Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

7 settembre

Lettere al Direttore

Gigi Romani

Email:

lromani@laprovinciadicremona.it

09 Settembre 2017 - 04:00

L’INTERVENTO

PER RILANCIARE IL COMMERCIO
LAVORARE PER UNA CITTÀ VIVA E VIVIBILE

E’ vero anche che in questa situazione si è inserita a meraviglia la grande distribuzione che potendo contare su numeri che permettono margini di guadagno bassi e grande forza di tenuta in tempo di crisi, ha sottratto enorme quantità di clientela ai negozi di vicinato ed ha abituato la nostra società ad un modello di acquisto inconsapevole, massificato ed eticamente censurabile senza peraltro portare alla comunità il minimo beneficio; perché anche dire che la grande distribuzione almeno porta lavoro è profondamente inesatto.
Uno studio della CNA avallato da metri cubi di letteratura anglosassone ha calcolato che ogni assunzione in centri di grande distribuzione costa tre posti di lavoro altrove... Peraltro tale modello di distribuzione è ormai ampiamente superato proprio nei Paesi dove è nato: poniamo mente al fatto che quando in Italia sono arrivati i primi supermercati negli Stati Uniti tale modello di distribuzione era già in voga da una ventina d’anni; oggi che noi siamo nel pieno sviluppo della grande distribuzione, proprio negli Stati Uniti si assiste ad uno smantellamento di centri di grande distribuzione e catene di fast food a favore del ritorno di un modello di acquisto consapevole e meno consumista.
In tale contesto per noi Socialisti è ovvio che la politica non si può mostrare disinteressata alle dinamiche che creano la ricchezza di una società ed è altresì ovvio che la politica non si può permettere di dire ai commercianti: ‘modernizzatevi e vedrete che le cose cambieranno’ e nemmeno i commercianti si possono permettere un’analisi miope del tipo: ‘fate passare la macchine davanti al nostro negozio e vedrete che torneremo a lavorare’.
Certo è utile che i commercianti siano maggiormente elastici nella organizzazione della distribuzione, come è vero che sarebbe, ad esempio, sciagurato, nei momenti dell'anno dove il commercio tira, inviare pattuglie di nuovi agenti con la sola mansione di multare le soste in centro, ma le basi della ricetta per una ripresa del commercio cittadino sono ben altre e poggiano su una sinergia strettissima tra categorie produttive e politica.
Sul punto la nostra amministrazione ha il chiaro obiettivo del rilancio del comparto e allora anzitutto, tra le altre, ci si chiarisca sul fatto che la grande distribuzione non è mai una risorsa per la società, si cerchino ancora e sempre di più iniziative costanti per far tornare il centro luogo di aggregazione cittadino, si badi alla cura del decoro come se la nostra città fosse una bomboniera, si pensi a pavimentazioni di pregio che invitino alle passeggiate in centro, si verifichi che i regolamenti favoriscano e non ostacolino lo sviluppo delle botteghe dal punto di vista di orari e plateatico ecc. e soprattutto si rinsaldi ad ogni costo il rapporto con le categorie, si cerchi di promuovere aggregazioni di negozianti per categorie merceologiche o per strade di esercizio, e le categorie del commercio, questo credo glielo si possa chiedere, colgano la sincera volontà dell'attuale amministrazione di ravvivare la città come non avveniva da anni.
Paolo Carletti
(consigliere comunale del PSI)

___________________________

Ne parlo con...

QUALE LIBERTÀ D’ESPRESSIONE?
BANALIZZARE O RIDURRE
A PURO ‘FOLCLORE’
LE AZIONI DEI NOSTALGICI DEL DUCE NON AIUTA
Egregio direttore,
ho letto con profondo malessere il lungo editoriale della professoressa Ada Ferrari su ‘La Provincia’ del 5 settembre dal titolo ‘E’ grave quando la democrazia affonda nella stupidità’.
È un editoriale in cui, analizzando le più recenti manifestazioni di ‘nostalgia fascista’, con un piglio ironico che mi sembra in questo caso del tutto fuori luogo, ci si chiede che senso abbia oggi ribadire, come sta provando a fare l’on. Fiano, con una nuova normativa più stringente, il divieto di ricostituzione del partito fascista e quello di apologia del fascismo, già contenuti nelle disposizioni transitorie aggiunte alla Costituzione.
Il processo di riduzione e di banalizzazione a livello ‘folcloristico’ delle azioni dei nostalgici del regime, che si impone nell’editoriale, rubricando sotto la definizione di ‘libertà d’espressione’ le dichiarazioni farneticanti di diversi esponenti della Destra del terzo millennio, rischia di far passare in secondo piano il fatto che, negli ultimi tempi, tali formazioni (da Forza Nuova a Casa Pound al gruppo chiaramente neonazista dei ‘Do.Ra.’ - i Dodici Raggi - di Varese) hanno condotto azioni intimidatorie e aggressioni contro singoli o gruppi di sinistra, arrivando a minacciare anche esponenti del clero, in perfetto stile neosquadristico.
Convengo sul fatto che le turbolenze neofasciste non siano gli unici problemi che lo stato deve affrontare e che i crimini dei regimi dittatoriali di sinistra vadano sempre e comunque ricordati; così come mi sembra evidente che tali manifestazioni siano frutto, come osserva la professoressa, di una mancata o carente risposta dello stato al malessere sociale diffuso. Ritengo, però, che un giro di vite delle autorità pubbliche e della magistratura sulle intemperanze dei gruppi di estrema destra sia assolutamente necessario: posso garantire alla professoressa Ferrari che, se il sottoscritto sventolasse qualche bandiera nazista in una città tedesca, verrebbe immediatamente prelevato dalla polizia.
V. Montuori
(ANPI Cremona)

___________________________

Le foto dei lettori

UN PASSATO GLORIOSO INGABBIATO DALL’ESTETICA MODERNA

Caro direttore,
le invio questa fotografia che ho scattato con il mio cellulare da un terrazzo di via dei Rustici.
Ero ospite di un mio amico artista e stavamo discutendo sulla bellezza del centro storico. Lui è un pittore affermato e sosteneva che Cremona è ben tenuta e ha un centro di tutto rispetto. Ovviamente la mia opinione era di tenore diverso.
Il centro storico è sì di tutto rispetto, anzi è un museo diffuso, ma dovrebbe essere trattato come tale dai cittadini. Invece negli ultimi dieci anni sembra in uno stato di abbandono perenne. Poi è spuntata la luna, bellissima, sui tetti rossi di Cremona. Ma complice la prospettiva era ingabbiata dalla torre della Telecom. L’abbiamo interpretata come una metafora della città: un passato glorioso ingabbiato dalla triste estetica contemporanea. Il giudizio sia dei posteri!
Antonio Campi
(Cremona)

____________________________

La scuola è formazione
Se il merito esiste
bocciare è ‘normale’
Egregio direttore,
scusi la mia ignoranza ma non posso esimermi dall’esprimere stupore per le affermazioni del signor Claudio Maffei pubblicate in questo spazio lunedì 4 con il titolo ‘Fino al liceo vietato bocciare: era ora’!
Premesso che, mentre tutti, compresa la sinistra, si battono per aumentare il livello di istruzione, sorprende come la sinistra stessa abbia assegnato un ruolo così importante ad una persona sprovvista di laurea. Non ho niente contro i non laureati, ma qualche perplessità penso che sia inevitabile.
Non ho capito poi se l’ipotesi del signor Maffei, ha il solo obiettivo di responsabilizzare o è dettata da una demagogia di una certa sinistra che ha fatto più danni che bene alla nostra società in questi decenni.
Partire poi con questa responsabilizzazione dalla scuola con l’eliminazione della bocciatura, significa dimenticare il ruolo che la scuola ha nella formazione della persona, non bastano i danni provocati da quella demagogia che, a sostegno dei più deboli, ci vorrebbe tutti uguali , allineati e coperti, dimenticando le parole, merito, sacrificio, impegno, rispetto che fanno parte del quotidiano vivere e che i nostri giovani devono imparare a conoscere e saper affrontare, dai primi anni di scuola. E’ assurda quanto pericolosa l’affermazione del signor Maffei che chiude la sua nota parlando dei danni che la bocciatura potrebbe provocare sulla psiche dei ragazzi (!) a questo punto avremmo proprio solo dei bamboccioni.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo ed Uniti)

Grazie ai clandestini
Zanzara della malaria
Ora arriva pure quella
Signor direttore,
la zanzara malarica di tipo africano che ha ucciso la bimba italiana di 5 anni da dove viene? Ma dall'Africa che diamine! E chi l’ha portata? Ma chi arriva dall'Africa che diamine! E chi viene dall'Africa? Turisti, operatori economici e politici e tanti, tanti, tanti clandestini voluti dal Pd. Si può pensarlo o è vietato dalla sinistra?
Giuliano Galassi
(Cremona)

Certo che si può pensarlo. Ma il suo ragionamento è troppo semplicistico.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi