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24 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

26 Ottobre 2017 - 04:00

IL CASO

Paura, musica, schiamazzi e sporcizia
Dei ‘kavernicoli’ non ne possiamo più

Egregio direttore,
chiuse le ville di mamma e papà al mare e in montagna eccoli tornati per ricominciare a fare i ‘comunisti col Rolex’; è ufficialmente cominciata la stagione 2017-2018 dei kavernicoli. Considerando come si è svolta la serata di sabato 21 ottobre il copione, che anche quest’anno vedrà la ‘preziosa collaborazione’ di amministrazione e forze dell’ordine, sarà sempre lo stesso: musica, schiamazzi e sporcizia. Siamo stanchi, stufi e arrabbiati per questa situazione che si trascina da anni e che invece di migliorare peggiora sempre di più. Ora si sono aggiunti anche i cani che vengono lasciati liberi di scorrazzare indisturbati e di aggredire i passanti come denunciato dal suo quotidiano. Speravamo che dopo il grave fatto del ragazzo azzannato da uno di questi cani i nostri amministratori si attivassero per fermare questa inciviltà mascherata da anarchia e invece come sempre nulla. Anche la telecamera installata per aumentare la sicurezza del quartiere è durata giusto il tempo per un articolo di giornale, da tempo infatti è stata smantellata perché come si dice occhio non vede…
Ci saranno novità o anche quest’anno sarà il solito film già visto?
Matteo G.
(Cremona)

Non so se abbiano il Rolex, e comunque sono fatti loro. Se le cose stanno effettivamente come lei le descrive, interverranno le forze dell’ordine.

LA POLEMICA

Fornace Frazzi di porta po: non c’è più niente da salvare

Signor direttore,
rispondo al ‘grido di dolore’ del signor Azzoni per la salvezza della Fornace Frazzi di Porta Po. Purtroppo, e lo dico con molto dolore, non c’è più niente da gridare, perché non c’è più niente da salvare.
Nel 1980, quando ero ragazzo, avevo lanciato un grido d’allarme, per evitare la distruzione dell’area Frazzi e delle tre fornaci Hoffman che conteneva. La mia supplica non venne raccolta da nessuno. Da nessuna istituzione, né dal Comune, e neppure dai musei, e neppure l’archivio si mosse. Le fornaci vennero distrutte, e solo alcuni brandelli delle strutture sono stati risparmiati, come le ciminiere. Brandelli che non servono ora più a niente. E pensare che dentro l’area avevo visto e fotografato strutture eccezionali di archeologia industriale. Avevo anche mandato un elaborato grafico al Comune per risparmiare in toto l’area a trasformarla in un meraviglioso giardino pubblico, ad andamento museale. Perché dentro l’area Frazzi, nel 1980 c’erano oggetti che, a raccoglierli tutti, si poteva riempire un intero museo tematico. Come le centinaia di forche di legno che servivano ai ‘fornacini’ per inserire i forati crudi nei forni, e i carrelli per il trasporto dell'argilla. Tutto fotografato.
Negli uffici abbandonati rinvenni chili e chili di documenti cartacei estremamente interessanti, sulla forma dei forati, sulla corrispondenza con le varie ditte, anche estere. Di tutto questo ho conservato personalmente una piccola parte, come il registro manoscritto degli infortuni degli operai, tutto il resto l’ho lasciato là, e credo che sia andato completamente distrutto sotto i cingoli delle ruspe. Non parliamo poi dei plastici in scala che vidi nelle soffitte, che contenevano anche bauli pieni di corrispondenza cartacea, scritta a mano o con la macchina da scrivere, e che risaliva agli inizi del secolo. Quindi pace alla buona volontà di chi adesso si sta muovendo per salvare. Ma non si può fare più niente, perché c’è più niente da salvare.
Le allego due fotografie delle tante che ho scattato. Queste due le ripresi dentro le soffitte degli uffici e dei magazzini della Fornace Frazzi. Nella prima si vede un plastico dimostrativo delle proprietà dei forati Frazzi, nella seconda si vedono delle scansie che contengono delle forme in legno, che erano dei tipi e controtipi per la creazione di stampi per le macchine impastatrici. Queste soffitte non esistono più, perché furono abbattute nel 1980, e credo che siano crollati a terra tutti gli oggetti che contenevano. Quando entrai là dentro per la prima volta, ebbi la sensazione che provò l’archeologo che scoprì la tomba del faraone Tutankhamon.
D.D.
(Cremona)

Bollette pagate e luce staccata
Le scuse di Linea Più
Situazione sanata
Signor direttore,
n relazione al contenuto della lettera inviata dal signor Mauro Bernardi, pubblicata su ‘La Provincia’ del 15 ottobre 2017, con il titolo ‘Bolletta pagata… e luce staccata. Ma chi paga per gli errori commessi ai danni dei cittadini?’, Linea Più desidera scusarsi con il cliente per il disagio subito e precisare che sono stati adottati tutti i provvedimenti atti a scongiurare che tale disguido possa ripetersi in futuro.
Linea Più coglie l’occasione per ricordare ai clienti che sportelli e call center sono sempre a disposizione per informazioni e segnalazioni.
Ufficio Stampa Linea Più
(Pavia)

Pellegrinaggio bocciato/1.
A Santiago e Fatima
lasciati soli
Signor direttore,
la sottoscritta Scotti Claretta ed altre 24 persone perlopiù anziane e fra queste un uomo ultrasettantenne con gravi difficoltà motorie, con ben 4 mesi di anticipo (maggio-giugno) versiamo una quota d’acconto per partecipare al suddetto viaggio proposto dall’agenzia Profilotours di Cremona. Il programma si presenta ben organizzato: 1) viaggio aereo Malpensa-Lisbona-Oporto, 2) accompagnatore dall'Italia per tutta la durata del viaggio, 3) tutte le visite garantite, 4) pernottamento del 12 e 13 ottobre da comunicare.
Ma alcuni giorni precedenti la partenza ci viene consegnato in agenzia un altro programma dove le visite del giorno 14 non sarebbero state effettuate poiché il viaggio aereo di ritorno era stato anticipato alle ore 9 del mattino.
Alle ore 8,30 del giorno 10 i partecipanti si ritrovano all’aeroporto di Milano-Malpensa in attesa dell’accompagnatore promesso, che avrebbe dovuto sbrigare le pratiche per l'imbarco. Nessuno di noi era in possesso della lista dei partecipanti e di un’eventuale documentazione.
Uno di noi si fa portavoce del gruppo e telefona all’agenzia, la risposta è stata «L’accompagnatore non c’è, sbrigatevela da soli».
Da bravi cristiani preghiamo le hostess di aiutarci e con grande sorpresa scopriamo che l’agenzia non aveva prenotato per noi il volo aereo Lisbona-Oporto, quindi altra telefonata da parte nostra all’agenzia per chiedere spiegazioni e ci viene riferito che a Lisbona ci sarà ad attenderci un bus che ci porterà nel giro di 8 ore a Santiago.
Arriviamo a Santiago all’una di notte, da soli ci sistemiamo nelle stanze, ma l’autista è senza stanza e uno di noi garantisce per lui.
Poi incarichiamo uno di noi, Cantoni Oscar, ti tenersi telefonicamente in contatto con l'agenzia 3/4 volte al giorno per avere lumi sull’andamento delle giornate. Le visite promesse e garantite sono state guidate da persone che, contattate all’ultimo momento, sostenevano di farci un piacere perché non avrebbero preso niente. L’accompagnatore che avrebbe dovuto essere presente per l’intero viaggio non l’abbiamo mai visto. L’invalido è caduto due volte e siamo riusciti a tornare a casa con l’aiuto del personale dell’aeroporto.
Claretta Scotti
(Sergnano)

Pellegrinaggio bocciato/2.
Mi sono inventato
accompagnatore
Signor direttore,
di ritorno dal viaggio-pellegrinaggio a Santiago de Compostela e Fatima del 10/14 ottobre 2017 svoltosi a parer mio in modo caotico e superficiale, dichiaro di essere stato nominato dal gruppo partecipante coordinatore e portavoce in maniera del tutto volontaria, facente le veci dell’accompagnatore che non si è mai visto durante l’intero viaggio.
Alla partenza, con le hostess all’aeroporto ho controllato le pratiche di imbarco, all’arrivo all’hotel ho assegnato le camere, ho coordinato gli spostamenti e contattato più volte al giorno l’agenzia per avere informazioni utili al proseguimento del viaggio.
Inoltre l’agenzia non aveva prenotato il volo Lisbona-Oporto facendoci raggiungere Santiago con il bus con notevole ritardo e disagio.
Mi sono prestato a fornire la stanza all’autista del bus, non prenotata dall’agenzia, non conosciamo l’indirizzo dell’hotel per il pernottamento dei giorni 12 e 13 ottobre fino al tardo pomeriggio del giorno 12, dove uno dei partecipanti si perde e riesce ad avere l’indirizzo dell’hotel dopo aver telefonato in Italia, arrivando in hotel in taxi.
L’invalido che era fra noi cade per terra due volte fortunatamente senza conseguenze. Rientriamo in anticipo perché prima di partire dall'Italia ci avvisano che il giorno 14 ottobre non sono previste le visite programmate nel primo programma.
Un viaggio poco gratificante ed estenuante, pecore senza pastore.
Questa lettera è stata inoltrata per conoscenza anche al responsabile dei viaggi-pellegrinaggi della diocesi di Cremona.
Oscar Cantoni
(Mozzanica, Bg)

Referendum regionale
Ha vinto l’autonomia
sbagliata
Signor direttore,
ha perso l'autonomia giusta... che non c'è. A me questa Italia di ‘sbandati’ lascia perplesso. Tutti credono che perseguire la propria parte, il proprio partito, regione, autonomia, orticello, produrrà significativi cambiamenti. Pochi intuiscono che proprio questo è l'origine di tutti i mali di questo paese. Avremo Regioni forti, ancora più forti, rispetto alle altre, come succede adesso in Europa, in cui alcuni stati, economicamente più forti, vengono favoriti maggiormente rispetto agli altri. Il bello è che chi vuole il privilegio autonomista in Italia, ha sempre combattuto i privilegi della Germania in ambito europeo. Infine prevale sempre la strategia del più furbo, che riscuote sempre consensi, perché è una malattia collettiva degli italiani. Non si è ancora recepito che solo perseguendo equità e giustizia, si produrranno cambiamenti solidi, giusti e duraturi. Estendere i diritti dell'autonomia a tutte le regioni indistintamente, questo dovrebbe essere l’obiettivo di una nazione evoluta e matura.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

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