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1 ottobre

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

03 Ottobre 2017 - 04:05

IL CASO
I senzatetto allontanati da Piazza S. Pietro...Stupito dal Papa
Egregio direttore,
sono rimasto basito da una notizia che mai e poi mai avrei voluto leggere e che mi ha fatto gelare il sangue nelle vene ed è questa: ‘Per esigenze di decoro pubblico, la gendarmeria vaticana ha allontanato dall’area di Piazza San Pietro i clochard che da tempo vivono nella zona’. Papa Francesco è stato informato dell'intervento dei gendarmi.
Nella vicinanza della piazza sopracitata sono sorte perfino delle tendopoli e sarebbe stato più saggio trasferirle con i suoi occupanti negli spaziosi e signorili giardini vaticani e non demolirle. Il direttore della sala stampa della Santa Sede parla di ‘ragioni di sicurezza’ che hanno determinato l’allontanamento dei senza fissa dimora. È molto strano che il direttore non si sia mai accorto dello stesso problema, più accentuato, che investe le stazioni, le piazze e le periferie italiane, mai una parola a riguardo.
È incredibile nonché paradossale che il paladino dell’accoglienza, dei muri da abbattere, dei ponti da costruire, dell’integrazione, della solidarietà e della fratellanza, alias papa Francesco, abbia commesso un così grave errore. Naturalmente i media filoclericali si sono affrettati a dire che il Santo Padre non sapeva dell’allontanamento dei clochard. Balle. Non poteva non sapere.
Questo Papa, lo dicono i sondaggi, piace sempre di meno e molti fedeli non lo riconoscono più come loro Pastore.
Alessandro Zecchini
(Camisano)

Solo una precisazione: i senza fissa dimora sono stati mandati via dalla Gendarmeria vaticana ma potranno continuare a dormire sotto ai porticati dove papa Francesco ha fatto costruire per loro un dormitorio, bagni e docce.

LA POLEMICA
Ius Soli, il Pd avvisi la Bosche che sta cercando i numeri per approvarlo
Gentile direttore,
il signor Montuori nella sua lettera del 30 settembre sostiene che il Pd non ha la volontà politica di sostenere lo ius soli fino in fondo.
Contrariamente ad altre occasioni, debbo lanciare un’ancora di salvataggio al Partito democratico, in quanto su questa questione ha avuto un’unità d'intenti nel difendere la legge allorquando il partito di Alfano si è sfilato rendendo impraticabile la maggioranza al Senato per l'approvazione della legge nonostante l'appoggio delle forze a sinistra dei democratici. La questione è stata rimandata a dopo l'approvazione della legge di bilancio in attesa di convincere le forze riottose (in primis gli alfaniani) a ricredersi sullo ius soli senza farsi condizionare dalle convenienze elettorali.
Purtroppo c'è sempre qualcuno nel Pd che evidenzia la propria qualità di dilettante allo sbaraglio confermandosi in questo esercizio politico. Non paga dell’uscita infelice nel corso della trasmissione ‘In mezz’ora’, condotta da Lucia Annunziata, nella quale affermava «che i veri partigiani votano si» (Fantozzi avrebbe commentato la frase in termini uguali rispetto al commento sulla corazzata Potemkim), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Elena Boschi, in un festival dell’Unità intervistata ha detto che i numeri al Senato non ci sono per approvare lo ius soli e il tutto è rimandato alla prossima legislatura quando avremo la maggioranza a Palazzo Madama.
Potrei intonare la canzone ‘Ciao ciao bambina’, ma con questa frase la Boschi ha spiazzato tutto il Pd, e messo in difficoltà seria tutti coloro che stavano e stanno lavorando per trovare i numeri.
Purtroppo, caro Montuori, in questo Pd, e lo sai bene, gli incapaci sono premiati e collocati ai vertici per combinare danni irreparabili.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

In provincia di Cremona
La foto più antica di un radioascoltatore


Gentile direttore,
inviamo quella che si può ritenere la più antica fotografia di un radioascoltatore in provincia di Cremona. L’altoparlante Philips in alto a sinistra sancisce una data dopo il 1928. Troviamo difficoltà ad identificare la radio, forse inglese, e l'ascoltatore che armeggia con le pile. Non era all’epoca così facile far andare una radio. L'immagine è conservata in lastra negativa. Men che meno sappiamo del distinto signore. Per molti aspetti questa lastra rimane un gran mistero, e se qualcuno vuole intervenire è benvenuto.
Igor Paulinich e Federico De Gennaro
(Cremona)

Vita da automobilista
Codice della strada difficile da rispettare
Signor direttore,
se non usassi l’auto (il motorino quando non piove) per andare al lavoro e portare i figli a scuola, la vita sarebbe molto più complicata. Certo, sarebbe meglio con un mezzo pubblico: spenderei meno, risparmierei in salute e, probabilmente farei anche prima. Ma il mezzo pubblico è un miraggio. Sì, ogni tanto in campagna elettorale i vari candidati li promettono, ma sembra che, tra loro che non mantengono le promesse e io che sono sfortunato, a me non tocca mai. Certo, potrei trasferirmi in una casa più vicina al lavoro e alla scuola dei ragazzi, ma... lasciamo perdere, non siamo mica in America dove tutti cambiano tutto quando vogliono, ed è tutto facile. Fino a che reggo, vado avanti. Tanto prima o poi andrò in pensione e i ragazzi non avranno più bisogno di me. Capisco che nel frattempo do il mio contributo all’inquinamento da smog e da traffico, ma che devo fare?
Andiamo avanti. Che incubo, però. Rispettare il codice della strada è impossibile. Altrimenti non campo. E il divieto di fermata… come faccio a far scendere i ragazzi che vanno a scuola, in quella confusione poi, tutti in coda, doppia e tripla fila, coi tubi di scarico che gli vomitano addosso tutto il possibile e immaginabile, e i vigili che sono lì e - poverini - fanno il possibile, ma se dovessero far rispettare il divieto di fermata, sarebbe il finimondo. Ho provato a parcheggiare non proprio vicino, ma sempre in divieto, non c’erano alternative possibili e praticabili…
Vincenzo Donvito
(Presidente Aduc - Associazione per i diritti dei consumatori)

Un trionfo di falsità
Mamma mia quanti ‘lecca lecca’
Signor direttore,
mamma mia! Quanti ‘lecca lecca’ fingono di stimarti per le tue qualità umane e morali e invece sono morbosamente interessati alle tue quantità materiali ed economiche.
Ma è meglio riuscire a non pensarci, tanto nessuno è capace di migliorare da solo questa squallida umanità che tutti teniamo prigioniera nel nostro corpo e accettiamoci senza accanimento ma sempre attenti a tenere gli occhi aperti anche se il nemico più pericoloso sta dentro di noi.
Pietro Ferrari
(Cremona)

C’è il rischio logoramento
Il centrodestra si dia una regolata
Egregio direttore,
designazioni ‘strampalate’, discordanti e spesso usurpate quanto pretenziose hanno prodotto le conseguenze temute e puntualmente verificatesi. Ad esse potrebbe aggiungersi la fisiologica defezione di una gran parte dell’elettorato moderato. Nel centrodestra, da tempo ormai, si stanno ripetendo gli stessi esercizi d’incoerenza e d’irresponsabilità che ne stanno incrinando l’immagine. Quando si interromperà questa Via Crucis? Non sono state troppo deprimenti le dimostrazioni date sin d’ora? Non è il momento di ‘darsi una regolata’? all’interno di una alleanza fondata su premesse condivise? Uno ‘sbiadito’ Berlusconi e sin troppo ‘indulgente’ debba trascorrere il tempo a far da paciere per rintuzzare le persistite ripicche di turbolenti compagna di cordata? Posti davanti a realtà tutt’altro che rassicuranti, s’impongono rimedi, i più rapidi e incisivi, per scongiurare un ulteriore logoramento dell’alleanza centrista considerate le difficoltà in cui versano gli avversari del Pd e M5S.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Verso il referendum
Lena (Lega) dà sempre la colpa agli altri
Egregio direttore,
il Consigliere Lena, nel rispondere alle mie domande, fa un escursus tutto a suo favore di come la Lega si sia battuta sia con governi amici che all’opposizione, dando però sempre la colpa agli altri. Del resto si sa, la colpa è una brutta bestia e nessuno la vuole. Mi sovvien da dire: tante parole ma fatti... Si lamenta del referendum perso nel 2006, ricordando la forte opposizione di altri partiti, ma di recente qualcun altro ha perso il referendum e lui esultava per averlo affossato.
N.B.: lei cita il titolo 5°, ma se non sbaglio fu approvato da un governo di centrosinistra e, sempre se non sbaglio, la Lega ha votato contro, tant’è che è stato approvato con soli 5 voti di maggioranza.
Nello Sesso
(Gallignano)

Giustizia/1
Un immenso Moloch colluso con la politica
Eregio direttore,
credo che oggi in Italia in pochi non si rendano conto che la giustizia è un immenso Moloch e, guarda caso, proprio nel momento in cui la politica è debole se non deficitaria sotto qualsivoglia aspetto!
Troppi interessi di potere e di ‘cadreghini’ offuscano le menti dei parlamentari, indaffarati come non mai per lotte fratricide per pochi addetti ai lavori incompetenti. Oggi, promuovere una vera riforma che possa affermare il ‘dovere’ e il ‘potere’ di indagare e il ‘diritto’ di sapere esattamente cosa fa il Palazzo, rapidamente e nel rispetto della presunzione di innocenza non farebbe altro che rafforzare le parti politiche che aspirano ad un vero ruolo di ‘governo del popolo’! (...)
In Italia attualmente vi è un immenso ‘misturotto’ tra politica e giustizia.
Politica e giustizia separati, potrebbero anche regalare al cittadino alcune ‘garanzie’, mentre se indecorosamente ed ignominiosamente accorpati, non porteranno altro ad immensi spazi di impunità, laddove invece il cittadino, vorrebbe semplicemente severità, rigore e soprattutto certezze!
Un miscuglio pericolosissimo, il cittadino e/o funzionario di Stato che vi si troverà in mezzo, sarà letteralmente sgretolato e tacciato di ‘attentato allo Stato’, e come sempre avviene tutto quanto sarà assorbito da mefistofeliche nebbie. Al motto: ‘Io copro te, che tu poi copri me’, si va avanti, come d'altro canto, le ‘mezze cartucce’ dei nostri parlamentari, vanno vieppiù diffondendo nel sistema un modus operandi da terzo mondo.
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Giustizia/2
I contorsionismi e la semplicità negata
Signor direttore,
seguo sempre e con vivo interesse le dispute che si accendono attorno ai temi della giustizia. Ritenendoci ‘padri del diritto’, mai ci rassegneremo a recitare ruoli comprimari e men che meno a correggere le storture, cadesse il mondo. Purtroppo siamo perennemente afflitti da regole contorte, quasi fossero escogitate ad arte per negarsi alla semplicità, alla chiarezza. Spesso, in compenso, dimentichiamo di guardarci (umilmente) allo specchio per calarci nei panni dei presuntuosi legislatori piuttosto che in quelli (e fors’anche più appropriati) di autentici legulei, vale a dire d’inarrivabili ‘azzeccagarbugli’. Come sarebbe anche ora che si ponesse fine al privilegio dell’impunità per tanti giudici ritenuti intoccabili malgrado ripetuti e sconcertanti precedenti.
Vera Croce
(Cremona)

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