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3 ottobre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

05 Ottobre 2017 - 04:05

IL CASO
Perchè negare l'evidenza della storia, quella documentata, non quella dei libri?

Caro direttore,
‘currenti calamo’ (con penna veloce certo, giammai con fretta) mi garba disarcionare il di lui Fedeli Claudio, sempre fuori dal coro, nostalgico, disorientato, per di più stizzito, a lui appunto ‘ci’ (rafforzativo) suggerisco: ‘Figliolo, a tutto c'è limite oltre il quale la pazienza cessa di essere una virtù’. Perché mi butto a capofitto su codesta assolutamente non provocatoria affermazione? Semplicemente per rammentare a chi non intende ‘intendere’ che la Shoah, ma in genere tutto l’arco temporale concernente il periodo di oppressione nazifascista, ‘mica’ è stato uno scherzo.
Ed allora sentite signor Claudio, perché a voi mi rivolgo ora, per di più volentieri, riportando un delicato ‘passaggio’, così come anch’io l’ho appreso dai ‘media’. Nella comunità fiamminga del Belgio un politico ha messo in dubbio lo sterminio degli ebrei. I giudici lo hanno condannato a visitare i campi di concentramento (oh bella!), una condanna insolita tuttavia molto significativa.
Quel tale aveva pubblicamente messo in dubbio, sulla sua pagina Facebook, la strage degli ebrei nelle camere a gas, soprattutto aveva negato l’esistenza della Shoah, cioè la persecuzione degli ebrei. I giudici ‘mica’ l’hanno mandato in galera, hanno invece emanato una sentenza per cui quell’ex deputato provocatore, per ben cinque anni dovrà visitare i campi di concentramento.
E per ogni esperienza dovrà scrivere un lungo testo, per poi spiegare le emozioni che gli procurerà la permanenza in quei luoghi, postando le sue riflessioni sui social network. In caso contrario pagare una salata multa, e scontare mesi di carcere. Mica male per un negazionista a prescindere!
Invece a voi, caro signore (al Fedeli), sappiate che la Storia non si cambia ‘ad capocchiam’ perché ciò che è avvenuto nei lager nazisti (ma anche altrove ce lo aggiungo io!) è stata una autentica vergogna per il genere umano. Altri hanno provato a minimizzare, addirittura a negare l’innegabile, ma luoghi simbolo della memoria quali Aushwitz, Dachau, Birkenau... sono monumenti all’orrore dello sterminio nazista.
Ora vi chiedo, io ve lo chiedo tal quale apprendista filibustiere giammai dell’ultim hora, quali sensazioni suscitano in voi inenarrabili vicende succedute in località fatte oggetto di stragi e di irripetibili eccidi quali Risiera di San Saba, S. Anna di Stazzema, Marzabotto, solo per citarne alcune? Ma se ne possono contare a migliaia in Italia, e voi ne siete ben consapevole perché ampiamente documentate.
Sono elenchi contenuti in ‘armadi della vergogna’, purtroppo ancora vergognosamente custoditi nella coscienza degli autori di quelle stragi, non scordatevelo mai signore.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Ancora oggi, nel 2017, un numero insospettabile di persone sposa la teoria per la quale l’Olocausto sarebbe stato un’enorme finzione. Anche per questo assumono un valore storico e morale inestimabile le testimonianze dirette, ovviamente sempre più rare, di chi è sopravvissuto a quella vergogna e i luoghi dove si consumò la tragedia.

LA POLEMICA
In Neurologia familiari costretti ad attese snervanti
Gentile direttore,
approfitto del suo giornale per esprimere tutta la mia solidarietà al pover’uomo a cui ha dedicato spazio nell’articolo ‘L’odissea di un paziente’ pubblicato il 29 settembre. Mi permetta di unirmi alla polemica: sono esterrefatta.
Non solo riguardo all’accaduto, ma soprattutto dalle reazioni dei rappresentanti ospedalieri. Reazioni a cui probabilmente non avrei nemmeno creduto, se non le provassi ormai quotidianamente sulla mia pelle. Da qualche giorno mio padre è ricoverato in Stroke, reparto ad alta criticità sovrapponibile a quello di Neurochirurgia citato nell’articolo. Da subito la situazione è apparsa allarmante. Al dolore e alla preoccupazione per un familiare ammalato, per di più improvvisamente come nel mio caso, si sono uniti la frustrazione e l’umiliazione di vedersi ignorati dai medici, privati di qualsiasi informazione in merito a condizioni, esami effettuati, trattamenti impostati, qualsiasi cosa. I medici ci sono.
Fanno avanti e indietro dal reparto, parlando al telefono, testa bassa per non guardare i parenti in attesa fuori dall’ufficio su cui capeggia un bel foglio con scritti a chiare lettere gli orari dei colloqui con i famigliari. Sistematicamente ignorati. Per cinque giorni questa data la regola delle mie giornate; per cinque giorni mi sono presentata in orario di colloquio in reparto, per cinque giorni ho aspettato per ore per essere poi ignorata o liquidata in malo modo.
Mi permetto di portare qualche esempio; due ore e mezza di attesa il 28 settembre per poi essere trattati al limite della maleducazione da un medico che era troppo impegnato per potermi dedicare un momento, ma che si è preso comunque il tempo necessario per redarguirmi, con toni al limite della cafoneria, sul fatto che no, mio padre non è in pericolo di vita e che quindi non potevo permettermi di fargli perdere tempo chiedendogli informazioni.
Come se qualcuno nei tre giorni di ricovero precedenti si fosse preso la briga di rassicurarmi sulle condizioni di mio padre. Tre ore e mezza di attesa sabato 30 settembre. Tre ore e mezza di attesa inframmezzate dall’intervento del ‘gentile’ dottor G. che in mezzo ad un reparto si è preso la briga di urlarmi contro che lui il sabato non riceve (il sabato per il reparto, al contrario di quanto succede in tutto il resto del mondo, è festivo. Paese che vai?), che gli orari dei colloqui sono ‘sempre stati rispettati’ (sic!) e che non avrei parlato con lui se non quando avesse avuto tempo.
Un’infermiera è uscita a prendere le mie difese, spiegando che in cinque giorni non ero riuscita a parlare con un medico. Presa a male parole anche lei. Il dottore mi ha dato le spalle e se ne è andato mentre io gridavo inutilmente come fosse mio diritto parlare con un medico.
Ho dovuto rinunciare ancora una volta alle informazioni di cui avevo bisogno. Informazioni, mi permetto di aggiungere, che non vengono date nemmeno al diretto interessato, mio padre. Attese snervanti, notizie mezze urlate tra i rimproveri per esserci permessi di aver disturbato i medici, impegnatissimi in emergenze risolvibili, non si capisce come, facendo avanti e indietro in reparto e parlando ad un telefono.
Personale infermieristico e assistenziale che cerca di tamponare la situazione. ‘È una settimana così. Ci sono stati dei lutti. Manca il personale’. Gentili, almeno loro. Quantomeno si scusano per le attese, cosa che, pare, un camice bianco impedisce di fare. Ma dietro le loro giustificazioni io leggo solo come un reparto non stia funzionando, e a me sia chiesto di capire e accettare la cosa.
I diritti all’informazione e al veder rispettato il proprio tempo sono sanciti dalla Carta Europea dei Diritti del Malato, e sono preciso dovere del medico, parte integrante del loro lavoro. Di conseguenza, i medici del reparto di Neurologia, in tutto e per tutto, si stanno rifiutando di compiere il loro lavoro. Mi rivolgo direttamente ai rappresentati ospedalieri che già si sono espressi: anche questa è ‘una polemica fragile e triste’? O forse è vostro diretto interesse capire cosa non stia funzionando e agire di conseguenza?
Elisa Calcina
(Cremona)

Ho dato spazio alla sua protesta, molto dura e circostanziata. Mi auguro che l’ospedale voglia replicare chiarendo le situazioni a cui lei fa riferimento.

Però i vaccini sono gratis!
Ho pagato 107 euro per delle analisi
Signor direttore,
sabato mi sono recata presso un laboratorio per effettuare delle analisi in merito ad una sospetta patologia. All’atto del pagamento mi sono stati richiesti ben 107 euro.
Indignata per l’entità della somma sono stata informata che, addirittura, da metà ottobre una buona parte di esami di laboratorio che fino a oggi erano esenti dal ticket, diventeranno a pagamento. Quindi a coloro che hanno la sfortuna di non essere sani toccherà anche mettere mano al portafogli.
Mi chiedo con quali criteri il Ministero della Salute decida le priorità a tutela della salute pubblica. Vaccini gratis per tutti per evitare ipotetiche epidemie ma niente soldini per curare una parte della società che ha già una patologia conclamata.
daniela.rossi71@outlook.it

Terrorismo a Marsiglia
Jihadista conosciuto. Ma perché era libero?
Signor direttore,
secondo la tv il jihadista che a Marsiglia ha ucciso a coltellate due giovani donne era da tempo perfettamente conosciuto e con precedenti dalla polizia e considerato un estremista pericoloso. Ma allora perché era lasciato in libertà e senza controllo?
Non sarebbe stato opportuno rinchiuderlo e isolarlo o espellerlo prima che potesse, come era probabilissimo, nuocere ed uccidere?
Delle due una: o le autorità sono degli imbecilli oppure sono colpevoli per non avere disinnescato un pericolo certo..!
Se fossimo nei panni dei parenti delle donne uccise denunceremmo le autorità per omicidio colposo per non avere prevenuto un delitto che aveva molte probabilità di essere commesso.
Le garanzie costituzionali valgono per i cittadini normali e non per i fanatici religiosi che hanno comportamenti al di fuori della logica e verso i quali è utile e lecito prendere le precauzioni del caso a difesa delle vite dei cittadini. Basta con il garantismo cretino verso il fanatismo religioso di chi non ha alcun rispetto per le leggi e per la vita altrui, garantismo che provoca direttamente tante vittime innocenti alle quali nessuno dà una qualche garanzia di difesa. Come sempre in questa società malata di stupidità si dà più retta ai carnefici che alle vittime!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Pizzighettone
Gita e pizzata, un grande successo
Egregio direttore,
gli amici della Cooperativa e i ragazzi de ‘Il Libro’ di Pizzighettone vogliono ringraziare tutti i partecipanti alla pizzata e alla gita. Un ringraziamento a chi ha sostenuto e contribuito alla riuscita.
Maria Rosa Bolzoni
(Pizzighettone)

Italiani troppo esterofili
Valorizziamo i nostri grandi musicisti
Egregio direttore,
perché dedicare tanta attenzione a musicisti come Franz Joseph Haydn , Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven quando in Italia in quel periodo storico abbiamo avuto grandissimi compositori molti dei quali attivi nelle principali corti europee, quali: Muzio Clementi, Luigi Boccherini, Giovan Battista Viotti, Cambini, Jommelli, Galuppi, Anfossi, Luchesi, Durante, Cimarosa, Porpora, Scarlatti e ne potrei citare molti altri.
Mi riesce veramente difficile comprendere tali programmazioni, tali scelte.
Gli italiani, si sa, sono ancora oggi molto esterofili, ma soprattutto in campo musicale, risaputa la grandezza dei maestri italiani, si cominci da loro.
Santo Carniti
(Crema)

E il sole è quasi triste
A ottobre la sera è già dentro il mattino
Signor direttore,
il tempo vola e siamo già ad ottobre.
‘Sole triste d’ottobre che già senti e porti in te la lunga notte, ultimo sole fuso nell’aria color malva della sera, ancora sono verdi la tua terra, la siepe, il prato e la vitalba con le sue foglie appena toccate di rosso. Ma su tutto è posata una bruma sottile di lontananza perché sei lontano tu, mio sole, e la sera è già dentro il mattino e presto l’ombra avrà tutto il tuo cielo’.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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