredata da una serie di foto che rendevano l’idea. Non è cambiato niente o meglio il Comune si è dimostrato sordo e cieco. Ben venga quindi anche quest’ulteriore segnalazione, nella speranza che venga ‘vista’.

LA POLEMICA
L'emergenza casa e lo scandalo delle abitazioni sfitte
Egregio direttore,
per molte famiglie il diritto alla casa rimane un sogno difficile da realizzare, in quanto la questione delle abitazioni non riceve dalla politica e dalle Istituzioni l’attenzione che merita.
In Italia il problema della casa ha radici storiche profonde (la rendita fondiaria da sempre condiziona l’assetto delle città e del territorio), ad aggravarlo hanno contribuito le devastazioni della seconda guerra mondiale, i ricorrenti terremoti ed il dissesto idrogeologico del territorio, frutto delle politiche irrispettose dell’equilibrio ambientale. Il censimento Istat del 2011 ha certificato che nel nostro Paese vi sono più di 7 milioni di appartamenti sfitti. A Crema una ricerca del 2012, commissionata dall’Amministrazione Comunale a tre noti architetti, ha contato in città 2.672 appartamenti vuoti.
Un patrimonio enorme inutilizzato ed uno scempio ambientale imperdonabile. Nonostante questa abbondanza di abitazioni, migliaia di famiglie e cittadini, molti dei quali anziani, sono condannati alla precarietà o costretti a vivere in abitazioni fatiscenti al di sotto del livello di civiltà riconosciuto comunemente come dignitoso ed auspicabile.
In Italia nel 2015 sono state 65mila le sentenze di sfratto esecutivo (non ho trovato un dato più recente) di cui almeno il 90% per morosità incolpevole, dato Cisl e Sicet, mentre nel Cremasco, attualmente, sono circa 80 gli sfratti esecutivi. Anche in questo caso la causa prevalente è rappresentata dalla morosità incolpevole. In città le domande per accedere ad una abitazione pubblica sono circa 400 ed è scontato che con le unità abitative attualmente disponibili è impossibile che tutte vengano accolte.
Per ovviare all’impellente necessità di dare un tetto ad alcune famiglie sotto sfratto, come nel primo dopoguerra, si è tornati alla coabitazione di più nuclei familiari. Ma non si deve dimenticare che in città, vi sono circa 30 alloggi pubblici sfitti da tempo, in attesa di manutenzione.
Penso che a fronte dell’emergenza casa la sistemazione e l’assegnazione degli appartamenti disponibili debba essere una priorità assoluta, sia da parte dell’Amministrazione comunale, sia da parte dell’Aler. E’ opinione diffusa che, con l’enorme numero di appartamenti di proprietà privata a disposizione, sarebbe folle pensare di costruirne di nuovi, sottraendo altro territorio all’agricoltura o al verde urbano.
Per queste ragioni ritengo che sarebbe più che giustificato un provvedimento coercitivo, del Governo e del Parlamento, nei confronti del patrimonio delle abitazioni sfitte di proprietà delle grandi immobiliari, delle banche, delle compagnie assicurative, delle società finanziarie, ecc. Un tale provvedimento troverebbe fondamento, a mio parere, nell’art. 42 del Titolo III della Costituzione Repubblicana ‘la proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale’. Certo, un’iniziativa di questo tenore richiede alla classe politica una sensibilità al problema superiore a quella mostrata finora e una determinazione almeno pari a quella mostrata nel soccorso, molto oneroso, ad istituti bancari per niente trasparenti che, in più casi, hanno truffato senza ritegno azionisti e risparmiatori.
Mario Lottaroli
(Crema)

Due episodi tristi
Ecco i paladini dell’accoglienza
Egregio direttore,
vorrei portare a conoscenza agli amici lettori due episodi tristissimi che hanno visto protagonisti due famosissimi paladini dell’accoglienza ai migranti. Capitolo primo. La Procura di Locri in Calabria, sta indagando su Domenico Lucano, sindaco di Riace per truffa aggravata, concussione e abuso d’ufficio, diventato famoso per l’accoglienza ai migranti nel suo paese. L’anno scorso la rivista Futura lo ha perfino inserito al 40° posto tra le personalità più influenti nel mondo, capirai. La Rai, cavalcando furbescamente l’onda pseudo-buonista, ha pensato bene di realizzare una fiction celebrativa sul sindaco calabrese, con Beppe Fiorello nei panni del primo cittadino. Alcuni parlamentari hanno chiesto di interrompere la realizzazione della fiction finché la vicenda non sarà del tutto chiarita. Atto secondo. Il paladino per eccellenza dei diritti ai migranti e dello jus soli, il deputato marocchino del Pd Khalid Caouki di fede islamica è stato portato in tribunale dalla sua assistente italiana, motivo? Udite,udite, per non aver versato alla signora ben cinque anni di contributi previdenziali. Pazzesco.
Andrea Zecchini
(Camisano)

Con il Rosatellum
Il Pd porta acqua al mulino delle destre
Gentile direttore,
come era prevedibile, il ‘Rosatellum’ è diventato legge grazie al voto di fiducia alla Camera e al Senato. Non sto a discutere qui sull’opportunità del porre la fiducia o sulla regolarità costituzionale della riforma, su cui già emergono, peraltro, parecchi dubbi, ma vorrei sottolineare la strategia che ha ispirato tale riforma: secondo me, con il Rosatellum, si è voluto precostituire un esito ‘centrista’ alle prossime elezioni politiche in un quadro in cui, con la stessa legge elettorale, però, non emergeranno comunque maggioranze certe e non si modificherà il sistema partitico sostanzialmente tripolare che domina l’orizzonte nazionale da circa cinque anni. Qualcuno afferma che la riforma è finalizzata a isolare i Cinque Stelle, i partiti alla sinistra del Pd e quelli alla destra della Lega; aldilà di ciò, in ogni caso, i risultati elettorali, nonostante la riforma, potrebbero prefigurare una situazione in cui il centrodestra avrà due opzioni: se la sua vittoria sarà netta, potrà governare da solo (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia); se le cose non andranno così, esso potrà avanzare una proposta di ‘larghe intese’ con il Pd, già del resto sperimentata con il varo della riforma elettorale. Il Pd, invece, non potendo contare sui partiti alla sua sinistra il cui appoggio si è alienato definitivamente per il modo in cui è stata approvata la riforma, a colpi di fiducia, né potendo ottenere la maggioranza con le sparute truppe degli alfaniani e dei vari ‘responsabili’ dell’ultima ora, sarà costretto o ad andare all’opposizione o ad acconciarsi a governare con il centrodestra in una compagine di cui sarà l’anello debole. Si dirà: è questo che vogliono Renzi e il gruppo dirigente del partito; può darsi, ma non si è mai visto un partito che fa una riforma elettorale accorgendosi all’ultimo momento che ha portato acqua al mulino dell’avversario. Questo, a casa mia, si chiama suicidio politico.
Vincenzo Montuori
(Cremona)

Caso Anna Frank
Un Paese malato di ‘doppiopesismo’
Signor direttore,
da ormai diversi giorni imperversa su ogni canale d’informazione la vicenda che coinvolge una parte dei tifosi laziali e sulla scelta poco elegante (eufemismo) di utilizzare l’immagine di Anna Frank per rivolgere insulti a sfondo razziale agli avversi tifosi romanisti.
Le poche righe che scrivo non hanno lo scopo di riabilitare l’immagine dei tifosi che si sono macchiati di un gesto tanto deprecabile, ma quello di evidenziare il comportamento della stampa nostrana. Perché se il comportamento degli ultras laziali è indubbiamente condannabile e censurabile, il tam-tam mediatico che ne è scaturito su ogni canale tv, carta stampata e social network, sfiora il ridicolo. Ivi compresa la scelta idiota di recitare negli stadi alcuni passi del famoso Diario di Anna Frank che è diventato un boomerang micidiale.
Il ministro dello Sport Lotti ha già fatto sapere che i colpevoli (per lo più ragazzini, uno frequenta la terza media inferiore…) verranno condannati. A cosa non si sa visto che, oltre al Daspo ed eventuali ammende, pene più gravi dovrebbero arrivare attraverso un processo penale. (...)
Ma le reazioni politiche e dell’informazione a questa vicenda rende ancora più evidente la pratica del ‘doppiopesismo’ in gran voga nel nostro Paese. Dov’erano tutti gli alfieri del rispetto, i fedeli scudieri della memoria e i paladini della giustizia, quando ad essere insultata e calpestata era la memoria dei Caduti italiani? Dov’erano quando in talune curve venivano esposti striscioni che riportavano scritte a favore di Tito e della vile pratica dell’infoibamento? Dov’erano quando altri tifosi inneggiavano all’attentato di Nassiriya, augurandosene molti altri? Dov’erano quando i tifosi voltavano le spalle al campo mentre si rendeva omaggio ai caduti italiani in missione? Dov’erano quando si celebrava il compleanno di Stalin, fautore di una delle rivoluzioni più sanguinose ed agghiaccianti della Storia?
Tutto questo, è evidente, testimonia un fatto chiaro: gli idioti esistono ed esisteranno sempre. Però alcuni di questi vengono quasi completamente ignorati, altri vengono stigmatizzati e condannati alla gogna mediatica imperitura.
Diego Storti
(Ostiano)

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