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14 agosto

Lettere al Direttore

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emanzini@laprovinciacr.it

16 Agosto 2017 - 04:00

IL CASO
'Salviamo' una ciminiera della Tamoil. Un generatore eolico al posto della fiamma
Egregio direttore,
ho saputo che tra pochi giorni inizieranno i lavori per smantellare le torri presenti nell’impianto dell’ex raffineria Tamoil e, a tale proposito, vorrei fare una proposta che tengo in serbo da parecchio tempo, però non immaginando che queste operazioni di bonifica iniziassero in tempi così ristretti. Chiedo ospitalità per condividerla con i lettori e con i soggetti istituzionali e privati coinvolti nei lavori.
La mia proposta è chiedere che venga risparmiata dalle demolizioni la torre ciminiera più alta, quella dalla quale, da oltre mezzo secolo, gli abitanti di Cremona e chiunque si imbatteva da quelle parti erano abituati a vedere la fiamma che bruciava i gas inquinanti residuali del processo di raffinazione del petrolio e, nel contempo, ricordava come la società in cui viviamo, oggi come allora, non può ancora fare a meno dei prodotti ricavati dalle lavorazioni che uscivano da un impianto di quella specie.
Ora che la raffineria è stata dismessa e la ‘fiaccola’ è definitivamente spenta sarebbe bello installare sulla sommità di quella torre, dall’altezza ragguardevole, un generatore eolico con asse di rotazione verticale, per molti aspetti più efficiente rispetto ai tradizionali generatori ad asse orizzontale (un modello di generatore ad asse verticale lo si può notare sulla destra arrivando in città dalla via Castelleonese, tra Costa Sant’Abramo e il centro commerciale Cremona Po).
Che cosa giusta e doverosa sarebbe se quella ciminiera, progettata e costruita per disperdere nell’atmosfera in modo continuo i residui gassosi inquinanti derivanti dal processo di lavorazione di una fonte di energia in esaurimento quale è il petrolio, potesse trasformarsi in pilastro portante di un sistema di generazione di energia elettrica non inquinante e per di più prodotta da una fonte inesauribile. (...)
È inevitabile che per la riconversione di utilizzo della ex torre ciminiera si renderanno necessari degli studi tecnici di fattibilità, ma sono altresì convinto che se si volesse fare e se ci fosse la volontà politica per farlo, allora nessun ostacolo di natura tecnica si potrebbe frapporre per l’installazione di un generatore eolico sulla sommità di quella torre. (...)
In questa sede non importa sapere quanta energia elettrica si potrà ricavare: se paradossalmente per accendere un solo led oppure, cosa auspicabile, una grande quantità di luci che illuminano, a mo di ‘Albero della vita’, tutta la torre trasformandola così in monumento. (...) O, meglio ancora, che sia in grado di erogare energia elettrica in grande quantità in modo da soddisfare il fabbisogno di più abitazioni o per servizi di pubblica utilità.
Ruggero Poli
(Cremona)

Lo smantellamento delle torri fa parte delle opere di bonifica dell’area Tamoil. Non sono in grado di dire se tecnicamente l’operazione che lei propone sia realizzabile ma resta il fatto che la conservazione della ciminiera più alta della Tamoil sarebbe un atto simbolico, una testimonianza del passato.

IL RICORDO E LA POLEMICA
Pozzi coerente e leale, non premiato dalla politica
Egregio direttore,
il quotidiano da lei diretto con due servizi ha contribuito a rendere omaggio alla figura del consigliere di minoranza al Comune di Piadena Fabrizio Pozzi scomparso prematuramente. Infatti in data 4 agosto ‘La Provincia’ a pagina 21 riporta un trafiletto nel quale il sindaco di Piadena diffonde un suo personale elogio sottolineando le indiscutibili doti del consigliere rimarcandone la lealtà, la correttezza e la collaborazione profusa, rivelando che in determinate riunioni ha espresso il suo consenso in modo unanime o collegiale.
Uguali termini compaiono anche nel necrologio fatto affiggere dal Comune di Piadena. Altro ci sarebbe da evidenziare ma tanto basta per spiegare e comprendere che la grande dote della lealtà posseduto dall'amico Pozzi non è non è stata parimenti profusa dal sindaco Cavazzini la quale nel 2014, appena eletta sindaco di Piadena, senza tanti ripensamenti decise di imperio di sollevarlo dalla carica di responsabile della Protezione civile a livello locale nominando un suo uomo di fiducia.
Lo ha disarcionato dalla carica nonostante questo sindaco fosse a conoscenza che Pozzi per l’impegno e la grande competenza fosse da ritenere il fondatore, l'organizzatore è l'unico patrocinatore del programma connesso alla citata materia di natura assistenziale introdotta di recente nell'ordinamento civile italiano. Da amico, da compagno di lista, e cofondatore della stessa, mi sento di dire che quella decisione ha amareggiato il povero Fabrizio.
Sarà pur vero che la politica dei giorni nostri è composta da arrivisti e autocrati che si possono permettere di tutto a causa del degrado sociale e comportamentale paurosamente raggiunto per cui l’Italia vive in una perenne campagna elettorale, ma sembra doveroso ricordare che esistono ancora cittadini che distinguono l’adulazione dalla coerenza.
I fatti sono quelli che realmente accadono e rimangono a testimoniare la realtà e la verità, per cui appare come una nota stonata l’ipocrisia, l’agire in modo stonato e forse esagerato lodando e complimentandosi con eccessiva enfasi sperticandosi in lodi in favore di una persona che ha posseduto la rara dote della bontà e dell’altruismo.
Ciao Fabrizio, ci mancherai.
Rudy Bruschi Robusti
(Consigliere di minoranza a Piadena)

Boeri e le pensioni
L’aspettativa di vita per molti è in calo
Egregio direttore,
l’ineffabile presidente dell’Inps, Boeri, ha dichiarato che non si può toccare il meccanismo che aggancia l'età della pensione alla cosiddetta speranza di vita, altrimenti il bilancio dello Stato patirebbe grandi conseguenze. Un'ennesima bufala propinata da questo signore, dopo le balle sugli immigrati che ci pagheranno la pensione. Ma facciamo finta che sia così. Ebbene, per rispettare davvero la legge in vigore, bisognerebbe guardare dunque i dati sulla speranza di vita. E cosa dicono, purtroppo, questi dati, per quanto riguarda la Padania? Che la speranza di vita sta decisamente diminuendo, visto che nel nostro povero territorio l'inquinamento è a livelli altissimi, così come altissima è la diffusione di malattie degenerative mortali. Basta guardare ogni giorno la pagine dei necrologi per vedere quanti cinquantenni e sessantenni muoiono di cancro. Le chiamano ‘morti premature’, con un bel eufemismo che nasconde la tragica realtà. Dunque, se è vero - come è vero - che dalle nostra parti - ripeto: purtroppo! - la speranza di raggiungere la vecchiaia sta diventando sempre più aleatoria, allora anche l'Inps dovrebbe tenerne conto, e anticipare l'età pensionabile di una parte degli italiani, vista la loro ridotta speranza di vita. In questo modo si rispetterebbe la legge. O no? Come sarebbe bello, e giusto, se gli onorevoli della nostra zona si facessero promotori in Parlamento di una azione siffatta.
Guido Antonioli
(Pandino)

Barriere architettoniche
In carrozzina in retro per colpa del gradino
Signor direttore,
capisco che chi ha ideato queste barriere deve essere stato un architetto dal quale hanno indossato la denominazione, però, approfittando della attuale sensibilizzazione mediatica per il loro abbattimento, perché creano enormi disagi o rallentamenti a chi è costretto per spostarsi ad usare come veicolo la carrozzina... Mi punge segnalare che presso il ‘Soldi’ ospitante principalmente persone con pesanti difficoltà motorie, esistono fin dall'inizio della costruzione delle stesse, a tutte le porte vetrate che accedono al cortile interno delle loro camere uno scalino in marmo pregiato che seppur alto circa due centimetri, li costringono ad accedervi in retro anche se sono accompagnati, sarà una stupidata ma per chi ne usufruisce quotidianamente comporta disagio, imprecazioni, sballottamenti.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Invasione insostenibile
Basta mungere l’Italia. Fermare i migranti
Egregio direttore,
parlo dei migranti e dell’uscita del nostro cauto Mattarella. Crede per caso il nostro presidente che gli italiani sono dei cretini? I migranti che raggiungono l’Italia non sono profughi di guerra, ma parassiti in cerca di una vita comoda senza alcuna fatica. Dobbiamo far capire loro che l’Italia non è una mucca da mungere all’infinito. Il latte sta per finire. Non possiamo ospitare a nostre spese questi parassiti umani. Il pane che mangiamo noi ce lo siamo sudati. I nostri migranti in maggioranza partivano con in tasca un contratto di lavoro. Dormivano nelle baracche messe a disposizione dalle colonie carbonifere, facendo enormi sacrifici si affrancavano dalla miseria. Molti (mi sono documentato) acquistavano case fatiscenti e con i ritagli che il duro lavoro gli concedeva, riuscivano a sistemarle e riunivano le famiglie, altri dopo anni di sacrifici ritornavano in Italia. Non credo ai vagoni piombati. Certo l’Italia ha favorito questo esodo, e, con le rimesse dei migranti l’Italia si riaffacciava a quel progresso oggi minacciato da questa invasione. Per gli abruzzesi l’esodo in cerca di fortuna parte da lontano, dagli anni venti e dalla arroganza e miopia dei Torlonia possessori di migliaia di ettari di terra fertili nel fucino. Tutto questo mentre i suoi vassalli vivevano nella miseria più nera. La ribellione per questa infamia con decine e decine di morti li spinse alla sfiducia se non proprio all’odio verso le istituzioni monarchiche ed ecclesiali compartecipate a questo eccidio. Emigrare per quei miserabili significava l’unica maniera per affrancarsi dal gioco dei latifondisti senza onore.
Il presidente non può equiparare i migranti parassiti che per ora subiamo ai nostri emigranti, che andavano per lavoro, straccioni si ma con tanto orgoglio e dignità.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

Il caso Venezuela
Assordante il silenzio del Papa su Maduro
Signor direttore,
in queste ore il dittatore comunista venezuelano Maduro sta affamando e massacrando il suo popolo. Da parte del difensore dei deboli e degli ultimi, vale a dire papa Francesco, silenzio tombale. Il fatto incredibile è che nonostante la riprovazione dell’episcopato venezuelano nei confronti di Maduro, Bergoglio non abbia provveduto a scomunicarlo o quantomeno ad invitarlo alla conversione democratica. Scomunica che, guarda caso, arrivò invece puntuale per Trump e più recentemente anche per Putin. E’ irriverenza ritenere chi nel 2013 gratificò di pubblica benedizione Maduro e nel 2016 pianse la scomparsa di Fidel Castro, più un marxista che un ministro di Dio?
Gianni Toffali
(Verona)

Tensione alle stelle
Usa e Corea del Nord si diano una regolata
Egregio direttore,
non passa giorno che quotidiani, tv e social non parlino della crescente tensione tra Usa e Corea del Nord due nazioni che hanno giurato l'una all'altra una ‘lezione’ apocalittica. Con i miliardi di problemi che ha già questo mondo, io sono del parere e come me tanti, che queste due nazioni, per ragioni diverse, debbano darsi una regolata: gli Usa che in nome dei paladini della libertà, ma in realtà dei petrodollari, hanno sempre voluto essere i padroni del mondo con le disastrose e apocalittiche conseguenze che la storia ci ha mostrato altro che il nazismo, mentre la Corea del Nord basata su un regime comunista che dà importanza solo all'apparato militare, quando i più poveri devono vivere con un chilo di riso al mese.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

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