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9 ottobre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

11 Ottobre 2017 - 04:00

IL CASO

Immigrato maleducato
Cittadini irritati e preoccupati

Signor direttore,
metti una mattina di un giorno infrasettimanale, metti anche che il luogo sia il marciapiede di Piazza Giovanni XXIII, una isolata piazza di transito. Metti che un immigrato di colore transiti incurante di ogni regola civile, con la propria bicicletta, sul marciapiede. Metti che incontri sul marciapiede una giovane signora dall’incedere spedito. La logica, il senso civile del vivere quotidiano imporrebbe che quell’immigrato se ne scendesse dal marciapiede e cedesse il passo a quella signora. Nulla di tutto questo invece. Imperterrito lui prosegue la pedalata sul marciapiede. Per evitare di essere investita la signora si vede costretta a scendere precipitosamente dal marciapiede. Capita poi che sul medesimo marciapiede, a distanza di solo qualche metro, in quello stesso instante passeggi a piedi un distinto signore di mezza età. Assistite alla scena, incrocia quell’immigrato. Per evitare di essere investito pure lui scende dal marciapiede, e lo avverte che i marciapiedi in genere sono destinati ai pedoni. La risposta è disarmante: «Io non conosco vostre regole, io non di vostro paese, non parlo vostra lingua, vado dove mi pare, non mi interessa, faccio sempre così, cosa vuoi tu da me?». La signora ed il distinto signore rimangono allibiti, senza parole, ma non fanno mancare una loro amara considerazione, e ad alta voce: «Diamine, così non va bene affatto, così non si può andare avanti». In quella telegrafica esclamazione si racchiudono tutte le loro preoccupazioni, forse anche oscuri presagi. E’ vero, un episodio increscioso, deprecabile, tuttavia un bruscolino se raffrontato ad episodi di ben altra rilevante gravità che marcano il perimetro della nostra quotidianità. E allora? Don Antonio, direttore di Caritas, sapendoti quotidianamente al servizio di quegli emarginati, tuttavia pur sempre ‘ospiti’ in odore di integrazione a casa nostra, semplicemente rammenta che tra tante mele purtroppo devi fare i conti anche con qualcuna di marcia. Prendi provvedimenti, in fretta, intervieni saggiamente come solo tu sai fare, educa chi ha comportamenti incivili. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Mi limito a sottolineare che gli italiani nel complesso non sono razzisti, ma che episodi come questo generano irritazione che sfocia poi nel fastidio per l’altro, nel rifiuto. I paladini dell’accoglienza dovrebbero rifletterci seriamente.

Arrivano dalla Tunisia
Gli sbarchi non sono
mai cessati
Signor direttore,
recentemente, parlando con un conoscente, mi riferiva che aveva sentito un tv estera, che riportava la notizia che alla fine di settembre vi erano stato lo sbarco di diverse migliaia di migranti, e la rotta di partenza non è più solo la Libia ma soprattutto la Tunisia, gli scafisti si sono solo spostati.
Ne è la prova l’espulsione di un terrorista algerino dall’Italia che passeggiava normalmente a Roma, era già espulso dal Belgio ed era arrivato in Italia con un barcone proprio a fine settembre. Ma tra le tante bugie dei nostri governanti ‘buonisti’, visto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, dopo: tutte le Ong avevano il solo scopo di salvare vite umane, falso, abbiamo notato che c’era connivenza di alcune Ong con gli scafisti; le spese sostenute per l’accoglienza erano della Comunità Europea, falso, sono i contribuenti italiani che sostengono le spese per circa 95%; non c’è nessun interesse privato nell’assistere questi migranti da parte delle cooperative, falso, ne sono state scoperte diverse che intascavano i soldi dello Stato Italiano e non trattavano degnamente queste persone.
Si potrebbe anche continuare, ultimamente cade anche un’altra bugia, ultimamente è stato riscontrato che alcuni terroristi sono arrivati coi barconi.
dalicr@alice.it

E' portavoce del M5S
Insultata da Lanfredi
Si deve dimettere
Gentile direttore,
sono costretta a chiedere ospitalità sulle pagine del suo giornale per chiedere le dimissioni della Lanfredi, portavoce del Movimento del 5 Stelle che si è permessa di offendermi usando il web . Di certo non è un atteggiamento di un consigliere comunale, ma nemmeno di un membro di un movimento politico. Capisco che non abbia argomenti, ma scivolare sulle cattiverie e bugie che servono solo a farle varcare la soglia del Tribunale di Cremona per rispondere delle diffamazione solo per antipatia, non possono fare di lei un politico locale, dimostra di non esserne all’altezza. Pertanto ringrazi chi ha lavorato, e non poco, perché lei occupasse il posto che non merita, e torni a guardare i tramonti del Po e ad ascoltare i miei nemici. Chiedo al Movimento 5 Stelle locale di intervenire affinché vengano presi i giusti provvedimenti al riguardo, se vogliono ancora salvare l’immagine già gravemente compromessa .
Rosetta Facciolo
(Cremona)

Sulla Castelleonese
Varchi chiusi
ma in tanti passano
Signor direttore,
ricollegandomi alla lettera del signor Adriano Manfredini pubblicata domenica 8/10, aggiungo che la chiusura dei varchi sulla Castelleonese non ha eliminato il problema del pericolo che il possibile attraversamento dello spartitraffico da parte dei veicoli, avrebbe potuto causare.
Basta vedere quanti attraversamenti siano stati creati in corrispondenza degli accessi alle o dalle sedi produttive ed uscite dalle strade che danno sulla trafficata arteria. I mezzi, salendo sullo spartitraffico, passano da una corsia all’altra per abbreviare il giro vizioso che dovrebbero effettuare per invertire il senso di marcia.
Alcuni per ‘girarsi’ arrivano al termine dell’aiuola spartitraffico e svoltano a sinistra sulla zona tratteggiata superando la riga continua; altri procedono sino a via S. Predengo, davanti al golf, e si servono dell’inserzione sulla castelleonese: avete mai provato ad inserirvi da Via S. Predengo sulla Castelleonese? Qui si che è pericoloso . Concordo con il signor Manfredini che sarebbe opportuno ovviare con una rotonda che permetta da via Erno, di immettersi in via Picenengo, così facendo è resa possibile l’inversione di marcia da Cremona verso Costa e da Costa verso Cremona .
Attualmente non è possibile neppure alle biciclette attraversare la Castelleonese. Da via Erno è proibito ed impossibile entrare in via Picenengo e viceversa .
Nadia Carini
(Cremona)

Legge elettorale
Sarà un Parlamento
fatto di nominati
Signor direttore,
in Italia, leader di partito o sedicenti tali, mentitori seriali, spesso di basso spessore politico conosciuti nella storia recente, a volte vere e proprie macchiette (in questo momento mi vengono in mente oltre le balle anche i biberon per gli agnellini ed i copriletti regalati con patetiche immagini), amano circondarsi di ‘quaqquaraqua’, veri e propri ‘signorsì’. La prova è la proposta di riforma elettorale che porterà ancora una volta ad un parlamento di nominati. Una scelta di regime, antidemocratica. Speriamo, ancora una volta nella Corte Costituzionale. Magari, davanti a tutte le nefandezze alle quali assistono, gli italiani sfiduciati avessero il coraggio di darsi una mossa ribellandosi. Recuperando quel coraggio e quel l'amor di patria che una volta erano virtù del nostro popolo.
Ettore Manes
(Cremona)

Amministratori di condominio
Quanti esami
ci chiede il ministro
Caro direttore,
era un mercoledì, il 13 agosto 2014. Un caldo pesante. Forse c’era voglia di vacanze per qualcuno che ancora stava lavorando nei palazzi romani. Per un Orlando, forse furioso ma sicuramente scientifico. Firma il D.M. 140/14. E gli scappa, non solo a lui, l’art. 4 comma 2. L’amministratore di condominio deve svolgere ogni anno un corso di aggiornamento professionale. Va bene. E, sempre annualmente, deve superare con esito positivo un esame per continuare ad esercitare, pena anche la revoca dall’incarico. Sono in molti ancora che devono adeguarsi ed aggiornarsi, soprattutto gli amministratori «fai da te», i cosiddetti «furbetti». A prescindere dal fatto che ritengo sia urgente e necessario porre una rettifica a questo ulteriore svarione legislativo, forse il legislatore ha pensato a questa «super preparazione» poiché la figura dell’amministratore necessita di competenze poliedriche ma soprattutto deve combattere sempre più frequentemente con la presenza dell’«homo condomini lupus!».
Francesco Chiavegato
(consigliere regionale Anaci Lombardia ‎Desenzano del Garda)

Referendum regionale
Sono lombardo, un sì
per decidere a casa mia
Signor direttore,
vorrei complimentarmi col mio amico Resmini per avere avuto il coraggio di sottoscrivere il suo, solo il suo, dissenso spontaneo attraverso il quale e con estrema sincerità ha collocato il referendum consultivo che si terrà del 22 ottobre p.v. tra quelle «faccende domestiche» di cui i cittadini lombardi o veneti non dovrebbero occuparsi in quanto, essendo solamente consultivo e non vincolante, qualsiasi sarà il verdetto delle urne ovvero di quei milioni di click elettronici secondo lui, e solo secondo lui, non cambierà niente.
Caro Resmini, tu una volta e non scrivo di quarant’anni ma di poco tempo fa, non eri così. Tu, che sei sempre stato in prima fila quando bisognava combattere contro le iniquità che certa politica, contadina/cittadina o romana che fosse, somministrava come l’olio di ricino e senza ritegno al cittadino italiano (lombardo o seresinese) che fosse, come mai hai cambiato idea? Tu nei tuoi discorsi da presidente dell’Avis hai sempre ribadito che con piccoli cambiamenti si poteva migliorare quel gran lavoro, solidale, che tutti in quell’assise svolgono per aiutare il prossimo, perché getti la spugna? (...) Io vado a votare proprio perché sono solo un lombardo e nella mia Lombardia desidero che sia un lombardo che decide quale stile di vita ho il sacrosanto diritto di pretendere visto che sono nato qui.
Alberto Nolli
(Soresina)

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Le foto dei lettori

Caro direttore, nel vedere senza dubbio questo particolarissimo mercatino del vintage Vanitas incorniciato tra le colonne della
galleria, mi ha fatto pensare ai tempi di Gesù quando i mercanti di ogni genere si posizionavano all’interno del Tempio
per compiere i loro affari. Conosciamo poi tutti quale fu la reazione di Gesù. Salvo Liuzzi (Cremona)

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