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1 ottobre

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

03 Ottobre 2017 - 04:00

Ne parlo con...

Per noi una festa sociale

L'amore dei nonni è davvero grande
Egregio direttore,
domani è il 2 ottobre e io sono uno dei tanti nonni che, da padre, ho cresciuto con mia moglie i nostri figli insegnando loro i valori della vita, del rispetto per gli altri e l’aiuto alle persone più anziane e abbienti.
Oggi che siamo nonni, riserviamo sui nostri nipoti l’ulteriore amore, è come se ci fossimo liberati e liberi di voler bene senza il pensiero delle responsabilità, godendo la gioia di dare ai nipoti ciò che magari ai propri figli, per il lavoro (poco tempo libero) e stanchezza si era sfumato: complicità, vizietti e coccole, molte coccole.
Ci sono ragazzi che sono sopravvissuti ai silenzi e alle assenze dei propri genitori; solo con l’amore e la presenza dei propri nonni. Chiunque a prescindere dall’estrazione sociale ha avuto nonna e nonno nei quali troverà sempre qualcosa che neppure i genitori potranno dargli, l’amore incondizionato. Penso, con profondo dolore, a quel nonno di Livorno che, salvata la nipotina dal fango poi è tornato dall’altro nipote ma non è riuscito a liberarlo dal fango ed è rimasto con lui, abbracciandolo e proteggendolo dal buio e dal freddo e morendo con lui... l’amore infinito.
Mimmo T.
(Cremona)

Disagi e sottovalutazioni
Ponte di Casalmaggiore, nulla più come prima
Signor direttore,
una cosa è certa: qualsiasi soluzione sarà presa per il ripristino della viabilità, il ponte di Casalmaggiore, la cui chiusura ha comportato tanti disagi a tutti, niente sarà più come prima: tutti lo guarderanno con sospetto e non lo riterranno poi tanto sicuro, poi qualcuno dovrà ben rispondere del mancato preavviso e sorveglianza non appropriati monitoraggi, dato che fino al giorno prima passavano su quel ponte a tutta velocità camion e rimorchi pieni di barbabietole e pomodori, motrici trainanti carrelli stracarichi di automobili.
Nessuno se l’aspettava? Ma i tecnici dovevano sapere che se il ferro non viene trattato preventivamente con speciali antiruggine come si fa oggi, provoca a lungo andare danni al cemento fino a provocarne lo sgretolamento, cosa che nel 1958 non si sapeva ma oggi si. E poi come si fa a non pensare che il fenomeno si ripeterà non solo su questo ponte ma su tutti quelli costruiti nello stesso periodo?
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Le foto dei lettori

Signor direttore,
venerdì ci sono stati problemi sul pullman delle ore 13,15 in partenza da Cremona verso Casalmaggiore. C'ea puzza di fumo e dopo 20 minuti il conduttore si è fermato, siamo scesi e abbiamo aspettato un altro pullman.
univereda@gmail.com

Meglio documentarsi
In Africa l’Italia si è anche fatta onore
Egregio direttore,
Angelo Rosa appartiene alla categoria di individui, nati in Italia, che, per motivi politici, critica negativamente il comportamento dei connazionali in guerra mettendo in evidenza soltanto le vicende di essa che possono creare stati d’animo ingenerosi, offensivi e vergognosi se il pensiero va a coloro che sono caduti.
‘Cosa fece l’Italia in Africa’ è titolata la sua lettera del 22 settembre. Rispondo riportando l’opinione di persone che non furono certamente favorevoli alla nostra presenza in quel continente. Il 5 dicembre 1941, quando per l’Italia la guerra era perduta. il quotidiano francese Journal concludeva l’analisi di quello che gli italiani avevano realizzato in Libia con le seguenti parole: «Quel che l’eroismo del contadino italiano ha costruito, quel che ha fatto sorgere dalla roccia e dalla sabbia ingrate sono opere destinate a sfidare i secoli».
Per quanto riguarda l’impegno italiano nella civilizzazione dell’Etiopia, la giornalista inglese Katharine Fannin scriveva sul Manchester Guardian: «Il governo dell’Italia è il primo governo che questa terra barbara abbia mai avuto. È evidente che gli abissini e gli altri indigeni stanno assai meglio che in qualsiasi altra epoca».
Un altro giornalista inglese, G.B. Lastret scrisse: «Quello che mi ha più colpito direttamente in Africa orientale italiana è stato l’umanissimo trattamento degli italiani verso gli indigeni di qualsiasi condizione o razza».
Quando, infine, gli inglesi subentrarono agli italiani in Etiopia, il Times di Londra si espresse in questo modo: «L’Etiopia non può tornare alle condizioni anteriori della conquista italiana senza provocare gravi disordini popolari; ma è egualmente certo che non può vivere nelle condizioni elevate create dagli italiani».
Claudio Fedeli
(Cremona)

Castelverde
L’Unione esautora il consiglio comunale
Egregio direttore,
nel consiglio comunale del 27/09/2017 noi minoranze di Castelverde ci siamo rifiutati, uscendo dalla sala consiliare, di votare gli argomenti all’ordine del giorno. Argomenti da noi non condivisi e relativi ad un nuovo regolamento ed una ennesima variazione di bilancio necessari all’Unione. Nessuna riunione dei capigruppo è stata convocata. Democrazia ‘strisciante’?
Tutte le funzioni sono state trasferite al consiglio dell’Unione che può decidere in autonomia cosa si deve fare. Nel consiglio dell’Unione non c’è la rappresentanza dell’esito delle elezioni comunali del 2014, ma i consiglieri eletti sono l’espressione dello statuto ideato, fortemente voluto e votato dalla sola maggioranza di Castelverde. I cittadini di questo non sono mai stati informati. Ci siamo chiesti: ha ancora un senso il consiglio comunale così esautorato anche se rappresentativo del risultato delle elezioni?
Giuseppe Priori, Maria Paglioli, Andrea Lena, Mauro Cenicola
(le minoranze Unite di Castelverde)

Cremona Musica
Serata promozionale ‘vestita’ da concerto
Gentile direttore,
scrivo per segnalare una fastidiosa caduta di stile che penso sia imputabile agli organizzatori della rassegna internazionale Mondo Musica. Mi riferisco alla serata di venerdì 29 settembre. Ritengo che confezionare un gala principalmente ad uso e consumo degli addetti ai lavori, probabilmente invitati, in veste di concerto del duo Tuck e Patti presso il teatro Ponchielli sia stato per lo meno fuorviante come certe pubblicità ingannevoli. I suddetti artisti si sono esibiti alle ore 23 circa, in un repertorio necessariamente molto ridotto data l’ora, al costo di 27 euro (25 più 2 di prevendita anche se l’acquisto è avvenuto la sera stessa presso la biglietteria del teatro e pagabili solo in contanti). Mentre nella prima parte della serata, iniziata in ritardo, ho assistito ad attività promozionali che grazie alla cornice del Ponchielli e all’ambiguità del biglietto gli ingenui ammiratori di Tuck e Patti hanno pagato molto salate.
Manuela Frassi
(Cremona)

Non sono d’accordo con lei. Tuck e Patti erano le stelle della serata, ma anche Diane Ponzio è una grandissima artista e al Ponchielli è stata all’altezza della sua fama. L’esibizione di Finaz ha conquistato il pubblico che non si è annoiato nell’attesa della coppia. Il fatto che lo spettacolo fosse sponsorizzato non ha tolto nulla alla validità della proposta per la quale il prezzo del biglietto è giusto.

Poste Italiane non c’entra
Non consegniamo noi le bollette di LGH
Gentile direttore,
in riferimento alla lettera pubblicata il 29 settembre dal titolo ‘Niente bollette per mesi poi il salasso’ desidero precisare quanto segue.
La consegna delle bollette L.g.h, nella zona segnalata di Cremona non è affidata a Poste Italiane ma ad una delle diverse società che operano come competitor in questo segmento di mercato aperto alla libera concorrenza.
Pertanto l’azienda precisa di essere totalmente estranea alle inefficienze descritte.
La responsabilità di eventuali disservizi non è perciò ascrivibile né direttamente né indirettamente a Poste Italiane.
Al fine di evitare altri possibili fraintendimenti, invitiamo la clientela a verificare il timbro apposto sulla corrispondenza e a rivolgere eventuali segnalazioni a chi è direttamente responsabile del servizio.
Poste Italiane si impegna comunque a monitorare la situazione restando a disposizione per verificare eventuali segnalazioni al fine di garantire ai cittadini un servizio efficiente e puntuale.
Francesca Paglia
(Responsabile Comunicazione Territoriale Lombardia)

Londra. L’ultima follia
Che gusto avrà un gelato da 110 euro?
Gentile direttore,
a Londra nella catena Snowflake Luxury, si può gustare un cono gelato da 99 sterline, pari a circa 110 euro. Frutto della passione, cioccolato del Madagascar, caramello salato, oro e diamanti commestibili sono alcuni dei suoi pregiati ingredienti. Ma che sapore avrà mai e quali recondite papille gustative riuscirà ad attivare? Tra tanti dubbi ho una grande certezza: è con molto godimento che finirò il gelato comprato sotto casa. Kg. 1 per euro 3,90, very good!
Michele Massa
(Bologna)

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